Finanziare un’impresa: come scegliere tra capitale e debito
Iolanda Piccirillo
Aggiornato il 13 Aprile 2020
 

Un concetto molto importante quando si parla di finanziare una impresa è il costo del capitale, cos’è e come si calcola. Perché? Perché è importante per capire il valore del capitale nel mercato finanziario come potenziale scelta per un investimento. Su questo importante concetto mi sembra quindi opportuno andare ad approfondire i dettagli su come finanziare un’impresa e su come scegliere tra capitale e debito.

Per la prima voce, nel mercato dei capitali, si fa riferimento alle azioni, come canale preferenziale per ottenere capitale. La seconda voce, invece, riguarda il finanziamento mediante un debito a lungo termine con un istituto di credito. Inoltre, ti indicherò tre valori economici molto utili come il periodo di ammortamento, il tasso di rendimento interno e il valore attuale netto per capire come scegliere tra capitale e debito per finanziare una impresa.

Finanziare una impresa, il capitale come primo canale utile

Per finanziare una impresa, possono essere presenti diversi canali di finanziamento e in prima battuta quello del capitale con azioni. Quest’ultimo, presenta innumerevoli vantaggi legati alla modalità di finanziamento attivata. In particolare, prevede la partecipazione attiva alla vita e alle decisioni dell’impresa da parte di coloro che acquistano le azioni.

Come può essere attivata questa forma di finanziamento? Innanzitutto, l’impresa deve essere quotata in Borsa ed emettere un quantitativo di azioni acquistabili da terzi finanziatori.

Ti ricordo che una azione altro non è che una quota del capitale di una società per azioni e il diritto ad un dividendo a fine anno in base ai profitti realizzati dall’impresa e in proporzione alla quota posseduta. Inoltre, offre agli azionisti un potere decisionale sulle attività della stessa sempre in base alla percentuale di azioni realmente detenuta.

Dal punto di vista dell’impresa, invece, si traduce come una immediata liquidità da poter utilizzare per investire e accrescere l’importanza sul mercato, sostenendo come costi quelli di un dividendo da dividere periodicamente con gli altri azionisti.

Tuttavia, considerando la quota di azionisti presenti, v’è anche da dire che la maggior parte delle imprese emette un numero di azioni non elevato e tale da mantenere comunque la proprietà con una percentuale abbastanza alta.

Questa circostanza, permette di considerare il capitale come primo canale utile per finanziare una impresa e soprattutto nei casi in cui l’obiettivo non è di accumulare grosse cifre per il finanziamento. Viceversa, si ricorre ad altri canali alternativi come un debito.

Un esempio di come utilizzare le azioni come canale di finanziamento

Ti mostro anche un esempio per capire come funzionano le azioni. Immaginiamo che l’impresa X decida di emettere azioni per una percentuale del 30% sul totale della proprietà mantenendo la maggioranza del 70%.

A fronte di una quotazione dell’impresa in Borsa o meglio di un suo valore pari a 100.000 euro, sappiamo che il totale delle azioni da emettere non può superare quota 30.000 e che sulle stesse è dovuto un dividendo annuale dell’1%.

L’impresa, potrà quindi mediante questo canale di finanziamento raccogliere la somma di 30.000 euro e utilizzarla per accrescere la propria attività a fronte di un dividendo sul totale dei profitti realizzati dell’1% ad ogni azionista in proporzione alla quota detenuta.

Finanziare un’impresa, il debito come importante canale alternativo al capitale

Il debito, è tra le opzioni alternative al capitale per finanziare una impresa e in particolare nel lungo termine. Questo perché, permette di raccogliere una maggiore quota da destinare alla crescita delle proprie attività. E con il vantaggio di avere un rapporto con i potenziali creditori che è vincolato solo al tipo di debito contratto.

Una volta estinto tale debito, termina anche il rapporto con il debitore. L’impegno maggiore per l’impresa, è quindi nel doversi assumere l’impegno di pagare ad una scadenza prefissata il debito totale contratto e una quota di interessi rispetto alla somma di partenza. Su questa quota di interesse, è poi da considerare che una parte può essere dedotta anche dalle tasse riducendone il peso fiscale.

Un esempio su come funziona il debito come canale di finanziamento

Ti mostro un esempio per capire come funziona questo canale di finanziamento.

Immaginiamo che l’impresa decide di stipulare un debito per la somma di 10.000 euro con rimborso finale dopo due anni e che su tale somma sono dovuti interessi annuali del 10%.

Per il primo anno, l’impresa dovrà pagare al creditore solo la somma di 1000 euro e una parte di tale somma potrà essere anche dedotta dalle tasse. Per il secondo anno, invece, bisognerà restituire l’intera somma di 10.000 euro più la quota del nuovo anno del 10% per interessi.

La valutazione della convenienza di questa operazione è abbastanza immediata come puoi notare ma c’è da aggiungere un particolare.

Se in questi due anni l’impresa affronta delle difficoltà economiche e non riesce realmente a crescere dovrà mettere in conto che questo debito dovrà essere comunque pagato al termine dei due anni.

Ecco perché è da decidere con molta attenzione quanto chiedere come finanziamento con debito e la reale capacità di saper restituire tutta la somma compresi gli interessi.

Come scegliere tra capitale e debito

Fino ad ora ti ho mostrato i vantaggi e gli svantaggi di questi due canali di finanziamento per l’impresa. A questo punto, sei pronto per l’ultimo e importante concetto per capire come scegliere tra capitale e debito.

Il budget di impresa, è il nuovo concetto a cui faccio riferimento. Lo stesso, altro non è che l’insieme di elementi che possono contribuire a creare valore economico per una impresa.

Questo elemento, poggia su tre fattori che aiutano l’impresa ad eseguire questa scelta sul canale di finanziamento da attivare ovvero:

  • Il periodo di ammortamento.
  • Il tasso di rendimento interno.
  • Il valore attuale netto.

Il periodo di ammortamento è il tempo necessario affinchè una impresa possa mettere a frutto il capitale ottenuto da un investimento. Ti ricordi delle prime distinzioni sulle azioni per finanziamenti nel breve termine e di debito per finanziamenti nel lungo termine accennati all’inizio di questo articolo? Questo è un primo caso concreto in cui mettere in atto queste caratteristiche e pregi dei due canali.

Il tasso di rendimento è il valore atteso da un progetto finanziato con azioni o debito. Se questo valore è superiore al costo sostenuto dal suddetto finanziamento, l’impresa è in una buona direzione.

Il valore attuale netto, infine, è la capacità redditizia del progetto avviato con i finanziamenti ottenuti. Quest’ultimo, permette di valutarne al meglio la validità e un contributo concreto rispetto a cosa scegliere tra debito e azioni per crescere la propria competitività sul mercato.

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