Abuso di influenza dominante: come difendersi

L‘abuso di influenza dominante è un fenomeno piuttosto diffuso, soprattutto in contesti economici caratterizzati dalla presenza di gruppi societari. Non di rado, infatti, accade che grandi colossi commerciali possano imporsi sul mercato, chiudendolo all’ingresso delle piccole imprese. Non da ultimo, ad esempio, ricordiamo l’azione antitrust contro Google.

Tuttavia, tale fenomeno si realizza anche in contesti minori, nei contatti economici che nella vita quotidiana si pongono in essere. Proprio per questo che con il presente articolo vogliamo offrirti una breve descrizione della disciplina in materia di abuso di influenza dominante.

In particolare intendiamo fornirti gli strumenti per tutelarti dalla conclusione di negozi non corrispondenti alle tue effettive necessità, o comunque pregiudizievole della tua sfera giuridica soggettiva.

Ove fossi interessato a comprendere come prevenire ed, eventualmente, a porre rimedio ad un abuso di tal genere, ti invitiamo alla prosecuzione della lettura.

1. Cosa si intende per abuso di influenza dominante?

Sicuramente ti starai chiedendo cosa significa abuso di posizione dominante e quali sono i suoi effetti. Quindi procederemo ad alcune definizione preliminari.

Un’impresa abusa della propria influenza dominante quando sfrutta la propria posizione economica per limitare o rendere difficoltosa la permanenza di altre imprese sul mercato.

La struttura della disciplina antitrust pone particolare attenzione rispetto a pratiche scorrette, che potrebbero falsare la libertà di concorrenza. Tuttavia non vieta però di per sé che un’impresa si trovi ad esercitare una posizione dominante. Tale materia, infatti, reprime forme di abuso di questa situazione, che sono ritenute eventualmente pregiudizievoli e quindi vietate.

In capo all’impresa dominante, allora, è previsto un dovere di garanzia, che si sostanzia nel non porre ostacoli allo svolgimento dei normali rapporti commerciali.

L’abuso di posizione dominante si realizza quando l’impresa sfrutta il proprio potere escludendo i concorrenti dalle operazioni di mercato. Da ciò, invero, discendono rilevanti conseguenze dannose anche per i consumatori.

Ove fossi un imprenditore, o dedito a traffici commerciali, dovrai ovviamente poter riconoscere quando entri in rapporti commerciali con un’impresa in posizione dominante. Oltre alla notorietà, che generalmente li circonda, tali soggetti si riconoscono sulla base di alcuni specifici elementi.

2. Quando una società è dominante?

Sembra, allora, opportuno individuare alcune specifiche caratteristiche delle imprese in posizione dominante.

Invero, la disciplina antitrust non prevede una definizione, è tuttavia possibile ricostruire tale figura.

Il concetto di posizione dominante vuole richiamare una situazione di potenza economica, tramite la quale l’impresa, che la detiene, è in grado, da un lato, di impedire od ostacolare il persistere di una concorrenza effettiva sul mercato. Inoltre, predetta posizione consente anche di agire in maniera significativamente indipendente rispetto ai suoi concorrenti, ai suoi clienti ed ai consumatori.

L’impresa dominante beneficia, quindi, di un considerevole potere economico, che consente di esercitare la propria attività commerciale in modo autonomo, non essendo influenzato in alcun modo dalle reazioni dei concorrenti e dei consumatori stessi.

Al contrario, invece, queste possono condizionare in modo significativo l’attività delle altre imprese ed assumere decisioni non sempre compatibili con le necessità dei consumatori.

Al fine di facilitarti nell’identificare tali soggetti, possiamo indicare le caratteristiche che dovrai tener conto.

Dovrai, infatti, valutare:

  • la posizione di mercato dell’impresa dominante e dei suoi concorrenti;
  • l’espansione e l’ingresso sul mercato da parte dei concorrenti;

Non di rado, invero, una tale determinante influenza è di frequente detenuta da gruppi societari, che molto più agevolmente possono imporsi sul mercato.

Un altro indice da tener presente è sicuramente rappresentato dal possesso da parte dell’impresa di una rilevante quota di mercato, in cui opera, per un periodo di tempo considerevole.

3. Quali sono le ipotesi tipiche di abuso di influenza dominante?

Ciò posto, possiamo ora descrivere alcune ipotesi di abuso di influenza dominante, in modo tale da renderti edotto delle situazione che potresti esser chiamato ad affrontare.

E’ possibile rintracciare la disciplina delle fattispecie tipiche sia all’art. 102 TFUE, che all’art. 3 della Legge n. 287/1990. Ivi, il legislatore ha previsto fattispecie tipiche, oltre che ad una clausola generale.

La clausola generale vieta lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato o su una parte sostanziale di questo. Non sono, però, forniti elementi per stabilire quando possa prospettarsi la fattispecie rilevante, che configura l’ipotesi di abuso. La clausola generale opera, allora, anche per impedire la perpetrazione di comportamenti abusivi atipici non espressamente elencati.

Mentre per quanto riguarda le fattispecie tipiche, sembra opportuno ricordare le seguenti:

  • L’imposizione di prezzi o condizioni contrattuali inique;
  • Le limitazioni alla produzione, agli sbocchi od allo sviluppo tecnico;
  • Le condotte anti-concorrenziali discriminatorie;
  • I contratti con prestazioni supplementari.

Il legislatore, ivi, ha previsto un elenco, tuttavia questo non è da intendersi tassativo delle fattispecie di abuso, ma meramente esemplificativo.

4. Quali sono le fattispecie tipiche di abuso di influenza dominante?

Le fattispecie tipiche di abuso di influenza dominante che più potrebbero interessarti da vicino, sono sicuramente quelle che coinvolgono direttamente la conclusione di un contratto. Tuttavia cercheremo brevemente di descrivere ciascuna delle quattro ipotesi.

4.1. L’imposizione di prezzi o condizioni contrattuali inique

La prima ipotesi tipica individuata dalla normativa antitrust, ha ad oggetto l’imposizione di condizioni inique, attraverso, ad esempio, la previsione di prezzi di acquisto o di vendita, pregiudizievoli per una delle parti.

In via esemplificativa, può accadere che l’impresa dominante stabilisca:

  • prezzi eccessivamente elevati a danno dei consumatori;
  • prezzi troppo bassi a danno dei concorrenti.

L’impresa può ricorrere all’uso di prezzi c.d. predatori, al fine di stabilizzare la situazione di monopolio oppure di espandere la propria posizione dominante in altri settori.

4.2. Le limitazioni alla produzione, agli sbocchi od allo sviluppo tecnico

Mentre una seconda ipotesi tipica si realizza, quando l’impresa pone in essere comportamenti finalizzati a limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico, a danno dei consumatori.

Predette condotte sono dirette a costituire delle barriere all’ingresso all’interno di un determinato mercato con l’obiettivo di ostacolare possibili imprese concorrenti.

Questa fattispecie può invero sembrarti più complessa. Ad esempio, questa si concretizza quando un’impresa dominante prevede degli obblighi di acquisto esclusivo o sconti, che si definiscono accordi di esclusiva, al fine di escludere dal mercato i suoi concorrenti.

4.3. Le condotte anti-concorrenziali discriminatorie

Una terza fattispecie tipica di abuso si concretizza quando  l’impresa stabilisce condizioni diseguali per prestazioni equivalenti nei rapporti commerciali con gli altri contraenti. Per questi ultimi si produce quindi uno svantaggio, contestualmente incidendo sulla concorrenza. Ciò accade, ad esempio, se il comportamento discriminatorio è volto a falsare le posizioni concorrenziali di alcune parti dell’impresa stessa, rispetto ad altre.

Ad esempio, sono un abuso di posizione dominante i c.d. sconti “target” o sconti obiettivo, quando questi siano idonei a fidelizzare i soggetti destinatari. In tal modo saranno sottratti ad altre imprese, riducendo il residuo grado di concorrenza come conseguenza.

Un’altra situazione rilevante per la normativa antitrust si verifica nel caso di rifiuto a contrarre da parte dell’impresa dominante. Ciò ovviamente comporta un abuso, se la stessa non abbia alcuna valida giustificazione oggettiva al rifiuto.

4.4. I contratti con prestazioni supplementari

L’ultima fattispecie di abuso, si realizza quando il contratto è concluso dall’impresa dominante, solo se sono accettate condizioni supplementari. Ovviamente, tale condotta rileva se predette prestazioni siano logicamente slegate dalla principale, sia in base alla loro natura, che per gli usi commerciali vigenti.

Passiamo ora ad offrirti alcuni esempi. Un caso tipico sono le c.d. vendite abbinate o aggregate, cioè quando un cliente per acquistare un prodotto, deve necessariamente acquistarne anche un altro.

L’impresa potrebbe eventualmente anche imporre la vendita di un pacchetto inscindibile, contenente prodotti e servizi in rapporto al quale per un prodotto o servizio si trova in posizione dominante. Ciò nonostante, per quanto riguarda gli altri, potrebbero essere acquistati separatamente presso un’altra impresa.

5. Quali sono i rimedi?

Fatta questa breve descrizione delle varie ipotesi di abuso previste dal legislatore, sarai sicuramente interessato a sapere quali sono i rimedi a cui puoi ricorrere, ove tu sia vittima di abuso di influenza dominante.

Invero, il legislatore ha previsto più istituti, dalle azioni cautelari a quelle di nullità o annullabilità, nonché di risarcimento. Sicuramente quest’ultimo produce una forma di tutela ripristinatoria di particolare rilievo, tuttavia procediamo ad una breve analisi delle altre fattispecie.

5.1. I rimedi nel diritto comunitario e interno

L’art. 7 del Regolamento CE n. 1/2003 dispone che la Commissione ha in particolare funzione di accertare eventuali infrazioni alla disciplina in materia antitrust, ed eventualmente disporre misure cautelari.

Le misure cautelari possono essere previste, in caso di urgenza dovuta al rischio di un danno grave ed irreparabile per la concorrenza. In tal caso la Commissione deve sommariamente accertare la consumazione di un’infrazione. La misura serve ad obbligare l’impresa a porre fine il comportamento pregiudizievole. Invero, potrebbe anche decidere di erogare delle ammende, ai sensi di quanto disposto dall’art. 23 del Regolamento (CE) n. 1/2003.

Potrei accedere a questa forma di tutela cautelare tramite denuncia dell’infrazione alla Commissione stessa.

I contratti conclusi in violazioni delle norme in questione, a causa appunto dell’abuso dell’influenza dominante, sono poi soggetti agli ordinari rimedi dell’annullabilità e della nullità.

Una particolare tipologia di nullità che viene in rilievo è  la nullità  di  protezione. Questo è lo  speciale  rimedio  posto a  tutela  della  parte  contrattuale  debole  contro  l’introduzione  di  clausole  abusive  che  determinano  un  significativo  squilibrio  nell’assetto  generale  del  contratto

Tale  forma  di  nullità   deroga  rispetto  al  disposto  di  cui  all’art.  1421  c.c.. In questo caso, infatti, la nullità può essere  fatta  valere  esclusivamente  dalla  parte  debole del contratto concluso, destinataria  di  maggiore  tutela. Differentemente, quindi, dalla disciplina generale, che ammette la proposizione dell’azione da parte di chiunque abbia interesse.

Come avrai notato, la disciplina prevista in materia di abuso di influenza dominante è decisamente complessa poiché occorre valutare molti elementi.

Proprio per questo motivo, al fine di proteggere e difendere al meglio il tuo Patrimonio, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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