Fiscalità internazionale: definizione e scopo

ArrayEleonora Truzzi - 28 Febbraio 2020

Come vengono tassate le attività economiche ora che ci troviamo in una piena globalizzazione dei mercati?

Nel momento in cui si apre un’attività in un Paese, e si continua a svolgerla in quello stesso Paese, il problema della fiscalità internazionale non si fa sentire più di tanto.

Ma quando si hanno più sedi, oppure si decide di spostarne regolarmente una, la storia cambia molto.

Per questo è molto importante sapere qual è il criterio con cui la propria attività commerciale viene tassata, se rischia una doppia imposizione e come fare per ovviare al problema.

Diamo subito una risposta a tutti questi dubbi.

Cos’è la fiscalità internazionale?

La fiscalità internazionale presenta tutta una serie di norme che hanno due scopi fondamentali. 

Il primo è quello di stabilire in quale modo tassare le attività commerciali e gli investimenti internazionali.

Il secondo è quello di eliminare le distorsioni fiscali.

La fiscalità internazionale fornisce tutti gli strumenti necessari per gestire il potere impositivo dei diversi Stati sulle attività commerciali che si trovano dislocate nei rispettivi territori.

Come puoi ben immaginare, ogni Stato esercita il suo potere all’interno di un territorio ben definito e così fanno anche tutti gli altri.

Come mai allora sorge il problema della fiscalità internazionale? Perché le imprese si stanno espandendo sempre di più fino a sconfinare in territori stranieri.

Inoltre, devi considerare anche un altro aspetto. Esistono dei criteri internazionali secondo cui uno Stato, oltre ad esercitare il potere sul proprio territorio, può anche uscire dai confini nazionali. Affinché questo possa realizzarsi, chiaramente, sono necessarie delle condizioni ben precise e deve esserci un collegamento tra lo Stato che esercita il potere e l’attività da tassare.

I redditi delle imprese non vengono tassati tutti allo stesso modo. Esistono tassazioni basate su criteri di natura personale, come il domicilio o la residenza, e altri basati su criteri di natura reale, come la fonte del reddito.

Proprio per questo motivo, capita che a volte le tassazioni si sovrappongano determinando una doppia imposizione, la quale diventa particolarmente onerosa per l’impresa in questione che vede tassato due volte lo stesso reddito.

Lo scopo della fiscalità internazionale

Nessuno vorrebbe veder svanire in tasse la maggior parte del proprio guadagno e per questo sono state studiate delle norme per regolamentare i diversi poteri interessati.

Questo è il primo scopo della fiscalità internazionale, ossia evitare che lo stesso reddito venga tassato da più Stati.

Tuttavia, devi considerare anche il rovescio della medaglia.

Così come si cerca di evitare la doppia imposizione, allo stesso modo le norme si occupano di ovviare alla totale mancanza di tassazione.

In sintesi, qual è l’obiettivo della fiscalità internazionale?

È quello di garantire lo sviluppo di un mercato globale libero, dove le imprese possano prosperare e dove non vi sia una concorrenza fiscale negativa.

Ora vediamo quali sono i principali criteri di tassazione

La tassazione nello Stato di residenza

Lo stato di residenza rientra all’interno dei criteri di natura personale che abbiamo citato poco fa. È il primo fattore che regola il potere impositivo degli Stati.

Secondo questo principio, uno Stato può tassare tutti i redditi prodotti da società o persone fisiche che abbiano residenza fiscale all’interno del territorio sul quale esercita la sua potestà.

Qui sorge il primo problema. La residenza fiscale viene regolata diversamente da ogni Stato. Per questo motivo, un soggetto può paradossalmente avere residenza fiscale in due Stati così come non averla in nessuno.

Come puoi ben capire, dal punto di vista della tassazione ci troviamo di fronte ad un problema non irrilevante.

Soprattutto perché tante aziende sfruttano queste discordanze legislative per mettere in campo delle azioni di elusione fiscale.

In questo caso, la soluzione arriva dalle Convenzioni e tra poco vedremo cosa stabiliscono.

La tassazione nello Stato della fonte

Il principio della tassazione alla fonte si dimentica totalmente della residenza per concentrarsi su un altro aspetto, ossia dove vengono prodotti i redditi.

Gli Stati hanno normative interne che gli consentono di tassare redditi provenienti dal proprio territorio anche se chi li produce ha residenza in un territorio differente.

Per quanto riguarda la tassazione alla fonte, questa può essere assolutalimitata. Questo significa che può essere tassato tutto il reddito oppure può essere applicata solamente una ritenuta alla fonte.

Tuttavia, come puoi vedere, se uno Stato applica la tassazione sul principio della residenza e un altro sul principio della fonte, un’impresa può trovarsi doppiamente tassata.

Le Convenzioni contro la doppia imposizione

Le Convenzioni contro le doppie imposizioni risolvono queste problematiche. Sono stipulate dagli Stati sulla base del Modello OCSE e della legislazione interna di ognuno.

Cosa fanno per eliminare i casi di doppia imposizione? Utilizzando uno dei seguenti metodi:

  • Il metodo della esenzione: lo Stato di residenza riconosce l’esenzione sui redditi esteri, tassati solamente dallo Stato della fonte;
  • Il metodo del credito: Stato di residenza tassa integralmente il reddito, ma riconosce un credito per le imposte pagate nello Stato della fonte.

All’interno dell’ambito di fiscalità internazionale, inoltre, sono sorte delle pianificazioni fiscali che cercano di ridurre il problema della doppia imposizione fiscale.

La pianificazione fiscale internazionale

Le aziende coordinano le proprie attività economiche estere grazie alla pianificazione fiscale internazionale. Si tratta di strumenti che minimizzano il carico fiscale complessivo e riducono il rischio di contestazioni tributarie da parte delle Autorità che si occupano dell’ambito fiscale nei diversi Paesi.

In sostanza, l’obiettivo della pianificazione fiscale è quello di individuare le condizioni e gli strumenti che consentano alle multinazionali un carico impositivo più ridotto e di evitare problemi di doppia imposizione.

Gli strumenti sono divisi in 3 categorie:

  • La localizzazione dell’attività: l’impresa svolge la propria attività nello Stato estero che prevede il trattamento fiscale più agevolato sui redditi;
  • La distribuzione dei redditi: un’impresa che lavora in più Stati diversi concentra la base imponibile in quelli dove la fiscalità è agevolata, mentre sposta i costi aziendali in Paesi con alta pressione fiscale, riducendo l’aliquota d’imposta che paga sui redditi mondiali;
  • L’abuso dei trattati e lo sfruttamento delle asimmetrie fiscali: l’impresa sfrutta ciò che stabiliscono le Convenzioni contro le doppie imposizioni per i soggetti residenti.

Com’è la situazione attuale a livello mondiale? Le imprese non avrebbero più interesse a delocalizzare le proprie attività solamente se i Paesi si mettessero d’accordo per creare un livello di tassazione omogeneo. Ma siamo ancora lontani da questo traguardo.


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