Finanziamenti Seed capital ed Early stage: come ottenerli
Daniela Colleoni - 21 Gennaio 2021

Hai bisogno di supporto tecnico per sviluppare il tuo progetto imprenditoriale? Necessiti di investitori che credano nella tua idea? Con il ricorso alla disciplina di Private Equity potrai trovare tutto ciò che ti serve per dare alla luce il tuo progetto di business.

Tra gli obiettivi centrali di ogni sistema economico sta la promozione e l’incentivo allo sviluppo di nuove attività. Ciò accade perché nuove attività imprenditoriali producono rinnovamento e sviluppo.

Il primo è dettato dal c.d. know-how che ogni impresa apporta al mercato; infatti, ogni attività imprenditoriale ha una propria tecnica operativa e dei caratteri professionali distintivi che, inseriti nel mercato, innovano il sistema.

Lo sviluppo, invece, è dettato dalla creazione di nuovi spazi occupazionali che sono conseguenza diretta della creazione di nuove imprese.

Proprio per questo nella disciplina del Private Equity sono previsti diversi strumenti che consentano a chi abbia una nuova idea imprenditoriale di svilupparla.

In alcuni casi l’imprenditore può avere bisogno semplicemente di capitali, in altri casi invece può avere necessità di un vero e proprio supporto tecnico per lo sviluppo del proprio progetto. Le esigenze di ogni singolo imprenditore cambiano sia in base al progetto da realizzare che al livello di sviluppo del progetto.

Questo significa che in presenza di idee di business ancora embrionali sarà necessario richiedere interventi sia tecnici che economici, mentre laddove il progetto sia già stato avviato potrebbe esserci bisogno solo di un supporto economico.

Vediamo insieme quali sono le fasi che possono garantire lo sviluppo ex novo della tua idea di business.

1. Fase di pre-avvio

Trattasi di quella fase in cui si trova l’imprenditore che, pur avendo una business idea, non sa come muoversi per realizzarla.

Soprattutto nel caso di imprenditori inesperti possono esserci difficoltà sia nel reperimento dei capitali sufficienti per concretizzarla, che nell’impiego di interventi tecnici idonei ad un suo efficiente sviluppo nel mondo del business.

Diversi sono gli strumenti e i soggetti a cui si può ricorrere. Tra questi troviamo sia coloro che garantiscono un apporto di capitale e di tecnica, ma anche coloro che aiutano l’imprenditore a reperire capitali c.d. finanziati, lasciandolo libero di sviluppare il proprio progetto.

A seconda delle tue esigenze potrai ricorrere all’uno piuttosto che all’altro.

1.1. Gli incubatori

E’ definito incubatore quel soggetto che interagisce con potenziali imprenditori per favorire e sostenere l’avvio di nuove iniziative. Infatti, l’obiettivo dell’incubatore è quello di garantire alle nuove idee imprenditoriali tutto ciò di cui hanno bisogno per sviluppare il nuovo business.

Per esempio, reclutano personale qualificato che verrà poi impiegato per lo svolgimento di mansioni amministrative ed organizzative, forniscono assistenza per la redazione del c.d. business plan e talvolta mettono a disposizione il seed capital necessario per avviare l’attività d’impresa.

In questa fase, in realtà, più che di seed capital, l’imprenditore ha bisogno di una guida che lo aiuti ad orientarsi nelle complessità presenti nei sistemi di mercato, che sono altamente specializzati.

Infatti negli incubatori operano professionisti specializzati in strategia di marketing aziendale, finanza e contabilità. Grazie alle loro competenze sono in grado di valutare la c.d. fattibilità dell’investimento (sia a livello tecnico che economico), attraverso la preventiva analisi della business idea.

Il supporto degli incubatori si mantiene anche dopo questa preventiva valutazione, nelle fasi successive di sviluppo dell’idea. In questo caso l’obiettivo è quello di incrementarne e velocizzarne la crescita.

Con il ricorso a questi servizi l’imprenditore sarà in grado di ottenere una serie di vantaggi concreti soprattutto consistenti nell’ottenere informazioni e risorse in tempi molto rapidi, consentendo all’imprenditore di restare al passo con le richieste di mercato.

1.1.1. I tipi di incubatori

E’ possibile suddividere gli incubatori in due macro-categorie a seconda dell’obiettivo da questi perseguito e delle loro caratteristiche. E’ possibile ricorrere ad incubatori:

  • profit oriented: sono coloro che vengono mossi nello svolgimento delle loro attività, da motivi di natura economica; infatti in genere richiedono il pagamento di una tassa (o l’acquisto di una partecipazione azionaria) per sostenere le loro attività. In genere sono soggetti di natura privata;
  • operatori non profit: l’obiettivo principale di questi soggetti è di carattere sociale. Infatti, in genere sono soggetti pubblici, come centri di ricerca o università, che agiscono per incrementare politiche sociali volte allo sviluppo del territorio;

1.2. Business Angels

Tra i soggetti che possono aiutare un progetto imprenditoriale a svilupparsi, troviamo anche i c.d. business angels.

Questi sono investitori privati, normalmente ex imprenditori o manager, dotati sia di un buon patrimonio che di ottime conoscenze ed esperienze in materia di investimento.

Sono definiti come investitori informali perché non esiste una disciplina normativa che se ne occupi, pur essendo in grado di garantire all’impresa in fase di avvio le competenze e i capitali necessari.

In genere svolgono la loro attività con l’acquisizione di una partecipazione di minoranza nella nuova attività d’impresa e a differenza degli investitori tradizionali esercitano un minor controllo sull’impresa.

1.3. Crowdfunding

Nelle prime fasi di avvio di un’impresa è necessario anche essere dotati dei capitali sufficienti per garantirne la partenza, oltre che il successivo sviluppo.

Negli ultimi anni si è fortemente diffusa una nuova tecnica di acquisizione di capitali che prende il nome di crowdfunding.

Questo viene utilizzato per finanziare diverse attività che suscitano l’interesse degli investitori. Per esempio in supporto all’arte o alla cultura oppure a sostegno, appunto, di nuove business ideas.

In buona sostanza si tratta di un c.d. finanziamento dalla “folla” e consiste con la pubblicizzazione del proprio progetto, finalizzata al reperimento di finanziamenti.

Esistono diverse piattaforme di crowdfunding, ognuna delle quali ha dei propri caratteri. Per esempio alcune consistono in vere e proprie donazioni volte al raggiungimento di scopi benefici (c.d. donation based), altre invece sono c.d. reward based e quindi implicano la corrispondenza di un premio o di una ricompensa in capo all’investitore.

Ancora, si potrebbero utilizzare le piattaforme c.d. equity based. In questi casi il finanziatore apporta capitale alla business idea e, in cambio, acquisisce quote partecipative della nuova impresa.

A differenza degli altri strumenti, in questo caso ciò che si apporta è solo capitale. Ciò significa che l’imprenditore deve avere già degli strumenti tecnici e delle strategie d’investimento per poter avviare la propria impresa.

2. Early-stage

Il Private Equity garantisce degli strumenti di sostegno anche agli imprenditori che, pur avendo già avviato la propria attività, hanno necessità di supporto per il suo successivo sviluppo.

Infatti, per early stage financing si intende quel finanziamento volto al supporto iniziale di un’attività imprenditoriale.

In genere è un finanziamento richiesto da colui che è interessato allo sviluppo di un nuovo progetto o a migliorarne uno già esistente. Prima di avviare quest’attività è necessario che vengano svolte delle attività c.d. preventive di analisi di mercato, che consentono di comprendere quale sia la strada migliore per investire in maniera efficiente.

Oltre a ciò l’imprenditore avrà bisogno di supporto tecnico in termini di competenze aziendali e manageriali per l’avvio della propria attività.

Anche all’interno di questa specifica fase di sviluppo dell’impresa, è possibile ricorrere a diversi professionisti in base alle proprie esigenze.

2.1. Investitori istituzionali

In genere il ricorso a questi professionisti consente di accedere a grandi risorse in termini di conoscenze e professionalità, ma di avere poco apporto di capitale.

In particolare, l’imprenditore dovrà redigere il proprio c.d. business plan contenente l’idea imprenditoriale e le operazioni pensate per svilupparla, e avviare una fase negoziale con diversi investitori istituzionali.

Nel corso di questa l’imprenditore cercherà l’investitore più adatto per il proprio investimento e l’investitore professionale cercherà di ricavarne un profitto.

2.2. Venture capitalist

A contrario, in questo caso si potranno ottenere degli ingenti finanziamenti rispetto a quanto possibile ricavare con il ricorso agli investitori istituzionali.

Grazie alle operazioni di venture capitalist l’imprenditore riesce ad ottenere il c.d. seed capital, necessario per lo sviluppo della propria business idea.

 In questo caso si ottiene un finanziamento, che in genere si aggira tra i 100.000,00 e i 150.000,00 euro, ancora prima che la validità tecnica del proprio progetto sia stata testata.

Proprio perché si tratta di una fase delicata e ad alto rischio, di solito si ricorre al c.d. term sheet.

Questo è un documento legale contenente i termini economici e contrattuali della proposta di investimento e costituisce lo scheletro di un successivo e futuro contratto.

Ad ogni modo il finanziamento può avvenire anche nella c.d. start up financing, e quindi in un momento successivo, quando il prodotto è già stato provato e verificato in termini di prototipo.

3. Conclusioni

Sono diversi i modi che hai a disposizione per sviluppare la tua business idea, sia in termini economici che tecnici.

Infatti grazie agli strumenti di Private Equity puoi reperire capitale utile per realizzare i tuoi progetti, per esempio ottenendo seed capital nella fase primordiale dell’investimento o finanziamenti in un momento successivo.

In questo modo avrai risorse sufficienti per lo sviluppo del tuo investimento.

Ad ogni modo hai anche la possibilità di appoggiarti a dei professionisti che sappiano aiutarti anche a livello tecnico nella pianificazione e progettazione del tuo investimento.

Questi saranno in grado anche di valutare preventivamente il tuo progetto e di indicarti il suo indice di fattibilità, in termini di successo.

Il ricorso a questi strumenti può portarti innumerevoli vantaggi, ma è importante conoscerne le caratteristiche e il funzionamento per individuare quello più adatto alle tue esigenze.

Per questo ti invito a compilare il Modulo presente in questa pagina, per chiedere una consulenza ai Professionisti di ObiettivoProfitto.it che sapranno guidarti verso gli strumenti più vantaggiosi per te.


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