Patrimonio aziendale: come difenderlo
Clelia Tesone
Aggiornato il 10 Novembre 2021
 

La tutela del patrimonio aziendale presuppone un’adeguata conoscenza degli strumenti a tua disposizioni. Garantire un sistema organizzato di gestione aziendale passa anche attraverso l’adozione di rimedi giudici volti a scongiurare l’aggressione dei creditori.

Il sistema di tutela, piuttosto ricorrente, per il suo peculiare effetto nei rapporti debitori, è quello prodotto dai vincolo destinatori, i quali, come è noto, generano una segregazione patrimoniale. Questa ha come diretta conseguenza la realizzazione di masse patrimoniali non aggredibili dai creditori e, per tale ragioni, protette.

Ciò significa che tali vincoli incidono sulla garanzia patrimoniale generica, ossia la responsabilità che grava sull’intero patrimonio presente e futuro del debitore, ai sensi dell’art. 2740 c.c.,

Tali istituti, e molti altri, sono utili anche al fine di proteggere il patrimonio aziendale. È normale che tu non voglia veder andare in fumo anni di fatiche, anche perché i pericoli che minacciano il tuo patrimonio aziendale sono veramente tanti.

Non li conosci ancora tutti? Lascia che ti spieghiamo quali sono le minacce che gravano sul patrimonio aziendale e quali sono, dall’altra parte, gli strumenti che il diritto italiano mette a tua disposizione per proteggerlo ed evitare di veder sfumare tanti anni di lavoro.

Laddove fossi interessato, ti invitiamo nella prosecuzione della lettura. Con il presente articolo ci proponiamo di offrirti un quadro esaustivo degli strumenti a tua disposizione per tutelare il patrimonio aziendale.

1. Cos’è il patrimonio aziendale?

Con patrimonio si intende l’insieme di beni mobili e immobili, nonché delle rendite di una persona fisica e giuridica.

Tuttavia, in genere, con tale termine si intende una macro categoria comprensiva del:

  • tuo patrimonio personale, cioè tutti i beni che hai accumulato nell’area privata della tua vita e che non hanno a che vedere con l’azienda. Per esempio, il tuo orologio da polso oppure dei quadri che custodisci in casa;
  • il patrimonio aziendale, ossia tutti quei beni che fanno riferimento all’azienda stessa e che possono riguardare gli edifici come le attrezzature. A comporlo sono quindi dei beni di natura diversa: beni immobili, mobili, quote e partecipazioni societarie e altri beni reali.

Queste due sfere della tua vita sono sottoposte ad attacchi diversi da parte di fattori esterni. Il patrimonio personale risente delle azioni che fai nella tua vita privata, mentre il patrimonio aziendale segue il destino stesso dell’azienda.

La responsabilità patrimoniale generica

Dal punto di vista prettamente giuridico, il concetto assume una differente qualificazione. Esso comprende sia i rapporti attivi che passivi, che fanno tutti capo ad un unico soggetto, sempre che siano suscettibili di valutazione economica.

Il patrimonio, come asserito nell’introduzione, svolge una funzione di garanzia per i creditori, che viene identificata come responsabilità patrimoniale generica e disciplinata all’art. 2740 c.c..

La norma, in questione, stabilisce che il debitore risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri allo scopo di garantire il diritto di credito. La norma, quindi, colloca le conseguenze dell’inadempimento sul piano prettamente patrimoniale.

Questa responsabilità può esser definiti come garanzia legale del creditore, a carattere generico, in quanto avente ad oggetto il patrimonio del debitore, da intendersi quale concetto dinamico e variabile.

Tramite l’esecuzione in forma specifica e le esecuzioni per espropriazione, sarà, allora, possibile far fronte all’inadempimento del vincolo giuridico, in cui l’obbligazione si sostanzia

Abbiamo detto che sono tante le minacce che aleggiano attorno al patrimonio aziendale, vediamo di scoprire più nello specifico di cosa stiamo parlando.

2. Le minacce al patrimonio aziendale

Gli aspetti che dovrai tenere in considerazione sono molteplici. La vita aziendale è, infatti, fortemente influenzata sia da fattori interni, legati alla gestione e ai rapporti commerciali, che esterni, come crisi economiche o, come ci ha insegnato l’ultimo anno, anche sanitarie e sociali.

Eventi imprevedibili possono abbattersi sulla vita della tua azienda, potendo anche causare la sua estinzione.

Uno dei principali timori che non di rado preoccupa l’imprenditore è quello legato al fallimento e alla tua responsabilità, che può sforare sia nell’ambito civile che penale.

Una dei momenti maggiormente delicati per la vita di un’attività di impresa è sicuramente il passaggio generazionale di azienda, il quale crea una forte instabilità, soprattutto nelle transazioni economiche.

Da non sottovalutare mai sono anche gli attacchi cyber, tutti quei rischi che arrivano dalla rete e che coinvolgono molto più facilmente le aziende dei privati cittadini. Tra l’altro, con l’ingresso del GDPR nel nostro ordinamento, le aziende devono tutelarsi ancora di più dagli attacchi del web, per non mettere in pericolo tutti i dati dei clienti e dei collaboratori.

Infine, possono esserci minacce più grandi al patrimonio aziendale, legate all’andamento e alle eventuali crisi politiche ed economiche in cui potrebbe versare il Paese.

2.1. Minacce di natura personale

Tuttavia, sarai sorpreso di scoprire quante altre minacce incombono sul tuo patrimonio aziendale, se non scegli di tutelarlo con tutti i mezzi che hai a disposizione.

Prima di tutto, possono verificarsi degli eventi legati alla tua persona. Il caso più grave è quello della tua morte, ma possono subentrare anche altre complicanze come la disabilità o dei gravi problemi di salute.

Subito dopo, arrivano i pericoli legati ai creditori e alle banche. Nel momento in cui la tua azienda si è fatta carico di un debito non ripagato, i creditori sono tenuti a rivalersi sul patrimonio aziendale per trovare soddisfazione.

Sempre riguardante il patrimonio aziendale, ma più legato alla tua sfera personale, sono tutte quelle minacce che derivano dalla famiglia. Un divorzio o una successione ereditaria possono compromettere sensibilmente quello stesso patrimonio che hai messo insieme con tanta fatica, vedendo più persone non competenti a contenderselo.

2.2. Gli strumenti per la tutela del patrimonio aziendale

Come hai potuto constatare anche tu, il pericolo è sempre dietro l’angolo. Ma in tutto questo c’è anche una buona notizia: tu puoi prepararti al meglio per ridurre o eliminare del tutto le minacce che circolano attorno al tuo patrimonio aziendale.

È molto importante capire che questi strumenti non rappresentano una via di fuga da azioni illecite commesse dall’imprenditore. Ma si tratta un valido aiuto dalla legge per prevenire eventi che potrebbero non dipendere dalla condotta stessa del proprietario.

Vediamo nel dettaglio le migliori soluzioni tra cui puoi scegliere.

3. Vincoli di destinazione e trust per proteggere il patrimonio aziendale

Una delle modalità tramite le quali si assicura la tutela del patrimonio aziendale, è la costituzione di patrimoni separati, oggetto di segregazione patrimoniale. Con ciò si intende che i beni in questione confluiscono in masse distinte, che non potranno essere aggredite da alcuni creditori.

Tali figure, comportano, allora, una deroga espressa al principio di universalità della responsabilità patrimoniale generica di cui all’art. 2740 c.c..

3.1. Vincolo di destinazione

La norma di cui all’art. 2645 ter c.c. ha introdotto nel nostro ordinamento la disciplina degli atti di destinazione patrimoniale. La riforme prevista dalla Legge 23 febbraio 2019, n. 51, ha inteso introdurre un istituto, in uso nella prassi, ma privo, fino ad allora, di fondamento normativo.

L’art. 2645 ter c.c., il quale testualmente recita: ” Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela (…) possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il vincolo di destinazione”.

Con tale strumento, quindi, si genera un patrimonio destinato, specifici beni confluiscono in una massa distinta dalla restante parte, sottratta a possibili aggressioni dei creditori. La norma prevede che tale atto sia posto in essere per perseguire interessi meritevoli di tutela dal punto di vista sociale.

Ciò, in quanto, gli atti in questione derogano a principi fondamentali dell’ordinamento, quali la responsabilità patrimoniale generica e la tipicità dei diritti reali, funzionalizzando la proprietà dei beni e limitando la loro circolazione.

L’atto di destinazione del patrimonio è espressione dell’autonomia negoziale, che si adopera al fine di costituire un rapporto di natura patrimoniale. Maggiori incertezze, invero, sussistono sulla natura unilaterale o contrattuale del negozio, che sembrerebbe, infatti, perfezionarsi con l’accettazione del beneficiario dell’atto stesso.

A prescindere dalla natura unilaterale o bilaterale, tale negozio può essere sia oneroso che gratuito. Esso muta la propria veste in considerazione degli interessi che intende perseguire, difatti è considerato in genere un negozio a causa variabile. Tuttavia, il più delle volte, si qualifica come atto a titolo gratuito.

3.2. Trust

Il trust è un negozio giuridico che permette al disponente di mettere al sicuro una buona parte dei suoi beni dandoli in gestione ad un soggetto chiamato trustee, il quale si obbliga a custodirli in favore dei beneficiari individuati dal disponente stesso.

Il negozio, tramite il quale dare vita ad un trust, può esser sia un atto tra vivi sia a causa di morte, a carattere unilaterale, differentemente da quanto si possa pensare non è un contratto. Indipendentemente dalla forma che si predilige, la Convenzione dell’Aja, come recepita nel nostro ordinamento, impone che siano garantite determinate funzioni.

L’effetto principale, come abbiamo già anticipato, è quello di segregazione. Infatti, beni del trust devono confluire in una massa distinta dal patrimonio del gestore. Non rileva, a tal proposito, la circostanza che i beni siano stati intestati a quest’ultimo o meno.

Tale aspetto acquista particolare rilievo, soprattutto per quanto attiene il rapporto con i creditori, in particolare la loro garanzia patrimoniale generica. Tramite il trust, si costituisce una forma peculiare di garanzia, in quanto questi beni costituiscono un patrimonio vincolato allo scopo dedotto nel negozio.

Dato che il disponente può scegliere verso chi direzionare i beni oggetto del trust, si tratta di un ottimo strumento per garantire il passaggio generazionale all’interno dell’azienda.

Questo negozio si rivela vantaggioso anche a livello personale, ma lo è molto di più a livello aziendale perché, se quest’ultima dovesse cadere tra mani incompetenti, rischierebbe di fallire o di disgregarsi.

4. Affidati ad una società fiduciaria per proteggere il patrimonio aziendale

Esattamente come il trust, la società fiduciaria ti aiuta nel passaggio generazionale della tua azienda, ma anche nel tenere al sicuro il tuo patrimonio aziendale.

La società fiduciaria ha la struttura di una vera e propria organizzazione societaria, la quale essa stessa svolge la funzione di gestione di beni per conto di un soggetto terzo, nonché all’amministrazione delle attività patrimoniali e finanziarie.

Quindi, un soggetto decide di affidare i propri beni, quote di partecipazione o attività finanziarie ad una società. Quest’ultima si assume l’impegno di amministrarli, secondo quanto pattuito con il soggetto interessato, detto fiduciante.

Rispetto all’istituto precedente, tuttavia, la società fiduciaria ha la peculiare caratteristica di non rivelare il tuo nome in relazione ai beni che hai deciso di affidargli. 

Ci teniamo a precisare che questo non è un modo per sottrarsi ad una responsabilità civile o penale, anche perché all’interno dell’Unione Europea esistono degli accordi specifici per i quali la segretezza non è totale in tutte le situazioni.

5. Un patto di famiglia per proteggere il patrimonio aziendale

Se non ti convincono i due strumenti di cui ti abbiamo parlato, nato con lo scopo precipuo di consentire un corretto passaggio generazionale dell’azienda, è il patto di famiglia

Il patto di famiglia è un contratto a titolo gratuito concluso tra vivi, cioè non a causa di morte. Con questo, si pone in essere un patto stipulato dall’imprenditore con i propri discendenti, che prendono il nome di legittimari, per trasferire l’azienda in capo taluno di loro, quando l’imprenditore si trova ancora in vita.

Esso ti consente di concludere un accordo con i tuoi discendenti, al fine di trasferire proprio a loro l’azienda, per quanto avverrà il tuo decesso.

La figura è prevista all’art. 786 bis c.c., che stabilisce: “Il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti.”

Lo scopo è proprio quello di dare continuità all’azienda e di farla cadere nelle mani di coloro che siano in grado di occuparsene, dal punto di vista dell’imprenditore stesso.

Tramite il patto si realizza una duplice funzione. Prima di tutto si evita la disgregazione dell’azienda, dopo la morte dell’imprenditore per volontà dei successori o per incapacità di portare avanti l’attività. Al contempo si scelgono i soggetti che dovranno succedere ed essere inseriti in azienda.

6. Stipula un’assicurazione

Le polizze che il mercato mette a disposizione degli imprenditori sono variegate e adatte ad ogni evenienza.

Se hai paura di ciò che potrebbe accadere alla tua azienda al momento della tua morte, o se tu dovessi contrarre una malattia invalidante, puoi stipulare una polizza vita.

I contratti con cui si stipulano le polizze assicurative rientrano nella particolare categoria di contratti aleatori. Con tale locuzione si identificano gli atti negoziali connotati, oltre che dalla necessaria alea economica, anche da un’alea giuridica

L’esempio più consueto di polizza assicurativa è l‘assicurazione sulla vita, disciplinata all’art. 1882 c.c.. Il carattere aleatorio si identifica nel c.d. rischio demografico, cioè un evento futuro ed incerto legato alla vita dell’assicurato, come la morte o una malattia, di cui non si conosce il momento esatto della sua realizzazione. 

Tuttavia, esistono anche le polizze danni, che ti coprono per problemi che possono insorgere dal punto di vista professionale e civile.

Per scoprire tutti i prodotti disponibili puoi contattare una compagnia assicurativa ed esporle il problema.

7. Proteggi il patrimonio aziendale con la Cyber Insurance

Ricordi che parlavamo della probabilità di attacchi informatici? La Cyber Insurance è una copertura assicurativa che ti consente di tutelare le imprese e gli utenti da tutti i rischi legati al lavoro connesso.

Attacchi al tuo sistema potrebbero arrivare da file scaricati, da una rete poco sicura, da documenti passati attraverso chiavette, ecc.

In genere, le assicurazione informatiche proteggono anche dai c.d. First-Party damages, come le interruzioni nella produzione. Invero, una delle più importanti implicazioni della polizza, è che essa copre anche i danni arrecati ai terzi, ossia i clienti che potrebbero eventualmente aver subito un pregiudizio da tali attacchi, che imputano all’azienda.

L’assicurazione copre anche le perdite finanziarie o i costi provocati, per esempio, da danni, furti o divulgazione non autorizzata dei dati, come pure il recupero dei dati.

La copertura assicurativa può anche essere estesa, fino a comprendere spese legali, minacce informatiche, spionaggio industriale e condotte pregiudizievoli dei dipendenti.

8. Brevi pillole e consigli

La tutela del patrimonio aziendale passa anche attraverso una buona gestione della stessa. A tal fine abbiamo pensato di offrirti, in chiusura del presente articolo, anche alcuni utili consigli per facilitarti nell’amministrazione, quindi, al fine di prevenire eventuali pregiudizi di natura patrimoniale.

Possiamo, allora, offrirti cinque consigli:

  • Prepara un business plan: tramite suddetto strumento potrai individuare gli obiettivi e le modalità con cui perseguirli, stabilendo anche un congruo budget e cercando di prevenire eventuali conseguenze;
  • la scelta della Banca: un altro importante momento nella gestione delle tue finanze, forse, attiene proprio alla fase iniziale, quando deciderai a quale banca affidarti. Dovrai, infatti, selezionare l’istituto che può offrirti i servizi che meglio si addicono alla tua attività imprenditoriale;
  • supporto PMI: dovrai cioè rivolgerti istituzioni e cercare iniziative dedicate al sostegno finanziario. A tal proposito numerosi progetti sono promossi dall’Unione Europea come il microcredito o i finanziamenti per l’imprenditoria femminile;
  • rapporti con altre imprese: una delle strategie maggiormente efficaci è quella di stringere collaborazioni con altre imprese, anche non attinenti al tuo specifico settore;
  • gestione scorte: una delle problematiche principali, che dovrai accuratamente pianificare, sono le scorte di magazzino, al fine di non accumulare troppa merce, che poi resterà invenduta.

Speriamo che tu ti sia fatto un’idea degli strumenti presenti sul mercato. Esattamente come questi ne esistono tantissimi altri che possono essere sfruttati in relazione al tuo caso concreto. 

Come avrai notato, la disciplina prevista in relazione alla tutela del patrimonio aziendale è decisamente complessa poiché occorre valutare molti elementi.

Proprio per questo motivo, al fine di proteggere e difendere al meglio il tuo Patrimonio, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

Un Professionista di ObiettivoProfitto.it saprà aiutarti nel migliore dei modi con riferimento agli aspetti legali della protezione del tuo patrimonio aziendale.

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