Fondi d’investimento: cosa sono e come investire
Eleonora Truzzi - 28 Marzo 2020

fondi d’investimento sono uno strumento a cui tantissimi investitori italiani fanno ricorso. Come mai? Perché è possibile entrare anche con piccole cifre e il rischio non è così elevato come durante l’investimento in azioni.

I fondi d’investimento sono degli intermediari a cui i risparmiatori affidano il proprio denaro e che si occupano di effettuare gli investimenti al posto loro.

Lo scopo di questo strumento è quello di generare profitto attraverso l’investimento ma senza mettere troppo a rischio le cifre fornite da ciascun risparmiatore.

Il grande successo dei fondi d’investimento è proprio questo. Chiunque, anche con una piccola cifra, può iniziare ad investire per aumentare il proprio patrimonio e il rischio non è così elevato come quello che correrebbe investendo da solo.

Tuttavia è bene addentrarsi in modo un po’ più specifico in questo mondo perché esistono tante tipologie diverse di fondi d’investimento ed è importante conoscerle per sapere esattamente dove investire il proprio denaro.

Ecco cosa sono i fondi d’investimento e come iniziare ad investire.

Cosa sono i fondi d’investimento?

Hai già capito fin dall’inizio che i fondi d’investimento sono uno degli strumenti più semplici e sicuri attraverso cui iniziare ad investire.

Secondo la definizione che viene data dalla Consob, in concerto con quanto stabilito anche dal Testo unico della finanza, i fondi comuni d’investimento sono strumenti di investimento gestiti da società di gestione del risparmio che riuniscono tutte le somme date dai risparmiatori e che, successivamente, le investono in diverse attività finanziarie come se rappresentassero un unico patrimonio, seguendo delle regole ben precise per ridurre al minimo i rischi.

Le società di intermediazione sono meglio conosciute con l’acronimo SGR e le attività nelle quali investono possono essere le più disparate come titoli di Stato, azioni, obbligazioni, ecc.

Ogni risparmiatore accede al fondo d’investimento con una quota, esattamente come tutti gli altri, e queste quote danno ai partecipanti gli stessi diritti.

I fondi d’investimento rientrano all’interno degli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, anche noti come OICR, tra cui troviamo anche SICAV e SICAF. 

Si tratta di strumenti leggermente diversi. Il fondo d’investimento è caratterizzato da un patrimonio comune e a sé stante che viene gestito in toto dalla società, mentre le SICAV e le SICAF, Società di Investimento a Capitale Variabile o Fisso, sono sempre caratterizzate da un numero di partecipanti, ma questi diventano del tutto soci con determinati diritti. Non accedono in egual misura con le quote come avviene nel fondo d’investimento.

Quali tipologie di fondi d’investimento esistono?

Prima di fare qualsiasi altra distinzione, dobbiamo separare due grandi tipologie di fondi d’investimento. I fondi aperti e i fondi chiusi.

Vediamoli nello specifico.

Fondi d’investimento aperti e chiusi

Facendo sempre riferimento alle definizioni particolarmente chiare della Consob, quando parliamo di fondi aperti ci rivolgiamo a quei fondi che consentono di sottoscrivere una quota o chiedere un rimborso in qualsiasi momento. Quindi, i risparmiatori possono iscriversi nel momento in cui ritengono più opportuno.

Generalmente, i fondi aperti investono in attività finanziarie quotate.

Diversamente, i fondi chiusi danno la possibilità ai risparmiatori di sottoscrivere delle quote sono nel momento dell’offerta, prima che la società inizi ad operare. Allo stesso modo, il rimborso può essere chiesto, generalmente, solo alla scadenza del fondo stesso.

I fondi chiusi sono quelli che si occupano di investimenti nel più diffuso campo immobiliare, ma anche nei crediti e nelle società non quotate.

Ora che abbiamo chiarito questa distinzione, possiamo procedere con le successive.

Le tipologie di fondi d’investimento aperti

Tra i fondi aperti troviamo una particolare categoria che, a sua volta, contiene tanti altri fondi differenti. Stiamo parlando dei fondi armonizzati.

Sono fondi costituiti all’interno dell’Unione Europea che investono principalmente in azioni ed obbligazioni. 

Si definiscono armonizzati proprio perché si occupano di investire i risparmi degli investitori minimizzando i rischi.

Da questi si differenziano i fondi non armonizzati i quali, invece, non sono caratterizzati da regole così rigide e quindi lasciano più libertà d’investimento. Ma anche di rischio.

Tra i fondi armonizzati, troviamo una ulteriore distinzione basata semplicemente sulla destinazione dell’investimento:

  • Fondi Azionari: sono i fondi che investono principalmente in azioni;
  • I Fondi Obbligazionari: sono i fondi che investono in obbligazioni;
  • Fondi Bilanciati: investono sia in azioni che in obbligazioni con delle percentuali diverse;
  • I Fondi Monetari: investono nel mercato monetario.

Perché investire nei fondi?

Investire non è semplice. Si devono studiare i mercati e le varie dinamiche che operano al loro interno. Per questo tanti investitori preferiscono affidare il proprio denaro a dei professionisti e poi lasciare che siano loro a fare gli investimenti del caso.

Inoltre, è possibile accedere anche con piccole somme. Ogni risparmiatore viene informato di tutte le tipologie di investimento che può fare e di come si svolgono. Sui fondi i controlli sia pubblici che privati sono molto più incisivi che non sulle altre tipologie di società.

Un ulteriore lato positivo è il fatto che il patrimonio creato dalle somme dei risparmiatori rappresenta un patrimonio giuridicamente separato. Questo è un dato estremamente importante perché, nel caso in cui la società venisse aggredita dai creditori, questi non potrebbero attaccare il patrimonio costituito dalle quote dei risparmiatori.

Come si investe?

Ai risparmiatori vengono fornite tutta una serie di informazioni come il valore della quota, le caratteristiche del fondo, le tipologie di investimento, ecc.

Il risparmiatore deve scegliere un fondo iniziale sulla base di determinate caratteristiche che possono essere la territorialità, la finalità, la percentuale di rischio e di rendimento, ecc.

Dopo aver scelto il fondo nel quale investire, questo va anche monitorato. Tuttavia, non è detto che la prima scelta non possa essere successivamente modificata in corso d’opera se tu dovessi cambiare idea.

Se vuoi approfondire la materia dei fondi d’investimento, ti conviene chiedere consiglio ai professionisti del settore.

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