Espansione del capitale: come funziona
Daniela Colleoni - 2 Settembre 2020

Sei titolare di un’impresa e vuoi renderla più competitiva estendendone lo sviluppo? Il ricorso al c.d. expansion capital (o growth capital o, semplicemente, espansione del capitale) può essere la soluzione più adatta a te.

Ti invito a proseguire la lettura di quest’articolo per scoprire di più circa il ruolo del c.d. growth capital nello sviluppo di un’impresa e le strade che puoi percorrere per ottenerlo.

A differenza del c.d. seed capital che consente ad un potenziale imprenditore di dar vita al proprio progetto imprenditoriale ex novo, con il c.d growth capital si consente ad un’impresa già avviata di proseguire il suo sviluppo all’insegna della competitività.

Infatti, grazie all’avvio di una collaborazione con investitori professionali esperti e competenti, sarà possibile acquisire tutti gli strumenti necessari per ampliare il proprio spazio di investimento.

Ciò che si realizza è una vera e propria partnership con soggetti competenti ed esperti che ti guideranno nella trasformazione della tua azienda in un’impresa più competitiva.

Diversi sono i soggetti a cui si può ricorrere e diversi gli obiettivi che è possibile raggiungere. Infatti questo strumento di Private Equity è malleabile ed adattabile a molteplici esigenze.

E’ fondamentale conoscerne il funzionamento, oltre che i soggetti operanti, per comprendere a pieno gli innumerevoli vantaggi che ne conseguono.

1. Espansione del capitale: vantaggi

Il ricorso al Private Equity è particolarmente incentivato nel mercato italiano ed europeo, a differenza di quanto accade in quello statunitense. Questo accade poiché si è di fronte a strutture di mercato differenti, con diverse esigenze.

Il mercato italiano è caratterizzato dalla presenza di società a gestione c.d. familiare, con un controllo appunto centralizzato.

Proprio per questo motivo, il ricorso a degli operatori professionisti che siano in grado di supportare l’azienda, senza acquisirne la maggioranza, può essere molto vantaggioso in un mercato come il nostro.

Lo stesso Mario Draghi definiva gli intermediari specializzati nel capitale di rischio come strumenti fondamentali per l’agevolazione della crescita delle medie e piccole imprese. Ma non solo. Infatti, come accennato, sono vari gli obiettivi perseguibili con gli strumenti di Private Equity.

Nello specifico, con il ricorso al c.d. expansion capital l’imprenditore può:

  • rilanciare l’azienda rendendola più competitiva sia sul mercato nazionale che internazionale;
  • creare una nuova struttura organizzativa che affianchi all’imprenditore dei soggetti qualificati e professionalizzati;
  • quotare la società in borsa;

Come si può notare gli obiettivi che si possono raggiungere ricorrendo a questi strumenti sono molteplici; è possibile migliorare il funzionamento della propria impresa, per esempio modificandone l’organizzazione, oppure modificarne integralmente la struttura, quotandola in borsa.

Nonostante gli investimenti in Private Equity e quindi il ricorso all’expansion capital siano incoraggiati, si tratta di strumenti poco utilizzati dagli imprenditori. Anche per questo può essere vantaggioso il loro utilizzo. Infatti, oltre ad essere un imprenditore più competitivo e produttivo, sarai anche innovativo.

Ma come funziona in concreto il ricorso al growth capital? E come è possibile ottenerlo?

2. Le operazioni di espansione del capitale

L’imprenditore che abbia necessità di migliorare o modificare lo sviluppo della propria impresa può affidarsi ad un professionista che gli garantisca un sufficiente apporto di capitale c.d. di crescita o sviluppo.

Si tratta di un genere di investimento particolarmente adatto alle imprese di media dimensione che vogliano consolidare la propria posizione in un contesto competitivo.

In buona sostanza si avvia una vera e propria partnership tra l’imprenditore e l’investitore professionale che supporta in modi differenti l’impresa, a seconda delle sue esigenze.

2.1. L’intervento dell’investitore

L’intervento dell’investitore è regolamentato da clausole contrattuali volte a disciplinarne l’uscita (di c.d. way out) e può essere di tre tipi:

  1. per c.d. vie interne: con aumento o diversificazione diretta della capacità produttiva. In questo caso l’operatore apporterà un contributo finanziario utile per l’impresa ai fini di uno sviluppo più esteso. Il contributo dell’operatore in questo caso si può concretizzare anche con una consulenza; infatti in genere ci sono molte aree di sviluppo inesplorate ed è necessario comprendere quale sia quella migliore per un aumento di capitale.
  2. per vie c.d. esterne: in questo caso lo sviluppo dell’azienda si ha grazie all’acquisizione di altri rami d’azienda o di altre aziende vere e proprie. In questo caso si ricorre al c.d. network di conoscenze dell’investitore professionale. Infatti, grazie alle reti di conoscenze dello specifico professionista a cui ci si è rivolti, sarà possibile muoversi in una direzione piuttosto che in un’altra.
  3. sviluppo c.d. a rete: lo sviluppo dell’impresa può anche avvenire con l’integrazione di altre attività imprenditoriali. In buona sostanza si integra l’ambito operativo della propria impresa con quello di altre attività, anche se ogni unità operativa mantiene la propria autonomia.

La strategia di intervento dell’operatore dipende dalle caratteristiche della tua impresa, dagli obiettivi che vuoi raggiungere oltre che dall’operatore a cui ti rivolgi. Infatti la strategia di investimento e di espansione è frutto di un accordo (generalmente un vero e proprio contratto) tra lo stesso imprenditore e l’operatore.

Ad ogni modo, una volta avviata la partnership, l’investitore diventerà parte dell’impresa acquisendone capitale. Per questo è molto importante prestare attenzione anche alla regolamentazione degli aspetti interni c.d. di corporate governance della società.

3. Corporate governance nelle operazioni di espansione del capitale

Con l’avvio della collaborazione con l’investitore professionale si assiste anche alla temporanea modifica delle regole di funzionamento della c.d. corporate governance.

Infatti è fondamentale che vi siano delle regole moderne e trasparenti che separino in modo chiaro e definito la proprietà (dell’imprenditore) e la gestione (dell’investitore).

Elementi essenziali sono infatti la chiarezza e la trasparenza sia sui meccanismi decisionali che sul controllo aziendale. Se da un lato si ha l’imprenditore proprietario e controllore dell’azienda, dall’altro abbiamo il fondo di investimento (di minoranza) che si occupa della sua gestione.

E’ molto importante che vi sia un’intesa tra il fondo e l’imprenditore circa le regole di corporate governance da rispettarsi. Proprio per questo può essere utile chiedere apposite consulenze a dei professionisti legali che possano facilitare il rapporto tra l’impresa e il fondo di investimento.

Attraverso la redazione di un contratto, infatti, sarà possibile chiarire sin a subito i ruoli delle parti, gli obiettivi che si vogliono raggiungere oltre che i meccanismi e le tempistiche di uscita dell’investitore dalla società.

Infatti, anche se con la collaborazione l’investitore diventa parte minoritaria dell’impresa, questo è destinato poi a disinvestire una volta raggiunto l’obiettivo concordato con la società.

Ad ogni modo un consulente legale sarà anche un’ottima spalla per la stessa individuazione del fondo di investimento con cui si intende avviare la collaborazione. Questo infatti muta a seconda delle concrete esigenze dell’impresa.

4. Investitore professionale ottimale

Come accennato, sono diversi i soggetti a cui un’impresa può rivolgersi.

E’ essenziale individuare il professionista che sia meglio in grado di soddisfare le esigenze della propria azienda. Per questo esistono alcuni c.d. indicatori che possono guidare l’imprenditore nella scelta del potenziale collaboratore ottimale.

Anzitutto si deve considerare l’obiettivo di investimento. Se l’imprenditore ha intenzione di quotarsi in borsa o di espandersi a livello internazionale, è bene rivolgersi a soggetti particolarmente esperti in questo genere di operazioni. Quindi coloro che abbiano già guidato altre società al raggiungimento dei medesimi scopi.

In altri casi invece può essere opportuno ricorrere a degli specifici fondi che quindi siano operanti in ben precise aree di competenza. In questo caso, infatti, oltre ad avere le classiche competenze strategiche e finanziarie tipiche di ogni operatore, l’investitore sarà particolarmente competente nello specifico settore di interesse dell’imprenditore.

Per esempio, in Italia stanno nascendo fondi operanti in specifici settori come il turismo o la moda.

In alcuni casi assume particolare rilevanza la collocazione geografica della società; soprattutto in riferimento alle imprese di medie-piccole dimensioni, può essere molto vantaggioso ricorrere a dei fondi che siano presenti sul territorio. In questo modo si crea un collegamento diretto, anche concreto, tra l’operatore e l’investitore.

Sono diversi i criteri che possono guidarti nella scelta del partner più adatto per il raggiungimento di una maggiore competitività della tua impresa, per questo è sempre meglio rivolgersi a dei professionisti che siano in grado di aiutarti in questa scelta.

5. Conclusioni

Il Private Equity presenta molti vantaggi anche per le imprese che siano già esistenti e avviate sul mercato ma che abbiano l’esigenza di espandersi nel mercato, anche internazionale.

I caratteri del mercato italiano rendono particolarmente vantaggioso per l’’imprenditore il ricorso alle operazioni di expansion capital. Con queste uno specifico investitore professionale acquisirà una parte del capitale (di c.d. minoranza) dell’impresa e la sosterrà nel suo sviluppo.

Il sostegno può essere di vario genere e può concretizzarsi in diversi interventi da parte dell’investitore. A seconda delle tue esigenze potrai decidere di collaborare con un fondo, piuttosto che con un altro.

Proprio per la vastità di opzioni che il mercato ti propone, è sempre consigliabile rivolgersi ad un professionista che sia in grado di fornirti una consulenza c.d. preventiva. Con questa sarà possibile individuare ex ante le tue esigenze e, di conseguenza, l’operatore più adatto.

Inoltre, sarà possibile creare una collaborazione più solida anche con lo stesso fondo di investimento, attraverso la stesura di un apposito contratto che regolamenti il vostro rapporto.

Se sei interessato a rendere più competitiva la tua impresa e ad espandere la sua area di operatività, ti invito a chiedere una consulenza ai nostri professionisti, compilando il relativo Modulo presente in questa pagina, sapranno guidarti verso le scelte ottimali!


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