Fondo rilancio per PMI e Start-up innovative: come funziona
Daniela Colleoni
Aggiornato il 20 Marzo 2021
 

Recentemente avrai sentito parlare dell’attivazione del c.d. “Fondo rilancio a sostegno di Start up e PMI”, quale iniziativa di supporto agli investitori danneggiati dalla pandemia da Covid-19.

Ma di che cosa si tratta? Chi sono i soggetti che ne possono beneficiare e qual è l’obiettivo di questa iniziativa?

Se sei interessato al mondo degli investimenti in Start up, PMI innovative e agli strumenti di Private Equity, ti invito a proseguire la lettura di questo articolo. Scopriremo quali novità sono state recentemente introdotte, grazie ai fondi stanziati dal MISE e chi sono i soggetti che ne potranno beneficiare.

Infatti, con decreto attuativo di cui all’art. 38 comma 3 del Decreto Legislativo Rilancio del 1.10.2020, il Ministro dello Sviluppo Economico ha assegnato delle risorse pari a 200 milioni di euro in favore dello sviluppo di Start-up e PMI Innovative.

Si tratta di risorse che verranno gestite da un fondo di investimento mobiliare alternativo, istituito da CDP Venture Capital SGR (o Fondo Nazionale Innovazione) e riservato ad investitori professionali.

Il fondo prende anche il nome di Fondo di sostegno al Venture Capital proprio perché nasce a sostegno di investimenti di capitale in PMI e Start up innovative; pur essendo inizialmente pensato per il sostegno agli investitori danneggiati dal periodo pandemico, è in realtà oggi previsto per un incentivo generalizzato agli investimenti tramite Venture Capital.

Vediamo insieme come funziona.

1. Il Fondo rilancio e la sua ratio

Il 19.11.2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo, firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che stanzia e regolamenta l’utilizzo di 200 milioni di euro destinati al sostegno di investimenti in Venture Capital.

Si tratta di una decisione maturata per sostenere le attività di investimento colpite dal periodo pandemico, oltre che per generare e distribuire nuova ricchezza nell’intero Paese.

Infatti, gli investimenti attraverso strumenti di Equity e di Venture Capital rappresentano un importante potenziale di crescita economica. Questo soprattutto in considerazione della centralità ormai assunta dall’innovazione tecnologica all’interno dell’intero sistema economico.

Proprio per questo non è previsto unicamente come un meccanismo volto al recupero dei danni al sistema economico provocati dalla pandemia, ma è pensato come strumento di innovazione e sviluppo anche per il futuro. Uno strumento che consenta una crescita economica stabile, sostenibile e duratura.

Come accennato, si tratta di fondi gestiti dal Fondo Nazionale Innovazione; questo se ne occupa in maniera indipendente con l’attribuzione di prerogative economico-amministrative agli investitori, nel rispetto delle condizioni di mercato.

 Per una maggiore garanzia di indipendenza nella gestione dei fondi, è previsto che la SGR trasmetta al Ministero lo schema di regolamentazione e gestione del Fondo.

Questo ha una durata massima decennale a partire dalla chiusura del periodo di sottoscrizione; la scadenza è fissata al 31.12 successivo al compimento del decimo anno.

2. I beneficiari del Fondo rilancio: requisiti

Ma come si stabiliscono i beneficiari di queste risorse? Quali sono le PMI e le Start up che potranno godere del Fondo rilancio?

Anzitutto si tratta di fondi destinati a Start up e PMI innovative già impegnate in investimenti (o che li chiuderanno al massimo entro 6 mesi dall’entrata in vigore del DL Rilancio).

In secondo luogo, è necessario essere in possesso di determinati requisiti per poter essere presi in considerazione quali beneficiari del Fondo di Sostegno al Venture Capital. Infatti, è necessario avere:

  • sede legale in Italia con svolgimento concreto di attività di sviluppo nel territorio italiano;
  • concrete e oggettive potenzialità di sviluppo, da valutarsi in base ad indicatori predeterminati come: 1) crescita dei ricavi o degli utilizzatori dei servizi nei 12 mesi antecedenti l’investimento del Fondo; 2) brevetti depositati con potenzialità di sfruttamento industriale e in fase di ricerca e sviluppo; 3) l’esistenza di un sostenibile e già approvato piano industriale triennale; 4) firma di contratti o partnership strategiche;
  • assenza di procedimenti di accertamento ancora aperti;
  • adeguati livelli valutativi nella gestione del rischio in conformità alle norme antiriciclaggio e di prevenzione di finanziamento del terrorismo.

Ma come funziona l’assegnazione dei fondi? Viene garantito a chiunque abbia questi requisiti o esistono delle specifiche procedure?

Vediamolo insieme.

3. Gli investimenti del Fondo rilancio

Trattandosi di una misura inizialmente pensata per il recupero dei danni causati dalla pandemia, nell’assegnazione di questi fondi, per i primi 6 mesi, avranno una linea preferenziale due ordini di imprese:

  • quelle già beneficiarie del sistema di Smart&Start;
  • le Start up e PMI innovative che hanno subito una riduzione dei ricavi di almeno il 30% nel primo semestre del 2020 rispetto a quelli del primo semestre o nel secondo del 2019. La riduzione dei ricavi è da dimostrarsi tramite una situazione contabile approvata dal competente organo amministrativo.

Trascorsi i primi 6 mesi in cui si agevoleranno queste realtà, si proseguirà all’assegnazione delle risorse secondo uno schema ben preciso.

Saranno gli investitori a dover segnalare al Fondo le PMI Innovative e Start up ricche di potenzialità. Dal 7.01.2021 sarà operativo il portale attraverso cui gli investitori saranno in grado di segnalare le PMI innovative o le Start up in cui hanno investito o stanno per investire.

Una volta ricevuta la segnalazione e verificati i requisiti, il Fondo procederà all’investimento nei limiti consentiti dalla legge.

Nello specifico il Fondo potrà erogare importi nel limite massimo complessivo di 1 milione per ogni PMI o Start up; ogni erogazione potrà essere al massimo 4 volte superiore al valore di un investitore privato.

Gli investimenti iniziali avverranno tramite finanziamenti convertendo (prestiti che offrono a garanzia la propria quota azionaria); mentre quelli successivi avverranno come ordinari investimenti di equity.

Al termine del periodo di investimento dovrà risultare investito almeno il 70% del Fondo in imprese portafoglio in cui abbiano co-investito investitori qualificati; il 30% in imprese in cui abbiano co-investito investitori regolamentati.

4. Vantaggi

Si tratta di uno strumento che consentirà non solo il recupero di quanto perso a causa della situazione pandemica, ma che permetterà all’economia italiana di mettersi al pari con altri Paesi che ricorrono alle international practices.

Infatti, si tratta di uno strumento che solo per i primi sei mesi comporta una via preferenziale alle PMI e Start up colpite dalla pandemia; essendo in realtà un meccanismo che vuole incentivare il ricorso ad investimenti in Venture Capital per la generazione e distribuzione di nuova ricchezza.

Si prevede una forte attrattiva anche di investitori internazionali, soprattutto per la semplicità del suo funzionamento. Infatti, si tratta di una piattaforma facilmente accessibile a tutti gli investitori professionali che possono quindi consigliare (e consultare) imprese target in cui investire.

Per la prima volta si è previsto un sistema di incentivo agli investimenti in Venture Capital non disallineato dalle strategie di investimento utilizzate negli altri Paesi. Si tratta di un meccanismo semplice e facilmente accessibile.

5. Conclusioni

La necessità di prevedere aiuti e sostegni economici ai soggetti fortemente colpiti dalla pandemia ha portato anche alla previsione e introduzione di meccanismi di incentivo agli investimenti.

Come spesso accade in questi settori, non sempre è facile comprendere il funzionamento dei meccanismi di incentivo o i requisiti che è necessario avere.

Anche in questo caso, per esempio, è necessario avere bilanci e documentazioni approvate da appositi organi amministrativi, oltre che adeguati livelli di gestione del rischio.

Per poter essere segnalati da investitori professionali come PMI o Start up potenzialmente beneficiarie del Fondo è necessario prima verificare se si è in possesso di tutti i requisiti.

Per questo è utile rivolgersi ad un professionista che sappia comprendere sin da subito se la tua PMI abbia o meno la possibilità di beneficiare del Fondo rilancio.

Per ricevere assistenza su come sfruttare al massimo i vantaggi del Fondo Rilancio, puoi contattare i Professionisti di ObiettivoProfitto.it compilando l’apposito Modulo che trovi in questa pagina.

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