Consulenza fiscale startup: a chi rivolgersi

Sei fortemente interessato al mondo delle startup e stai cercando di capire quali sono gli elementi essenziali per raggiungere il successo? Sei consapevole dell’impatto che una buona consulenza fiscale può produrre in questo senso?

Nel mondo delle startup, si tende erroneamente a credere che l’aspetto più rilevante sia quello della business idea, tralasciando invece aspetti fondamentali quali la costruzione di un’efficiente struttura imprenditoriale.

In genere, infatti, si è portati a pensare che l’aspetto più complesso, e di conseguenza cruciale, per dare vita ad una startup di successo sia l’avere un’ottima intuizione o una buona idea imprenditoriale.

In realtà la discrepanza riscontrabile tra una startup di successo e una startup che non ce l’ha fatta si trova nelle scelte aziendali e di struttura sottostanti. Scelte che, per essere ottimali, devono necessariamente essere affiancate da un regime di consulenza.

Per sua natura la startup è un’azienda esposta a molti rischi che, però, possono essere trasformati in ottime opportunità di crescita e sviluppo con il ricorso ai giusti strumenti.

Tra questi sicuramente ha una certa importanza l’ambito di consulenza fiscale che consente all’imprenditore di compiere una valutazione dei rischi effettiva e basata sulla definizione di un business plan; allo stesso tempo consente di impostare una corretta pianificazione fiscale che può consentire l’accesso ad una serie di agevolazioni.

E’ molto importante valutare adeguatamente il professionista a cui ci si rivolge quale consulente fiscale per la propria startup. Vista la sua rilevanza all’interno dell’impresa è molto importante che sia un professionista ben preparato e competente.

Ma vediamo insieme i motivi per i quali la consulenza fiscale è così rilevante nell’ambito delle startup.

1. Rilevanza della consulenza fiscale in startup

A differenza di altre società di capitali, la startup non è caratterizzata da un’iniziale solidità economico-finanziaria.

Se, infatti, per la costituzione di una S.p.A. è necessario prevedere un capitale sociale minimo di almeno 50 mila euro, le startup si caratterizzano per una temporanea precarietà economica con cui devono fare i conti.

Prima di tutto, è necessario che si compiano adeguate valutazioni circa i rischi di investimento in considerazione delle proprie risorse. Valutazioni che richiedono il necessario intervento di esperti nell’individuazione di tecniche e strategie di finanziamento.

Infatti, una delle principali cause di mortalità delle startup italiane è proprio la mancanza di liquidità sufficienti. Per questo è essenziale comprendere quale sia la forma di finanziamento adeguata e redigere il relativo business plan.

Per la realizzazione di queste documentazioni tecniche atte sia a verificare la fattibilità dell’investimento, che alla predisposizione della concreta organizzazione, è necessario ricorrere ad un consulente fiscale.

Quest’ultimo, inoltre, ha le competenze necessarie per garantire un’ottimizzazione del pagamento di tributi e imposte fiscali.

Al consulente sono richieste competenze normative ed economiche in tema di fiscalità; così facendo si consente alla startup di dotarsi delle caratteristiche e strumentazioni sufficienti per godere di alcune agevolazioni.

In buona sostanza, ricorrendo ad un qualificato consulente fiscale sarà possibile predisporre e sviluppare un tax planning in linea al cash flow della startup.

Possiamo così riassumere l’utilità che un’adeguata consulenza fiscale è in grado di apportare ad una startup:

  1. Collaborazione con il consulente legale nella valutazione del rischio;

2. Predisposizione di tax planning adeguati;

3. Stesura del business plan;

4. Analisi delle normative in tema di agevolazioni fiscali con relativa predisposizione della startup in tal senso.

Ma che qualifiche e competenze deve avere, in concreto, il consulente fiscale per svolgere tutte queste attività?

2. Chi può svolgere consulenza fiscale in startup?

Come abbiamo visto, la figura del consulente fiscale è molto articolata poiché presenta delle competenze giuridico-economiche ma anche (e soprattutto) fiscali.

Sorge quindi spontaneo chiedersi quale sia concretamente la figura che opera in quest’ambito e quale sia la sua qualifica professionale.

Sul punto, in passato sono sorti dei dibattiti proprio circa l’individuazione dei soggetti abilitati a svolgere attività di consulenza e assistenza fiscale al contribuente.

Dibattiti che vedevano da un lato sostenitori della teoria per cui solo iscritti a specifici albi professionali potessero svolgere attività di questo tipo; mentre dall’altro sostenitori della liberalizzazione professionale, anche in tema di assistenza giuridico-fiscale in campo tributario, quali le figure dell’avvocato tributarista e del commercialista.

Sicuramente, per comprendere quale sia il professionista più adatto allo svolgimento di consulenza fiscale in startup, è necessario analizzare le sue aree di intervento.

Infatti, solo avendo ben chiara la sua attività in concreto, sarà possibile individuare il consulente fiscale più adatto a noi.

2.2. Collaborazione con il consulente legale nella valutazione del rischio e redazione del business plan

La prima competenza che il consulente legale in startup deve avere è riconducibile alla fase antecedente alla creazione dell’impresa.

In questa fase, infatti, è opportuno compiere una serie di valutazioni circa l’investimento da compiersi oltre che rispetto alle strutture da adottare.

Il consulente fiscale, in collaborazione con il consulente legale, dovrà compiere un’ attività di analisi in termini di due diligence focalizzata sul risk management.

E’ possibile suddividere l’analisi di rischio in tre fasi:

  • Valutazione del rischio operativo: in questa fase si analizzano i rischi derivanti dalla variabilità dei risultati di investimento, a seconda della struttura operativa dell’azienda. Si tratta di una valutazione che coinvolge i costi fissi e variabili dell’azienda: in presenza di costi fissi molto alti, si avrà un elevato livello di rischio operativo;
  • Analisi di rischio finanziario: a questo punto è fondamentale considerare il rischio di investimento anche in base agli aspetti finanziari e monetari di gestione. Ciò che rileva in questo caso è il rapporto tra la capacità di indebitamento dell’azienda e le sue possibilità di recupero;
  • Studio del rischio d’impresa: infine, è fondamentale inserire tutte queste valutazioni all’interno di un business plan. Questo consentirà di compiere una valutazione complessiva che tenga conto sia di fattori esterni che di caratteristiche intrinseche all’impresa.

Per lo svolgimento di questa attività è imprescindibile l’avere un approfondita conoscenza di finanza aziendale e di funzionamento dei mercati.

2.3. Predisposizioni di tax planning vantaggiosi in base alle agevolazioni normative

Oltre ad una capacità nell’analizzare i rischi di investimento, un buon consulente fiscale è in grado di pianificare in maniera efficiente il carico fiscale della startup.

In buona sostanza, grazie alle sue competenze normative, il consulente fiscale è in grado di compiere una riorganizzazione delle fonti di reddito ottenendo una riduzione della base imponibile per ogni esercizio fiscale.

Attraverso questa pianificazione è possibile garantire alla startup una massimizzazione in termini di benefici fiscali con conseguente aumento in termini di deduzioni fiscali.

Per poter svolgere quest’attività è necessario che il consulente fiscale sia particolarmente competente circa gli aspetti normativi riguardanti l’area fiscale-tributaria.

Infatti, sono proprio le normative fiscali che impongono:

  • una serie di requisiti per poter accedere ad agevolazioni o comunque per poter ottenere una specifica qualificazione fiscale;
  • il rispetto di determinati adempimenti documentali e dichiarativi da eseguirsi entro specifiche tempistiche.

Pur trattandosi di una consulenza che non può prescindere da conoscenze tecniche in ambito economico, sicuramente non può essere priva di specifiche competenze tecniche anche in ambito normativo.

3. I consulenti fiscali in startup

Con le precisazioni di cui al paragrafo precedente, sono ora ad approfondire due specifiche figure professionali che potranno sicuramente svolgere un’attività di consulenza fiscale per la tua startup.

Si tratta di una consulenza articolata che tratta delle tematiche sia economico-finanziarie, che prettamente giuridiche.

Proprio per questo si può dire che il consulente fiscale ideale è un insieme tra due figure professionali molto qualificate e diffuse nel nostro ordinamento.

Queste sono:

  • il Dottore commercialista;

Si tratta di due figure diverse tra loro, ma complementari. Esse, infatti, seguono percorsi di formazione e di preparazione diversificati e, in concreto, svolgono alcune mansioni differenti.

Tuttavia, entrambi si occupano di alcune specifiche materie e condividono alcune competenze tecniche.

Come in ogni ambito consulenziale, anche in questo caso, non esiste una regola unitaria valida per tutti. A seconda delle proprie esigenze e, soprattutto, del tipo di consulenza di cui si necessita, sarà più utile rivolgersi ad una figura piuttosto che ad un’altra.

Vediamone le caratteristiche.

3.1. Il Dottore commercialista come consulente fiscale in startup

Si tratta del professionista che si occupa dei rapporti economico-commerciali dal punto di vista organizzativo, finanziario e giuridico-tributario.

Per diventare commercialista è necessario seguire un lungo percorso formativo, fatto di esperienze pratiche e conoscenze teoriche.

In particolare, il percorso formativo del commercialista è così strutturato:

  • conseguimento di una laurea specialistica o magistrale in materie economiche. (Non è più possibile seguire il percorso formativo da Dottore commercialista con altre lauree specialistiche, quali giurisprudenza);
  • svolgimento di un tirocinio della durata di 18 mesi presso lo studio di un commercialista che sia iscritto all’albo da almeno 5 anni; con iscrizione al registro A dei tirocinanti dottori commercialisti;
  • superamento dell’esame di Stato che consta di tre prove scritte e di una orale con cui si verificano le abilità del candidato nello svolgimento della professione. Oggetto di verifica saranno quindi materie di contabilità, finanza aziendale e materie giuridiche.

Nello specifico si testano le competenze del candidato in materia di:

  • ragioneria generale e applicata, revisione aziendale, tecnica industriale e commerciale, tecnica bancaria, tecnica professionale e finanza aziendale nella prima prova;
  • diritto privato, commerciale, fallimentare, tributario, del lavoro e processuale civile nella seconda prova;
  • redazione di atti di contenzioso tributario nella terza prova.

La prova orale verte su informatica, economia politica, matematica e statistica, deontologia professionale e sistemi informativi.

Lo svolgimento di questo percorso consente al professionista di seguire la gestione dell’impresa in ogni fase, sia ordinaria che straordinaria a differenza di quanto invece potrebbe fare un esperto contabile.

Questi ultimi, infatti, non potrebbero occuparsi di questioni quali:

  • il trasferimento di quote societarie;
  • attività di revisione contabile presso società di capitali.

3.2. L’avvocato tributarista come consulente fiscale in startup

Un’altra figura a cui affidare la consulenza fiscale della propria impresa può essere l’avvocato tributarista.

Per avvocato tributarista si intende un avvocato estremamente competente in materia fiscale e tributaria che, appunto, può operare come consulente fiscale-tributario e organizzarne la contabilità.

Tuttavia, di fianco al dottore commercialista, tale figura professionale è particolarmente indicata anche in vista della difesa del contribuente in giudizio di fronte alle Commissioni Tributarie.

Infatti, sebbene ci si riferisca alla consulenza fiscale come un insieme di questioni stragiudiziali, è in realtà bene tener presente che esiste la possibilità che la società sia coinvolta in un contenzioso tributario.

Questi sorgono ogni volta in cui l’Amministrazione Finanziaria riscontra delle irregolarità nella gestione delle tasse e contributi da parte della società.

L’avvocato tributarista è colui che sarà in grado di difendere l’impresa anche di fronte agli organi giudiziari.

Anche il percorso formativo di questa figura è molto lungo e complesso. Questo è così articolato:

  • laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza;
  • svolgimento della pratica forense presso lo studio di un avvocato specializzato in materia tributaria-fiscale per 18 mesi con contestuale iscrizione all’albo dei praticanti avvocati;
  • superamento dell’esame di abilitazione alla professione strutturato in 3 prove scritte e 1 orale con cui si testano le competenze e conoscenze acquisite dal candidato, sia in forma teorica che pratica. Nello specifico le competenze testate sono relative alla: 1. redazione di un parere motivato in materia di diritto civile, nella prima prova; 2. redazione di un parere motivato in materia di diritto penale, nella seconda prova; 3. stesura di un atto giudiziario, nella terza prova. L’ esame orale verte su sei materie a scelta del candidato di cui due obbligatorie: deontologia e una procedura a scelta.
  • conseguimento di master o corsi di perfezionamento in materia fiscale-tributaria.

3.3. Studi di consulenza legale e fiscale

Come abbiamo visto, non esiste una consulenza fiscale “ottimale” uguale per tutti.

A seconda delle proprie esigenze si può ritenere di aver maggior bisogno di un commercialista piuttosto che di un avvocato tributarista, tenendo ben presente che comunque entrambi hanno competenze condivise.

E’ bene valutare anche titoli di studio aggiuntivi al percorso di formazione classica, soprattutto se non attingono al proprio specifico campo. Per esempio, un commercialista con master in diritto tributario o un avvocato patrimonialista con un master in ambito economico.

Tuttavia, esiste una terza opzione che oggi è in realtà quella più utilizzata.

Infatti, laddove non si voglia rinunciare ad una delle professionalità tecniche e quindi si voglia avere a disposizione una figura che sia in grado di fornire assistenza piena alla startup, ci si può rivolgere a studi c.d. misti.

Si tratta di studi di consulenza dove commercialisti e avvocati tributaristi lavorano in stretta collaborazione per garantire al cliente la massima tutela.

In questo modo il cliente avrà sia una forte tutela dal punto di vista giuridico e normativo grazie alle competenze dell’avvocato tributarista sia una protezione economica grazie al commercialista.

A questo sono da aggiungersi maggiori competenze nello svolgimento di una serie di mansioni comuni. Si pensi alle attività di analisi e valutazione dei rischi piuttosto che una due diligence in ambito digital, svolta da entrambe le professionalità.

4. Conclusioni

L’aspetto fiscale non è da sottovalutare soprattutto all’interno di una realtà come quella delle startup, che sono poco stabili economicamente per lo meno nel periodo iniziale.

Con un’adeguata consulenza e assistenza fiscale sarà possibile contenere una serie di costi che, diversamente, metterebbero in difficoltà l’impresa stessa.

Prima di tutto la consulenza fiscale consente di valutare adeguatamente le forme di finanziamento a cui è possibile ricorrere e predispone un business plan di conseguenza.

In secondo luogo, consente di avere sempre sotto controllo tutta la materia relativa alle imposte e alla fiscalità in generale, senza rischiare di incorrere in contenziosi tributari.

Se così fosse e il tuo consulente fiscale è anche avvocato tributarista, la tua protezione è completa.

A ciò è da aggiungersi tutta la tematica della consulenza relativa alle agevolazioni fiscali. Un buon consulente fiscale è sempre aggiornato in tema delle agevolazioni e sarà in grado di orientare la tua startup in questo senso.

Per avere una consulenza fiscale ottimale ci si dovrebbe rivolgere a consulenti come un avvocato tributarista o un commercialista.

Per questo motivo, ti consiglio di compilare l’apposito Modulo presente in questa pagina per entrare in contatto con i professionisti di Obiettivoprofitto.it.

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