Mediazione obbligatoria: cos’è e come funziona

ArrayEleonora Truzzi - 20 Febbraio 2020

La mediazione obbligatoria è il tentativo di risolvere amichevolmente una controversia prima di arrivare di fronte al giudice.

Rappresenta un istituto che è stato creato per snellire il lavoro dell’apparato giudiziario, inviando solamente quelle controversie completamente prive di accordo e cercando di risolvere mediante negoziazione tutte le altre.

La mediazione obbligatoria è una scelta molto vantaggiosa anche per le parti coinvolte perché permette di raggiungere un accordo in un lasso di tempo minore e con un dispendio più esiguo di denaro. 

Esistono dei casi in cui la mediazione obbligatoria è imprescindibile e altri, invece, dove la mediazione è solo facoltativa.

Scopriamoli subito!

Cos’è la mediazione obbligatoria?

La mediazione obbligatoria è una risoluzione stragiudiziale delle controversie introdotta con il D.Lgs. 28/2010. 

Le parti coinvolte in una lite possono attivare la procedura di negoziazione con la domanda di mediazione civile obbligatoria o facoltativa, prima che la causa arrivi davanti al Tribunale Civile.

Le materie assoggettate alla mediazione obbligatoria non possono esimersi da questo passaggio, pena l’improcedibilità delle azioni in giudizio.

Come abbiamo accennato, esistono due tipi di mediazione

La mediazione obbligatoria è una condizione di procedibilità in giudizio, ossia è obbligatoria per determinate materie. Se non viene aperta, non è possibile nemmeno portare la causa davanti al giudice. Prima è necessario cercare di risolvere la controversia con la negoziazione.

Nel caso della mediazione facoltativa, invece, sono le parti a decidere quando risolvere la controversia con la negoziazione oppure direttamente in giudizio.

Quando la mediazione è obbligatoria?

L’art. 5 del decreto Legislativo sopra citato indica quali sono i casi specifici nei quali la mediazione è da considerarsi obbligatoria. 

Il fatto che le parti debbano essere assistite da un avvocato durante la negoziazione è dibattuto. Per la Corte di Giustizia Europea questo non è necessario, mentre per la giurisprudenza italiana sì.

Ecco quali ambiti rientrano nella mediazione obbligatoria:

  • Diritti reali come proprietà, usufrutto, ecc.
  • Successioni ereditarie
  • Divisioni ereditarie
  • Patti di famiglia
  • Locazione 
  • Comodato
  • Condominio
  • Affitto aziendale
  • Contratti assicurativi, finanziari e bancari
  • Risarcimento danni derivanti da responsabilità medica e diffamazione con mezzo pubblicitario

In questi casi, la mediazione obbligatoria è condizione di procedibilità in giudizio. Tuttavia, esistono tanti altri casi nei quali la mediazione diventa facoltativa e, quindi, a discrezione delle parti. Scopriamo quando questo avviene.

Quando la mediazione è facoltativa?

Per quanto riguarda la mediazione facoltativa, essendo una scelta arbitraria, non abbiamo a disposizione una lista di casi nei quali deve essere scelta.

Recentemente, le parti tendono sempre di più a ricorrere alla mediazione civile perché gli consente di risparmiare tempo e denaro, non dovendo sopportare le spese del giudizio.

L’unico vincolo posto sulla mediazione facoltativa è il fatto che non deve vertere su diritti indisponibili.

Il ruolo del mediatore

Il procedimento che caratterizza la mediazione, obbligatoria o facoltativa che sia, richiede l’intervento dell’organismo di mediazione per far sì che la negoziazione si svolga correttamente.

Il mediatore può essere scelto dalle parti, se si trovano in comune accordo. In ogni caso, anche per lui vale il criterio della competenza territoriale.

Fai attenzione, però! Anche se il mediatore viene selezionato secondo lo stesso principio con il quale viene scelto il giudice, il mediatore non è un giudice.

Si tratta di un soggetto scelto per valutare quale siano gli interessi in ballo delle parti e far sì che arrivino ad un accordo soddisfacente per entrambe.

Tuttavia, il mediatore non è una persona qualunque. Deve essere iscritto in un apposito registro e avere un diploma di laurea universitario triennale oppure essere iscritto ad un Ordine professionale ed aver svolto almeno 50 ore di formazione per mediatori civili.

Queste sono le caratteristiche principali, unite ad altre più generali come il fatto di non aver avuto condanne, non aver ricevuto sanzioni disciplinari, non essere stato interdetto dai pubblici uffici e non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o sicurezza.

Il procedimento della mediazione obbligatoria

Per avviare il procedimento formale, è necessario depositare la domanda di mediazione obbligatoria con istanza presso l’organismo competente.

Dopo aver svolto questo adempimento formale, la discussione può avvenire sia presso un ente pubblico che privato erogante servizio di mediazione ed iscritto al registro del Ministero della Giustizia.

La parte che intende avviare la procedura di mediazione obbligatoria deve procedere al primo contatto con l’organismo competente del luogo in cui si trova il giudice competente per territorio. Va sottolineato il fatto che in un territorio possono essere presenti anche diversi organismi di mediazione. Dopo averlo individuato, deve fissare un appuntamento tra mediatore e parti in causa entro 30 giorni dal deposito della domanda.

Dopo questo primo incontro, la procedura può prendere due strade. O le parti si trovano d’accordo e decidono di concludere la mediazione, oppure portano la causa in giudizio davanti al giudice.

Sia che la mediazione vada a buon fine sia nel caso opposto, alla fine della negoziazione il mediatore deve redigere il verbale di mediazione che ha valore di titolo esecutivo per l’espropriazione forzata o l’esecuzione di obblighi e che attesta quanto è stato concordato dalle parti.

Tutto questo procedimento si svolge in assoluta riservatezza.

La mediazione obbligatoria viene preferita dalle parti perché il procedimento può durare al massimo 3 mesi, i quali decorrono dalla data di deposito della domanda.

Costi della mediazione obbligatoria

In base all’avvocato a cui si decide di rivolgersi, i costi della mediazione subiscono dei cambiamenti.

In generale, la spesa per l’avvio della procedura è fissata a 40 euro per ogni parte. La tariffa varia in base allo scaglione relativo al valore della lite, rientrante in una tabella stabilita direttamente dal Ministero.

La mediazione civile è gratuita per tutti coloro che hanno un reddito basso, rientranti anch’essi all’interno del patrocinio gratuito, se la mediazione viene disposta dal giudice.

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