Assicurazione sulla vita: tutto quello che devi sapere
Eleonora Truzzi - 1 Febbraio 2020

Svolgi un lavoro particolare e hai paura che ti possa succedere qualcosa? Hai una famiglia numerosa a cui pensare e non vuoi che si trovino senza il denaro necessario per la sopravvivenza? Devi partire per un viaggio in una destinazione pericolosa?

Sono tantissime le situazioni che possono mettere a repentaglio la nostra vita, molte più di quelle che pensiamo.

La pubblicità ci vende un’idea di immortalità che è molto diversa da ciò che succede nella vita reale.

Quotidianamente non ci si sofferma più di tanto sulla caducità della vita tuttavia, in concomitanza di certi avvenimenti come quelli sopra descritti, percepiamo in modo molto più profondo la precarietà della nostra esistenza.

Oltre all’enorme danno emotivo che una famiglia dovrebbe sopportare in caso di morte di un membro, non è da sottovalutare nemmeno il forte disagio economico in cui si verrebbe a trovare.

Proprio per questo è nata l’assicurazione sulla vita.

Cos’è l’assicurazione sulla vita?

L’assicurazione sulla vita è un contratto stipulato da un soggetto interessato nei confronti di una compagnia assicurativa in grado di emetterla.

Il contratto relativo all’assicurazione sulla vita vede, contro ogni aspettativa, ben quattro soggetti coinvolti.

Come mai?

Perché l’assicurazione sulla vita può essere stipulata sia in riferimento alla propria persona, quindi in nome proprio, sia in riferimento ad un’altra persona, quindi in nome altrui.

Il primo soggetto interessato è quindi il contraente, ossia colui che fisicamente stipula il contratto. 

Diversamente, la persona nei cui confronti il contratto ha efficacia è l’assicurato, che può coincidere con il contraente, come visto prima, ma può essere anche una persona diversa.

Il terzo soggetto è la compagnia assicurativa presso la quale viene stipulato il contratto e che si obbliga a pagare il capitale pattuito all’interno del contratto stesso, ossia la cifra stabilita che deve essere versata nel caso in cui si verifichino determinate circostanze.

Questa cifra viene versata nei confronti dell’ultimo soggetto interessato dal contratto di assicurazione sulla vita, ossia il beneficiario. Il beneficiario può essere un membro della tua famiglia, un fratello o una sorella, un amico ecc.

La posizione del beneficiario è molto particolare perché, nella maggior parte dei casi, viene scelto nel momento in cui si stipula il contratto, tuttavia ciò non toglie che possa essere designato successivamente o, addirittura, in sede testamentaria.

Non è inusuale che, chi ritiene di trovarsi in pericolo, stipuli un testamento e, all’interno di questo, può prevedere una parte relativa all’assicurazione sulla vita, la quale non entra a far parte dell’asse ereditario.

Stipulare un’assicurazione sulla vita

Nel momento in cui si intende stipulare un’assicurazione sulla vita, è necessario qualche adempimento.

Dato che si tratta di un contratto relativo alle condizioni di salute di un determinato soggetto, il primo aspetto da considerare è quello del questionario sulla salute dell’assicurato. Esistono diverse tipologie di assicurazione sulla vita e, proprio per questo motivo, è necessario conoscere le condizioni di salute di partenza rispondendo a determinate domande.

Spesso è necessario sostenere una vera e propria visita medica.

D’altronde, il capitale che la compagnia assicurativa deve pagare può essere ingente e quest’ultima necessita di un quadro completo prima di vincolarsi.

Il pagamento del premio

Per poter costituire il capitale finale da versare in capo al beneficiario nel momento in cui si verifichino le condizioni previste all’interno del contratto, il contraente si impegna a versare regolarmente alla compagnia assicurativa una somma di denaro che prende il nome di premio.

Se non viene versato il premio, anche il capitale finale non vedrà mai la luce.

Puoi pensare al premio come ad una sorta di rata del mutuo, ossia qualcosa che devi pagare per poter ottenere una somma di denaro nel momento in cui ne hai più bisogno.

Sono tantissimi i fattori che concorrono a determinare l’entità del premio, che varia considerevolmente da caso a caso.

Tra questi ci sono età, salute, professione ecc., nonché il grado di probabilità che si verifichi la condizione prevista all’interno del contratto.

A determinare l’entità del premio da pagare è anche la sua modalità.

In primis, puoi decidere di pagare un premio ricorrente su base periodica mensile, trimestrale, semestrale o, addirittura, annuale.

Diversamente, puoi decidere di versare tutto il premio in un’unica soluzione per toglierti subito il pensiero.

Riscuotere l’assicurazione

Ora arriviamo al momento cruciale. 

Il beneficiario, al verificarsi degli eventi previsti all’interno del contratto, come può riscuotere ciò che gli spetta?

Esistono due modalità diverse:

  • Il capitale: la somma di denaro pattuita dal contraente viene versata in capo al beneficiario in un’unica soluzione;
  • La rendita: a differenza della modalità precedente, la somma di denaro viene versata a rate, diluendola nel tempo.

Le 3 tipologie di assicurazione sulla vita

assicurazione sulla vita
Un’assicurazione che valorizza la vita di chi la stipula e di coloro che ha intorno

Dopo aver visto qual è il funzionamento generale di una polizza sulla vita, vediamo quali sono i tre casi coperti da questa particolare tipologia di assicurazione.

Assicurazione sulla vita caso morte

Il caso più diffuso di assicurazione sulla vita è quello che versa la cifra pattuita al verificarsi della morte dell’assicurato.

Questa particolare assicurazione si può stipulare in due varianti diverse. La prima è quella temporanea, ossia la polizza mantiene carattere di validità per un determinato periodo di tempo. Se la persona assicurata non muore all’interno di quell’arco temporale, al beneficiario non spetterà nulla.

Diversamente, è possibile stipulare un’assicurazione sulla vita caso morte per tutta la durata della vita. Ciò significa che, in qualsiasi momento l’assicurato venga a mancare, il beneficiario potrà godere del capitale.

Assicurazione sulla vita caso vita

La polizza caso vita funziona nel modo esattamente opposto rispetto a quella del caso morte. Il capitale viene liquidato se l’assicurato continua a vivere oltre alla scadenza prevista all’interno del contratto.

Quando conviene questa particolare tipologia di assicurazione sulla vita?

Nel momento in cui si vuole assicurare a qualcuno una rendita vitalizia che vada ad aggiungersi ad eventuali altre fonti di reddito. È strettamente correlata agli obiettivi previdenziali di ognuno di noi.

Assicurazione sulla vita mista

Questo particolare caso riunisce i due precedenti. Nel momento in cui si sceglie un regime misto, il beneficiario riceve il capitale o la rendita se l’assicurato dovesse morire nell’arco di tempo prestabilito, ma anche se dovesse vivere oltre quel termine.

Come vedi, esistono tantissimi modi per pensare al benessere dei propri familiari e delle persone care.

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