Cosa sono i dividendi sulle azioni?

I dividendi sulle azioni: cosa sono e come si calcolano? Questa è una breve guida per capire tutto ciò che c’è da sapere sul dividendo e quali sono le sue funzioni.

Dividendi sulle azioni: cosa sono?

Per coloro che operano in Borsa è fondamentale: non si può non sapere tutto quello che riguarda i dividendi e cosa hanno a che fare con le azioni.

Il termine ‘dividendo” fa riferimento alla quota che spetta a ciascun azionista di un bene societario e che, quindi, divide (come dice la stessa parola) l’utile societario tra tutte le parti interessate.

In pratica, un dividendo è ogni singola fetta tagliata da una torta intera. Questa “fetta” equivale a un valore, che può essere trasposto in soldi oppure in azioni.

Le fette di una torta, però, non vengono mai tagliate uguali, hanno dimensioni diverse: questa è una metafora per far comprendere il fatto che il dividendo che spetta a un socio può non essere uguale a quello che spetta a un altro. La divisione non è uguale, ma equa e adesso vediamo di capire il perché.

Tutte le società sono come una “cucina” professionale in cui si possono preparare moltissimi dolci. In questa cucina ci lavorano più persone, i soci, che contribuiscono con il loro lavoro o con il loro denaro (o con entrambe le cose, a volte) alla preparazione delle torte.

Chi si impegna di più, e quindi investe di più, alla fine dell’infornata deve poter mangiare una fetta più grossa rispetto al socio che ha investito di meno.

In alcuni casi, la torta (ossia i guadagni, gli utili) va reinvestita. Ci sono due opzioni:

  • la società decide di reinvestire gli utili per guadagnare di più,
  • la società divide gli utili e li distribuisce subito agli azionisti (ossia coloro che hanno investito i loro soldi comprando un certo numero di azioni della società).

In questo secondo caso, però, è importante comprendere come si calcolano i dividendi sulle azioni di una società.

Imparare quanto si può su questo argomento è tanto importante, per chi vuole anche solo provare ad affacciarsi nel mondo della Borsa, quanto lo è per un chirurgo imparare a memoria l’anatomia umana.

Il rischio di perdere ingenti risorse è alto, se non si conoscono prima bene tutti gli aspetti che riguardano gli investimenti e le azioni.

È un settore, questo, altamente specifico: è bravo e se la sa cavare soltanto chi possiede determinate competenze.

Se è tanto difficile, perché è allettante?”, vi starete chiedendo. Proprio grazie al concetto stesso di “dividendo”.

Se l’investimento va a buon fine e la società di cui decidiamo di comprare le azioni cresce, quel dividendo si può trasformare in una rendita annua molto elevata, e persino duratura.

Nonostante le fluttuazioni continue che caratterizzano il mercato borsistico, le società più stabili garantiscono quasi sempre grossi profitti e coloro che investono di più riescono ad introitare più denaro rispetto agli altri.

Come abbiamo detto, esistono due modi con cui la società ripaga il nostro contributo: o con i soldi, ossia il tipo di dividendo più comune, o con la cessione di altre azioni, che in alcuni casi (non sempre) è il dividendo più conveniente, in termini di guadagno a lungo termine.

Come si calcola il dividendo e qual è la differenza tra quello ordinario e quello straordinario?

Innanzitutto dobbiamo per forza andare ad analizzare una differenza importante e cioè quella che si riscontra tra il dividendo straordinario e quello ordinario.

Il dividendo ordinario ha come derivazione specifica quella collegata agli utili e in questo caso l’azionista avrà un obiettivo e un’aspettativa molto precisa: un’erogazione regolare e costante e che si ripeta per tanti anni.

Invece il dividendo straordinario si differenzia da quello precedente per il fatto che non ha nessun tipo di regolarità nel corso del tempo e inoltre lo si può considerare come un’aggiunta rispetto a quello ordinario e si ricava in pratica dai liquidi, che sono rimasti come riserva all’interno dell’azienda e che quindi non proviene dagli utili che essa è riuscita a realizzare.

Molto più complessa da comprendere per chi non è esperto, è la questione del calcolo del dividendo e quindi proveremo a descriverla punto per punto.

Prima di andare a sviscerare la questione dobbiamo dire che l’assemblea dei soci di un’azienda ha il compito preciso di decidere qual è l’entità del dividendo per azione, che verrà distribuito a ogni azionista.

Nel momento in cui verrà terminata questa operazione l’investitore potrà andare a calcolare quanto gli spetta in vari step, che ora vedremo.

  • Il primo passo da fare è quello di calcolare quante azioni si possiedono con precisione. Come fare? SI può chiedere o al proprio broker o alla banca di fiducia o semplicemente si può avere questa informazione andando a controllare e ad analizzare il resoconto che viene mandato regolarmente a ogni investitore
  • Il secondo step sarà quello di andare a scoprire con precisione quello che è il DPS, che la società ha stabilito per ognuno degli investitori: si scriverà la lettera D per indicare il valore che si sta cercando, la lettera S per indicare quante sono le azioni possedute e infine, il DPS.

Andiamo a vedere un altro aspetto importante e cioè la definizione di dividend yield.

Dividend Yield: che cos’è?

Non si può parlare di questo argomento senza andare a vedere la definizione del Dividend Yield.

Per farla capire a tutti diciamo che semplicemente il Dividend Yield è il rapporto tra quello che è il dividendo, che una società quotata in borsa va a pagare per ogni azione e l’ultimo prezzo che questa azione ha avuto.

Lo si può definire come un indicatore, che serve a monitorare e misurare il rendimento e che va oltre il corso che sta avendo il titolo azionario.

Alcuni addetti ai lavori lo considerano come una sorta di garanzia in quanto se sarà alto potrà venire valorizzato e premiato dal mercato.

Il premio viene elargito dal mercato, attraverso un aumento dei prezzi, che sarà apprezzato sia da parte dell’investitore definito istituzionale, sia dai piccoli e dai comuni investitori, anche se bisogna tenere conto che esso spesso non tiene conto del rischio di impresa.

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