Conto corrente: attenzione alle clausole vessatorie

Le imprese bancarie sono oggi delle figure costantemente presenti nella vita di tutti noi.

La loro attività principale consiste nel raccogliere il risparmio tra il pubblico e nell’attività di credito.

Una delle operazioni bancarie con cui sicuramente la maggior parte delle persone si è dovuta misurare è quella dell’apertura del conto corrente.

L’art. 1852 del Codice Civile regolamenta espressamente il deposito bancario, l’apertura del credito e tutte le altre operazioni bancarie che riguardano il conto corrente.

Come ogni contratto, anche i contratti bancari sono composti da un insieme di clausole che possono, talvolta, risultare illegittime.

Si parla quindi di clausole vessatorie. Questa particolare disciplina è stata studiata ed attuata per proteggere la parte contrattuale più debole che vede quindi una tutela, in primis, da parte del Codice Civile e una vasta normativa a tutela del consumatore minuziosamente descritta all’interno del Codice del Consumo.

Clausole vessatorie nel Codice Civile

Secondo l’art. 1341 del Codice Civile, le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell’altro solo nella misura in cui, alla conclusione del contratto, questi le abbia conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza.

Non hanno invece effetto, se non specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell’altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria.

Una maggiore attenzione viene data alle clausole vessatorie soprattutto nell’odierna società in cui si stanno diffondendo sempre di più i contratti a distanza, questo per dare una maggiore tutela al contraente debole.

Clausole vessatorie nel Codice del Consumo

Così anche il Codice del Consumo ha provveduto a creare una normativa ad hoc per la protezione del consumatore ed evitare che si ritrovi in una situazione di profondo squilibrio nei diritti e negli obblighi verso l’altra parte contrattuale, ossia il professionista.

In questo ambito rientra anche tutta la redazione di contratti relativi a servizi finanziari.

Il Codice del Consumo sanziona con la nullità le clausole vessatorie, mentre il rimanente contratto rimane valido.

All’art. 33 del d.lgs. 206/2005 indica quali sono le clausole considerate vessatorie nei rapporti tra professionisti e consumatori.

Sancisce che si considerano vessatorie quelle clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.

Tra le tante possiamo trovare come vessatorie le clausole che escludono o limitano le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista in caso di inadempimento da parte del professionista, le clausole che impongono al consumatore il versamento di una somma a titolo di risarcimento in caso di inadempimento, le clausole che riconoscono solo al professionista la facoltà di recedere,  le clausole che riconoscono al professionista il recesso da un contratto a tempo indeterminato senza preavviso e senza giusta causa ecc. La normativa regolamenta anche i casi di prestazione di servizi finanziari.

Clausole illegittime nel conto corrente

Il contratto di conto corrente deve prevedere determinate condizioni dalle quali non si può prescindere, altrimenti ci troveremmo di fronte alle clausole vessatorie appena descritte.

Operazioni in conto corrente e diritto di recesso

L’art.1852 del Codice Civile stabilisce che il deposito bancario, l’apertura di credito e le altre operazioni bancarie possano essere regolate in conto corrente e stabilisce inoltre che il correntista piò disporre in qualsiasi momento delle somme risultati a suo credito, salvo l’osservanza di un termine di preavviso eventualmente previsto.

Le clausole che dovessero eventualmente andare contro a questo principio, sarebbero vessatorie e, di conseguenza, nulle.

La diligenza della banca

Nello svolgimento del servizio di cassa la banca deve informare tempestivamente il cliente di tutte le informazioni che lo riguardano. Risponde inoltre secondo le regole del mandato nello svolgimento di tutti gli incarichi che le vengono richiesti dal correntista.

In questo caso sono vessatorie le clausole che attribuiscono alla banca la facoltà di eseguire o meno degli incarichi nei confronti del cliente o di eseguirli secondo sua discrezione senza informare quest’ultimo.

Di conseguenza, sono vessatorie altresì le clausole che, nei contratti con i consumatori, attribuiscono alla banca il potere unilaterale di modificare le condizioni del contratto a tempo indeterminato in assenza di giustificato motivo.

Contenuto minimo del contratto

La legge prevede che debba essere fissato un contenuto minimo obbligatorio nei contratti affinché il cliente sia consapevole delle condizioni economiche che vengono praticate dalla banca.

Devono perciò essere indicati:

  • Tasso d’interesse che deve essere indicato nel contratto e che in nessun modo può far riferimento agli usi per la sua determinazione, pena la nullità della clausola
  • Ogni altro prezzo e condizione praticati

Sono nulle, inoltre, anche le clausole che prevedono per i clienti condizioni economiche più sfavorevoli rispetto a quelle pubblicizzate.

Nel caso in cui vi siano delle clausole che violano queste disposizioni di legge, vanno considerate nulle in favore delle condizioni economiche fissate per legge.

Il fenomeno dell’anatocismo

Nella disciplina del conto corrente sono considerate nulle le clausole di anatocismo, o clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi che interessavano i conti debitori che venivano chiusi trimestralmente e a cui, sempre in questo lasso di tempo, la banca addebitava interessi attivi dovuti dal correntista, i quali a loro volta producevano altri interessi nella stessa misura.

Responsabilità della banca

Sono vessatorie quelle clausole che escludono la responsabilità della banca per fatti che non siano direttamente imputabili ad essa.

Deve quindi controllare qualsiasi operazione che viene effettuata e sincerarsi dell’identità del soggetto con cui si relaziona.

Termini di opposizione

Il conto corrente bancario è generalmente sottoscritto come contratto a tempo indeterminato ed il cliente ha un diritto di informazione sulla propria situazione almeno annuale.

La banca onora questo obbligo tramite l’invio di un estratto conto, che il cliente può richiedere anche con cadenza semestrale, trimestrale o mensile.

In questo caso, il termine entro il quale il cliente può presentare un’opposizione scritta è di 60 giorni dal ricevimento dell’estratto conto.

Se il cliente fa esperire questo periodo temporale senza opposizioni, l’estratto conto si considera approvato.

I contratti rappresentano una disciplina molto complessa, per questo è bene essere a conoscenza delle caratteristiche principali per potersi tutelare nell’apertura e nella gestione di un conto corrente.

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