Azione surrogatoria: come farla

L’azione surrogatoria è una modificazione del rapporto obbligatorio di natura oggettiva che si verifica quando il terzo interviene presso il creditore estinguendo l’obbligazione del debitore.

In questo modo si dà vita a surrogazione, dunque ad una successione del terzo che ha operato il pagamento nella posizione del creditore.

La surrogazione può aversi solo nei casi previsti dalla legge, oppure per volontà del debitore o del creditore.

Ciò si spiega in virtù del fatto che si tratta di determinare la sopravvivenza della obbligazione alla sua estinzione.

Ciò costituisce, di gran lunga, un’eccezione alla regola!

E dunque, se sei interessato all’azione surrogatoria e vuoi conoscere di più in merito alla sua disciplina, in questa guida potrai capire meglio di cosa si tratta.

1. Azione surrogatoria: disciplina generale

Innanzitutto, occorre da subito specificare che l’azione surrogatoria può avere in oggetto i diritti di credito e i diritti potestativi del debitore, di contenuto patrimoniale e non strettamente personali.

Secondo la Cassazione (sentenza n. 10428/1998), presupposto essenziale per l’esercizio dell’azione surrogatoria è la qualità di creditore e, quindi, la sussistenza di un credito certo, pur se sottoposto a termine o condizione.

Conseguentemente non è legittimato ad agire in surrogatoria chi vanta un credito non certo nella sua esistenza perché oggetto di accertamento giudiziale.

Essendo un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale, tale azione mira a mantenere, nel patrimonio del debitore, beni sufficienti per l’adempimento.

A questo fine il creditore può agire verso i terzi oggetto di pretesa da parte del debitore inerte per acquisire dal patrimonio di costui risultati economicamente utili.

L’esperimento vittorioso della surrogatoria non attribuisce al creditore particolari diritti sul bene che entrano nel patrimonio del debitore.

Se ne ricorrono i presupposti, può, insieme all’esperimento dell’azione surrogatoria, chiederne il sequestro o il pignoramento.

La posizione dell’attore in surrogazione è quella del sostituto processuale, cioè di colui che, in via eccezionale, può fare valere in nome proprio un diritto altrui.

Surrogazione per volontà del creditore, debitore, ex lege

Come accennato, la surrogazione può avvenire innanzitutto per volontà del creditore quando questo riceve il pagamento da un terzo che paga in proprio e non quale rappresentante o delegato del debitore.

In questo caso la surrogazione deve essere fatta in modo espresso e contemporaneamente al pagamento, dunque anche nella stessa quietanza.

Non è comunque pretesa l’unità documentale.

In merito, infatti, si discute se la volontà surrogatoria debba risultare da atto scritto o sia sufficiente che risulti da una dichiarazione espressa e quindi non da fatti concludenti.

Ciò che si richiede è la contemporaneità, ossia la dichiarazione di surroga deve precedere e non seguire il pagamento.

In caso contrario si verificherebbe l’estinzione dell’obbligazione senza più possibilità di dar vita ad una successione.

Surrogazione per volontà del debitore

L’art. 1202 del codice civile contempla invece la surrogazione per volontà del debitore.

Il debitore che prende a mutuo una somma di denaro o altra cosa fungibile al fine di pagare il debito può surrogare il mutuante nei diritti del creditore anche senza il senso consenso di costui.

La condizione a tal fine è che vi sia data certa del mutuo stipulato con il terzo e della quietanza rilasciata dal creditore, indicazione dell’atto di mutuo della specifica destinazione della somma mutuata nonché specifica della somma mutuata e menzione nella quietanza della provenienza della somma così come dichiarato dal debitore.

Surrogazione per volontà di legge

Altre volte, infine, si ha surrogazione per volontà di legge.

In questo caso non si assiste a una automaticità dell’effetto.

Infatti è la legge e non il creditore o debitore ad attribuire al terzo che paga il diritto a surrogarsi.

La surroga, infatti, non può avvenire contro la volontà del terzo.

A tal proposito, l’art. 1203 del codice civile prevede la surrogazione ex lege nei seguenti casi, a vantaggio di alcuni soggetti.

  • Di colui che, essendo creditore, anche chirografario, paga un altro creditore che ha diritto di essergli preferito in ragione dei suoi privilegi, del suo pegno o delle sue ipoteche.
  • Dell’acquirente di un immobile che, fino a concorrenza del prezzo di acquisto, paga uno o più creditori a favore dei quali l’immobile è ipotecato.
  • Di chi, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito, aveva interesse di soddisfarlo.
  • A vantaggio dell’erede con beneficio di inventario che paga con denaro proprio i debiti ereditari.
  • Negli altri casi stabiliti dalla legge come ad esempio nelle ipotesi di cui all’art. 971 del codice civile in materia di affrancazione ad opera di uno solo degli enfiteuti.

Si presuppone che il terzo che paga abbia con il debitore un rapporto tale da legittimare un’azione di regresso.

Pertanto, in questa ipotesi, rientra ad esempio il caso di solidarietà, di fideiussione, di pagamento da parte del locatario a terzi per interventi di manutenzione a carico del locatore o del venditore per l’imposta di registro.

Effetti dell’azione surrogatoria per legge

Il surrogato, subentrando nella stessa posizione del creditore, può esercitare diritti, azioni e ragioni che spettano a costui.

Può inoltre avvalersi di tutte le garanzie che assistevano il credito, ma è anche soggetto a tutte le limitazioni, prescrizioni e decadenze.

In caso di ipoteca, il surrogato deve curare l’annotazione ex art. 2843 del codice civile ai fini dell’opponibilità ai terzi, ma non già nei rapporti interni, dove invece prevale la vicenda successoria.

La surrogazione ha effetto anche contro i terzi che hanno prestato garanzia per il debitore salvo per il pegno l’applicazione del già richiamato disposto di cui all’art. 1263 del codice civile.

Va sottolineato che in caso di pagamento, dunque di surroga parziale, il terzo surrogato e il creditore concorrono nei confronti del debitore in proporzione di quanto loro è dovuto salvo patto contrario.

Ciò significa che il creditore originario non è preferito rispetto al creditore in via di surroga.

2. Azione surrogatoria: pericolo di insolvenza

Ultimo presupposto è il pericolo d’insolvenza del debitore, che deve essere prodotto o aggravato dall’inerzia del debitore stesso.

Senza il pericolo d’insolvenza il creditore non avrebbe interesse ad agire e quindi non sarebbe giustificata la compressione dell’autonomia privata del debitore.

Si deve trattare di un pericolo attuale e concreto, non basta quello generico o futuro.

Il creditore deve provare la sua legittimazione, e il ricorrere di questo presupposto.

3. Diritti esclusi dalla surrogatoria

Non si possono esercitare in via surrogatoria i diritti che non hanno carattere patrimoniale e quelli che, per loro natura o per legge, possono essere esercitati esclusivamente dal loro titolare.

Basti pensare ai diritti della personalità e ai crediti di natura personale.

Sono esclusi dalla surrogatoria anche i diritti che, con il loro esercizio, implicano scelte di carattere morale e familiare.

Un discorso a parte vale per l’accettazione dell’eredità.

Se il debitore resta inerte in ordine alla delazione, i creditori possono chiedere al giudice, con un’azione interrogatoria, di fissare un termine di decadenza per accettare.

Trascorso tale termine si potrà usare lo stesso rimedio di indole surrogatoria previsto dall’art. 524, comma 2, del codice civile, nel caso della rinuncia all’eredità in danno dei creditori.

Questi cioè, si potranno fare autorizzare dal giudice ad accettare l’eredità in nome e luogo del chiamato rinunciante allo scopo esclusivo di soddisfarsi sui beni dell’asse ereditario e sino a concorrenza dei loro crediti.

Non sono surrogabili i diritti al risarcimento del danno morale (rectius, non patrimoniale) e del danno da lesione dei diritti della personalità.

Infatti la scelta sul dare seguito a questi diritti può spettare esclusivamente al loro titolare.

Non sono surrogabili nemmeno i diritti che spettano al debitore in forza della sua funzione pubblica o dell’ufficio privato che svolge.

Si pensi al curatore fallimentare o al tutore dell’interdetto.

Possono essere esercitati in via surrogatoria esclusivamente i diritti di tipo relativo, crediti o diritti potestativi che si vantano verso persone determinate.

Mentre il gestore di affari altrui può compiere qualsiasi atto di gestione purché utile verso il gerito, il creditore surrogante può esercitare esclusivamente diritti verso i terzi.

Infatti non può assumere obbligazioni, né disporre di diritti del surrogato, né esercitare diritti che implichino scelte riservate all’autonomia privata del suo debitore.

Se esercitasse diritti di questo genere, compirebbe atti inefficaci, basti pensare ad un suo esercizio del diritto di opzione.

4. Azione surrogatoria e azione diretta

L’azione surrogatoria va distinta dall’azione diretta, con la quale in alcuni contratti il creditore può soddisfare il suo credito esigendo la prestazione che il terzo deve al debitore, ad esempio, il locatore ha azione diretta verso il subconduttore per esigere il prezzo della sublocazione.

I presupposti delle due azioni sono diversi, perché l’azione diretta non richiede né l’inerzia, né il pericolo d’insolvenza del debitore.

Sono diversi anche gli effetti.

La surrogatoria mira ad ottenere risultati utili per il debitore, mentre l’azione diretta serve a fare condannare il terzo ad eseguire la prestazione verso l’attore.

La natura delle due azioni è altresì diversa.

La surrogatoria è l’esercizio di un diritto altrui, l’azione diretta è l’esercizio di un diritto proprio del creditore, quindi rientra fra le garanzie.

Per terminare, come si può facilmente intuire, agire con surrogatoria è tutt’altro che semplice.

Proprio per questo motivo, al fine di difendere e proteggere al meglio il tuo Patrimonio, ti consiglio di compilare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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