Denuncia di nuova opera: come funziona?
Eleonora Truzzi - 5 Giugno 2020

La disciplina della denuncia di nuova opera si inserisce nel panorama delle azioni riconosciute al proprietario, possessore o titolare di diritto reale di godimento. Lo scopo è quello di evitare che sia arrecato danno alla cosa su cui esercita il suo diritto.

Insieme alla denuncia di danno temuto, anche la denuncia di nuova opera mira a tutelare colui che esercita il proprio diritto su una cosa da un danno che la pregiudicherebbe.

La prima azione viene esperita nel momento in cui il proprietario, possessore o titolare di diritto reale di godimento intuisce da determinati elementi che la sua res (cosa) è in pericolo. Ha quindi lo scopo di prevenire un danno futuro e probabile.

Ciò che fa la denuncia di nuova opera, invece, è qualcosa di diverso.

Scopriamo subito qual è la disciplina che la definisce, chi la può esperire, in quali situazioni è possibile avanzarla e come si svolge il giudizio.

Procediamo per gradi.

Cos’è la denuncia di nuova opera? 

A definire l’azione di denuncia di nuova opera è l’art. 1171 del codice civile che fornisce la seguente definizione al primo comma:

“Il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da una nuova opera, da altri intrapresa sul proprio come sull’altrui fondo, sia per derivare danno alla cosa che forma oggetto del suo diritto o del suo possesso, può denunziare all’autorità giudiziaria la nuova opera, purché questa non sia terminata e non sia trascorso un anno dal suo inizio”.

Quello che ci dice la norma è che i soggetti citati posso agire per denunciare una nuova opera non ancora terminata. Purché non sia trascorso un anno dal giorno in cui è iniziata.

L’azione ha un carattere cautelare e di conseguenza non può essere esperita se queste due condizioni non sono soddisfatte.

Proseguiamo con l’analisi del secondo comma per poter comprendere la norma nella sua compiutezza: 

“L’autorità giudiziaria, presa sommaria cognizione del fatto, può vietare la continuazione dell’opera, ovvero, permetterla, ordinando le opportune cautele: nel primo caso per il risarcimento del danno prodotto dalla sospensione dell’opera, qualora le opposizioni al suo proseguimento risultino infondate nella decisione del merito; nel secondo caso, per la demolizione o riduzione dell’opera o per il risarcimento del danno, che possa soffrirne il denunziante, se questi ottiene sentenza favorevole, nonostante la premessa continuazione”.

Quindi, l’azione consente a chi la esperisce di ottenere dal giudice un provvedimento. Quest’ultimo può sospendere l’esecuzione dell’opera o permetterla, però con le dovute cautele per evitare il pregiudizio al fondo altrui.

Quali sono gli elementi che permettono di procedere?

Partendo da quanto stabilito all’interno della norma, possiamo affermare che siano necessari tre elementi diversi per procedere con l’azione:

  • Una condotta illecita da parte del soggetto che sta realizzando l’opera, quindi una condotta che sia lesiva dell’integrità del fondo altrui; 
  • La nuova opera con le caratteristiche che abbiamo già analizzato. Quindi il fatto che non sia ancora stata ultimata e che non sia trascorso un anno dal suo inizio; 
  • Il timore di un danno che potrebbe essere arrecato al fondo dalla nuova opera. Anche in questo caso, non si parla di un danno già certo ma del timore di un pregiudizio che potrebbe derivare dall’opera stessa.

Come puoi vedere, emerge molto forte il carattere preventivo dell’azione di denuncia di nuova opera.

Sulla base dei diversi elementi che abbiamo citato, il giudice prenderà successivamente la propria decisione. Stabilirà quindi se l’opera debba essere sospesa oppure se possa essere continuata ma con le dovute misure di sicurezza per evitare il danno al fondo altrui.

Chi sono i soggetti coinvolti?

Per quanto riguarda i legittimati attivi abbiamo già capito chi possono essere. Ad avere il diritto di esperire l’azione sono il proprietario, il possessore o il titolare di diritto reale di godimento che abbia fondato timore che una nuova opera possa arrecare danno al proprio o ad un fondo altrui.

Questo principio è valido anche nel caso di doppio possesso di una medesima cosa da parte di persone diverse.

Il legittimato passivo, infine, è chiaramente colui che ha intrapreso la nuova opera. 

Stiamo quindi parlando del proprietario dell’opera? Non esattamente. Ad essere coinvolto in questo caso è il soggetto che si assume la responsabilità della sua creazione che non necessariamente deve coincidere con il proprietario.

Come si avvia la procedura?

Esattamente come avviene per la denuncia di danno temuto, anche l’azione di denuncia di nuova opera avviene con il deposito del ricorso presso il tribunale competente. In questo caso, è competente il tribunale del luogo in cui è sorta la nuova opera. 

Quello che viene ad instaurarsi è un procedimento in via sommaria, quindi abbastanza rapido. Ha come obiettivo quello di ottenere un provvedimento da parte del giudice di sospensione o di prosecuzione dell’opera in sicurezza.

A questa prima fase, può seguirne un’altra più specifica di merito per valutare la fondatezza della pretesa.

Analizziamo nello specifico le due fasi:

  • Fase cautelare ed urgente durante la quale il giudice deve verificare la sussistenza di periculum in mora (quindi il pericolo che deriverebbe da un ritardo nella decisione) e fumus boni iuris (ossia la parvenza dell’esistenza di tutti i presupposti sufficienti per poter applicare il provvedimento), volta ad ottenere una misura rapida di sospensione dell’opera che impedisca il realizzarsi del danno;
  • Fase di merito dove le parti possono approfondire la trattazione delle proprie ragioni e il giudice stabilisce come chiudere la causa, quindi decretando la demolizione dell’opera o la riduzione, con conseguente risarcimento del danno, oppure la prosecuzione se non ritiene che possa essere pericolosa per il fondo.

I termini per la denuncia di nuova opera

Il termine di prescrizione lo possiamo facilmente intuire da quella stessa norma che abbiamo affrontato all’inizio.

È infatti possibile esperire l’azione solo se l’opera non è ancora stata completata e se viene avanzata entro l’anno dall’inizio della costruzione.

Se vuoi essere sicuro di ottenere un esito positivo dal procedimento, ti consigliamo di rivolgerti ad un professionista che possa prendere in esame tutte le prove e aiutarti a preparare il ricorso.

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