Bancarotta: come evitarla

La bancarotta è un reato fallimentare che consegue a una dichiarazione di fallimento cui può essere soggetto un imprenditore o una società.

Le norme incriminatrici dei fatti d’impresa trovano collocazione all’interno di una legge speciale, ossia la Legge Fallimentare che regola anche gli aspetti civilistici del fallimento.

Per commettere un reato fallimentare è necessario che il soggetto sia un imprenditore commerciale o una società, oppure uno dei soggetti (l’amministratore o il liquidatore, ad esempio) che rappresentano la società.

Dunque ne discende che non potrà essere imputato di un reato fallimentare, ad esempio, un libero professionista titolare di partita iva che, invece, potrà commettere, ad esempio, un reato tributario.

Se sei interessato all’argomento e vuoi sapere di più su come evitare il reato di bancarotta, ti consiglio di andare avanti con la lettura di questo articolo.

Vedremo infatti gli aspetti peculiari della bancarotta e come questa può essere evitata.

1. Il reato di bancarotta

I principali reati c.d. fallimentari sono i reati di bancarotta, punibili non in quanto tali, ma solo quando l’imprenditore venga dichiarato fallito.
In sostanza, la dichiarazione di fallimento costituisce elemento costitutivo dei reati di cui si tratta.
La Legge Fallimentare prevede varie tipologie di reato.

L’ipotesi di bancarotta si articola sostanzialmente in bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice.

La bancarotta fraudolenta

La bancarotta fraudolenta (artt. 216 e 223 della Legge Fallimentare) si realizza quando l’imprenditore distrae, occulta, dissimula, distrugge o dissipa in tutto o in parte i suoi beni ovvero, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, espone passività inesistenti (è la bancarotta fraudolenta patrimoniale).

Si può realizzare quando sottrae, distrugge o falsifica, in tutto o in parte, in modo tale da procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o li tiene in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari (bancarotta fraudolenta documentale), oppure ancora, a scopo di favorire taluni creditori rispetto ad altri esegue pagamenti o simula titoli di prelazione (si parla di bancarotta fraudolenta preferenziale).

Con tale ultima previsione il Legislatore ha inteso garantire anche in via penale la c.d. par condicio tra la massa dei creditori, ovvero la possibilità che ognuno di essi possa essere soddisfatto nei propri crediti dalla procedura fallimentare che è concorsuale e riguarda tutta la situazione patrimoniale del debitore fallito.

Affinchè si realizzi il reato di bancarotta  fraudolenta documentale non occorre il dolo specifico dell’agente essendo sufficiente che il soggetto incolpato ne abbia la consapevolezza (ovvero che sappia che la tenuta irregolare implicherà il difetto della ricostruzione del patrimonio sociale).

Si realizzerà il reato di bancarotta  documentale semplice e non fraudolenta quando l’agente tenga le scritture contabili in maniera difforme da quelle previste dalla Legge senza consapevolezza di rendere non ricostruibile il patrimonio sociale.

La bancarotta semplice

La bancarotta semplice (artt. 217 e 224 della Legge Fallimentare) è imputabile all’imprenditore fallito che ha fatto spese personali o per la famiglia eccessive rispetto alla sua condizione economica; oppure ha consumato una notevole parte del suo patrimonio in operazioni manifestamente imprudenti, ha compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento.

Si verifica quando l’imprenditore ha aggravato il proprio dissesto, astenendosi dal richiedere la dichiarazione del proprio fallimento o non ha soddisfatto le obbligazioni assunte in un precedente concordato preventivo o fallimentare.

Responsabile di bancarotta semplice è anche il fallito che nei tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento, ovvero dall’inizio dell’impresa se questa ha avuto una minore durata, non ha tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla legge, oppure li ha tenuti in maniera irregolare o incompleta.

Come si intuisce, la distinzione tra la più grave forma di bancarotta (fraudolenta) rispetto a quella semplice consiste nel fatto che nel primo caso l’agente opera con un volontà e intento fraudolento, nella consapevolezza di commettere condotte che diminuiranno il patrimonio sociale e quindi influiranno negativamente (anche) sui diritti della massa dei creditori.

Nell’ipotesi di bancarotta semplice, invece, l’agente agisce senza dolo ma in modo avventato e imprudente.

Altre ipotesi di reato

Un’altra ipotesi di reato prevista dalla Legge Fallimentare è quella del ricorso abusivo al credito che incrimina l’imprenditore che ricorre o continua a ricorrere al credito, dissimulando il proprio dissesto, salvo che la condotta posta in essere non costituisca più grave reato (ad es. la truffa).

L’imprenditore fallito può poi incorrere nel reato di omessa dichiarazione di beni da comprendere nell’inventario fallimentare, quando redige un inventario dei beni non fedele alla realtà.

Ancora una volta, si intendono tutelare i creditori che nella procedura di fallimento trovano l’unica via per soddisfare – di solito solo in parte e in misura minima – le proprie pretese creditorie.

Commette il reato di denuncia dei creditori inesistenti l’imprenditore che dichiara creditori con i quali non hai mai intrattenuto rapporti patrimoniali.

2. Bancarotta: come evitarla

Come accennato, la Legge Fallimentare prevede l’obbligatorietà di ricorrere ad una delle procedure concorsuali non appena ci si rende conto della irreversibilità della crisi aziendale.
Da tale momento, l’imprenditore deve tenere un comportamento inteso a non aggravare il dissesto e a non pregiudicare gli interessi dei creditori.
Se vi è ritardo nel ricorso alla procedura e ciò ha aggravato il dissesto, l’imprenditore commette un reato di bancarotta fraudolenta.

Per evitare quindi responsabilità penali, sarà necessario prendere alcuni accorgimenti.

Regolarizzare gli aspetti formali

Importante è innanzitutto compilare e aggiornare le scritture contabili obbligatorie.

La eventuale mancanza o la inattendibilità delle scritture contabili è sanzionata come reato di bancarotta fraudolenta in quanto comporta la impossibilità di ricostruire i fatti aziendali ed è quindi potenzialmente causa di pregiudizio degli interessi dei creditori.

Redigere i bilanci secondo criteri di legge

L’imprenditore, nella fase in cui l’azienda ha ancora aspettative di poter risolvere i suoi problemi, tende a redigere un bilancio che non impressioni negativamente istituti bancari, fornitori e soci.

Il comportamento più ricorrente, dunque,  riguarda il mantenimento nell’attivo di crediti di dubbia esigibilità, la tendenza a trascurare i fattori di rischio derivanti da cause legali in corso di esito incerto, la mancata appostare di un fondo di svalutazione delle scorte obsolete, l’omissione delle sanzioni per ritardati pagamenti e altre omissioni.

Il bilancio così redatto risulta ingannevole per i creditori e l’imprenditore può incorrere in reati che vanno dal falso in bilancio al ricorso abusivo al crediti.

Salvaguardare il patrimonio aziendale

L’azienda che va verso il fallimento, per molteplici ragioni, può essere una azienda vitale da punto di vista commerciale e quindi disporre di un portafoglio ordini interessante o avere una clientela qualificata, oppure può possedere marchi di fabbrica e avere know-how appetibili per la concorrenza o per chi abbia la possibilità di sfruttarli sinergicamente.

Tutti questi sono valori che potrebbero essere vantaggiosamente realizzati nell’interesse dei creditori, cosa che non è possibile fare nella fase prefallimentare.

La cessazione dell’attività conseguente alla dichiarazione di fallimento ne provocherebbe la perdita, con danno per i creditori.

E’ però possibile, legittimamente e trasparentemente, stipulare contratti di affitto d’azienda con soggetti che manifestino l’intenzione di voler acquistare l’azienda formalizzando nel contratto di affitto stesso o a parte, una offerta di acquisto agli organi preposti alla procedura concorsuale.

Nel contratto sarà fatta chiara menzione della situazione di crisi dell’azienda e della intenzione di presentare al tribunale richiesta di fallimento in proprio. Da parte dell’affittuario dell’azienda, sarà manifestata la disponibilità alla restituzione dell’azienda qualora gli organi preposti alla procedura concorsuale lo richiedessero.

In tal modo l’imprenditore, nell’ottica di non aggravare il dissesto, mette in condizioni il curatore di realizzare gli assets aziendali che diversamente andrebbero completamente perduti.

Evitare di incorrere nel reato di bancarotta preferenziale

ll reato di bancarotta preferenziale è rilevato nelle relazioni dei curatori con una frequenza considerevole a causa del fatto che si tratta di un reato di difficile riconoscibilità da parte dell’imprenditore.

Dal momento in cui l’imprenditore ha certezza del fatto che non riuscirà a pagare tutti i creditori, deve osservare rigorosamente l’ordine dei privilegi al fine di rispettare la par condicio.

Ma, perché si possa ravvisare  il reato di bancarotta preferenziale, così come definito all’art. 216, comma 3 della Legge fallimentare, non è sufficiente che i pagamenti ritenuti preferenziali avvengano nel contesto di uno stato di crisi ma è necessario che lo stato di crisi sia ritenuto dall’imprenditore irreversibile e che egli non intraveda altro sbocco che la dichiarazione di fallimento.

Fino a quel momento, egli è tenuto a fare quanto possibile per evitarlo.

Tuttavia, il piano di risanamento costituisce per l’imprenditore un valido strumento attraverso il quale accorgersi che la difficile opera di salvataggio dell’azienda sta naufragando e che l’azienda non potrà essere salvata.

In tal caso, il suo comportamento si dovrà immediatamente conformare al dettato legislativo.

Dovrà dunque effettuare eventuali pagamenti, se necessario, nella stretta osservanza della graduatoria dei privilegi dettata dal codice civile.

In conclusione

In sostanza, come avrai potuto notare, tentare di evitare un reato di bancorotta è tutt’altro che semplice.

Spesso, infatti, non è semplice decifrare le numerose leggi che descrivono e disciplinano un determinato istituto.

Proprio per questo motivo, al fine di ottenere una migliore e completa consulenza in tema, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

Un Professionista di ObiettivoProfitto.it saprà aiutarti e consigliarti nel migliore dei modi.

CHIEDI UNA CONSULENZA
CONTATTACI

per richiedere la nostra assistenza








    Ho letto e accetto la Privacy Policy