Growth Hacking: come lanciare una start-up

Qual è lo scopo di una start-up?

Quello di crescere il più velocemente possibile!

Negli anni sono state affinate delle strategie in grado di garantire questo genere di risultato a chi ha necessità di far decollare il suo business.

Il processo che è derivato dall’applicazione di queste strategie ha dato vita ad un metodo applicabile sicuramente alle start-up, ma anche a tutte quelle realtà che hanno bisogno di una forte crescita iniziale.

Quale business non la vorrebbe?

Proprio per questo motivo è nato il Growth Hacking.

Questo processo è sorto per supportare l’attività già presente all’interno delle aziende e per favorire un’acquisizione ancora più rapida di clienti, con una conseguente crescita esponenziale del proprio business.

Chi svolge questa professione non va a sostituire nessuna figura già presente nell’organigramma aziendale, si tratta piuttosto di un aiuto in più per lo sviluppo delle strategie di marketing.

Scopriamo subito da dove nasce il Growth Hacking e che ruolo ha all’interno di un business.

Da dove nasce?

A discapito della convinzione di tanti i quali pensano che questo termine abbia a che fare con nuove tecnologie apparse sul mercato negli ultimi anni, il Growth Hacking è nato nel 2010.

Ad inventarlo è stato Sean Ellis, a cui si deve la crescita di tantissime aziende della Silicon Valley.

Qualche nome riguardo ai suoi principali successi?

Grazie al suo lavoro ha permesso di arrivare alle stelle Instagram e Dropbox, per citare due delle piattaforme più famose sulle quali si è concentrato.

A seguito del suo successo mondiale, tante altre persone hanno deciso di prenderlo a modello ed iniziare a svolgere questa professione tanto particolare quanto fondamentale per le aziende.

È nata così la figura del Growth Hacker, ancora prima che sorgesse una vera e propria disciplina.

Ellis stesso ha dato vita alla community GrowthHackers per raccogliere in un unico luogo tutti coloro che si sono lanciati in questa nuova professione.

Che cos’è il Growth Hacking?

Il Growth Hacking non è una vera e propria branchia del marketing, quanto un procedimento.

Si tratta di un insieme di strategie volte a far crescere il più velocemente possibile un business.

In sostanza, chi supporta le aziende nella loro fase inziale per fargli raggiungere da subito risultati importanti, deve mettere in campo una serie di test molto veloci e mirati.

Dopo aver provato diverse strategie, è necessario analizzare i risultati per valutare quali scelte hanno portato i migliori risultati e continuare ad investire su quelle.

Per capire meglio il Growth Hacking, prima di tutto dobbiamo studiare la figura che lo mette in atto: il Growth Hacker.

Chi è il Growth Hacker?

Il Growth Hacker non è semplicemente una persona che sfrutta i mezzi che ha a disposizione. È qualcosa che va oltre, perché si tratta di un vero e proprio mindset.

Il suo obiettivo principale è quello della crescita del business che gli è stato affidato e tutto il resto, compresi gli strumenti con cui arrivarci, è di secondaria importanza.

Proprio per questo motivo, è fondamentale che un Growth Hacker abbia un vasto pacchetto di conoscenze e competenze, proprio per poter scegliere la strada più indicata per far arrivare il business al successo desiderato.

I Growth Hacker possono essere di diverse tipologie. Esistono coloro che hanno una vena più geniale, e sono in grado di usare strumenti molto diversi tra loro, oppure esistono quelli specializzati nell’utilizzo di software.

Di qualsiasi tipologia sia il Growth Hacker, è necessario che sappia analizzare i dati raccolti dai test per poter migliorare la strategia e assicurare la crescita all’azienda tramite i tool messi a disposizione del web come, per esempio, Google Analytics.

Le sue competenze variano dall’abilità di costruzione di un sito web, alla creazione di landing pages, alla progettazione grafica, al codice html, all’advertising online, più tutta una serie di competenze sviluppate negli ultimi anni come l’uso di chatbot o dell’intelligenza artificiale.

Qual è la differenza tra il Growth Hacking e il Marketing tradizionale?

Come abbiamo già accennato, il Growth Hacking non va a sostituirsi al marketing tradizionale all’interno dell’azienda, perché quello ricoprirà sempre un ruolo fondamentale.

Piuttosto, si tratta di una collaborazione che può aiutare l’azienda a raggiungere risultati migliori.

Il Growth Hacking si occupa della creazione di funnel che portino l’utente dalla consapevolezza di un brand fino ad un’azione finale, mentre il marketing tradizionale si ferma solo ai primi stadi del processo di acquisizione di nuovi utenti.

I Growht Hacker hanno delle vere e proprie competenze tecniche che mettono in campo insieme alle conoscenze.

A differenza del marketing, che spesso utilizza un unico metodo, il Growth Hacking effettua diversi esperimenti e si fa guidare dai dati finali che emergono per migliorare la strategia di crescita.

Inoltre, un aspetto molto importante che si deve ricordare per quanto riguarda il Growth Hacking, è che questo processo non si occupa solo ed esclusivamente dell’acquisizione di nuovi clienti, ma lavora anche per mantenere i clienti già attivi del brand.

Lanciare una start-up con il Growth Hacking

Prima di applicare la strategia di Growth Hacking ad una nuova start-up, è necessario porsi alcune domande.

Il primo step è avere ben chiaro il prodotto o servizio che si vuole vendere, aver studiato il mercato e la richiesta dei consumatori, nonché il fatto che possa diventare un business redditizio.

Senza questi presupposti, è impossibile che qualsiasi esperimento di Growth Hacking funzioni.

Dopodiché, è il momento di profilare il tuo cliente ideale e sapere tutto di lui, dai sui interessi fino ai suoi bisogni più forti.

Devi impostare strumenti in grado di misurare i dati dei test, come Google Analytics e, infine, devi essere pronto a gestire al meglio il tuo sito web implementando tutto ciò che può essere utile per la crescita iniziale.

Quando si creano i funnel, si sperimentano nuovi modi di attrarre potenziali clienti ecc., è fondamentale ricordare che va trovato un metodo che sia ripetibile e scalabile, ossia che possa essere messo in campo più e più volte per continuare ad aumentare i profitti.

Se il procedimento ideato non ha queste caratteristiche di fondo, non si può parlare di Growth Hacking.

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