Compensi avvocati: come si calcola la fattura?

ArrayEleonora Truzzi - 4 Marzo 2020

Le fatture di avvocati e studi legali sono un affare tutt’altro che semplice. 

Come mai? Perché i compensi avvocati possono essere relativi a procedimenti civili, procedimenti penali, ad attività stragiudiziali e sono sottoposte ad un’operazione chiamata scorporo.

La fattura non è una passeggiata per nessun professionista, ma per gli avvocati e gli studi legali probabilmente lo è ancora meno.

Dato che si tratta di un argomento particolarmente affascinante, vediamo insieme come vengono fatturati i compensi avvocati.

Compensi avvocati con fattura inversa

La fattura generale per avvocati e studi legali si compone di una serie di elementi ben definiti. Ma l’aspetto più importante da considerare è il fattore dello scorporo.

Cosa significa scorporo?

Quando gli avvocati ricevono un pagamento complessivo devono realizzare lo scorporo, ossia da quella cifra devono ricavare l’imponibile per poter successivamente emettere una fattura esatta.

Cosa comprende lo scorporo? Dati come l’IVA, la ritenuta d’acconto e il contributo previdenziale.

Come mai avviene questo? Perché la fattura sui compensi avvocati non può avere al suo interno un unico dato complessivo, ma il pagamento deve essere suddiviso in diverse voci. Se il professionista non fa questo, incorre in sanzioni molto severe.

Ma ora vediamo cosa succede all’interno della fattura su cui viene effettuato il cosiddetto scorporo.

Il calcolo della fattura 

Tutti sanno che il compenso dovuto ad un professionista che opera in ambito legale prende il nome di onorario. Questa voce, infatti, esiste all’interno della fattura relativa ai compensi avvocati, ma a noi interessano anche tutte le altre voci. Vediamole subito.

Oltre all’onorario, nella fattura vanno indicate le spese esenti e le spese imponibili, più tutta una serie di altre percentuali.

Una voce sempre presente è quella delle spese generali, stabilite dall’art. 13, comma 10 della legge 247/2012. Il D.M. 55/2014 stabilisce la misura delle spese generali che è rappresentata dal 15%.

Un dato che fino a non molto tempo fa rientrava all’interno dei compensi avvocati in fattura era lo Split Payment, ossia la scissione dei pagamenti. Questo sistema era applicato alla Pubblica Amministrazione e dal 1° luglio 2017 era stato esteso anche ad avvocati e studi legali. In realtà, ha avuto vita breve perché dal 14 luglio 2018 il “Decreto Dignità 2018” ha esonerato i liberi professionisti dal pagamento dello Split Payment.

L’applicazione dell’imposta di bollo

Procedendo con l’analisi dei compensi avvocati, nel momento in cui viene redatta la fattura va indicata l’IVA. Come probabilmente saprai, ai regimi fiscali agevolati non si applica l’IVA al 22%. Peraltro, con il nuovo regime agevolato 2014 non è nemmeno soggetto a ritenuta d’acconto.

Gli avvocati che si trovano in regime semplificato devono aggiungere l’imposta di bollo del valore di € 2,00 per le fatture con importi superiori a € 77,47. Devi sapere che questa cifra, per quanto esigua, non deve per forza accollarsela il professionista. Può infatti riaddebitare il costo della marca da bollo direttamente nella fattura al cliente finale.

L’unica cosa che non si può fare è inviare la fattura al cliente senza marca da bollo per fargliela apporre successivamente. È sempre il professionista a doverla inserire, decidendo se accollarsi il pagamento della stessa o meno.

Infine, ricorda che all’interno dei compensi avvocati è inclusa anche la quota per la cassa forense, fissata al 4%.

Lo scorporo all’interno delle fatture elettroniche

Sei obbligato ad emettere fattura elettronica? I dati che dovrai inserire sono sempre quelli che avresti messo nella fattura cartacea, non è così complicato come potrebbe sembrare.

Per la compilazione della fattura elettronica sono necessari i dati dell’avvocato o dello studio legale che riceve il pagamento, quindi con tutte le informazioni relative alla persona o all’attività.

Nella fattura va chiaramente indicato anche il destinatario, specificando se si tratta di privato o pubblica amministrazione.

Poi arriva la parte più importante dove devi scorporare tutta la cifra esattamente come abbiamo visto prima.

Infine, sono necessari i dati per trasmettere la fattura al destinatario.

Ricorda che anche le fatture elettroniche devono essere numerate progressivamente proprio come quelle cartacee.

Compensi avvocati nei procedimenti civili e penali

La faccenda si complica un po’ quando si tratta di calcolare il compenso avvocati in relazione ai procedimenti.

I procedimenti, civili o penali che siano, sono costituiti da diverse parti che l’avvocato può affrontare in modo più o meno compiuto.

La prima parte è lo studio della controversia, poi si passa alla fase introduttiva del giudizio, alla fase istruttoria e alla fase decisionale

Ognuna di queste fasi ha un peso specifico all’interno del compenso totale. Vengono regolate dai parametri ministeriali disciplinati dal D.M. 55/2014, aggiornato al D.M. 37/2018.

L’aspetto più importante che devi ricordare è il fatto che i costi delle diverse fasi dipendono dallo scaglione di prezzo relativo al valore della causa. Si parte da cause inferiori a € 1.100,00, per arrivare fino a cause indeterminabili che possono essere caratterizzate da complessità diverse. 

All’interno dei compensi avvocati, inoltre, possono essere operati degli aumenti, delle riduzioni e devono essere indicate le ulteriori spese.

L’aumento dipende dal numero di parti, dal fatto che sia stata raggiunta una conciliazione, una manifesta fondatezza, ecc. 

Le riduzioni, invece, fanno riferimento all’eventuale patrocinio gratuito, all’assenza di questioni di fatto e di diritto, alle condotte ostative, ecc. 

Infine, le spese da indicare sono quelle che abbiamo visto prima, ossia le spese esenti, quelle imponibili e le spese generali. Ma in questo caso vanno aggiunte anche le spese di trasferta.

Non solo onorario nei compensi avvocati

Come avrai notato, il primo importo all’interno della fattura avvocati, ossia l’onorario, è solamente una parte della cifra totale.

Una volta aggiunte tutte le altre spese, il costo finale per il cliente lievita parecchio. 

Chiaramente, l’avvocato è obbligato ad inserire in fattura tutte queste voci ed è giusto che informi fin da subito il suo cliente degli adempimenti che deve accollarsi, così da evitare un duro colpo alla fine del patrocinio.


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