Costo del capitale: cos’è e come si calcola in una impresa
Iolanda Piccirillo
Aggiornato il 12 Aprile 2020
 

Il costo del capitale è un valore molto importante per l’operatività di ogni impresa e per definirne al meglio il suo valore economico e peso nel mercato. Questo valore, infatti, può essere utilizzato come margine di parametro anche per gli stessi investitori al fine di valutare se investire al momento in questa impresa è profittevole.

Come si calcola? Al riguardo sono da considerare tutta una serie di fonti di finanziamento da poter attivare come azioni, obbligazioni e debiti contro la capacità di poter ripagare tutti i costi sostenuti con un maggiore rendimento finale.

Cos’è il costo del capitale e da cosa è formato

Il costo del capitale è un utile parametro sulla capacità dell’impresa di poter finanziare al meglio la sua attività e poggia su una serie di elementi per definirlo.

Conosciuto anche con il nome di costo medio ponderato del capitale, può essere facilmente calcolato considerando in modo proporzionale diversi elementi che le imprese utilizzano per ottenere un valore economico da utilizzare per accrescere le proprie attività come:

  • Le azioni ordinarie. Esse sono la tipologia più importante di finanziamento diretto per una impresa e comportano come costo, il pagamento di un utile a fine anno. Inoltre, più sarà conosciuta l’impresa e più sarà immediato trovare azionisti disposti ad acquistare le suddette azioni in cambio del relativo utile.
  • Le obbligazioni. Queste ultime sono dei veri e propri titoli di debito che permettono alle imprese di ottenere capitale per finanziarie le proprie attività. In cambio, le suddette imprese saranno tenute al pagamento di una cedola e di un interesse a cadenza semestrale o annuale.

Dai costi impliciti ai debiti, ecco altre importanti voci del costo del capitale

Altre importanti voci del costo del capitale e da aggiungere alle citate fonti di finanziamento come azioni e obbligazioni, sono i costi impliciti ed i debiti. I costi impliciti, rappresentano delle voci che non sempre hanno un riscontro nel breve termine e che migliorano nel tempo la competitività della impresa. Un classico esempio, sono i costi sostenuti per il personale o per ammortizzare con cadenza pluriennale il prezzo di un macchinario.

Per quanto attiene ai debiti, questi ultimi rientrano in altri canali a favore delle imprese per raccogliere capitali. A differenza delle azioni e delle obbligazioni, possono portare ad un maggiore costo a seguito dei diversi interessi da corrispondere alle banche per l’attivazione del prestito a lungo termine.

Dall’unione di tutti questi valori, è quindi generata la forza dell’impresa sul mercato e le sue possibilità di mantenere alta la competitività. Come si introduce tutto questo ai fini di un investimento? Il costo del capitale, rappresenta un parametro di riferimento entro cui la stessa deve essere in grado di remunerare sempre tutti i suoi finanziatori.

I costi impliciti sostenuti dalle imprese nel corso della loro attività

Il costo del capitale di una impresa presenta tra le sue voci più importanti le fonti di finanziamento come azioni e obbligazioni e il costo del suddetto finanziamento. In un secondo momento, sono poi da aggiungere delle voci di rilievo come i costi impliciti.

Questi ultimi, rappresentano delle voci specifiche sull’attività dell’impresa come il costo per il personale o per l’ammortamento nel lungo termine di un macchinario. Queste voci, altrettanto importanti per la crescita economica di una azienda e che seppur non riscontrabili nell’immediato, sono vitali per valutarne il peso sul mercato e la reale convenienza come un buon investimento.

Il costo del capitale dal punto di vista dell’investitore

Per comprendere al meglio questo concetto, può essere utile anche ampliare quello che è il punto di vista dell’investitore per poi tornare al concetto di base dell’utilità per le imprese.

In pratica, con questo valore l’investitore è in grado di conoscere quello che è il rendimento atteso sul capitale della suddetta impresa e della volatilità o stabilità dei risultati finanziari conseguiti nel corso della sua attività sul mercato.

Se tale rendimento è maggiore rispetto ai costi sostenuti, allora siamo in una buona direzione per valutare in positivo le capacità dell’impresa di realizzare nel tempo un profitto.

Viceversa, è bene aspettare e valutare ulteriori azioni dell’impresa per mettersi in pari e generare ottime prospettive di guadagno anche sul profilo degli investitori.

Chiariamo meglio questo importante concetto

Questo concetto di costo del capitale, può sembrare complesso se ne consideriamo il peso ponderato di ogni voce che va a contribuire al valore finale del rendimento. Tuttavia, una formazione mirata su come si arriva al calcolo di questo valore può aiutarne a chiarire i primi dubbi. 

Innanzitutto, le imprese mirano ad utilizzare come prime fonti di finanziamento, le azioni e le obbligazioni. E in questa fase, è importante il buon nome dell’impresa per fare in modo che più investitori siano interessati all’acquisto e a finanziare di conseguenza la stessa. Per l’impresa, l’emissioni di azioni e obbligazioni danno luogo ad un costo del debito pari al valore dell’interesse annuale da corrispondere agli azionisti e alla cedola da corrispondere a fine anno agli obbligazionisti.

Viene da sé, che il costo del capitale di una impresa si può quindi calcolare considerando da un lato il rendimento che le fonti di finanziamento scelte come azioni e obbligazioni porteranno nel tempo e da un altro lato ai costi che l’impresa sostiene per attivare questi finanziamenti.

Un esempio per comprendere al meglio il concetto di costo del capitale

Con un esempio ti aiuto a comprendere ancora meglio di cosa parlo. Ipotizziamo una impresa italiana che per convenienza chiameremo X e che rientra tra le più importanti e conosciute del paese. Ebbene, tale impresa già presenta una buona reputazione sul mercato. I suoi investitori, avranno quindi una buona convenienza ad investirvi e tale da non richiedere cifre eccessive sugli interessi per acquistare azioni e obbligazioni.

Il costo del capitale dell’impresa, deriva dalla somma del rendimento dei finanziamenti attivati e del relativo debito contratto. Ora aggiungiamo dei numeri per dare un maggiore impatto a questo pratico esempio come:

  • La somma raccolta per i finanziamenti con azioni e obbligazioni da parte dell’impresa è di 100.000 euro.
  • Il debito ulteriore da richiedere è di 50.000 euro nei confronti ad esempio di banche, per il quale vi è un tasso di interesse da pagare del 5%.
  • Il valore da corrispondere annualmente ad azionisti e obbligazionisti è del 10%.

Ebbene tutti questi elementi, contribuiranno a determinare il costo del capitale dell’impresa e la sua forza sul mercato. E dove il rendimento finale realizzato deve essere sempre superiore ai costi sostenuti al fine di definire un reale guadagno per i suoi investitori.

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