6 consigli per incrementare il patrimonio netto
Clelia Tesone
Aggiornato il 9 Settembre 2021
 

Chiunque abbia un’azienda deve sempre tenere sotto controllo il suo patrimonio netto. Questo è importante a livello strategico per sapere quali strade seguire nel futuro dell’azienda stessa, serve infatti a prevenire crisi di liquidità, che a lungo andare possono sfociare in crisi di impresa ed eventuali procedure fallimentari.

In molti tendono a definire il proprio successo negli affari parlando delle entrate che hanno, altri ponendo l’attenzione sulle poche uscite. Poi ci sono coloro che calcolano il proprio successo sulla base del patrimonio netto. 

Ma cosa intendiamo per patrimonio netto? Perché è un valido indice per capire se la tua attività sta andando bene o no? Ma soprattutto, come puoi far sì che questo dato cresca per ottenere un maggior introito economico ed una più elevata soddisfazione personale?

Laddove fossi interessato a scoprire cos’è il patrimonio netto ti invitiamo nella prosecuzione della lettura. Con il presente articolo vogliamo offrirti alcune nozioni introduttive del concetto in questione e alcuni consigli per incrementarlo.

1. Cos’è il patrimonio netto?

Il patrimonio netto non è altro che la differenza tra le entrate e le uscite della tua attività. 

Quando avvii la tua attività, il patrimonio netto ne rappresenta anche il capitale poi, man mano che prosegue, tutto ciò che si identifica con attività o passività va a finire all’interno del calcolo, il quale ti serve per capire a quanto ammonta il patrimonio effettivo che resta a tua disposizione.

Mentre, ove l’impresa già sia stata costituita, esso si identifica con un calcolo variabile che prende in considerazione perdite, accantonamenti ecc.

Da cosa è composto il patrimonio netto? Da diversi elementi tra cui il capitale sociale, gli utili, le riserve e le perdite in sospeso.Il patrimonio netto è in pratica costituito dalle fonti di finanziamento interne derivanti dai soggetti che costituiscono l’azienda (azionisti)

Ma vediamo quali sono le voci che compongono il patrimonio netto.

1.1. Voci del patrimonio netto

Dopo ave sommariamente individuato il concetto di patrimonio netto, possiamo ora indicare le componenti del patrimonio netto. Nelle imprese esso si compone di:

  • un capitale sociale, il quale è l’ammontare dei conferimenti che i soci hanno promesso o eseguito. In base a quanto conferito da ciascuno dei soci viene diviso in quote alla luce dell’entità del conferimento effettuato;
  • delle riserve, le quali costituiscono un accantonamento effettuato dalla imprese per far fronte a futuri imprevisti o vengono impiegati come autofinanziamento, quindi sono una parte degli utili che non vengono distribuiti ai soci;
  • delle perdite con riferimento all’ultimo periodo di esercizio, oltre a quelli in attesa di copertura;
  • gli utili accumulati, cioè gli utili nel loro complesso prima di dargli destinazione, e quindi confluire in riserva o essere divisi tra i soci;
  • oltre che delle quote di pertinenza dei terzi.

Quindi il capitale sociale è una delle componenti che viene valutata ai fini della determinazione del patrimonio netto, nonostante non di rado i due concetti vengono facilmente confusi.

In sintesi, il patrimonio netto rappresenta la misura dei mezzi propri investiti dall’imprenditore o dai soci:

  • in un’ottica contabile è rappresentato dalla differenza tra attività e passività dello stato patrimoniale;
  • mentre dal punto di vista economico rappresenta l’effettiva ricchezza di competenze dei soci, ricchezza che si ricava dalla liquidazione dell’attivo e dopo aver rimborsato il passivo;
  • infine in senso finanziario rappresenta la fonte di finanziamento interna.

1.2. Come ci calcola il patrimonio netto?

Ciò posto, dopo aver brevemente descritto che il concetto di patrimonio netto, possiamo stabilire come si calcola. Generalmente questo calcolo viene effettuato mediante una formula precisa:

  • capitale sociale + riserve + utili da destinare – perdite in sospeso

Tramite suddetta procedura l’impresa valuta il suo “stato di salute”, per comprendere anche gli eventuali interventi da apportare.

  • Patrimonio netto = attività: se il valore del patrimonio netto corrisponde a quello delle attività, allora è possibile escludere che l’impresa in questione abbia debiti scoperti, quindi che può adottare una strategia volta all’autofinanziamento, senza ricorrere a fonti esterne e quindi prevenendo eventuali crisi di liquidità;
  • Attività > passività: se invece le attività risultano superiori alle passività, il calcolo del patrimonio in questo caso presenta un risultato positivo, questo implica che l’impresa sta producendo ricchezza;
  • Attività = passività: se al contrario attività e passività presentano lo stesso valore, il patrimonio netto è parificato a zero. Ciò implica che l’impresa non può ricorrere alla strategia dell’autofinanziamento, ma deve ricorrere a soggetti terzi, esternalizzando le fonti di finanziamento con le conseguenze che ne possono derivare in termini di indebitamento;
  • Passività > attività: infine, se le passività sono maggiori delle attività allora si parla di patrimonio netto negativo, ossia di deficit patrimoniale, il che potrebbe essere sintomatico di uno stato di criticità, presumibilmente riconducibile ad una crisi di impresa.

2. Come far crescere il patrimonio netto

Per far aumentare il tuo patrimonio di cosa hai bisogno? Semplificando di molto il concetto, devi aumentare gli introiti e limitare le passività. Ovviamente per realizzare questo effetto si può ricorrere a delle strategie da porre in essere al fine di favorire gli introiti e tamponare le perdite.

Ecco 6 consigli che puoi seguire per far crescere pian piano il patrimonio netto della tua azienda.

3. Primo consiglio: fai investimenti intelligenti

Questo consiglio vale sia in ambito aziendale che personale. Spesso si tende ad investire tutto ciò che si ha in affari che sulla breve distanza sembrano promettenti. Invece, per guadagnare in modo costante ed aumentare il proprio patrimonio netto è importante imparare ad investire.

Per fare questo, puoi seguire i consigli dei grandi investitori passati e contemporanei.

Esistono tantissimi modi di investire e tantissime tipologie di investimento. La diversificazione è la prima regola che devi imparare. Non puntare tutto in azioni, che sono gli investimenti più instabili, ma pensa anche ad altri beni come gli immobili o le energie rinnovabili.

Le idee su dove investire oggi non mancano. Diversificare ti aiuta a contenere il rischio se il mercato, dopo esserci entrato, non ti sembra più così promettente come all’inizio.

Una seconda regola molto importante che devi ricordare per quanto riguarda gli investimenti è quella di valutare sempre il lungo periodo. Se vedi che adesso la borsa sta andando bene questo non significa che, quando effettivamente arriverai tu con il tuo investimento, continuerà ad andare allo stesso modo.

Inoltre, devi trovare l’investimento giusto per la tua attività. Anche se il tuo competitor ha fatto un investimento che ti sembra ottimo, questo non significa che sia l’ideale anche per la tua azienda.

Investire in BTp

Potrebbe essere sicuramente conveniente decidere di investire in BTp per aumentare il tuo patrimonio netto. Ma cosa sono?

I BTp sono titoli obbligazionari a tasso fisso a medio-lungo termine, sono stati introdotti nel lontano 1953 con la legge n. 941, sebbene la loro prima emissione risale a diversi anni dopo, nel 1974.

La funzione di emissione è normalmente deputata al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quest’ultimo interviene con appositi decreti, nei quali:

  • determina gli importi;
  • prevede i tagli, i quali devono essere almeno pari a 1.000 euro;
  • individua la durata, questi sono in genere pluriennali da 3, 5, 7, 10 e 30 anni;
  • stabilisce il livello delle cedole;
  • indica le modalità di assegnazione.

I BTp possono essere acquistati in due momenti, sia al momento dell’emissione e successivamente, secondo una procedura ad asta, la quale è preliminarmente anticipata dall’annuncio del Tesoro del quantitativo di BTp emessi.

Il prezzo dei titoli è determinato nel momento in cui si procede all’asta, sia in base all’offerte che alle domande pervenute durante le aste di emissione dei BTP. Il risparmiatore non può intervenire autonomamente, ma deve far presentare la propria istanza di acquisto attraverso gli intermediari autorizzati,

Come poc’anzi accennato, l’acquisto dei BTp può avvenire anche successivamente alla emissione, sul c.d. mercato secondario.

Esistono infatti mercati regolamentati in cui vengono scambiati BTP già in circolazione, i principali due sono:

  • MOT, cioè il c.d. Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato;
  • MTS è, invece il c.d. Mercato Telematico dei titoli di Stato.

4. Secondo consiglio: ripaga i debiti al momento giusto

Per aprire la tua attività potresti aver contratto qualche debito. Banalmente, questo può significare aver richiesto un mutuo per le spese iniziali.

Dato che i mutui, notoriamente, hanno una durata molto lunga nella vita di una persona, potrebbe capitare che tu riesca ad accumulare in poco tempo la cifra necessaria a saldare in anticipo il tuo mutuo.

Potresti sentire la voglia di toglierti subito questo pensiero dalla testa, ma attenzione. Il pagamento anticipato del mutuo potrebbe portare con sé delle penali che ti farebbero spendere più soldi e il tuo patrimonio netto ne risentirebbe.

Pensa, piuttosto, a pagare regolarmente le rate e a tenere quei soldi per fare dei giusti investimenti nel frattempo.

Laddove non riuscissi in tal scopo può ovviamente ricorrere a strumenti che ti facilitano nell’onere di ripagare i tuoi debiti, in modo tale da soffrire di meno gli effetti dell’indebitamento.

4.1. Piani di risanamento

Con piano di risanamento si fa riferimento a un piano di gestione e risoluzione della crisi rimesso all’autonomia dell’imprenditore, previsto dalla legge fallimentare. L’impresa per accedere a tale strumento non deve trovarsi in uno stato di crisi di liquidità conclamata, ma deve trovarsi in uno stato passeggero e temporaneo di instabilità finanziaria.

Il piano attesto di risanamento è pertanto uno strumento attraverso cui il debitore si propone di realizzare due obiettivi fondamentali, vale a dire:

  • il risanamento della esposizione debitoria dell’impresa;
  • il riequilibrio della situazione finanziaria dell’impresa.

Il piano ha carattere tendenzialmente pattizio e stragiudiziale, non vi è infatti alcun intervento del giudice, ma presuppone comunque la collaborazione di un professionista.

4.2. Concordato preventivo

Tramite suddetto strumento si tenta di prevenire ed evitare il fallimento. La peculiarità della procedura è che l’imprenditore è chiamato a continuare l’attività lavorativa  ed eventualmente la cessione dell’attività a terzi, oppure può liquidare il proprio patrimonio per il soddisfacimento dei creditori.

L’imprenditore in questo caso sarà affiancato da un commissario giudiziale nella prosecuzione dell’attività di impresa e si accorda con i creditore al fine di dividere gli utili.

Il concordato preventivo si distingue pertanto in:

  •  concordato in continuità, sia diretta, quando la gestione dell’azienda resta in capo all’imprenditore, invece si dice indiretta quando l’imprenditore è privato della gestione dell’attività, che è affidata ad un soggetto terzo;
  •  concordato liquidatorio.

4.3. Accordi di ristrutturazione

Anche questo, consiste in un accordo tra debitore e creditori, in misura del 60% dei crediti, dal contenuto flessibile, al fine di procedere all’adempimento del credito. Qui il piano di risanamento deve prevedere anche il soddisfacimento dei creditori non aderenti.

A differenza dei piani attestati di risanamento, gli accordi di ristrutturazione hanno efficacia giudiziale, in quanto sono sottoposti al controllo del giudice. Il tutto deve essere corredato da una relazione di un professionista indipendente, che ne attesti la veridicità e l’attuabilità, oltre che l’idoneità.

5. Terzo consiglio: fai a meno del superfluo

Puoi applicare questo principio sia alla tua vita personale che professionale. Per aumentare il patrimonio netto, in qualsiasi caso, ridurre le uscite superflue è una strategia da implementare.

A tutti piace togliersi qualche voglia, soprattutto quando si nota che le entrate stanno andando bene, sono regolari o in aumento. Ma spendere significa abbassare la soglia del tuo patrimonio netto, perciò limitati solo alle spese davvero importanti per la tua vita e la tua attività.

Ristrutturazione aziendale

A tal fine potrebbe essere particolarmente utile procedere all’attività di ristrutturazione aziendale. Con ciò si intende far riferimento ad un provvedimento attraverso il quale si consente di risanare l’impresa ed evitare eccessive perdite economiche.

La riorganizzazione della produzione e delle attività lavorative ha lo scopo infatti di migliorare l’efficienza e ridurre i costi. La ristrutturazione, tuttavia, ha non poche conseguenze, come la dequalificazioni nelle mansioni professionali, nonché una considerevole riduzione del personale.

5. Quarto consiglio: tieni il patrimonio in un luogo in cui possa crescere

Questo patrimonio dovrai pur custodirlo da qualche parte. I conti bancari non sono tutti uguali. Esistono delle soluzioni che ti permettono di salvaguardare il denaro che hai già accumulato ma che ti permettono, al contempo, di ottenere degli ulteriori ricavi con il tempo.

Parlane con la tua banca di fiducia e trova un fondo o un conto che ti permettano di guadagnare letteralmente “senza fare nulla”.

Dall’altro lato, stai attento al contrario, ossia che il conto dove hai depositato il tuo denaro non ti richieda un costo troppo elevato di gestione.

A quali istituti ricorrere al fine di tutelare il patrimonio netto

Al fine di preservare il patrimonio netto potrai ricorrere ad una serie di istituti posti a disposizione dal codice civile, che consentono di tutelare il patrimonio da aggressioni creditorie.

  • Il trust, figura introdotta mediante la Convenzione dell’Aja, con la quale si realizza una segregazione patrimoniale, ossia si separa massa patrimoniale. Il titolare, in genere, affida ad un soggetto la gestione del patrimonio, per il perseguimento di finalità o scopi specifici, o a beneficio di altri;
  • Contratto fiduciario è un negozio traslativo atipico, cioè è un negozio che comporta il trasferimento della proprietà. Il contratto prevede la realizzazione di un vincolo in virtù del quale tramite un primo atto si trasferisce un diritto o attribuisce una situazione giuridica ad un soggetto. Con un secondo, invece, nasce in capo a suddetto soggetto l’obbligazione di restituire il diritto, non necessariamente all’originario titolare;
  • Vincolo di destinazione, ai sensi dell’art. 2645 ter c.c., viene imposto su una massa patrimoniale, costituendo in sostanza un patrimonio separato, al fine di realizzare interessi meritevoli di tutela. In genere ha per oggetto beni immobili, azioni, quote. Viene escluso quindi il denaro;
  • Società semplici: è la forma societarie meno strutturate tra quelle previste dal codice civili. Il ricorso a questo figura potrebbe essere una delle modalità maggiormente idonee ad assicurare la tutela del tuo investimento.

6. Quinto consiglio: accrescere il patrimonio netto con metodi innovativi

Tante persone fanno questa associazione mentale: accrescere il proprio patrimonio netto significa diventare ricchi. Sicuramente, se sei così bravo da aumentarlo in maniera esponenziale.

Ma noi dobbiamo iniziare dai piccoli passi. Riuscire ad aumentarlo anche di poco alla volta dovrebbe già indurti ad essere felice, soprattutto in un mondo che ci richiede sempre delle spese così alte, sia in termini di tasse che di investimenti personali.

Proprio per accrescere il tuo patrimonio netto, che inizialmente non sarò elevato, ti invitiamo a ricorrere ad alcuni metodi innovativi di finanziamento, ricorrendo a investitori esterni che credono nelle tue potenzialità.

6.1. Crowdfunding

Con il termine crowfunding si intende un meccanismo che fa ricorso alla rete web e a siti internet per la raccolta di fondi. Tramite apposite piattaforma online, si pubblicano annunci con i quali si invitano soggetti, accomunati da interessi comuni, a investire in una Start-up.

6.2. Minibond

Un tipo di finanziamento alternativo al credito bancario sono i Minibond: obbligazioni o titoli di debito emessi dalle imprese e sottoscritti da investitori professionali e qualificati, che a fronte della raccolta di capitale offrono una remunerazione contrattualmente stabilita attraverso il pagamento di cedole periodiche.

minibond, che sostanzialmente sono delle vere e proprie obbligazioni, sono state pensate in particolare per tutte quelle PMI

7. Sesto consiglio: affidati ad un professionista del settore 

Infine, l’ultimo consiglio per incrementare il patrimonio netto che ti diamo è quello di affidarti ad un professionista del settore, che può essere un consulente finanziario come un commercialista, che riesca ad aiutarti nel prendere le giuste scelte per il tuo business e per la tua vita.

Inoltre, un professionista può farti scoprire delle agevolazioni fiscali per la tua azienda di cui magari non eri a conoscenza o che non avevi considerato.

Arrangiarsi è giusto, se sei assolutamente sicuro di ciò che stai facendo, per il resto è meglio affidarsi a chi se ne intende. D’altronde, ad ognuno il suo mestiere!

Wealth manager

Per gestire la tua attività aziendale e, soprattuto, il tuo patrimonio netto potrai ricorrere alla consulenza del Wealth Manger . La scelta del professionista è dettata da diversi fattori che possono influire, sia di natura più propriamente professionale che non. Infatti, sicuramente un elemento che diviene fondamentale in questo settore è il rapporto con la clientela.

Nella scelta del consulente più adatto alle tue esigenze sarà determinante scegliere un professionista che abbia una certa competenza e conoscenza del settore, sia teorica che pratica. Uno degli fattori fondamentali nel processo di crescita e formazione è l’esperienza in una società di gestione patrimoniale.

Il lavoro del consulente è quello di veicolare messaggi importanti e allo stesso tempo renderli interessanti. Egli selezionerà gli obiettivi da raggiungere e gli strumenti che dovranno essere adottati per far fronte agli imprevisti o conseguire gli obiettivi.

In genere deve possedere competenze in ambito giuridico ed sicuramente un punto a favore la conoscenza di lingue straniere, soprattutto ove il patrimonio è ubicato in diversi Paesi straniero.

8. Conclusioni

Come avrai notato, la disciplina prevista in relazione al patrimonio netto è decisamente complessa poiché occorre valutare molti elementi.

Proprio per questo motivo, al fine di Proteggere e Difendere al meglio il tuo Patrimonio, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

Un Professionista di ObiettivoProfitto.it saprà aiutarti nel migliore dei modi.

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