Come costituire una società

Nel nostro ordinamento giuridico è possibile svolgere attività d’impresa sia in modo individuale che collettivo. In quest’ultimo caso però è necessario costituire una società in modo da svolgere, insieme agli altri soci, un’attività economica

All’interno del Codice civile esistono diverse tipologie di società e solo tra di esse è possibile decidere quale tipologia di società costituire. In altre parole, in Italia vige il principio della “tipicità” delle società, pertanto, non è possibile creare società “atipiche”. 

Ciò premesso, prima di analizzare il procedimento mediante il quale è possibile costituire una società, è possibile distinguerle essenzialmente tra: 

Società organizzate su base personale, dunque le società di persone (società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice).

Società organizzate su base capitalistica, dunque le società di capitali (società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata).

1. Costituire una società di persone

Alla base della società vi è innanzitutto un contratto plurilaterale, che è compiutamente definito dell’art. 2247 c.c.:con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.”

Essendo un contratto plurilaterale è stato previsto dal legislatore, al fine di preservare al massimo l’efficacia dell’accordo associativo, che l’invalidità del vincolo di una parte non importa l’invalidità dell’intero contratto. Inoltre, nemmeno l’inadempimento di una parte o l’impossibilità sopravvenuta della prestazione di una parte importa la risoluzione dell’accordo. 

Nel contratto di società vi è ovviamente interdipendenza tra le obbligazioni. 

Attenzione: l’obbligazione del socio non costituisce il corrispettivo dell’obbligazione degli altri, ma è il mezzo per la realizzazione dello scopo comune.

L’atto costitutivo dovrà contenere alcuni elementi fondamentali, tra i quali:

  • generalità dei soci;
  • ragione sociale (il nome sotto cui agisce la società) con l’indicazione del nome di uno o più soci seguito dall’indicazione “s.n.c.”. Per le S.a.s. occorre l’indicazione di almeno un socio accomandatario;
  • l’indicazione dei soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza;
  • l’oggetto sociale (ovvero l’attività svolta);
  • i conferimenti effettuati da ciascun socio;
  • le prestazioni a cui sono soggetti i soci d’opera;
  • le norme per la ripartizione degli utili;
  • la durata della società.

1.1. I conferimenti

In virtù di quanto letto nell’art. 2247 c.c., i requisiti essenziali sono i conferimenti, l’esercizio in comune di un’attività economica, la divisione degli utili.

In merito al conferimento, la società non può esistere senza la costituzione di un fondo sociale.

Non vi è società se i soci non conferiscono.

Oggetto del conferimento possono essere beni o servizi, non necessariamente denaro.

Se non è stabilito che il conferimento si faccia altrimenti, esso sarà fatto in denaro, e se non è determinato, i soci conferiscono in parti uguali il necessario per la realizzazione dello scopo comune. 

Diversamente dalle società per azioni, nelle società di persone è possibile conferire qualsiasi bene o attività che sia suscettibile di valutazione economica, utile per il perseguimento dell’oggetto sociale. 

Anche nelle società di persone, infatti, la funzione del capitale sociale “produttiva” e non di mera “garanzia”. I terzi che entrano a contatto con la società sono garantiti non già dall’entità del patrimonio della società, bensì, dalla responsabilità illimitata dei singoli soci. 

Pertanto, lo scopo del patrimonio (al cui interno è chiaramente compreso anche il capitale) è quello di perseguire l’oggetto sociale. 

In poche parole, mediante la creazione di un patrimonio sociale, i soci si dotano dei mezzi necessari al fine di perseguire il fine per il quale la società è stata costituita. 

1.2. Gli altri requisiti

L’esercizio in comune, invece, deve riguardare un’attività economica.

Ciò significa che non si tratta di una vera e propria società l’accordo tra due o più persone finalizzato al godimento di uno o più beni immobili. L’attività che devono porre in essere i soci, infatti, deve essere economica. Questo vuol dire che è finalizzata ad ottenere un utile oggettivo e soggettivo, ovvero, un “guadagno” per i soci. 

Un altro elemento che caratterizza le società è la comunanza dell’attività.  Questo significa che il risultato economico deve essere perseguito congiuntamente.

La divisione degli utili, infine, indica l’interesse specifico che il socio vuole realizzare personalmente con la partecipazione alla società.

Il risultato dell’attività sociale deve andare a beneficio di tutti i soci: non è consentita l’esclusione di un socio dagli utili. Una prova di ciò la si può individuare all’interno del Codice civile, ovvero, nell’art. 2265 c.c. il quale disciplina il c.d. “patto leonino” e dispone che è nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite. 

Il principio fondamentale è che la partecipazione agli utili sia proporzionale ai conferimenti, salvo che il contratto sociale stabilisca diversamente.

2. Costituire una società: tipi di società di persone

Ogni tipologia di società presenta le proprie caratteristiche specifiche. Scegliere una piuttosto che un’altra non è indifferente. In particolare è necessario tener conto dell’attività da svolgere, in quanto a determinate categorie può essere preclusa l’esercizio di alcune funzioni. Ad esempio, le società semplici non possono svolgere attività commerciali in quanto tali, ma tendenzialmente sono impiegate per attività di tipo agricolo o a queste connesse.

Pertanto, prima di costituire una società è bene conoscere quali sono le varie tipologie di società disciplinate all’interno del Codice civile. 

2.1. La società semplice

La società semplice è il tipo più elementare di società poiché è creata per l’esercizio di un’attività economica che non sia qualificata dalla legge come commerciale ai sensi dell’art. 2195 c.c.

La forma societaria in questione può essere utilizzata anche per tutelare il proprio patrimonio. Questo sarà, infatti, sottratto ai maggiori rischi di impresa che possono derivare da organizzazioni più complesse. In tal modo è possibile tutelarsi da eventuali danni e pregiudizi

Si può ricorrere ad essa per attività lucrative, ma non commerciali, come previsto dall’art. 2249 c.c.. Proprio per queste sue caratteristiche, è il modello applicato in via residuale, ossia ove le parti non scelgano nessuna altra tipologia prevista dal codice civile.

Queste forma, come poc’anzi anticipato, non può essere applicata per ogni tipo di attività economica. Infatti, ove intendessi costituire una società semplice devi considerare che sono ammesse solo queste attività:

  • attività agricola;
  • attività artigianale;
  • professioni intellettuali;
  • gestione beni immobili;
  • gestioni di partecipazioni.

Sono invece escluse:

  • l’attività di intermediazione nella circolazione di beni;
  • industriale volta alla produzione di beni e servizi;
  • assicurativa;
  • bancaria;
  • ausiliaria rispetto alle precedenti.

Per questo tipo di società è semplicemente prevista una forma di pubblicità notizia che si realizza con l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.

Questo è un dato molto importante: per la mancanza di una vera pubblicità legale sussistono differenze sostanziali nella sua disciplina giuridica rispetto agli altri tipi di società.

Nonostante sia una società che non trova largo utilizzo nella prassi, essa assume un ruolo fondamentale all’interno del Codice civile. Infatti, la normativa dettata dal legislatore in materia di società semplice trova applicazione anche nelle altre società di persona, nei limiti della compatibilità. 

2.1.1. Il regime di responsabilità nelle società semplici

Quanto al regime di responsabilità ai sensi dell’art. 2266 c.c., la società “acquista diritti ed assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza”.

Ciò significa che i creditori delle obbligazioni assunte dai soci in nome della società possono soddisfarsi sul:

  • patrimonio sociale,
  • quello dei soci che hanno agito in nome e per conto della società
  • il patrimonio degli altri soci.

Tuttavia, per favorire l’ingresso di nuovi soci, è possibile escludere in via pattizia la loro responsabilità per i crediti pregressi. Ciò, ovviamente, laddove non acquisiranno la qualità di amministratori, è consentita la limitazione della responsabilità dei soci che non agiscono.

Dunque nella società semplice tutti i soci possono essere responsabili illimitatamente e solidalmente, oppure alcuni sono responsabili illimitatamente e solidalmente, altri no.

2.1.2. Come si costituisce una società semplice?

Da un punto di vista procedurale e formale, la società semplice è la più semplice da costituire. Infatti, è sufficiente che sia concluso un contratto costitutivo (anche orale). Ciò lo si desume dal dispositivo della norma di cui all’art. 2251 c.c., il quale recita: “il contratto non è soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla natura dei beni conferiti “.

L’atto preliminare, al fine di costituire una società semplice, è un accordo. Per il tramite di quest’ultimo, le parti si impegnano reciprocamente a svolgere congiuntamente un’attività non commerciale.

Come sembra evidente dalla esigua normativa sul punto, una società semplice può essere costituita anche senza alcuna formalità, ad esempio tramite comportamento concludente o verbalmente. Tuttavia appare preferibile ricorrere alla costituzione mediante atto notarile, soprattutto ai fini probatori e in considerazione dell’esigenze di certezza del diritto, in specie ove vengano successivamente conclusi contratti con terzi estranei alla compagine sociale.

Ai sensi dell’art. 1350 c.c., il contratto è redatto con forma scritta, ove abbia ad oggetto beni immobili o mobili registrati. Predetto obbligo di forma investe, però, l’atto di conferimento, contenuto solitamente nel contratto stesso. Ove non sia rispettata la forma, quindi, ciò causerà la nullità, non dell’intero negozio, ma solo della parte relativa al conferimento di beni.

E’ parimenti richiesta la forma scritta, ove si voglia procedere all’iscrizione della società nel Registro delle imprese. Tale operazione, però, non produce particolari effetti e non comporta l’attribuzione della personalità giuridica.

2.2. La società in nome collettivo

La società in nome collettivo è una società di persone con oggetto commerciale. Essa è disciplinata agli articoli da 2291 a 2312 c.c. Si caratterizza per il fatto che tutti i soci rispondono in solido e senza limiti per le obbligazioni sociali

Si configura quindi una responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci per le obbligazioni sociali. L’eventuale accordo di senso contrario non è produttivo di effetto.

Nella snc è, tuttavia, possibile concludere un accordo con cui si può escludere la responsabilità di uno o più soci. L’accordo, però, produce effetti tra i soci stessi. Ne deriva che i creditori societari possono comunque chiedere ugualmente a ciascun socio il pagamento del debito intero. 

È sottoposta a un regime legale di pubblicità dichiarativa e, differentemente dalla società di persone semplice, si contraddistingue per la commercialità dell’oggetto.

In entrambe le società di persone appena analizzate, i poteri di amministrazione spettano a tutti i soci.

2.2.1. Come costituire una società in nome collettivo?

La società in nome collettivo nasce con atto costitutivo redatto per atto pubblico o per scrittura privata, autenticata da Notaio. Questo dovrà poi essere iscritto al Registro delle Imprese.

L’iscrizione nel registro non assume rilevanza al fine di attribuire validità alla costituzione, ma serve a garantirne la regolarità. L’iscrizione della società nel Registro delle Imprese produce evidenti funzioni di pubblicità, serve, infatti, ad assicurare l’accessibilità ai terzi di conoscere il contenuto del contratto costitutivo e di ogni altro cambiamento successivo.

La mancata iscrizione nel Registro delle imprese implica la venuta in esistenza della società, tuttavia può portare rilevanti ripercussioni nei rapporti esterni. In altre parole, in assenza di iscrizione nel Registro delle imprese, la Società in Nome Collettivo nasce “irregolare”. 

L’omessa iscrizione della società nel Registro delle imprese comporta che i rapporti fra la società e i terzi non verranno disciplinati dalle norme che il legislatore ha dettato nel codice civile per le snc.

In questo caso i rapporti saranno disciplinati dalle norme dettate per la società semplice. 

In fine, per quanto riguarda gli elementi che l’atto deve presentare, la ragione sociale della società in nome collettivo deve sempre includere almeno il nome di uno dei soci, e l’indicazione che si tratta di una snc.

Per la società in nome collettivo non è infine previsto un capitale minimo, come invece previsto per altre forme giuridiche societarie.

2.3. La società in accomandita semplice

Probabilmente la società di persone più particolare è la Società in accomandita semplice. Diversamente dalle società fino ad ora esaminate, infatti, questa particolare società di persone è caratterizzata dalla presenza di due categorie di soci. 

Più precisamente, alcuni soci, nonostante facciano parte di una società di persone, ha il privilegio di non rispondere personalmente (ovvero con il proprio patrimonio) ed illimitatamente (ovvero oltre il valore della quota sottoscritta) dei debiti sociali. 

La compagine sociale nelle società in accomandita semplice si suddivide come segue: 

  • I soci accomandatari assumono responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni sociali;
  • I soci accomandanti rispondono limitatamente alla quota conferita. 

Gli accomandanti, hanno il beneficio di limitare il loro rischio al valore della loro quota sociale, senza mai andare. I loro beni, quindi, non saranno coinvolti nel passivo e nella procedura fallimentare.

poteri di amministrazione spettano solo ai soci accomandatari.

Questi ultimi possono esercitare la funzione congiuntamente, vale a dire insieme, oppure in via disgiuntiva, ognuno indipendentemente dagli altri. In questo secondo caso ognuno degli amministratori possa concretizzare gli atti di amministrazione senza dovere ricevere il consenso degli altri soci o dovere fornire una preventiva informazione.

Non solo, nella società in nome collettivo e in accomandita semplice, l’atto costitutivo della società devono possedere una serie di indicazioni, elencate dall’art. 2295 c.c.

Tra queste menzioniamo il nome dei soci e la loro responsabilità, la ragione sociale, gli amministratori, la sede, l’oggetto, la durata della società, i conferimenti dei soci.

La pubblicità del contratto sociale si attua mediante il deposito per l’iscrizione presso l’ufficio del registro delle imprese dell’atto costitutivo.

La mancata iscrizione  determina l’inopponibilità a terzi del contenuto dell’atto costitutivo.

2.3.1. Come costituire una società in accomandita semplice

La società in accomandita semplice si costituisce attraverso un atto costitutivo, redatto da un Notaio. Quindi, per questa forma societaria si adotta l’atto pubblico oppure una scrittura privata autenticata. In esso dovranno essere indicati e distinti i soci accomandanti rispetto agli accomandatari, perché hanno diritti e obblighi diversi.

L’atto dovrà essere depositato entro 30 giorni presso il Registro delle imprese. In mancanza, la società in accomandita semplice, similmente a quanto accade per la precedente tipologia, potrà esistere ma sarà irregolare, come disposto all’art. 2317 c.c..

La ragione sociale della Sas, ossia la denominazione completa e ufficiale, dovrà comprendere il nome di almeno uno dei soci accomandatari.

Non è, invece, possibile includere i nomi degli accomandanti, perché agli accomandatari è riservata l’amministrazione. Tale previsione ha lo scopo di garantire ai terzi, che entrano in contatto con la società, sia ben chiaro chi procede alla amministrazione. In tal modo si evita che la visione della ragione sociale possa causare confusione per la presenza nella stessa del nome dei soci accomandanti, che non possono amministrare.

Se, violando il divieto, un accomandante compare nella ragione sociale, perde il beneficio della responsabilità limitata. Questo in tal modo diventa automaticamente responsabile per i debiti assunti dalla società, alla stregua di un accomandatario.

3. Costituire una società di capitali

Costituire una società di capitali è un fenomeno complesso in quanto non basta la stipula del contratto sociale, ma è necessaria l’iscrizione della società nel registro delle imprese.

Infatti, da un punto di vista giuridico si parla di “fattispecie complessa”, ciò perché non è sufficiente, per la nascita della società, la mera stipulazione di un atto pubblico dinanzi al Notaio, ma è necessaria anche l’iscrizione nel Registro delle imprese. 

In difetto dell’iscrizione non è possibile parlare di “società irregolare”, così come avviene nel caso di società di persone. Nel caso delle società di capitali, infatti, l’effetto dell’iscrizione è costitutivo.

In altre parole, solo a seguito dell’iscrizione nell’apposito Registro nascerà la persona giuridica

Quest’ultimo aspetto è un concetto giuridico importantissimo, che distingue nettamente le società di persone dalle società di capitali. Solo le società di capitali, infatti, possono vantare la c.d. autonomia patrimoniale perfetta

Ma cosa significa avere l’autonomia patrimoniale perfetta? In parole semplici, il patrimonio della società e quello dei singoli soci sono insensibili tra di essi. I creditori della società non potrebbero mai soddisfarsi sul patrimonio dei soci, essi, infatti, rispondono solo entro i limiti della quota (o delle azioni) sottoscritta. 

La struttura capitalistica della società comporta l’accento della disciplina giuridica sulla formazione del capitale sociale.

Di qui, l’importanza della lettura dell’art. 2329 c.c.

Per costituire una società di capitali è necessario:

  • La sottoscrizione per intero del capitale sociale.
  •  Il versamento del 25% dei conferimenti in danaro a una banca nel caso di una S.p.a. o all’organo amministrativo nel caso di una S.r.l.
  • L’esecuzione integrale dei conferimenti in natura.
  • Sussistenza delle autorizzazioni richieste dalla legge.

3.1. Costituire una società: costituzione simultanea e costituzione per pubblica sottoscrizione

Alla costituzione simultanea partecipano tutti gli interessati.

Nella costituzione per pubblica sottoscrizione, invece, coloro che hanno ideato la costituzione della società assumono la qualifica di promotori.

Questi sono direttamente e solidalmente obbligati verso i terzi e hanno un diritto di rivalsa nei confronti della società solo se le obbligazioni assunte e le spese siano state necessarie o approvate dall’assemblea.

Come corrispettivo dell’opera prestata, ai promotori possono essere riservati dei benefici consistenti in una partecipazione agli utili di bilancio per un periodo di cinque anni.

3.2. L’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese

L’atto costitutivo deve essere stipulato per atto pubblico e sua parte integrante è lo statuto, dunque l’atto contenente le norme sul funzionamento della società.

Deve poi essere depositato dal Notaio che lo ha ricevuto entro 20 giorni presso il Registro delle imprese con i documenti comprovanti la sussistenza delle condizioni per la costituzione.

In capo al Notaio che ha ricevuto l’atto e agli amministratori sorge l’obbligo di provvedere al deposito dell’atto costitutivo.

Prima dell’iscrizione non può esistere una società di capitali.

Infatti, le obbligazioni eventualmente assunte gravano esclusivamente su coloro che agiscono in nome della società non ancora costituita. Se la costituzione ha luogo, essi possono rivalersi solo nei confronti della società, ma non nei confronti dei soci se la costituzione non ha luogo.

Le spese sostenute saranno rimborsate solo se ritenute necessarie per la costituzione della società.

Per le società per azioni, poi, la legge pone un preciso divieto. “Prima dell’iscrizione nel registro è vietata l’emissione delle azioni ed esse, salvo l’offerta pubblica di sottoscrizione ai sensi dell’articolo 2333, non possono costituire oggetto di un’offerta al pubblico di prodotti finanziari.”

L’art. 2331 co.5 c.c. si spiega in ragion del fatto che non vi sono organi sociali che possano esprimere la volontà della società. Inoltre circolerebbero titoli il cui valore sarebbe indefinito, mancando ancora la società.  

4. Costituire una società: tipi di società di capitali

Come poc’anzi affermato, la scelta della tipologia di società non è indifferente. Ciò diventa ancora più evidente quando si tratta di scegliere la società per azione. In questo caso potrebbe essere determinante la tipologia di rischio che si intende assumere e la responsabilità che i suoi membri assumono.

Le società di capitali sono consigliabili in particolare:

  • Per attività che comportano un rischio elevato, poiché la responsabilità del socio è limitata alla quota di capitale sottoscritta.
  • La s.r.l. è solitamente preferibile per le società composte da pochi soci, da soci con legami familiari, da soci che prestano la loro attività nella società.
  • La s.r.l. è più indicata alle piccole imprese, poiché ha una struttura più semplice e più adattabile alle esigenze dei soci.
  • La s.p.a. è più adatta alla grande impresa, dove spesso i soci partecipano come soci di investimento.

4.1. Società per azioni (SpA)

Nella società per azioni (S.p.A.) il capitale sociale è suddiviso in azioni, ovvero, frazioni omogenee del capitale sociale

Il fatto che il capitale sociale sia suddiviso in azioni, non è detto che la società debba necessariamente emettere azioni eguali. 

Infatti, all’interno del Codice civile sono disciplinate tutta una serie di azioni aventi peculiarità, amministrative o patrimoniali, che vengono definite come “azioni speciali”. 

Possono essere di diverse tipologie di azioni, si distinguono in:

  • le azioni ordinarie,
  • privilegiate,
  • di risparmio,
  • a voto limitato
  • postergate nelle perdite,
  • azioni al prestatore di lavoro,
  • riscattabili
  • quelle collegate all’attività sociale.

Per la sua costituzione infatti è richiesto un capitale minimo di 50.000 euro. Il legislatore negli anni ha ridotto sempre di più la quota di capitale minimo per poter costituire una società di capitali. Infatti, prima del limite attuale, il legislatore aveva imposto, come soglia minima, euro 120.000, il che la rendeva sicuramente meno appetibile. 

La scelta del legislatore, probabilmente, è dettata dalla necessità di permettere alle imprese, anche di piccole dimensioni, di poter optare per questo particolare assetto associativo. 

La società per azioni può essere costituita per contratto o atto unilaterale.

L’atto costitutivo è redatto per atto pubblico e deve indicare alcuni elementi fondamentali, tra cui la denominazione, domicilio e sede.

4.2. La società in accomandita per azioni 

La figura in questione rientra nella famiglia delle società di capitali e non in quella delle società di persone. Questa è disciplinata dalle norme relative alla Società  per azioni, in quanto compatibili, e si caratterizza per il fatto che la partecipazione dei soci, sia accomandanti che accomandatari, è rappresentata da azioni. Alla società  in accomandita per azioni si applicano, in quanto compatibili, le norme della società  per azioni.

La (S.a.p.a) presenta due categorie di soci: accomandatari e accomandanti.

soci accomandatari sono amministratori di diritto e rispondono in maniera solidale e illimitata per gli impegni presi dalla società. I soci accomandanti invece rispondono nei limiti di quanto apportato nella società e non possono amministrare la società.

Tuttavia, si distingue dalla società in accomandita semplice, in quanto il socio accomandatario non necessariamente deve assumere il ruolo di amministratore, per quanto sia la prassi ricorrente.

Il codice detta disposizioni particolari con riferimento alla denominazione sociale e all’atto costitutivo. La prima, infatti, deve contenere il nome di almeno uno dei soci accomandatari e specificare la tipologia sociale

Invece, l’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari e, stante la coincidenza di questi ultimi con gli amministratori, non necessariamente provvedere alla loro nomina a tale carica.

Anche questo tipo di società, in genere, si costituisce per la grande impresa.

4.3. La società a responsabilità limitata (S.r.l.)

È la società di capitali più costituita per la sua semplicità rispetto alle precedenti. Tuttavia, è bene precisare che a seguito della riforma del 2003 questa società si è avvicinata molto di più alle società di persone, nonostante sia sempre stata considerata dalla dottrina e dalla giurisprudenza come la “sorella minore” della Società per azioni.

Nonostante ciò, non vi devono essere dubbi in ordine alla natura di questa particolare società, essa, infatti, anche a seguito della riforma sopra citata, rientra sicuramente nel novero delle società di capitali. Anzi, non è esagerato affermare che la Società a responsabilità limitata è sicuramente la forma associativa più utilizzata e diffusa nel nostro Paese. 

Il motivo è molto semplice, il mercato italiano è caratterizzato dalla presenza massiccia di piccole e medie imprese le quali, al fine di svolgere la propria attività con il beneficio della responsabilità limitata, optano proprio per la S.r.l. anziché per la S.p.a, società che impone oneri più elevati e procedure più complesse da gestire. 

Per la costituzione di una società a responsabilità limitata la legge prevede la redazione di un atto costitutivo per atto pubblico e un capitale minimo di 10.000 euro.

La s.r.l. va benissimo quando si vuole limitare il rischio di impresa tra tutti i soci presenti, anche se occorre considerare che la gestione di una s.r.l. (come tutte le società di capitali) comporta degli adempimenti e tasse non indifferenti.

4.3.1. Società a responsabilità limitata semplificata

Al fine di agevolare le forme di impresa, il legislatore ha introdotto all’interno del nostro ordinamento giuridico la c.d. Società a responsabilità limitata semplificata. Ciò che la contraddistingue, rispetto alla società a responsabilità limitata fino ad ora esaminata è la l’estrema semplicità di costituzione. 

Considerato che tale società può essere costituita anche con 1 euro di capitale sociale, tutti, oggigiorno, possono costituire una società di capitali e porre in essere un’attività d’impresa in forma collettiva. 

Ma non finisce qui, il legislatore, al fine di favorire al massimo il ricorso a tale forma di società, ha praticamente annullato anche i costi notarili (relativamente alla costituzione di questa particolare società).

Ovviamente si tratta di una società di capitali e non di persone, e, proprio come la Società a responsabilità limitata tradizionale, anche quella in forma semplificata deve essere costituita con atto pubblico dinanzi al Notaio. 

Diversamente dalla S.r.l. tradizionale, però, il capitale sociale non può essere costituito con conferimento di beni immobili (ovvero è necessario il conferimento in denaro) ed è disciplinata da uno statuto semplificato. 

Ma cosa succede se il capitale sociale di una S.r.l.s. supera la soglia di euro 10.000? Questo è un dubbio che generalmente attanaglia tutti coloro che hanno intenzione di costituire una S.r.l.s. Ebbene, se nel corso della sua vita una S.r.l.s. dovesse superare la somma appena citata non si verifica una “trasformazione” della società, così come disciplinata all’interno del Codice civile. 

La somma di euro 10.000, infatti, rappresenta una sorta di “soglia” da prendere in considerazione per capire quale disciplina applicare alla società. 

In altre parole, è possibile applicare lo statuto delle Società a responsabilità limitata semplificata solamente a quelle S.r.l.s. che possiedono un capitale sociale che oscilla da 1 euro fino a 9.999,99 euro. Superata tale soglia, occorre applicare le norme dettate dal legislatore in materia di S.r.l. tradizionale. 

4.3.2. Versamento del conferimento

L’art. 2464 c.c. prevede che il conferimento debba essere reso in forma monetaria.

Suddetta previsione assolve ad una duplice funzione:

  • consentire alla società di esercitare l’attività cui è destinata, nonché raggiungere gli obiettivi individuati con l’oggetto sociale;
  • costituiscono il capitale sociale, quindi fungono da garanzia per i creditori sociali.

Tale conferimento può essere determinato o meno: nel primo caso il socio è obbligato al conferimento assunto.

Per i conferimenti in natura, deve essere indicato nel contratto sociale il valore a essi attribuito o il modo di valutazione.

La disciplina in caso di mancato versamento dei conferimenti è contemplata all’art. 2466 c.c., che prevede in particolare meccanismo, nell’ipotesi di inadempimento del socio.

Tale normativa è applicabile anche quando il socio aveva disposto una polizza assicurativa o una fideiussione bancaria a garanzia dei conferimenti. Alla loro scadenza, o se diventano inefficaci, si applica quanto disposto all’art. 2466 c.c.. In questo caso, il socio può evitare gli effetti della mora tramite il versamento in denaro della somma che era garantita.

5. Consulenza e assistenza legale per il tuo caso

Come avrai notato, la disciplina prevista in relazione alla costituzione di una società è decisamente complessa poiché occorre valutare molti elementi.

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