Accertamento analitico: come difendersi
Daniela Colleoni - 27 Luglio 2020

Periodicamente, l’Agenzia delle Entrate avvia una serie di indagini per verificare che i contribuenti dichiarino e versino l’intero imponibile. In genere gli accertamenti cambiano in base ai contribuenti e ai redditi che sono oggetto di controllo.

Tuttavia tra tutti i metodi di accertamento, quello analitico può essere definito come universale.

Infatti, può essere impiegato dall’Ufficio per esercitare controlli fiscali nei confronti di tutti i contribuenti e in riferimento sia alle imposte dirette che a fini IVA.

E’ definito analitico proprio perché si riferisce analiticamente alle singole componenti di reddito del contribuente (art. 38 del DPR 600/1973).

La caratteristica principale di quest’attività di indagine consiste nel fatto che la ricostruzione dell’imponibile avviene in base alle sue singole componenti. In buona sostanza laddove siano note le fonti dell’imponibile, l’Ufficio ricalcola minuziosamente l’intero reddito per verificarne la corrispondenza con le dichiarazioni.

Se hai bisogno di maggiori informazioni circa questo metodo di indagine e in merito alle difese che hai a disposizione, ti invito a proseguire la lettura di questo articolo. Ci occuperemo del metodo analitico di verifica fiscale in tutte le sue varianti, e degli strumenti di tutela a disposizione del contribuente.

1. Accertamento analitico

Consente di ricalcolare la base imponibile sia per le imposte dirette, che per le imposte indirette a fini IVA.

Questo genere di controllo si basa sulla dichiarazione o sulle sue scritture contabili presentate dal contribuente. Infatti è proprio a partire da queste che l’Ufficio ricalcola l’intero imponibile.

In particolare, ai fini delle imposte dirette la determinazione della base imponibile si ottiene con:

  • il ricalcolo di singole categorie di redditi;
  • lo scomputo di alcune detrazioni o deduzioni indicate in dichiarazione, che in realtà non sono dovute;

L’accertamento a fini IVA, quindi rivolto solo ai lavoratori autonomi o imprenditori, invece si basa sui dati riscontrati nelle scritture contabili. Quando:

  • emergono prove dirette circa l’occultamento della base imponibile, con una dichiarazione non corrispondente alla situazione reale;
  • si riscontrino degli errori nell’applicazione di norme fiscali;

E’ utilizzabile al fine di verificare le imposte dovute dai contribuenti che siano persone fisiche o soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

Vediamone insieme le caratteristiche.

1.1. Contribuenti non soggetti all’obbligo di tenuta delle scritture contabili

Trattasi di accertamento limitato alla verifica delle imposte sui redditi, rivolto a:

  • persone fisiche non soggette ad IVA;
  • enti non commerciali;
  • società semplici e simili;

L’Ufficio può ricalcolare l’imponibile del contribuente in base ad una serie di dati emergenti dalle dichiarazioni fiscali o ricavate attraverso l’impiego dei suoi incisivi poteri istruttori. Tra questi rientra, per esempio, l’accertamento bancario.

Infatti nei confronti delle persone fisiche, ai sensi dell’art. 38 del DPR 600/1973, e ai fini del ricalcolo l’Ufficio può utilizzare:

  • gli elementi contenuti in dichiarazione o nelle dichiarazioni precedenti;
  • i dati raccolti tramite l’Anagrafe tributaria o l’impiego dei poteri istruttori;
  • presunzioni basate su indizi gravi, precisi e concordanti riferite ad una specifica componente di reddito;

L’art. 40 del DPR 600/1973 disciplina l’accertamento nei confronti delle società semplici e degli enti non commerciali. A questi si applicano le regole previste per le persone fisiche. E’ previsto un accertamento unitario rivolto all’IRES per la società e all’IRPEF per i soci.

1.2. Soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili

In questo caso l’accertamento è utile sia alla ricostruzione della base imponibile per le imposte dirette, che a fini IVA.

Quanto alle imposte dirette, per poter ricorrere ad accertamento analitico, è necessario che vi sia l’attendibilità delle scritture contabili. Infatti, nel corso delle verifiche dei soggetti obbligati alla tenuta della contabilità, l’Ufficio deve sempre preliminarmente accertarsi che queste siano utilizzabili.  

A seconda dell’esito di questa prima verifica, potrà ricorrere ad accertamento analitico, induttivo o analitico-induttivo. Come per l’analitico-induttivo, anche nell’accertamento analitico c.d. puro deve esserci una generica attendibilità delle scritture contabili.

L’Agenzia delle Entrate ricorre all’accertamento analitico quando:

  • non sono state correttamente applicate le disposizioni fiscali circa il reddito d’impresa o da lavoro autonomo;
  • in presenza di documentazione scritta o dichiarazioni verbali gli elementi indicati in dichiarazioni debbano qualificarsi come falsi e/o incompleti;
  • manca una corrispondenza tra gli elementi dichiarati e quelli risultanti dal bilancio;

L’accertamento svolto nei confronti di società di persone include sia i redditi imputabili alla società che quelli imputabili ai soci, non potendo essere disgiunti. Ci si trova di fronte, quindi, ad un’unica base imponibile.

Rispetto alle verifiche a fini IVA invece gli elementi da rettificare possono emergere dal confronto tra quanto dichiarato e quanto emerge dalle annotazioni dei registri o dalle informazioni ricavate con l’utilizzo dei poteri istruttori. Quando dai controlli risulta un’imposta inferiore a quella dovuta o in eccesso con somme detraibili, l’Ufficio procede ad una rettifica.

Quando queste irregolarità risultano in modo certo da prove documentali o altri dati in possesso del Fisco, questo procede alla rettifica indipendentemente dall’ispezione della contabilità.

L’Ufficio procede alla rettifica di quanto dichiarato dal contribuente, quando siano riscontrate delle inesattezze. Ne apporta variazioni per la corretta tassazione.

La rettifica viene notificata al contribuente con un avviso di accertamento.

2. Avviso di accertamento

E’ l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate comunica al contribuente di aver riscontrato delle irregolarità nella sua dichiarazione e la relativa rettifica. Contiene la reale base imponibile e le sanzioni a cui il contribuente è soggetto.

A fronte di un avviso di accertamento il contribuente deve scegliere quale strumento di tutela impiegare per tutelare i propri interessi.

Laddove decida di non opporsi all’accertamento del Fisco, può procedere con acquiescenza.

Con questa il contribuente decide di pagare le imposte accertate e le relative sanzioni, senza opporsi. Colui che decida di collaborare in questi termini ha diritto alla riduzione di un terzo delle sanzioni applicategli.

A contrario, può essere che invece il contribuente voglia contestare solo l’imponibile accertato, non opponendosi alle sanzioni.

 In questo caso è prevista la riduzione di un terzo delle sanzioni che vengono tempestivamente versate. Successivamente dovrà essere presentato un ricorso avverso l’avviso di accertamento per chiedere l’annullamento delle sole imposte.

A pena di nullità l’avviso di accertamento deve contenere anche tutti gli elementi su cui si fonda, che sono contestabili dal contribuente.

Infatti questo può tutelare la propria posizione impugnando l’avviso di accertamento e dimostrando la correttezza della propria dichiarazione o delle proprie scritture contabili. In questo modo si procede con ricorso avverso l’intero avviso di accertamento comprensivo di sanzioni.

3. Conclusioni

I poteri dell’Amministrazione Finanziaria sono molto estesi. Questi implicano la possibilità del Fisco di reperire un grandissimo quantitativo di informazioni circa i diversi contribuenti. Le informazioni ottenute vengono poi impiegate nell’esercizio di controlli a fini fiscali.

E’ attraverso l’insieme dei dati raccolti che l’Agenzia delle Entrate è in grado di operare una ricostruzione analitica delle dichiarazioni del contribuente.

Con un’analisi dettagliata delle componenti dell’imponibile ne individua le irregolarità. In presenza di queste, procede ad una sua rettifica sanzionando il contribuente-evasore.

Il legislatore ha messo a disposizione diversi strumenti di protezione del contribuente. Sta a lui, infatti, decidere come muoversi di fronte alle contestazioni dell’Ufficio.

Ogni strumento implica importanti conseguenze, per questo è essenziale optare per quello più adatto alla propria situazione.

Se hai ricevuto un avviso di accertamento e hai necessità di difenderti, ti invito a chiedere assistenza ai professionisti di ObiettivoProfitto.it compilando il Modulo che trovi in questa pagina.

 Grazie ai loro suggerimenti sarà più semplice individuare la strategia difensiva più adatta a te!


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