Accordo di ristrutturazione del debito: come funziona
Luisa Garofalo
Aggiornato il 8 Dicembre 2021
 

Sei un imprenditore in stato di crisi? Cerchi uno strumento per riequilibrare il tuo patrimonio d’impresa?

La legge dispone di un mezzo di risanamento flessibile che è l’accordo di ristrutturazione del debito (art.182 bis L. Fallimentare). Si tratta di un accordo tra imprenditore e creditori, al quale viene riconosciuta efficacia giudiziale.

Temi si tratti una procedura dispendiosa e onerosa? Assolutamente no.

Diversamente dagli altri strumenti di soluzione della crisi di impresa, si caratterizza proprio per celerità ed economicità.

Cos’è l’accordo di ristrutturazione del debito? Da chi può essere proposto?

Come è facile intuire, si tratta di un accordo, di natura privatistica, tra l’imprenditore in crisi e i creditori che decidono di aderirvi, che rappresentino almeno il 60% dei crediti d’impresa (quorum che si considera per importo dei crediti e non per numero di creditori).

In totale autonomia, il debitore negozia una vera e propria soluzione transattiva con i creditori, non vi sono norme di legge che impongono limitazioni in ordine al contenuto o alle tempistiche.

Ciò che conta, è che l’accordo sia funzionale all’adempimento di tutti i creditori, aderenti ed estranei.

Le fasi sono sostanzialmente due: una di natura privatistica-stragiudiziale, e una fase giudiziale, in quanto l’accordo raggiunto è soggetto ad omologa del tribunale.

Può essere proposto da qualsiasi imprenditore, sia esso persona fisica, sia dalla società o dal diverso ente, per mezzo dei propri rappresentanti legali.

Quali i vantaggi?

Vi sono una serie di aspetti vantaggiosi da tenere in considerazione che lo rendono preferibile alle altre procedure concorsuali.

In primis, il fatto che il debitore non subisce uno spossessamento del proprio patrimonio, la cui gestione resta in capo allo stesso.

Non vige il principio della par condicio dei creditori, ossia l’eguale diritto per i creditori ad essere soddisfatti sui beni del debitore, e non è prevista alcuna votazione dei creditori.

Viene a mancare la figura del commissario giudiziale.

Avvalendosi di questo strumento, si può inoltre beneficiare dell’istituto della transazione fiscale, potendovi rientrare anche debiti fiscali e contributivi, previa adesione dell’amministrazione finanziaria.

In cosa consiste la procedura?

L’accordo di ristrutturazione dei debiti è regolato dall’art. 182 bis L. Fallimentare.

Come anticipato, la procedura è piuttosto snella e flessibile. Vediamo nel dettaglio le singole fasi, dal deposito della documentazione al provvedimento del Tribunale.

1. Deposito della domanda di accesso.

Il debitore deve presentare l’accordo sottoscritto con i creditori aderenti presso il Tribunale competente.

L’accordo deve comporsi di un piano di risanamento, contenente le modalità e le tempistiche di adempimento dell’accordo, con una serie di allegati richiesti. L’intesa raggiunta, deve essere idonea ad assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei, nei termini indicati dalla legge (120 giorni).

La veridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giuridica del piano, l’idoneità dell’accordo e del piano ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nel rispetto dei termini, devono essere attestate da un professionista in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla legge.

L’accordo deve essere pubblicato nel registro delle imprese. Da tal momento decorrono due termini:

  • 60 giorni, entro i quali è fatto divieto ai creditori di intraprendere azioni cautelari ed esecutive individuali
  • 30 giorni, entro i quali fare opposizione.

Per facilitare l’utilizzo di tali accordi, l’impresa può anche fare una richiesta di preaccordo (o proposta di accordo) ottenendo l’applicazione anticipata delle tutele, mediante un’istanza di sospensione iscritta nel registro delle imprese, e vedendosi assegnata un termine per depositare i documenti.

2. Fase giudiziale: omologa del Tribunale

Anche la fase giudiziale si presenta ridotta: il Tribunale dovrà valutare la documentazione depositata e verificarne la regolarità. In assenza di opposizione, il Giudice procederà con apposito decreto di omologa, finalizzato ad attribuire efficacia giudiziale (in caso di opposizioni vi sarà udienza).

3. Esecuzione dell’accordo

Infine, la fase esecutiva concerne l’adempimento di quanto previsto dall’accordo e sarà disciplinata dalle norme privatistiche.

In caso di inadempimento del debitore, i creditori estranei all’accordo che non vedranno soddisfatti il proprio credito potranno presentare istanza di fallimento, mentre i creditori aderenti non soddisfatti potranno chiederne la risoluzione della procedura o l’adempimento coattivo.

Le novità previste dal nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Al fine di fornire una guida pratica di questo strumento, è importante accennare al fatto che prossimamente (dal 15 agosto 2020) entrerà in vigore il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che introdurrà alcuni aspetti interessanti.

Tra i più significativi interventi:

  • un ampliamento dei requisiti soggettivi: sarà infatti consentito anche all’imprenditore non commerciale di accedere all’accordo di ristrutturazione del debito.
  • Possibilità di rinegoziare l’accordo stipulato o modificare il piano di risanamento, prima o dopo l’omologa.
  • Nuove varianti di accordo: l’accordo di ristrutturazione agevolato e l’accordo di ristrutturazione ad efficacia estesa, ovviamente oltre la versione standard di cui si è già parlato.

Conclusioni

L’accordo di ristrutturazione del debito è uno strumento da tenere in considerazione soprattutto nei casi in cui la crisi d’impresa non sia irreversibile e l’imprenditore non voglia perdere il controllo della propria attività.

A differenza delle altre procedure attivabili, consente al debitore di pianificare autonomamente e in accordo con i creditori aderenti un risanamento dell’impresa, riducendo la propria esposizione debitoria.

Inoltre, le novità introdotte dal nuovo Codice che entreranno in vigore a breve, prevedono ulteriori possibilità per l’imprenditore che voglia evitare procedure lunghe e onerose, potendosi avvalere dell’accordo nelle nuove forme e modalità.

Se vuoi chiedere una consulenza e valutare la soluzione migliore che fa al caso tuo, puoi contattarci tramite il Modulo di contatto presente sulla pagina.

Il nostro team di esperti sarà felice di aiutarti.

CHIEDI UNA CONSULENZA
CONTATTACI

per richiedere la nostra assistenza








    Ho letto e accetto la Privacy Policy