Come pignorare i beni del debitore: breve guida
Eleonora Truzzi - 17 Maggio 2020

Oggi giorno, è del tutto normale che il debitore, in caso di mancato pagamento di un debito, venga minacciato dal creditore di “pignoramento”. Questo perchè il c.d. pignoramento è “uno” dei tanti strumenti che il nostro legislatore pone a disposizione del creditore per la tutela del proprio credito.

Nello specifico, si tratta dell’atto con cui il creditore da avvio al processo esecutivo quando il debitore non esegue spontaneamente l’obbligo risultante da un titolo esecutivo.

Per avviare tale procedura esecutiva, devi sapere, innanzitutto, cosa si intende per processo esecutivo, chi sono i soggetti coinvolti e gli atti preparatori dello stesso. Per poi, successivamente, capire cosa è l’espropriazione forzata e il pignoramento, quali sono i termini e i presupposti necessari per procedere e che tipo di pignoramento promuovere contro il debitore inadempiente.

Vediamo come il creditore può pignorare i beni del debitore.

Cosa è il processo esecutivo?

Prima di parlare del pignoramento, definiamo cosa si intende per processo esecutivo e, a sua volta, cerchiamo di capire chi sono i soggetti coinvolti e gli atti preparatori dello stesso.

Il processo esecutivo viene promosso in tutti quei casi in cui il debitore non esegue l’obbligo risultante da un titolo esecutivo che non abbisogna di ulteriori accertamenti giudiziali. Ne consegue che la finalità di tale azione è la realizzazione in concreto della pretesa cristallizzata in quel titolo.

Come mai abbiamo fatto questa premessa necessaria? Perchè per capire quando puoi pignorare i beni del debitore devi assolutamente sapere chi sono i soggetti coinvolti e gli atti preparatori dell’azione esecutiva.

I soggetti coinvolti nel processo esecutivo

I soggetti principali dell’attività processuale esecutiva sono essenzialmente quattro:

  1. il creditore, quale promotore dell’azione esecutiva;
  2. il debitore, che subisce il processo ma non ne è parte salvo opposizione;
  3. l’ufficiale giudiziario, il quale compie gli atti esecutivi che incidono sulla realtà materiale;
  4. il giudice, sotto il controllo del quale si svolge l’intero processo.      

Gli atti preparatori dell’azione esecutiva

Quanto agli atti preparatori dell’azione esecutiva, i c.d. “preparatori” perchè senza di essi l’azione esecutiva non può essere avviata, invece, si intendono il titolo esecutivo e il precetto.

Poichè l’azione esecutiva promossa dal creditore è condizionata dall’accertamento di un diritto, tale accertamento deve essere contenuto nel c.d. titolo esecutivo,il quale deve riguardare un diritto:

  • certo, in quanto non devono esserci dubbi in ordine all’esistenza del credito;
  • liquido, poiché il credito deve essere determinato nel suo ammontare;
  • esigibile, in quanto il credito non deve essere sottoposto a condizione o a termine o comunque la condizione deve essersi già realizzata e il termine già scaduto.

I titoli esecutivi possono essere giudiziali (es. sentenze, provvedimenti, decreti ingiuntivi, ecc.) o stragiudiziali (es. scritture private autenticate, cambiali, atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale ecc.).

Infine, questi atti per valere come titoli esecutivi devono essere muniti della c.d. formula esecutiva, che viene apposta da parte del cancelliere o notaio o altro pubblico ufficiale sull’originale o sulla copia e, successivamente, devono essere notificati alla parte personalmente.

Il precetto, invece, è l’intimazione rivolta al debitore di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine non minore di dieci giorni, con l’avvertimento che in mancanza si procederà ad esecuzione forzata.

In altre parole, è l’atto con il quale viene manifestata l’intenzione di avviare una procedura esecutiva.

L’esecuzione forzata non può essere iniziata prima che sia decorso il termine di dieci giorni indicato nel precetto e, in ogni caso, prima che siano decorsi dieci giorni dalla notificazione di esso. Il precetto perde efficacia, invece, se nel termine di novanta giorni dalla sua notificazione non è iniziata l’esecuzione.

Fatta questa necessaria premessa sul processo esecutivo sorge spontaneo chiedersi cos’è il pignoramento e quale collegamento abbia con il processo esecutivo.

Cos’è il pignoramento e quali sono gli effetti?

Per spiegare cosè il pignoramento, è necessario, preliminarmente, capire cosa è l’espropriazione forzata.

Al riguardo, si evidenzia che l’esecuzione forzata può esplicarsi in due forme:

  • l’esecuzione in forma generica, prevede la trasformazione del credito in denaro, per es. espropriazione;
  • l’esecuzione in forma specifica, non richiede la predetta trasformazione, per es. esecuzione per consegna di cose mobili o rilascio di cose immobili, esecuzione forzata degli obblighi di fare o di non fare.

Ne consegue che l’espropriazione forzata è l’unico procedimento esecutivo in forma generica, diretto a sottrarre al debitore quei beni in grado di soddisfare le pretese del creditore, previo trasformazione dei beni in denaro a mezzo di vendita coattiva.

Ora, ti chiedi perché questa necessaria premessa? Quale collegamento c’è tra espropriazione forzata e pignoramento?

Ebbene, ai sensi dell’art. 491 c.p.c. il pignoramento è il primo atto dell’espropriazione forzata, la quale a seguire è disciplinata anche dalle successive fasi dell’intervento dei creditori, vendita forzata o assegnazione e, infine, la distribuzione della somma ricavata.

Dal punto di vista soggettivo,si tratta di un atto posto in essere dall’ufficiale giudiziario. Per il suo compimento è necessario che il creditore faccia apposita istanza ed esibisca il titolo esecutivo e il precetto ritualmente notificati.

Dal punto di vista oggettivo, si tratta di un’ingiunzione formale che l’ufficiale giudiziario rivolge al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi ex art. 492, primo comma, c.p.c.

La ratio del pignoramento

La funzione è quella di vincolare i beni espropriati per evitare che il debitore possa alienare o comunque disporre.

Dunque, la ratio di tale istituto è quello di rendere inefficaci gli atti di disposizione compiuti dal debitore dopo che siano stati alienati. Si tratta, però, di un’ inefficacia c.d. relativa in quanto l’eventuale atto di disposizione del debitore rimane valido ma è privo di effetti solo nei confronti del creditore procedente e degli intervenuti.

Quanto agli atti anteriori al pignoramento di regola essi prevalgono sul pignoramento.

Una volta definite le generalità del pignoramento, devi sapere che esistono diverse tipologie di pignoramento che il legislatore ha predisposto a seconda dell’oggetto dell’espropriazione forzata.

Quali tipi di pignoramento esistono?

Esistono tre tipologie di pignoramento: mobiliare presso il debitore, immobiliare o mobiliare presso terzi.

1. Pignorare i beni mobili presso il debitore

Il pignoramento mobiliare presso il debitore riguarda i crediti di denaro o altri beni mobili rinvenibili nei luoghi appartenenti al debitore.

L’ufficiale giudiziario, una volta individuati i beni da pignorare, sceglie quelle cose che ritiene di più facile e pronta liquidazione. Successivamente, rivolge al debitore l’ingiunzione di non sottrarre le cose scelte a garanzia del credito e redige relativo verbale, descrivendo lo stato delle cose pignorate e il loro presumibile valore.

In tale tipo di pignoramento possiamo distingue tra:

  • Cose mobili assolutamente impignorabili (art. 514 c.p.c): le cose dichiarate impignorabili da disposizioni di legge, le cose sacre, l’anello nuziale, vestiti, biancheria, i letti, gli utensili da cucina ecc.
  • Cose mobili relativamente impignorabili (art. 515 c.p.c): sono pignorabili in mancanza di altri mobili, le cose che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo; gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore nei limiti di un quinto ecc.
  • Cose pignorabili in alcune circostanze di tempo (art. 516 c.p.c): i frutti non raccolti o separati dal suolo non possono essere pignorati separatamente dall’immobile a cui accedono, se non nelle ultime sei settimane anteriori al tempo ordinario della loro maturazione; i bachi da seta possono essere pignorati solo quando sono nella maggior parte sui rami per formare il bozzolo.

2. Pignorare i beni immobili

Il pignoramento immobiliare riguarda diritti reali di godimento e beni immobili. Si distingue dall’espropriazione mobiliare anche per le esigenze di pubblicità connesse al diverso oggetto dell’esecuzione.

A differenza di quanto avviene nel pignoramento mobiliare, il soggetto preposto alla scelta dei beni non è l’ufficiale giudiziario ma lo stesso creditore, che deve sapere quali beni immobili appartengono al debitore e se il loro valore è in grado di soddisfare il credito per cui si procede.

3. Pignorare beni mobili presso terzi

Il pignoramento mobiliare presso terzi riguarda crediti che il debitore ha verso terzi o beni mobili che non sono nella sua disponibilità ma in possesso di terzi. In tale caso, occorre la collaborazione o almeno la partecipazione del terzo nel processo esecutivo.

La ratio di tale pignoramento è duplice:

  1. Impedire al terzo di pagare il credito o consegnare il bene al debitore esecutato;
  2. Verificare l’esistenza del rapporto di debito o la disponibilità dei beni.

In relazione a questo tipo di pignoramento si distingue tra:

  • Creditiassolutamente impignorabili: i crediti alimentari, crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza;
  • Crediti relativamenteimpignorabili: lo stipendio può essere pignorato per crediti alimentari, nella misura autorizzata dal Tribunale e nella misura di un quinto, per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito; le somme da chiunque dovute a titolo di pensione ecc.

In conclusione, alla luce di quanto trattato, possiamo affermare che sia del tutto normale che il termine pignoramento venga associato automaticamente ai debiti.

Infatti, il pignoramento è l’intimazione che il creditore rivolge al debitore affinché paghi i suoi debiti contratti entro i termini previsti. Diversamente, avvierà una procedura esecutiva che gli permetterà di vincolare i beni del debitore impedendogli di cedere i beni a terzi al fine di ostacolare il creditore di rivalersi sui suoi beni.

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