Eredità senza testamento: a chi va il patrimonio?

La successione ereditaria si fonda sul fatto che il patrimonio sopravvive alla morte del titolare ed è quindi necessario trasmetterlo in capo ad altre persone, gli eredi.

La nascita di questo istituto si deve ad una esigenza sociale di far continuare la vita economica anche nel momento in cui sopravviene la morte.

Chi possiede un patrimonio può decidere di gestirlo in diversi modi. Per poter avere pieno controllo sugli eredi, la soluzione è quella del testamento.

Ma se una persona decede prima di averlo stipulato oppure non intende crearne uno, cosa succede al patrimonio?

Quando ci si trova di fronte ad un’eredità a cui non è possibile applicare la successione testamentaria, si deve ricorrere alla successione legittima, come stabilito dall’art. 457 del codice civile.

Cos’è la successione legittima?

La successione legittima è una forma di delazione ereditaria che è stata creata dal legislatore per regolamentare la gestione del patrimonio nel momento in cui non siano presenti specifiche volontà del defunto.

Con questa forma, si vuole riconoscere valore ai legami di parentela ed è una successione stabilita esclusivamente per volontà della legge, come suggerisce il nome stesso dell’istituto.

Questo si basa, in particolar modo, sull’importanza del vincolo familiare, venendo preferiti in linea di successione i parenti e il coniuge.

I presupposti della successione legittima

I presupposti affinché sia applicabile l’istituto della successione legittima comprendono la morte del titolare del patrimonio, un testamento senza disposizioni patrimoniali, nullo, annullato o revocato, oppure un testamento che ha al suo interno disposizioni che riguardano solamente alcuni beni.

Cosa succede in quest’ultimo caso?

Per i beni su cui il defunto ha previsto disposizioni viene applicata la successione testamentaria, mentre sugli altri beni del patrimonio viene applicata la successione legittima.

Chi sono gli eredi del patrimonio senza testamento?

patrimonio senza testamento
Nel caso di patrimonio senza testamento esiste un preciso ordine tra le classi di successibili

I successori che subentrano nel patrimonio senza testamento sono divisi in tre ordini principali: i discendenti, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle fino agli altri parenti collaterali entro il sesto grado.

Ogni ordine di successori esclude quello precedente fino ad arrivare all’ultimo gradino in cui si trova lo Stato.

Vediamo più nello specifico quanto ereditano i diversi successori legittimi.

Il coniuge del patrimonio senza testamento

Il coniuge è il primo nella lista dei successori e ottiene il patrimonio sulla base del numero di figli che concorrono con lui.

Il coniuge ottiene del patrimonio senza testamento:

  • L’intero ammontare se non ci sono figli;
  • Metà del patrimonio se concorre insieme ad un solo figlio, ex art. 581 c.c.;
  • Un terzo del patrimonio se sono presenti due o più figli;
  • Due terzi se concorre con gli ascendenti legittimi, fratelli e sorelle.

Cosa succede se il coniuge è separato o divorziato?

Nel caso in cui sia separato, se non gli è stata addebitata la separazione, gode degli stessi diritti del coniuge non separato.

Al contrario, se ricade su di esso la colpa della separazione, ha diritto solamente ad un assegno vitalizio se percepiva gli alimenti nel momento in cui è morto il coniuge.

Se invece è divorziato, la situazione cambia completamente. Ha diritto ad un assegno solamente nel caso in cui versi in grave stato di bisogno, diversamente non può concorrere con gli altri eredi alla successione del patrimonio senza testamento.

La successione dei figli e dei nipoti

Se alla morte del padre non è presente il coniuge, l’intera eredità spetta ai figli.

Per quanto riguarda i figli è doverosa una premessa. Sono considerati allo stesso modo:

  • Figli legittimi, quelli che sono nati all’interno del matrimonio;
  • Figli naturali, ossia quelli nati fuori dal matrimonio, verso i quali la filiazione sia stata riconosciuta o dichiarata giudizialmente;
  • Figli legittimati, nel caso in cui i genitori abbiano contratto matrimonio dopo la nascita del figlio;
  • Figli adottivi.

Nel momento in cui siano presenti dei figli, questi ereditano tutti in parti uguali.

Una disciplina particolare è stata prevista per il caso del nascituro già concepito, ossia di un figlio non ancora nato nel momento della morte del padre ma già nel grembo della madre.

Affinché il concepito possa diventare erede nella successione legittima, deve essere già avvenuta la fecondazione e la madre deve considerarsi incinta nel momento in cui il padre viene a mancare.

È stato stabilito un termine preciso secondo il quale, per poter ereditare, il figlio deve nascere entro 300 giorni dalla morte del padre.

Diversamente, il figlio che non sia stato ancora concepito, quindi quello che nasca oltre i 300 giorni, non può ereditare il patrimonio senza testamento del padre. Questo soggetto può, invece, ereditare nel caso della successione testamentaria ove vi siano precise disposizioni in merito.

Gli ascendenti, i fratelli e le sorelle nel patrimonio senza testamento

Nel caso in cui non ci siano figli del defunto, si passa alla successione degli ascendenti, di fratelli e di sorelle.

Se il defunto non ha lasciato figli, fratelli o sorelle, sono i genitori i primi a succedere. Diversamente, nel caso in cui non lasci neanche i genitori, succedono gli ascendenti, la linea paterna concorre su metà dell’eredità mentre quella materna sull’altra metà.

Quando il defunto lascia fratelli e sorelle, questi succedono in parti uguali. Se è presente anche il coniuge, ai fratelli è devoluto un terzo dell’eredità.

Per quanto riguarda fratelli e sorelle è necessaria una precisazione. Gli unilaterali, ossia coloro che hanno in comune un solo genitore, hanno diritto a metà della quota riservata ai germani, ossia quelli che hanno in comune sia la madre che il padre.

I parenti entro il sesto grado

Nel caso in cui manchino tutti le classi precedenti, ad ereditare il patrimonio senza testamento sono i parenti fino al sesto grado.

Tra i parenti di grado più vicino l’eredità si divide in parti uguali, escludendo quindi quelli di grado più lontano.

Lo Stato nel patrimonio senza testamento

Se non vi siano nemmeno parenti entro il sesto grado, l’art. 586 c.c. stabilisce che l’eredità deve essere devoluta allo Stato.

L’acquisto da parte dello Stato del patrimonio avviene di diritto, senza che sia necessaria accettazione e non è possibile ricorrere alla rinuncia.

Abbiamo detto che l’interesse del legislatore è quello di trovare un titolare per il patrimonio vacante, che amministri i beni continuando i rapporti patrimoniali. Tuttavia, lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati che eccedano il valore del patrimonio che ha acquistato.

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