Equity crowdfunding: cos’è e come funziona
Daniela Colleoni
Aggiornato il 23 Marzo 2021
 

Negli ultimi anni avrai di certo sentito parlare di equity crowdfunding, quale forma di finanziamento particolarmente vantaggiosa e innovativa.

Trattasi di uno strumento che ha trovato spazio nel recente sistema di mercato e che consente a diversi soggetti c.d. esterni ad un progetto, di entrare a farne parte attraverso un sostegno di tipo economico.

Tra le diverse tipologie di crowdfunding, l’equity (o equity based) crowdfunding è particolarmente impiegato nelle operazioni e nei sistemi di Private Equity.

Infatti, tramite questo strumento, è possibile sostenere un’iniziativa imprenditoriale (o a contrario ottenere dei finanziamenti per la propria idea di investimento) in cambio di una certa percentuale di partecipazione azionaria.

In buona sostanza si tratta si uno strumento che può essere molto utile sia a coloro che hanno intenzione di investire nel modo dell’Equity, che per coloro che cercano dei finanziamenti per la propria business idea.

Si inserisce infatti tra le operazioni di pre-avvio di un investimento in Private Equity ed è la fase attraverso la quale si acquisisce il capitale sufficiente per concretizzarla.

Tuttavia questa specifica tipologia di crowdfunding è particolarmente soggetta a delle restrizioni di tipo normativo, che è necessario conoscere prima di ricorrervi.

Se sei interessato ad investire o sei alla ricerca di finanziamenti per la tua business idea, ti invito a proseguire la lettura di quest’articolo! Analizzeremo la figura dell’equity crowdfunding, i relativi vantaggi-svantaggi e capiremo quali sono i limiti normativi da rispettare per utilizzare questo strumento.

1. Equity crowdfunding: definizione

Come accennato, l’equity crowdfunding assume un ruolo importante all’interno del sistema di Private Equity proprio perché volto a garantire finanziamenti al fine di realizzare delle business ideas.

Infatti nei sistemi di Private Equity, l’aspetto del finanziamento è fondamentale e, in genere, si persegue ricorrendo ai c.d. business angels e gli strumenti di venture capital.

Tuttavia in questo caso, a differenza dei modelli di finanziamento tradizionale, l’equity crowdfunding consente all’impresa di instaurare un rapporto aperto e rivolto ad un’ampia gamma di investitori potenziali.

Infatti, se con i modelli tradizionali si ha l’instaurazione di finanziamenti c.d. “ad uno ad uno”, con questo genere di piattaforma è possibile rivolgersi a più soggetti (che potrebbero anche essere attuali o futuri clienti).

Si parla di piattaforma perché l’equity crowdfunding, come il crowdfunding in generale, si realizza attraverso una piattaforma online, quindi accessibile a tutti.

A differenza delle altre piattaforme di crowdfunding, però, si può definire l’equity crowdfunding come una vera e propria vendita di partecipazione dell’impresa, in cambio di un investimento.

2. I vantaggi dell’equity crowdfunding

Pur essendo assimilabile ad un investimento in borsa, il finanziamento tramite l’equity crowdfunding presenta una serie di peculiarità ed aspetti vantaggiosi.

1) Partecipazione all’investimento: un gran numero di persone può partecipare a questo genere di investimento. Ciò significa che, potenzialmente, l’impresa che vi ricorre è nella condizione di poter avere un gran numero di comproprietari anziché pochi grandi investitori. Questo comporta una grande riduzione dei costi, rispetto al naturale investimento in borsa;

2) Accesso alla conoscenza: il fatto che la piattaforma si rivolga alla folla (“crowd“) non produce dei vantaggi solo dal punto di vista economico. Infatti, rivolgendosi ad un pubblico molto ampio, si hanno buone probabilità di incorrere in persone che abbiano esperienza nell’ambito oggetto di investimento. Queste possono apportare conoscenze e valore aggiunto alla tua business idea;

3) Apertura a ulteriori finanziamenti: il ricorso allo strumento dell’equity crowdfunding, può portare l’investitore ad ottenere ulteriori finanziamenti da parte dei finanziatori c.d. ordinari. Infatti, laddove la propria strategia funzioni, facilmente si attirerà l’attenzione di banche e altri operatori nel sistema finanziario che valuteranno l’investimento come meno rischioso. Così facendo si otterranno dei finanziamenti aggiuntivi a delle condizioni ottimali;

3) Strumento di marketing: la piattaforma di equity crowdfunding può servire anche a pubblicizzare la tua idea imprenditoriale. Ciò che infatti accade consiste con la ricerca di fondi, ancora prima che l’idea si sia realizzata. Così facendo se ne ha una pubblicizzazione in anteprima e si è in grado di comprendere sin da subito se si è di fronte o meno ad un’idea valida.

4) Vantaggi fiscali: a ciò si aggiungono anche degli incentivi fiscali, derivanti dal riconoscimento di una detrazione fiscale del 50% (come previsto dal recente Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34, c.d. Decreto Rilancio, conv. in legge 17 luglio 2020, n. 77, fino ad un importo massimo di 100.000 euro, per le Start-up innovative, e di 300.000 euro, per le PMI innovative, per ciascun periodo di imposta, per un investimento da mantenersi per almeno 3 anni) per le persone fisiche e una deduzione fiscale del 30% per le società (persone giuridiche) che investono in start-up e PMI innovative (Decreto MEF 2014).

3. Caratteristiche

In buona sostanza ci si trova di fronte ad un meccanismo per cui, in cambio di un finanziamento, il finanziatore diviene parte sociale dell’impresa oggetto di investimento.

Quindi, quali sono le peculiari caratteristiche di questo modello di finanziamento?

A) Definizione dei costi: anzitutto è necessario individuare chiaramente quali siano i termini e le condizioni a cui la società venderà le proprie partecipazioni. E’ importante essere dotati di conoscenze ed esperienze per poter opportunamente valutare la vendita. Inoltre in genere, per avviare l’operazione nella piattaforma di equity crowdfunding è necessario sostenere dei costi quali la c.d. success fee (o commissione di successo) e i relativi costi amministrativo-legali, di cui si tratterà infra;

B) Piano di impresa e prognosi finanziarie: per attirare investitori è necessario che la business idea sia loro presentata in termini chiari, sia economicamente che finanziariamente. In genere la stessa piattaforma è dotata di una sezione che consente al potenziale investitore di avere maggiori informazioni o chiedere chiarimenti circa potenziali dubbi;

C) Diritti degli investitori: ricorrendo a questo finanziamento, gli investitori diventano parte dell’impresa con consequenziale diritto di voto. In genere gli investitori acquistano diritto di voto sugli aspetti gestori fondamentali dell’impresa, anche se i loro diritti possono variare.

4. Aspetti normativi

Un aspetto fondamentale da considerare, nell’impiego dell’equity crowdfunding come strumento di finanziamento, è sicuramente la sua regolamentazione dal punto di vista normativo. Infatti, nonostante gli innumerevoli vantaggi derivanti dall’impiego di questa piattaforma, sono diversi i limiti normativi da rispettare per poter ottenere dei finanziamenti.

Anzitutto esso è stato introdotto nel nostro ordinamento dal “Decreto Sviluppo-bis” (D.L. n. 179/2012 conv. L. 221/2012), con lo scopo di garantire finanziamenti rivolti allo sviluppo delle start up innovative. Attraverso la sua introduzione si è poi modificato il TUF in riferimento alla disciplina dell’OPA eseguita con lo strumento dell’equity crowdfunding.

Questa normativa, infatti, prevede i seguenti limiti:

  1. i portali impiegati per l’utilizzo di finanziamento con equity crowdfunding devono essere gestiti da imprese di investimento autorizzate dalla CONSOB, previa comunicazione;
  2. vi possono ricorrere, oggi, tutte le imprese che presentino i caratteri delle PMI;
  3. ai sensi dell’art 100 TUF l’ammontare dell’offerte non deve superare i cinque milioni;
  4. è necessario che una quota (almeno pari al 5% o 3% se la PMI è in possesso della certificazione di bilancio degli ultimi due esercizi di offerta) degli strumenti finanziari offerti sia sottoscritta da investitori qualificabili come professionali o “su richiesta” ai sensi della direttiva UE MiFiD. Ad oggi sono ammessi anche gli investitori comuni quali business angels;
  5. obbligo per l’emittente di prevedere all’interno dello Statuto clausole di way out a tutela dell’investitore;

4.1. I modelli di equity crowdfunding

Tra i limiti imposti dal legislatore, quelli che rischiano di ostacolare maggiormente le attività di finanziamento, sono quelli relativi agli importi massimi di investimento e di capitale complessivo ottenuto dall’impresa.

Questi sono previsti perché l’offerta effettuata con la piattaforma in esame si qualifica come una vera e propria Offerta al Pubblico, trovando applicazione tutte le disposizioni e relativi limiti che disciplinano l’Offerta Pubblica d’Acquisto.

Proprio per far fronte a questi limiti, si sono sviluppati due modelli di equity crowdfunding che consentono di agire, senza che si configuri un’OPA. In buona sostanza, pur realizzandosi attività di offerta al pubblico, la struttura del crowdfunding è tale da non poter considerare gli investitori come “pubblico”.

Infatti, gli investitori-finanziatori si qualificano come appartenenti ad un gruppo limitato di soggetti, che varia a seconda del modello a cui si aderisce.

Questi sono:

A. Modello Cooperativa: in questo caso si ha una vera e propria costituzione di società cooperativa, con lo scopo di raccogliere fondi. Sarà quindi necessario rispettare tutte le disposizioni di cui agli artt. 2512 e ss;

B. Modello Club: gli investitori vengono considerati come membri di un circolo ad adesione volontaria. Pur non essendosi costituita formalmente una cooperativa, il risultato è identico a quello del modello cooperativa.

5. Conclusioni

Lo strumento dell’equity crowdfunding può essere la soluzione ideale per lo sviluppo della tua business idea. Si tratta di un facile meccanismo attraverso cui è possibile avere accesso a ingenti somme di capitale, con incremento della partecipazione societaria.

Allo stesso modo, può portare vantaggi anche a chi ha intenzione di investire nel contesto di Private Equity, dandogli accesso a delle vere e proprie partecipazioni societarie, con la possibilità di avere anche una serie di vantaggi fiscali.

Ad ogni modo è fondamentale rivolgersi ad un professionista prima di avventurarsi nell’impiego di una piattaforma di equity crowdfunding. Infatti si tratta di uno strumento molto complesso sia in riferimento agli aspetti economico-fiscali, che a quelli giuridici.

E’ necessario il rispetto di alcuni limiti imposti dalle disposizioni nazionali e comunitarie per ricorrere all’offerta al pubblico tramite piattaforma equity-based.

Anche nel caso in cui tu voglia costituire una piattaforma “alternativa” che ti consenta di evitare il rispetto delle normative OPA, è consigliabile rivolgersi ad un professionista. Infatti anche in questo caso sono diversi gli adempimenti normativi da rispettare, come ad esempio la costituzione di una società cooperativa.

Ti invito a chiedere una consulenza ai Professionisti di ObiettivoProfitto.it, nel caso in cui tu sia interessato ad avere maggiori informazioni in merito! Ti basterà compilare l’apposito Modulo che trovi in questa pagina.

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