Annullamento di azioni proprie: come funziona
Arianna Polani - 20 Agosto 2020

L’operazione di annullamento di azioni proprie è una particolare procedura che inizia con una delibera assunta dall’assemblea.

In particolar modo, l’annullamento di azioni proprie trova espressa disciplina all’interno del nostro Codice Civile.

Si tratta di un’operazione condotta sulla base di alcune condizioni e motivazioni.

Infatti, questo istituto presenta molte peculiarità da considerare, soprattutto, in relazione alla riduzione del capitale sociale.

Dunque, se ti trovi a dover riflettere su questa opportunità di agire, ti consiglio di andare avanti con la lettura.

Infatti, in questa guida tratteremo la disciplina dell’annullamento di azioni proprie e come funziona questo strumento offerto dal diritto italiano.

1. Annullamento di azioni proprie: disciplina generale

L’annullamento di azioni proprie è  espressamente disciplinato all’art. 2357 bis del Codice Civile ed è prevista dal legislatore in determinate ipotesi.

  • Innanzitutto, come previsto dal primo comma dell’art. 2357 bis del Codice Civile, in esecuzione di una deliberazione dell’assemblea di riduzione del capitale sociale da attuarsi mediante riscatto o annullamento, appunto.
  • Se il possesso di azioni di un socio abbia a superare il limite legale della decima parte del capitale con contestuale riduzione del capitale stesso.

In questo secondo caso l’operazione è obbligatoria, infatti il legislatore assegna alla società un termine (annuale o triennale, a seconda delle modalità dell’acquisto) per porre fine alla situazione di irregolarità.
La prima operazione rappresenta invece una mera opzione e infatti si parla di annullamento volontario.

Le società possono dunque scegliere questa ipotesi per porre fine ad una situazione di possesso già in essere da un termine anteriore, più o meno lontano nel tempo.

Termine dilatorio

Oggetto di discussione è stato innanzitutto il termine dilatorio di tre mesi, ora convertito in novanta giorni, decorrente dalla data di iscrizione della deliberazione. Prima della riforma operata con il D.Lgs. 6/2003, infatti, la riduzione del capitale mediante annullamento delle azioni proprie, se attuata volontariamente, si poteva  considerare legittima solo in presenza del requisito che il previgente testo della disposizione imponeva, cioè l’esuberanza del ca-pitale.

La riforma ha inciso, come è noto, sulla disciplina della riduzione effettiva del capitale, liberandola dalla necessità dell’esuberanza.
Ora, infatti, l’annullamento volontario di azioni proprie, dopo essere stato legittimamente deliberato, prescinde dalla verifica delle ragioni obiettive poste alla base dell’operazione, restando invece affidata al diritto di opposizione la tutela dei creditori sociali.

Annullamento di azioni già detenute

Il Codice Civile, come accennato, ammette espressamente le operazioni di riduzione del capitale da attuarsi mediante riscatto e annullamento di azioni della società.

La questione è se sia possibile ridurre il capitale annullando azioni proprie già detenute dalla società.

Dunque, stiamo parlando di azioni acquistate non ai fini del loro immediato annullamento, ma di azioni acquistate normalmente per altri motivi e in seguito ritenute non più utili e quindi destinate ad essere annullate adottando una delibera di riduzione reale del capitale a ciò dedicata.

La risposta può essere senz’altro positiva perché l’annullamento di azioni ordinarie è ciò che accade normalmente in qualsiasi ipotesi di riduzione reale del capitale. Comprese quelle che si realizzano in presenza di azioni di proprietà della società.

Occorre subito specificare, infatti, che nel caso in cui si decida di ridurre il capitale sociale annullando solo le azioni della società, e non parte di tutte quelle esistenti, non siamo dinanzi a una deroga ai principi generali.

2. Annullamento di azioni proprie: modalità di riduzione del capitale sociale

In relazione alle modalità pratiche con cui realizzare l’annullamento di azioni proprie già detenute dalla società si deve tenere presente l’articolo 2357-ter, comma 3, del Codice Civile.

 “L’acquisto di azioni proprie comporta una riduzione del patrimonio netto di eguale importo, tramite l’iscrizione nel passivo di bilancio di una specifica voce, con segno negativo”.

Pertanto, come si evince chiaramente dalla norma, le azioni proprie trovano evidenza in bilancio attraverso una voce di segno negativo riportata al passivo.

Ciò che ne consegue è l’effetto di rendere indisponibile quella parte (di pari importo) delle riserve disponibili esistenti al momento dell’acquisto delle azioni proprie e che ha reso possibile proprio detto acquisto.

La legge non prescrive che questa distinzione debba risultare dal bilancio, ma può essere, comunque, opportuno evidenziarla (quantomeno in nota integrativa), e ciò per ragioni di “trasparenza“.

Annullamento di azioni proprie: pregiudizio per i creditori

Nel caso di riduzione del capitale mediante annullamento di azioni proprie già detenute va, tuttavia, evidenziata la possibilità di un pregiudizio per i creditori sociali.

Questo, infatti, si potrebbe verificare nonostante l’esistenza della riserva negativa e la sostanziale non diminuzione del patrimonio netto che a tale operazione consegue.

Per quale motivo?

In quanto si libera una parte del capitale sociale dal vincolo di indisponibilità che fino a quel momento sussisteva.

In sostanza, dunque, si deve ritenere applicabile anche a questa riduzione del capitale la disciplina di cui all’art. 2445, commi 2, 3 e 4, del Codice Civile che regola la fattispecie generale della riduzione reale del capitale sociale. Con la conseguente subordinazione dell’efficacia della delibera al decorrere con esito negativo del termine di 90 giorni concesso ai creditori sociali per opporsi all’operazione.

Una volta divenuta eseguibile la delibera, oltre all’annullamento delle azioni proprie, si dovrà procedere anche alla cancellazione dal passivo di bilancio della corrispondente “riserva negativa“.

3. Casi di riduzione del capitale sociale

Dunque, può essere utile ricordare i casi di riduzione del capitale sociale e analizzarli singolarmente.

Possiamo avere 3 casi: azioni proprie acquistate al valore nominale, a valore superiore o a valore inferiore a quello nominale.

Azioni proprie acquistate al valore nominale

Per questo tipo di azioni, i casi di riduzione del capitale sociale sono i seguenti.

  • Annullamento delle azioni proprie.
  • Riduzione del capitale per importo pari al loro valore nominale.
  • Cancellazione al passivo di bilancio della voce “azioni proprie” iscritta con segno negativo per importo pari al prezzo di acquisto (e quindi pari al valore nominale).

All’esito di questa operazione, la riserva torna pertanto ad essere disponibile e quindi torna ad essere distribuibile tra i soci ed utilizzabile per aumenti gratuiti del capitale o per copertura di perdite.

Azioni proprie acquistate a valore superiore al nominale

Possiamo avere riduzione del capitale sociale in queste ipotesi.

  • Annullamento delle azioni proprie.
  • Riduzione del capitale per importo pari al loro valore nominale.
  • Riduzione di una riserva disponibile per importo pari alla differenza negativa tra il valore nominale delle azioni ed il prezzo di acquisto delle stesse.
  • Cancellazione al passivo di bilancio della voce “azioni proprie” iscritta con segno negativo per importo pari al prezzo di acquisto.

Dunque, la residua parte vincolata delle riserve è stata azzerata a servizio dell’operazione.

Azioni proprie acquistate a valore inferiore al nominale

In quest’ultimo caso, la riduzione del capitale sociale si può verificare in determinati casi.

  • Annullamento delle azioni proprie.
  • Riduzione del capitale per importo pari al loro valore nominale.
  • Creazione di una nuova riserva o incremento di una riserva esistente per importo pari alla differenza positiva tra il valore nominale delle azioni ed il prezzo di acquisto delle stesse.
  • Cancellazione al passivo di bilancio della voce “azioni proprie” iscritta con segno negativo per importo pari al prezzo di acquisto.

In questa ultima ipotesi si genera un’ulteriore riserva di capitale determinata dalla differenza tra il valore della riduzione del capitale e il prezzo di acquisto delle azioni.

In sostanza a seguito del rimborso ai soci, effettuato con l’acquisto di azioni a prezzo inferiore al valore nominale, solo di una parte dei conferimenti dagli stessi a suo tempo eseguiti, la differenza rimane a vantaggio della società.

4. Modalità di riduzione del capitale

Nelle ipotesi appena elencate non si verifica comunque alcuna mutazione del patrimonio netto essendo il medesimo già stato ridotto al momento dell’acquisto delle azioni proprie (e corrispondente creazione della riserva).

Le azioni proprie già detenute dalla società, oltre a poter essere annullate attraverso un’operazione di riduzione reale del capitale, nel caso in cui siano prive di valore nominale possono anche essere annullate senza alcun intervento sul capitale.

In particolare la società può procedere all’annullamento di azioni proprie già detenute mediante alcune operazioni.

  • La riduzione di una riserva per importo pari al prezzo di acquisto delle stesse a prescindere che lo stesso sia pari, superiore o inferiore al valore nominale. Come accennato, si tratterà di quella frazione di riserve vincolata a servizio delle azioni proprie per effetto dell’iscrizione a bilancio della voce con segno negativo (cd “frazione vincolata“), anche se non si può escludere che si possa ridurre altra e diversa riserva, magari costituita successivamente all’acquisto delle azioni proprie.
  • La cancellazione al passivo di bilancio della voce “azioni proprie” iscritta con segno negativo per importo pari al prezzo di acquisto.
  • La conseguente modifica statutaria, dovendo essere ridotto il numero delle azioni prive di valore nominale in circolazione.

Tra l’altro, in questo caso, l’operazione di annullamento di azioni proprie è immediatamente eseguibile non essendo coinvolto il capitale sociale.

Annullamento di azioni proprie: in conclusione

Dunque, come avrai potuto notare, la disciplina dell’annullamento di azioni proprie non è semplice.

Proprio per questo motivo, al fine di ottenere una migliore e completa consulenza, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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