Negoziazione assistita: cos’è e come aderirvi

Negli ultimi anni si è registrata un’incidenza sempre maggiore della scelta di metodi stragiudiziali di composizione delle crisi

Sono molte di più le persone che cercano vie consensuali per risolvere le liti senza dover arrivare fin davanti al giudice. 

All’interno di questi metodi di risoluzione troviamo anche la negoziazione assistita

In alcuni casi la negoziazione assistita è un passaggio obbligatorio, mentre in altri rappresenta una scelta delle parti.

Scopriamo meglio cosa intendiamo quando parliamo di negoziazione assistita, in quali casi è obbligatoria e qual è la procedura con la quale si instaura. Ma, soprattutto, vediamo come è possibile aderirvi.

Cos’è la negoziazione assistita?

La negoziazione assistita è un istituto a cui si ricorre per la risoluzione stragiudiziale delle controversie.

Quindi è un metodo che viene utilizzato per risolvere una crisi prima dell’intervento del giudice. 

Ma nella pratica in cosa si sostanzia?

È una procedura consensuale caratterizzata dalla stipula di un contratto all’interno del quale le parti si impegnano a risolvere di comune accordo una controversia, facendosi assistere da avvocati professionisti.

L’istituto della negoziazione assistita è stato introdotto nell’ordinamento dal D.L. n. 132/2014, che poi è stato convertito nella L. n. 162/2014, rubricato “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”.

La negoziazione si è aggiunta ad altre procedure inserite all’interno dell’ordinamento per ridurre il numero dei contenziosi che arrivano fin in Tribunale. Il numero delle cause che vengono trascinate negli anni, a causa del carico di lavoro eccessivo per gli uffici, comporta un ritardo ormai insito all’interno di tutto il sistema giudiziario.

La negoziazione assistita si pone come obiettivo proprio quello di snellire la risoluzione della controversia qualora vi sia accordo tra le parti. 

I principi che regolano la negoziazione assistita

Affinché la negoziazione possa avere luogo, non è necessario solamente il consenso delle parti, ma devono essere presenti altri elementi che rendano valido l’accordo.

Prima di tutto devono esservi buona fede e lealtà in capo ad entrambe. La negoziazione assistita ha lo scopo di giungere più velocemente ad una risoluzione nell’interesse delle parti, ma in questo non deve esservi mala fede da parte di una delle due. L’intento di avviare la procedura deve essere quello di risolvere la controversia in modo amichevole.

Questo principio è ineccepibile perché la negoziazione assistita si basa proprio su un accordo, definito convenzione di negoziazione, che analizzeremo a breve.

Dopodiché, deve essere rispettato il principio della segretezza. Questo aspetto è abbastanza intuitivo e sia le parti che gli avvocati delle stesse sono chiamati a mantenere il segreto sulle informazioni emerse in sede di accordo.

In particolare, queste informazioni non possono essere carpite in occasione della negoziazione assistita per poi essere riutilizzate in un eventuale giudizio successivo e nemmeno gli avvocati possono essere chiamati a deporre su quanto emerso in sede di negoziazione.

L’accordo o convenzione di negoziazione

Come abbiamo già accennato, l’accordo a cui si giunge in sede di negoziazione assistita prende il nome di convenzione di negoziazione e proprio qui vengono espressi i principi che abbiamo appena nominato. 

Nel firmare la convenzione di negoziazione, le parti si assumono l’impegno di “cooperare in buona fede e lealtà”.

Ad assistere alla conclusione dell’accordo devono esservi anche uno o più avvocati delle parti regolarmente iscritti all’Albo.

Cosa contiene la convenzione di negoziazione?

Prima di tutto l’oggetto della controversia, quindi la spiegazione della situazione che ha portato alla negoziazione. 

Oltre a questo, al suo interno deve essere riportato anche il termine per l’espletamento della procedura deciso di comune accordo dalle parti. Salvo casi eccezionali, questo accordo deve rientrare tra uno e tre mesi.

Per poter essere valida, la convenzione di negoziazione deve assumere la forma scritta e le firme devono essere apposte in presenza degli avvocati che attestino la loro veridicità.

La procedura e l’adesione alla negoziazione assistita

Ora che abbiamo analizzato i punti fondamentali dell’istituto, cerchiamo di capire come avviene nello specifico la procedura di negoziazione assistita.

A dare il via a tutta la procedura è l’avvocato di una delle due parti che deve far presente al proprio cliente se, nel caso specifico, la negoziazione è obbligatoria o facoltativa. 

Nel caso in cui il cliente decida di avviare la pratica, l’avvocato si occupa di informare la controparte della volontà di avviare la procedura di negoziazione assistita chiarendo che verterà sul particolare oggetto della controversia.

L’altra parte ha 30 giorni a disposizione per accettare oppure rifiutare la negoziazione assistita. Dopodiché, subentrerà il giudice.

Se la controparte accetta l’invito ad aderire alla negoziazione assistita, inizia l’iter vero e proprio. 

Il fatto che le parti abbiano in animo di chiarire amichevolmente la controversia non significa automaticamente che la negoziazione assistita debba concludersi con un esito positivo. 

Può infatti terminare positivamente o negativamente e, in questo secondo caso, gli avvocati devono attestare il mancato accordo tra le parti circa la risoluzione della controversia. 

Diversamente, se l’accordo si raggiunge, sia le parti che gli avvocati sottoscrivono l’accordo e questo atto costituisce titolo esecutivo.

Merita un accenno particolare alle modalità di adesione all’accordo. La controparte che riceve l’invito può: 

  • Accettare l’invito e aderire alla negoziazione assistita; 
  • Rifiutare e dare corso alla causa in tribunale; 
  • Non rispondere e, dopo il decorso di 30 giorni, potrà aprirsi la causa.

Ora vediamo quali sono i casi in cui vi si deve ricorrere obbligatoriamente e quelli dove sono le parti a scegliere.

Quando è obbligatoria?

In primis, la negoziazione assistita è obbligatoria per cause di risarcimento danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti che non siano eccedenti il valore di 50.000,00 euro. Inoltre, non devono rientrare nella casistica ex art. 5, comma 1-bis del D.Lgs. 28/2010 che si occupa della mediazione civile.

In questi casi, la negoziazione è una vera e propria condizione di procedibilità.

Invece, per quanto riguarda le cause di separazione personale, cessazione degli effetti civili del matrimonio o modifica delle condizioni di separazione o divorzio, se non vi sono figli è possibile (e non obbligatorio) ricorrere alla negoziazione assistita.

Se desideri ricevere assistenza in materia di Pianificazione e Difesa del tuo Patrimonio contatta i professionisti di ObiettivoProfitto compilando il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

CHIEDI UNA CONSULENZA
CONTATTACI

per richiedere la nostra assistenza








    Ho letto e accetto la Privacy Policy