Agevolazioni per Impreditoria Femminile e Fondi Europei: 40% le somme inutilizzate!

In un momento di crisi economica, il dato lascia perplessi, ma quindi, le aziende italiane non hanno bisogno di fondi o la risposta è da ricercarsi altrove?

E’ un dato ufficiale “il 40% delle somme erogate dalla Comunità Europea per le aziende italiane resta inutilizzato. Il dato statistico è considerevole il 93% delle aziende non richiede tutti i fondi messi a disposizione.

La realtà è ben diversa, la complessità delle procedure e la carente informazione da parte degli Enti Pubblici è la reale causa del dato fornito dalle statistiche. Non solo gli imprenditori perdono reali possibilità economiche ma anche la possibilità di abbattere il carico fiscale, elemento caratteristico di cui usufruisce chi riesce a far ricorso ai Fondi Europei.

Occorre quindi far chiarezza in un settore davvero molto confusionato, in effetti occorre identificare il settore dell’azienda e la regione di appartenenza e poi vagliare le diverse opportunità. In molteplici casi le varie agevolazioni non trovano una sola banca dati ed un unico ente interlocutore, ma bisogna monitorare la vastità di Enti ed i loro portali. Un vero e proprio lavoro, che spesso le aziende, soprattutto più piccole, non sono in grado di affrontare, sia perché non hanno il tempo, sia perché spesso non hanno neanche i fondi per pagare una persona preposta a tale funzione.

Sarebbe impossibile riassumere tutti i fondi e le diverse opportunità, in un unico articolo.

Significherebbe, ripetere lo stato di confusione già presente nel settore, ma un finanziamento accessibile da tutte le regioni d’Italia e per diverse categorie, che, quindi, riesca a coprire un discreto numero di esigenze , è la misura agevolativa che prende il nome di IMPRENDITORIA FEMMINILE alla qualesi ritiene di dover dare una particolare evidenza.Per il comparto dell’Imprenditoria Femminile troviamo due forme di agevolazione:

L’IMPRESA A TASSO ZERO di Invitalia, sul cui sito registrandosi è possibile compilare la domanda. Ma entriamo nello specifico di questa Formula Agevolativa:

Chi può Accedervi?

  • Donne senza limiti di età che intendano avviare un’attività in forma autonoma o in forma societaria (in quest’ultimo caso, la società può essere costituita anche entro 45g dall’approvazione del progetto);
  • Aziende fondate da donne costituite da non più di 12 mesi.

Che Agevolazione prevede Impresa a Tasso Zero?

Un finanziamento a copertura dell’avvio dell’attività, da ottenere per il tramite di preventivi forniti in fase di elaborazione del progetto. L’importo finanziato sarà pari al 75% del valore dell’investimento totale da rimborsarsi in 8 anni. L’importo da rimborsare varierà a seconda della Regione in cui il progetto viene presentato, variando da Regioni dove l’unica agevolazione è proprio il tasso zero a quelle che prevedono, invece, una quota a fondo perduto.

Quindi sintetizzando i parametri numerici:

  • Finanziamento massimo 1,5 milioni di euro ( il finanziamento non include l’IVA ma solo la base imponibile delle attrezzature e dei servizi presentati ed approvati)
  • Il 25% del progetto presentato e l’IVA restano in capo all’azienda che richiede l’agevolazione.
  • si può avere un anticipo per avviare l’attività una volta ottenuta l’approvazione del progetto, ma servirà una fidejussione. Diversamente il finanziamento verrà erogato alla presentazione delle fatture e del pagamento delle stesse.
  • Una volta ottenuta l’approvazione e siglato il contratto l’azienda avrà 24 mesi per portarlo a termine pena la revoca dell’agevolazione

Come presentare la Domanda?

  • Preparare i preventivi delle attrezzature necessarie per avviare l’attività;
  • registrarsi sul sito Invitalia;
  • procedere alla compilazione del Business Plan dove andremo a registrare tutti i parametri del progetto, l’Analisi Finanziaria, i dati dei nostri preventivi motivando l’utilizzo e la necessità di ogni singolo elemento.
  • Per una corretta compilazione ci di potrà anche aiutare con le guide presenti sempre sul sito Invitalia.

Procedura operativa:

Una volta raccolti i preventivi, fatte le dovute indagini di mercato e redatto un business plan, si potrà procedere alla compilazione della domanda on line. In fase valutativa si verrà convocati per un colloquio, dove i soggetti principali potranno presentare il Progetto. La mancata presenza al colloquio comporta inevitabilmente il rigetto della domanda. Solitamente entro 45 giorni la valutazione dei progetti è ultimata, un termine che necessariamente è anche legato al numero di domande presentate, in quanto la valutazione di fattibilità del progetto segue un ordine cronologico.

Ricevuta comunicazione di fattibilità bisognerà fornire tutta la documentazione del progetto per la firma del contratto.


il 40% delle somme erogate dalla Comunità Europea resta inutilizzata

Garanzia del Fondo Centrale di Garanzia per PMI

Questa la seconda forma di Agevolazione a cui possono ricorrere le Imprese al Femminile.

Il Protocollo d’Intesa per l’accesso al credito delle imprese femminili con garanzia del Fondo Centrale di Garanzia per PMI nato nel 2014 e che doveva scadere nel 2015 poi prorogato fino al 2017 ha visto un ulteriore rinnovo fino alla fine del 2019, una opportunità che dovrebbe attirare l’attenzione di molteplici aziende, ecco perché sarebbe interessante dare un piccolo sguardo chiarificatore.

Hanno aderito al Protocollo ben 36 banche e grazie alla presenza del fondo, si rende possibile l’accesso al credito a strutture di vario tipo, infatti, ad aderire a questa tipologia di Fondi possono essere aziende in via di costituzione, aziende esistenti ma in via di ampliamento ed aziende in crisi, uno scenario sicuramente dei più completi.

Chi può far ricorso a questa formula di agevolazione quindi?

Le singole lavoratrici autonome, le aziende in via di costituzione con maggioranza di soci donne e le aziende già costituite con una prevalenza di soci donne, tutti soggetti che non debbano però avere posizioni di sofferenza presso gli istituti bancari. Quindi:

  • Imprese individuali
  • Società cooperative e/o di persone costituite per il 60% da donne
  • società di capitali in cui i 2/3 del capitale sia detenuta da donne.

Come funziona?

Le banche valuteranno la capacità di rimborso delle aziende e/o il business plan, con parametri sicuramente più morbidi rispetto a quelli soliti proprio grazie alla presenza del Fondo di Garanzia che andrà a copertura dell’80% dell’operazione.

Come si richiede?

Si può inoltrare la domanda alla Sezione Speciale del Fondo di Garanzia in due modi:

  1. con prenotazione diretta inviando modulo preso dal sito del fondo (https://www.fondidigaranzia.it/le-sezioni-del-fondo/imprese-femminili/) a mezzo raccomandata A/R, fax o pec
  2. Ricorrendo ad intemediari

Una volta ottenuta la delibera dal Comitato di Gestione del fondo sarà possibile andare dall’Intermediario Finaziario (banca, leasing o altro)che entro tre mesi presenterà la richiesta di conferma della garanzia.

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