Domanda riconvenzionale: come proporla?

La domanda riconvenzionale è uno strumento disciplinato dal Codice di Procedura Civile a disposizione del convenuto, dunque colui chiamato in giudizio dall’attore.

Con questo istituto, il convenuto può contrattaccare la proposta dell’attore mediante la domanda riconvenzionale, chiedendo la condanna dell’attore.

Dunque, come avrai potuto notare, se ben utilizzata, la domanda riconvenzionale può essere un’opportunità decisamente importante da poter sfruttare in sede processuale, davanti al Giudice.

Per questo motivo, se ti interessa capire meglio nello specifico cos’è e come si può proporre, ti consiglio di andare avanti con la lettura di questa guida.

Ti spiegherò la sua disciplina e come potersene avvalere per difendere i tuoi diritti.

1. Domanda riconvenzionale: disciplina generale

Come accennato, è il convenuto a proporre la domanda riconvenzionale  contro l’attore che lo ha citato in giudizio.

Più nel dettaglio, attraverso la domanda riconvenzionale, il convenuto esercita un’azione vera e propria in risposta all’attore chiedendo al giudice l’emanazione di un provvedimento a sé favorevole.

In questo modo vengono a ribaltarsi le posizioni delle parti poichè il convenuto, a questo punto, assume le vesti dell’attore e l’attore diviene controconvenuto o riconvenuto.

Si pensi, ad esempio, all’attore che cita in giudizio il convenuto per la riconsegna di un immobile e il convenuto, tramite riconvenzionale, formula domanda di usucapire il bene.

Elemento importante da specificare subito è che il convenuto può proporre domanda riconvenzionale che abbia determinate caratteristiche. Infatti l’oggetto del processo è stato delineato dalla domanda proposta dall’attore.

A tal proposito, è l’art. 36 del Codice di procedura civile (c.p.c.) a stabilire che le domande riconvenzionali ammesse devono dipendere dal titolo dedotto in giudizio dall’attore e dal titolo che appartiene alla causa come mezzo d’eccezione.

Preme subito sottolineare che la procura alle liti conferisce dunque al difensore il potere di proporre tutte le domande che non eccedano l’ambito della lite originaria. Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, proprio in materia di domanda riconvenzionale, si sono espresse, infatti, in questi termini (sentenza n. 4909/2016).

Il mandato ad litem attribuisce al difensore la facoltà di proporre tutte le difese che siano comunque ricollegabili all’originario oggetto della causa, e quindi anche la domanda riconvenzionale. Infatti quest’ultima, anche quando introduce un nuovo tema di indagine resta sempre fondamentalmente connotata dalla funzione difensiva di reazione alla pretesa della controparte.

2. Competenza e proposizione della domanda

Di regola, il giudice competente sulla domanda principale decide anche sulla riconvenzionale che dipenda dal titolo già dedotto in giudizio o che appartenga alla causa come mezzo di eccezione.

La trattazione congiunta delle cause connesse è ben favorita dal codice anche se può ostacolare la diversità del rito prevista per ciascuna di esse, ad esempio, rito ordinario, rito del lavoro, rito locatizio, rito camerale e così via. Nondimeno, il simultanues processus viene consentito, nonostante le differenze di rito, nel caso di cause oggettivamente connesse.

Può accadere che la riconvenzionale ecceda la competenza del giudice presso cui è radicata la causa.

Occorre distinguere tra due casi importanti.

Se il giudice adito dall’attore per la domanda principale non è competente a conoscere – per materia o per valore – la domanda riconvenzionale sollevata dal convenuto, l’attore:

  • Può rimettere al giudice superiore, competente per la riconvenzionale, domanda principale e riconvenzionale.
  • Può separare le domande e rimettere al giudice superiore solo la riconvenzionale  trattenendo a sé la domanda principale.

In quest’ultimo caso, però, il giudice adito deve separare le domande:

  • Quando la riconvenzionale ha carattere pregiudiziale rispetto alla principale e deve essere risolta con efficacia di giudicato.
  • Se esiste una competenza territoriale inderogabile sulla domanda principale.
  • Quando esiste una competenza per materia inderogabile sulla domanda principale.
  • Se esiste una competenza per materia o valore inderogabile sulla domanda riconvenzionale.

Il giudice adito e territorialmente competente per la domanda principale lo è anche per la riconvenzionale. Infatti, la riconvenzionale può determinare uno spostamento della competenza solo quando ecceda per materia o valore quella del giudice adito.

Termini per la proposizione della domanda riconvenzionale

Nel giudizio di cognizione ordinario, il convenuto può decidere di rimanere inerte o di partecipare al processo. In tale ultimo caso, deve costituirsi in giudizio, depositando la comparsa di costituzione e risposta. Si tratta di un atto difensivo con cui il convenuto può allargare l’oggetto del processo, ad esempio, sollevando delle eccezioni, ovvero superare i limiti della domanda attore o proponendo una riconvenzionale.

Sia le eccezioni (processuali o di merito) che le domande riconvenzionali devono essere proposte a pena di decadenza (art. 167 c. 2 c.p.c.), così come eventuali chiamate di terzo, nella comparsa di costituzione e risposta da depositarsi:

  • 20 giorni prima dell’udienza indicata nell’atto di citazione (art. 166 c.p.c.);
  • 10 giorni prima in caso di abbreviazione dei termini.

Pertanto, in caso di costituzione tempestiva, il convenuto può proporre la domanda riconvenzionale. Invece, in caso di costituzione tardiva (ad esempio, in udienza), può solo svolgere mere difese o eccezioni che siano rilevabili anche d’ufficio, mentre non può proporre la riconvenzionale e la chiamata di terzo.

La ratio della preclusione è ispirata alla necessità di garantire la celerità del processo. Infatti, proprio perché viene perseguito un interesse pubblico, l’inosservanza del termine entro cui proporre la domanda è rilevabile d’ufficio.

Se è omesso o risulta assolutamente incerto l’oggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice, rilevata la nullità, fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti anteriormente alla integrazione (art. 167 c. 2 c.p.c.).

3. Tipologie di domanda riconvenzionale

Non esiste un solo tipo di domanda riconvenzionale. Proprio per questo motivo vedremo, di seguito, la trattazione e disciplina di alcuni tipi di domande riconvenzionali, ossia quelle più note e comuni nel sistema giudiziario.

La domanda riconvenzionale dell’attore

La reconventio reconventionis è la controdomanda con cui l’attore replica alla riconvenzionale del convenuto. L’attore può svolgere la reconventio reconventionis nella prima udienza di comparizione delle parti e trattazione della causa (art. 183 c.p.c.).

La posizione dell’attore che proponga la riconvenzionale diverge da quella del convenuto, in quanto la reconventio reconventionis non è una domanda autonoma, ma viene introdotta solo al fine di consentire all’attore un’adeguata difesa contro l’eccezione o la riconvenzionale del convenuto. Interessante è la posizione della giurisprudenza che ritiene che «la posizione di convenuto che l’originario attore viene ad acquisire per effetto della riconvenzionale proposta dalla controparte, non può valere a far assumere al medesimo la posizione di convenuto in senso sostanziale, come tale assoggettabile al regime di cui agli artt. 36 e 167, comma 2, cod. proc. civ.» (Cassazione, sentenza n. 26782/2016).

La domanda riconvenzionale trasversale

Con domanda riconvenzionale trasversale ci si riferisce alla domanda proposta da un convenuto verso un altro convenuto per questo definita  impropria. Sono ammissibili in quanto il convenuto può citare in giudizio un terzo e proporre domande contro di lui.

Il convenuto trasversale può, a sua volta, proporre eccezioni e riconvenzionali.

Domanda riconvenzionale nel rito lavoro

Anche nel rito del lavoro, il resistente può proporre una domanda riconvenzionale (art. 418 c.p.c.), qualora voglia ottenere la condanna del ricorrente.

Sotto il profilo processuale, la riconvenzionale deve essere inserita nella memoria di costituzione a pena di decadenza (art. 416 c. 2 c.p.c.). Tale decadenza ha carattere assoluto ed è rilevabile d’ufficio. La costituzione del resistente avviene 10 giorni prima dell’udienza; egli, con istanza contenuta nella stessa memoria, deve chiedere al giudice di pronunciare, entro e non oltre i successivi 5 giorni, un nuovo decreto con la fissazione di un’altra data d’udienza a modifica del provvedimento precedente.

È importante soffermarsi su alcune peculiarità.

Tra la proposizione della domanda riconvenzionale e l’udienza di discussione non devono decorrere più di 50 giorni.

Il decreto che fissa l’udienza deve essere notificato all’attore, a cura dell’ufficio, unitamente alla memoria difensiva entro 10 giorni dalla data in cui è stato pronunciato.

Tra la data di notificazione all’attore del decreto e quella dell’udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di 25 giorni.

Con la proposizione della domanda riconvenzionale, il resistente amplia la materia del contendere. Qualora la domanda abbia un oggetto diverso da quello rientrante del rapporto di lavoro, essa verrà ugualmente trattata seguendo il rito del lavoro.

4. Inammissibilità

Sulla inammissibilità della domanda, bisogna specificare determinati elementi.

Infatti, la riconvenzione è ammissibile anche se le due domande non dipendono da un unico e identico titolo.

Fra le contrapposte pretese deve sussistere, dunque, un collegamento obiettivo.

L’eventuale inammissibilità della domanda riconvenzionale non impedisce al giudice di considerare i fatti (o i rapporti giuridici) dedotti a suo fondamento nella più limitata ottica dell’eccezione: una domanda riconvenzionale dichiarata inammissibile può essere valutata dal giudicante come una mera eccezione.

La declaratoria di inammissibilità della domanda riconvenzionale dipende dalla valutazione discrezionale del giudice di merito e risulta insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivata (Cassazione, sentenza 24684/2013).

In conclusione

Come avrai potuto notare, la disciplina della domanda riconvenzionale è molto ampia e con questa guida spero di aver fugato ogni tuo dubbio in merito.

In ogni caso, al fine di ottenere una completa consistenza e consulenza sul punto, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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