Aumento di capitale: come funziona

L’aumento di capitale è sicuramente uno strumento particolarmente usato per superare le crisi di impresa o di liquidità. In tal modo, le aziende possono autofinanziarisi, senza ricorrere a finanziamenti presso le banche o altri strumenti più onerosi per le stesse.

Spesso si sente parlare di operazioni sul capitale di una società, come la riduzione o l’aumento di capitale. Ma di cosa si tratta? E perché si decide in tal senso?

Una società, sia che si tratti di persone che di capitali, non può essere costituita senza che i soci versino il capitale sociale, che è rappresentato dai “conferimenti”. Questi ultimi possono avere ad oggetto: denaro, beni, crediti e prestazioni.

Da un punto di vista economico, il capitale di una società versato all’inizio corrisponde al patrimonio sociale. Con il passare del tempo, il patrimonio sociale varierà in base all’andamento della società mentre il capitale sociale dovrà mantenere lo stesso valore di quello versato, salvo che i soci non intendano modificarlo.

Le modifiche al capitale sociale consistono in una riduzione o un aumento alle quali può seguire una variazione del patrimonio.

Laddove fossi interessato, ti invitiamo nella prosecuzione della lettura. Con il presente articolo intendiamo offrirti un quadro esaustivo sulla disciplina dell’aumento di capitale.

1. Come avviene un aumento di capitale?

Il capitale sociale rappresenta la prima garanzia di solvibilità per i creditori, pertanto la società può procedere ad un aumento quando intenda attirare nuovi soci per ottenere nuovi fondi da investire nell’attività economica o per dare un segnale positivo ai creditori presenti e futuri.

L’aumento di capitale è attuato anche in costanza di crisi aziendale per ricostruire il capitale di una società, anche se non sarà visto di buon occhio dal mercato.

A prescindere dalle ragioni che spingano una società a procedervi, si tratta di una modifica dell’atto costitutivo e cioè un’atto straordinario. Per tale ragione, deve essere deliberato dall’assemblea dei soci e l’atto deve essere iscritto nel registro delle imprese.

Le modalità previste dal Codice civile si distinguono a seconda che questo modifichi o meno il patrimonio dell’azienda, e sono:

  • aumento a pagamento (reale): vengono apportati nuovi conferimenti, di conseguenza aumenta anche il patrimonio sociale.
  • e aumento a titolo gratuito: sono utilizzate “riserve” (disponibili) già presenti nel patrimonio della società che vengono destinate al capitale sociale.

Finanziamenti a capitale proprio

I finanziamenti a titolo di  capitale proprio costituisce una forma di  finanziamento interno, che appunto si realizza mediante aumento di capitale.

Il capitale proprio è si sostanzia nei mezzi finanziari versati alla società direttamente dall’imprenditore o dai soci, nel caso di società. Esso si identifica quindi con i c.d. conferimenti, che all’avvio dell’attività o all’ingresso nella compagine sociale costituiscono il “prezzo” della partecipazione.

Il capitale proprio rimane nell’impresa, normalmente, per tutta la sua vita, questo è il principale vantaggio che si trae da questa operazione di finanziamento. Infatti, per il capitale proprio non è previsto un termine per il rimborso. A volte, può accadere, che esso venga in parte restituito ai soci perché si ritiene che sia eccessivo rispetto alle esigenze dell’impresa e a quelli che sono i suoi obiettivi.

Tramite l’aumento di capitale, soprattutto quando gratuito, si consente una maggior disponibilità di liquidità alle imprese, le quali in tal modo non saranno costretta a ricorrere a soggetti esterni.

2. Aumento di capitale nelle società di persone

La disciplina relativa alle società di persone è molto scarna rispetto a quella prevista per le società di capitali.

L’art. 2252 c.c., prevede che il contratto sociale possa essere modificato con il consenso unanime di tutti i soci, salvo che l’atto costitutivo non disponga altrimenti.

Si parla di consenso unanime poiché per le società di persone non è previsto un vero e proprio organo assembleare. Trattandosi di una procedura meno articolata, i soci si attengono semplicemente alle norme previste per le modifiche dell’atto costitutivo (artt. 2300, 2306, 2315 c.c.).

Diversamente nelle società di capitali, in quanto oltre all’osservanza delle regole disposte per le modifiche dell’atto costitutivo, sarà necessario osservare quelle in ordine all’integrale liberazione del capitale già sottoscritto e l’assenza di perdite eccedenti il terzo del capitale sociale.

3. Aumento di capitale nelle società di capitali

La disciplina dell’aumento di capitale è molto differente per le società di capitali, dove la disciplina diventa maggiormente complessa e articolata. Vediamo qual è il procedimento.

3.1. Organi competenti

Come già accennato, il Legislatore ha dedicato una regolamentazione molto più articolata per le società per azioni e a responsabilità limitata.

Le operazioni di aumento del capitale possono essere di competenza dell’Assemblea dei soci o del Consiglio di Amministrazione (C.d.A.).

Nelle società per azioni, la delibera di aumento di capitale è di competenza dell’assemblea straordinaria (art. 2365 c.c.). Il verbale è redatto dal notaio, il quale entro 30 giorni deve curarne l’iscrizione nel registro delle imprese (art. 2436 c.c.).

Per quanto riguarda le società a responsabilità limitata, l’assemblea dei soci è competente a deliberare l’aumento di capitale (art. 2480 c.c.) e anche in tal caso si procede come per le s.p.a. ai sensi dell’art. 2436 c.c.

Per entrambe le forme societarie, l’atto costitutivo può attribuire al CDA la facoltà di aumentare il capitale sociale.

L’art. 2443 c.c. prevede per le s.p.a dei limiti massimi di ammontare di aumento consentiti, oltre che un limite massimo temporale di cinque anni. In relazione alle s.r.l. il codice non prevede limitazioni di tempo o di ammontare. Sarà invece l’assemblea dei soci con l’atto costitutivo a fissare le modalità di esercizio della delega al CDA (art. 2481 c.c.), non è consentita infatti una delega in bianco.

Sarà fatta applicazione in entrambi i casi dell’art. 2436 c.c.

3.2. Modalità di aumento di capitale

Nelle società per azioni, l’aumento può avere luogo con:

  • Emissione di nuovi titoli azionari;
  • Aumento del valore nominale delle azioni già esistenti.

Nelle S.r.l.:

  • attraverso l’emissione di quote nuove;
  • accrescendo il valore delle quote esistenti.

Si può procedere con l’aumento di capitale soltanto in presenza di due condizioni:

  • liberazione delle azioni precedentemente emesse: ha la funzione di evitare un accumulo di capitale che alla fine non sarebbe reale ma crediti verso i soci. Ciò significa che per le azioni già esistenti deve essere già stato eseguito totalmente il suo conferimento.
  • assenza di perdite pari o superiori ad un terzo del capitale: non è possibile procedere ad un aumento se, in caso di perdite, non si sia proceduto prima ad una riduzione (art.2446 2447 c.c.). Gli amministratori sono responsabili dell’inosservanza di questo divieto, sono infatti esposti alla “responsabilità degli amministratori”.

4. Aumento di capitale a titolo gratuito

Con l’aumento di capitale a titolo gratuito vengono assegnate a titolo gratuito nuove azioni ai vecchi azionisti oppure aumentando il valore nominale delle azioni già esistenti. Nel primo caso, i nuovi titoli emessi dovranno avere le stesse caratteristiche di quelli già in circolazione, mentre nel secondo caso si procederà al ritiro del nuovo titolo recante il nuovo valore nominale.

Gli aumenti di capitale gratuiti sono disciplinati all’art. 2442 c.c., il quale prescrive che: ” L’assemblea può aumentare il capitale, imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili”.

Negli aumenti gratuiti di capitale sociale non viene immessa nuova liquidità in azienda. L’assemblea procede a riorganizzare la gestione del capitale già appartenente alla società, tramite una diversa imputazione di alcune poste ideali del patrimonio netto.

In pratica, con questa operazione l’assemblea va soltanto ad aumentare il valore delle partecipazioni sociali in possesso dei soci, ma non vi è un reale aumento di capitale. Proprio per tale ragione che si parla di finanziamento nominale.

Da un punto di vista di bilancio, non ci sono modifiche: l’art. 2442 c.c. prevede che siano imputate a capitale riserve e fondi disponibili già iscritti, trattandosi di somme già presenti nel patrimonio sociale. Le somme sono praticamente presenti nelle riserve e vengono spostate nella voce del capitale, restando sempre nell’ambito del passivo del bilancio.

La regola è la stessa anche per le s.r.l.: l’art. 2481 ter c.c. prevede infatti un aumento proporzionale del valore della quota già esistente.

5. Aumento di capitale a pagamento

L’aumento di capitale a pagamento consiste nel versamento di nuovi conferimenti, si tratta cioè di un aumento reale perché c’è un vero e proprio incremento del patrimonio netto della società grazie ai nuovi apporti.

Mentre, nel caso di aumento di capitale oneroso, al contrario, si genera un vero e proprio accrescimento del patrimonio sociale. Ivi, l’aumento si realizza per effetto della sottoscrizione di nuove partecipazioni, quindi, tramite il pagamento di nuovi conferimenti.

In genere, tale operazione si realizza tramite delibera della assemblea straordinaria dei soci. Tuttavia, ai sensi dell’art. 2443 c.c., lo statuto sociale può attribuire tale facoltà anche agli amministratori.

Tale aumento di capitale non può essere eseguito fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate. In caso di violazione di suddetta prescrizione, gli amministratori sono responsabili in solido, per i danni arrecati ai socie e terzi.

La società emette nuove azioni a pagamento che sono sottoscritte:

  •  dai soci attuali, ai quali, per legge, gli è riconosciuto il “diritto di opzione”;
  • dai terzi che diventano soci (in caso di mancata sottoscrizione dei soci).

Il diritto di opzione (o diritto di sottoscrizione per le s.r.l.) è il diritto dei soci attuali di sottoscrivere, in proporzione al numero delle azioni possedute, le azioni emesse in sede di aumento di capitale sociale a pagamento.

 In pratica, è consentito ai soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale a pagamento, quindi non vale nell’ambito dell’aumento di capitale gratuito.

5.1. Procedura per l’aumento di capitale

In assenza di condizioni ostative, viene deliberato l’aumento di capitale dall’assemblea dei soci ed entro un determinato termine, fissato in delibera, si procede con la sottoscrizione e i conferimenti.

La delibera di aumento di capitale a pagamento da sola non è idonea a modificare l’atto costitutivo, realizzandosi invece in un momento successivo. La modifica avviene man mano che tutte le azioni o quote di nuova emissione vengono sottoscritte.

5.2. I conferimenti nell’aumento di capitale oneroso

La disciplina che segue è più o meno la stessa di quella prevista al momento della costituzione della società. Vediamo come allora, avvengono i conferimento per l’aumento di capitale

Possono essere conferiti:

  • Denaro: (nel silenzio dello statuto, i conferimenti da effettuare si ritengono in denaro) la legge prevede che al momento della sottoscrizione deve essere versato almeno i 25% del valore nominale delle azioni sottoscritte (art. 2439 c.c. per le s.p.a.) o della parte di capitale sottoscritta ( art. 2481 bis c.c. per le s.r.l.)
  • Beni in natura e crediti: nel primo caso, chi conferisce una tale tipologia deve presentare una relazione giurata di un esperto nominato dal Tribunale, con la quale si attesta che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito. Gli amministratori sono tenuti controllare la stima dichiarata.

Per quanto riguarda i crediti verso la società, il sottoscrittore-creditore della società sottoscrive l’aumento ma non provvede al versamento, in quanto il suo credito verso la società si estingue per effetto di compensazione. I crediti ai quali fa riferimento l’art. 2342 c.c., sono esclusivamente quelli aventi ad oggetto una somma di denaro.

Nelle s.p.a. è fatto divieto di conferire prestazioni d’opera.

Soltanto nelle società di persone e nelle società a responsabilità limitata è possibile conferire anche la propria opera. Con tale tipo di conferimento in natura la legge vuole facilitare alle piccole e medie imprese l’acquisizione della forza lavorativa necessaria per lo svolgimento dell’attività economica, coinvolgendo nel rischio di impresa il socio lavoratore. In questo modo, il socio, pur non essendo retribuito, ha il diritto di conseguire l’utile e, man mano che svolge la propria opera, libera il conferimento.

5.3. Sottoscrizione integrale e parziale

Scaduto il termine fissato in delibera, gli amministratori devono verificare se il capitale deliberato sia stato effettivamente sottoscritto integralmente o parzialmente.

La sottoscrizione può essere:

  • integrale dell’aumento entro il termine indicato in delibera: l’aumento sarà efficace dal momento stesso in cui il suo ammontare risulti totalmente sottoscritto;
  • parziale dell’aumento e nella delibera ne è ammessa la validità (cd. aumento scindibile), infatti una volta scaduto il termine, il capitale è aumentato per l’importo pari alla sottoscrizione parziale;
  • parziale dell’aumento e la delibera non ne ammette la validità o nulla dice in proposito (c.d. aumento inscindibile), la sottoscrizione parziale dell’aumento non produce vincoli né per la società, né per i sottoscrittori.

In seguito all’esecuzione dell’aumento, gli amministratori redigono un’attestazione specificando il numero delle nuove azioni o quote sottoscritte e quindi il nuovo ammontare del capitale sociale (deliberato, sottoscritto e versato).

Entro 30 giorni dalla sottoscrizione, l’attestazione deve essere depositata presso l’ufficio del registro delle imprese, entro il medesimo termine anche il testo dell’atto costitutivo modificato.

6. Aumento di capitali: novità normative

Analizzata la disciplina in modo puntuale e chiara, andiamo adesso a valutare alcune novità normative di particolare rilievo. Gli interventi sul punto, per quanto non siano stati determinanti ci sembrano particolarmente interessanti.

Il legislatore ha toccato la materia sia con il c.d. DL Semplificazioni, ossia l DL 76/2020, come convertito dalla Legge 120/2020, sia con la Legge di Bilancio 2021.

L’art. 44 del DL 76/2020 modifica alcuni articoli del Codice civile che regolano aspetti specifici della normativa sull’aumento del capitale sociale. La disciplina si concentra in modo particolare sulle disposizioni previste in materia di Società per azioni.

L’articolo 26 del DL 34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio, come convertito dalla Legge 77/2020, ha invece introdotto due agevolazioni fiscali, sotto forma di crediti di imposta. Una è prevista per il socio e una per la società, per il caso in cui fosse stato deliberato ed effettivamente conferito un aumento di capitale sociale nel periodo compreso tra il 20 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020.

Infine, anche la Legge di Bilancio 2021 ha previsto alcuni adeguamenti, al fine di fare fronte alla crisi economica delle imprese.

Vediamo nel dettaglio cosa prevedono le nuove norme.

6.1. Interventi temporanei: maggioranza semplice

Molti dei recenti interventi di questi mesi sono ispirate dalla necessità di far fronte alle pressanti conseguenze economiche della crisi economica, conseguente l’emergenza sanitaria.

Proprio per tale ragione, le misure introdotte introdotta del DL 76 del 2020 si distinguono in due tipologie: quelle di natura temporanea e quelle di natura strutturale.

La prima delle disposizioni transitorie prevede, fino al 30 giugno 2021, la possibilità di rafforzare la capitalizzazione delle società.

In questo contesto è stata apportata una modifica alle modalità di voto. La norma prevede che è sufficiente il voto favorevole della maggioranza semplice invece della maggioranza rafforzata prevista dalle norme codicistiche.

Nello specifico, le assemblee, nelle società di capitali, fino al 30 giugno 2021, possono deliberare aumenti di capitale con il voto favorevole della maggioranza del capitale sociale rappresentato in assemblea.

Tuttavia, affinchè possa operare questa  previsione deve essere rispettata una condizione. In sede di deliberazione deve essere rappresentata almeno la metà del capitale sociale, anche quando lo statuto prevede quorum deliberativi superiori a quelli previsti dal codice civile.

L’ambito di applicazione è limitato ai nuovi conferimenti a pagamento. E’ irrilevante che essi siano stati effettuati in denaro o in natura o in crediti, che vadano ad incrementare il patrimonio della società.

Può, inoltre, essere attribuita la stessa facoltà di aumentare il capitare anche agli amministratori. A tale scopo potrà essere adottata la stessa maggioranza semplici anche per modificare lo statuto delle società.

Il limite temporale del 30 giugno 2021 si riferisce alle deliberazioni assunte dall’assemblea. Non ha quindi rilevanza il momento di effettiva esecuzione dell’operazione di aumento di capitale. Questo potrà essere concretamente realizzato in un secondo momento.

6.2. Interventi temporanei: diritto di opzione

La normativa ha poi previsto anche importanti novità in tema di diritto di opzione dei soci, altrettanto vigenti fino alla stessa data del 30 giugno 2021.

L’art. 44 del decreto Semplificazioni prevede che le Società per azioni quotate in mercati regolamentati o negoziate su sistemi multilaterali di negoziazione possano deliberare aumenti di capitale a pagamento escludendo il diritto di opzione dei soci.

A tal fine non è necessario che vi sia una relativa previsione statutaria, purché il prezzo di emissione delle azioni corrisponda al loro valore di mercato. Così si intende tutelare i soci stessi.

Anche le modifiche di carattere strutturale incidono sul diritto di opzione, andando ad incidere i commi 2, 3, 4 dell’art. 2441 c.c..

La norma in questione prevede che le società non quotate in mercati regolamentati, le nuove azioni e obbligazioni emesse devono essere proposte in primo luogo ai soci. Il numero di azioni offerte deve essere equivalenti al numero di azioni possedute. L’esercizio del diritto in questione comporta poi il diritto di prelazione per l’acquisto delle azioni o delle obbligazioni rimaste invendute.

Mentre con riferimento alle società quotata su un mercato regolamentato, le azioni rimaste in-optate dovevano essere offerte sullo stesso mercato entro il mese successivo alla scadenza e per un numero di sedute non inferiore a cinque.

Sempre per le stesse società, il diritto di opzione poteva essere escluso in misura non superiore al 10%.

Il DL Semplificazioni ha introdotto le seguenti novità:

  • il termine minimo per esercitare il diritto di opzione è 14 giorni;
  • l’obbligo di offrire sul mercato i diritti di opzione non esercitati anche per le imprese con azioni negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione;
  • il numero minimo di sedute durante le quali le azioni in-optate diventano due;
  • a possibilità di escludere il diritto di opzione è stato esteso alle società con azioni negoziate su sistemi multilaterali di negoziazione.

7. Agevolazioni fiscali in tema di aumento di capitale

L’articolo 26 del DL 34/2020, il c.d. Decreto Rilancio, ha previsto due agevolazioni fiscali, sotto forma di crediti di imposta.

Di queste una è per il socio, mentre l’altra per la società. Questa seconda si realizza nel caso in cui fosse stato deliberato ed effettivamente conferito un aumento di capitale sociale nel periodo compreso tra il 20 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020.

Con i commi 263 e 264 dell’articolo 1 sezione1 della Legge di bilancio 2021, il Legislatore ha confermato il solo incentivo fiscale in favore della società in tema di aumento di capitale.

La disciplina è stata parzialmente modificata, per quanto attiene alle caratteristiche e limiti di applicazione. Dalla combinazione delle due previsioni è nato un credito di imposta separato rispetto al precedente, se pur fondato sulla medesima.

In base al comma 264 dell’articolo 1 sezione 1 della Legge di bilancio 2021 “le modificazioni […] si applicano alle istanze di accesso alla misura […] presentate successivamente al 31 dicembre 2020”.

Le forme societarie che possono usufruire del credito d’imposta sono:

  • società per azioni;
  • società in accomandita per azioni;
  • o società a responsabilità limitata;
  • società a responsabilità limitata semplificata;
  • società cooperative;
  • nonché società europee;
  • società cooperative europee.

Caratteristiche del credito di imposta

Possono accedere all’agevolazione determinate società, laddove, ricorrendo specifici requisiti, ed abbiano effettuato una operazione di aumento del capitale sociale entro il giorno 30 giugno 2021.

In questo caso è riconosciuto un credito di imposta del 50% delle perdite eccedenti il 10% del Patrimonio netto, al lordo delle stesse perdite, fino ad un ammontare pari al 50% dell’aumento di capitale realmente versato.

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24. Potrà esser richiesto a partire dal decimo giorno successivo a quello di effettuazione della ricapitalizzazione, ma dopo l’approvazione del bilancio 2020, e fino al 30 novembre 2021.

Le società deve essere in possesso di specifici requisiti per accedere al credito:

  • con riferimento all’anno 2019 deve aver conseguito ricavi per un importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro;
  • non deve essere sottoposta o ammessa a procedura concorsuale, né deve esser stata depositata istanza per dichiarare l’insolvenza;
  • nei mesi di marzo ed aprile del 2020 deve aver subito una riduzione dei ricavi non inferiore al 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
  • non deve essere in una delle situazioni ostative previste dalla normativa antimafia;
  • deve possedere una posizione di regolarità contributiva e fiscale;
  • non deve rientrare, alla data del 31 dicembre 2019, tra le imprese in difficoltà, anche se ammessa alla procedura del concordato preventivo;
  • regolarità in relazione alle normative: edilizie, urbanistiche, del lavoro, della prevenzione degli infortuni, della tutela ambientale;
  • non devono essere intervenute condanne per reati tributari cinque anni precedenti, nei confronti degli amministratori o dei soci.

8. Conclusioni

La procedura di aumento del capitale può avere una durata variabile. Tale operazione “straordinaria” è più frequente in alcune società piuttosto che in altre: per esempio se nelle s.p.a. si intende incrementare il proprio patrimonio oggi si opta per altre forme di finanziamento, scegliendo per la modifica statutaria soltanto in casi estremi.

Se stai valutando di modificare il capitale sociale con un aumento, è bene confrontarsi prima con un esperto.

Come avrai notato, la disciplina prevista in relazione all’aumento di capitale è decisamente complessa poiché occorre valutare molti elementi.

Proprio per questo motivo, al fine di proteggere e difendere al meglio il tuo Patrimonio, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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