Educazione finanziaria personale: che cos’è?

ArrayJacqueline Facconti - 2 Dicembre 2019

educazione finanziaria

Quanto è importante oggi giorno l’educazione finanziaria personale? In effetti più di quanto si possa pensare.  

Tutti quanti ricerchiamo sui motori di ricerca informazioni e nozioni utili per formarci sull’educazione finanziaria, sulla gestione del risparmio, sulla capacità di ottimizzare le spese e su come ridurre gli sprechi.

Nonostante la rilevanza che l’educazione finanziaria sta sempre di più acquisendo manca sui banchi di scuola una vera e propria programmazione didattica di questa disciplina.

Studiano l’educazione finanziaria gli universitari che decidono di intraprendere un percorso di studi in economia aziendale, ma in effetti, la maggior parte della popolazione ha scarsa dimestichezza con i termini ed i concetti basilari propri dell’educazione finanziaria.

Per questo motivo, in questa guida di Obiettivo Profitto, cerchiamo di dare un’infarinatura sull’educazione finanziaria personale e di dare qualche utile consiglio per imparare ad avere dimestichezza con una disciplina sempre più importante.

Educazione finanziaria personale: alla ricerca di una valida definizione

Iniziamo questa guida con la ricerca di una definizione di educazione finanziaria personale.

L’educazione finanziaria è l’attività tramite cui è possibile stimolare l’autodeterminazione di ciascuno”.

La finalità dell’educazione finanziaria è quella di prendere coscienza delle proprie aspettative ed attitudini.

Non solo, l’educazione finanziaria si propone di pervenire alla crescita personale, al benessere ed al progresso della propria famiglia e del ruolo che la stessa ricopre all’interno della comunità e della società.

L’educazione finanziaria non è solo una disciplina, ma un vero e proprio loop che responsabilizza gli individui appartenenti ad una popolazione.

Sensibilizza ogni gruppo a ricercare l’efficienza, l’efficacia e l’economicità e consente ad ogni membro della società di affrontare con lucidità ogni processo decisionale.

Ogni piccola scelta rispecchia le intenzioni di ogni individuo e contribuisce, nel medio-lungo termine, a creare esternalità assolutamente positive.

Educazione finanziaria: chi è l’Educatore finanziario?

L’educazione finanziaria non è un sostegno psicologico, ma una vera e propria disciplina, un percorso che un professionista qualificato, l’Educatore Finanziario indica e suggerisce di seguire.

Non devi essere obbligato, ma i buoni presupposti dettati dall’Educatore Finanziario ti guideranno consapevolmente verso le scelte migliori e per raggiungere gli obiettivi prefissati.

In fin dei conti, l’educazione finanziaria ti fornisce i giusti strumenti, le metodologie e le tecniche tramite cui puoi scoprire le tue potenzialità e le tue risorse personali per imparare ad ottimizzare le spese.

Educazione finanziaria personale: nozioni base

Per iniziare ad approcciarsi all’educazione finanziaria, è importante conoscere i concetti chiave.

Tasso d’interesse

Il tasso di interesse è il “costo del denaro”: conoscere il tasso di interesse di un prestito permette di conoscere il “prezzo” di un prodotto.

Quando parliamo di conto deposito o di investimento, è necessario sapere che esiste anche un interesse attivo, che viene riconosciuto dall’intermediario o dalla banca ad ogni investitore.

Ad esempio, su un conto corrente è facile che gli interessi attivi riconosciuti al correntista siano annichiliti dalle spese di gestione e dagli oneri e commissioni bancarie.

Ciò rende assolutamente antieconomico parlare di investimento.

Ecco perché, salvo che non ci sia l’esigenza di tenere i propri risparmi liquidi, conviene impiegarli in un modo più redditizio.

Inflazione

L’inflazione si riferisce al cambiamento dei prezzi dei beni che acquistiamo quotidianamente. Un’inflazione all’1% significa che i prezzi di questi beni sono aumentati dell’1%.

Ciò significa che se i prezzi crescono, con lo stesso denaro si potranno acquistare meno cose.

Inoltre, è intuitivo comprendere che lasciare grossi risparmi sul conto corrente comporta il sostenimento di un costo, specie se gli interessi sono pari allo 0.

Pertanto, quando valutiamo un investimento, è bene cercare di capire quale sarà nel tempo il rendimento al netto dell’inflazione.

Diversificare il rischio

Altro concetto fondamentale che è necessario apprendere in un corso di educazione finanziaria personale è quello relativo alla diversificazione del rischio.

All’interno di un portafoglio di investimenti non si deve detenere un solo prodotto: solo azioni o obbligazioni.

Laddove i trend fosse sfavorevole, rimarremo a bocca asciutta.

Meglio cercare di detenere nel proprio portafoglio titoli azionari, obbligazioni, Certificates, Hedge Funds, Fondi di investimento comuni, polizze assicurative, etc.

Anziché investire l’intero capitale risparmiato su uno strumento finanziario, sarebbe molto meglio impiegare una parte dei risparmi nelle obbligazioni di una società petrolifera, acquisire titoli azionari Microsoft, fare trading di criptovalute, acquistare quote di fondi comuni di investimento, investire su CFD con sottostante asset rappresentato dalla materia prima palladio, etc.).

Raggiungere un buon grado di diversificazione può richiedere risparmi elevati.

I prodotti del risparmio gestito (come i fondi comuni di investimento) permettono di diversificare il proprio portafoglio, anche quando si dispone di un capitale esiguo o di importo modesto.

Crisi welfare e allungamento della vita media

La crisi dei sistemi previdenziali e l’allungarsi della vita media comportano un problema su come procurarsi delle valide entrate monetarie ed un reddito adeguato per garantirsi la stessa stabilità economica in pensione.

Per questo, è importante iniziare a pianificare una forma di risparmio il prima possibile, che permetterà di ricevere una rendita o un capitale, una volta ritirati dalla vita occupazionale.

La previdenza complementare, negli ultimi anni, sta giocando un ruolo di assoluto rilievo e l’ideale è cominciare già quando si ottiene il primo impiego, investendo somme molto piccole, compatibili con il proprio tenore di vita.

Si tratta di una forma di “risparmio forzato” che dà dei buoni frutti nel medio-lungo termine.

I Fondi pensione aperti, chiusi, i PIP sono strumenti interessanti che consentono ad ogni lavoratore (sia dipendente che indipendente) a pianificare il proprio futuro fin da giovani.

Educazioni finanziaria: impariamo fin da piccoli

Per ottimizzare il proprio patrimonio e gestire i propri risparmi, è importante imparare a “fare i conti” fin da piccoli: occorre conoscere le proprie entrate, essere in grado di calcolare le uscite, imparare a risparmiare e a far fruttare i propri soldi.

Se si impara a costruire un percorso per obiettivi, si sapranno gestire i propri risparmi dato che il denaro è legato ai nostri bisogni e ai nostri desideri.

Costruire un bilancio familiare o usare un programma come Excel dove indicare entrate e uscite, tenere i movimenti contabili con gli smartphone e gli altri strumenti tecnologici rappresentano un validissimo ausilio per gestire le proprie entrate ed uscite e per gestire i risparmi nel migliore dei modi.

Dato che il tempo lavora e porta buoni frutti, è importante privarsi oggi per risparmiare che non rischiare e rimanere a bocca asciutta.

Concludiamo questa guida con una massima del guru dell’alta finanza Warren Buffett:

“L’investimento deve essere razionale. Se non lo capite, non lo fate”.