Filantropia aziendale: perché è importante portarla avanti

ArrayFederica Marcucci - 22 Luglio 2019

filantropia aziendale

In uno scenario politico-sociale profondamente mutato negli ultimi vent’anni a questa parte, le aziende sono molto attente a dare ai consumatori un’immagine di sé che sia davvero aderente agli ideali proposti.

In questo senso, oltre a investimenti volti a massimizzare gli introiti e strategie marketing ad hoc, molte realtà aziendali scelgono la filantropia come strumento per aver impegnarsi concretamente nel sociale e nel territorio e, allo stesso tempo, per potenziare la propria azienda.

Ha origine così quella che in gergo viene definita “filantropia aziendale”, una politica fortemente voluta dai grandi imprenditori per fornire aiuto concreto ai loro lavoratori ma anche ad aziende più piccole. L’obiettivo della filantropia aziendale è quello di dare vita a un welfare che sappia nutrirsi dei giusti investimenti, capace di dare un segnale forte all’economia ma anche all’opinione pubblica.

Un vero e proprio circolo virtuoso, sperimentato sia a livello internazionale che in Italia, su cui vogliamo soffermarci per capire per quale motivo è così importante investire nella filantropia aziendale.

Come e quando nasce la filantropia aziendale

Come è noto la crisi economica iniziata nel biennio 2008-2009 ha messo a dura prova molte realtà aziendali, in particolare le piccole e medie imprese che non hanno resistito al brusco arrestarsi dell’economia.

Nonostante si paghino ancora le conseguenze di una crisi profonda, forse agli ultimi fuochi stando agli economisti, molte aziende hanno potuto beneficiare degli investimenti della filantropia aziendale, nata grazie ai programmi di sostegno di realtà importanti a livello internazionale.

L’obiettivo della filantropia aziendale è dunque quello di aiutare concretamente altre imprese con fondi ad hoc che, a loro volta, diventano investimenti capaci di creare legami con il territorio e tra aziende.

È chiaro però che, per essere davvero utili, questi investimenti di “aiuto” non dovrebbero essere soltanto occasionali (salvo casi eccezionali), ma pianificati in modo mirato e attento così da permettere all’azienda di lanciarsi nuovamente sul mercato.

Per questo motivo la filantropia aziendale rientra in vere e proprie organizzazioni, corporazioni, capaci di creare tra loro una sorta di filiera virtuosa.

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Corporate giving: filantropia aziendale a livello internazionale

Negli ultimi anni molti importanti imprenditori, italiani e non, hanno esortato altre grandi aziende a investire nelle realtà più piccole a favore dell’economia globale. Nel mondo anglosassone e, in generale, a livello internazionale questa politica viene denominata nel gergo del settore corporate giving.

L’idea non è solo quella di destinare del denaro a imprenditori o aziende in difficoltà, ma dare vita a una sorta di canale privilegiato in cui l’azienda leader si rende disponibile per consulenze, formazione e informazioni; molto spesso il solo denaro non basta alle aziende per tornare a essere realmente competitive sul mercato.

Sono infatti necessari investimenti in risorse umane con consigli pratici e percorsi di formazione che, un’azienda in difficoltà, non riuscirebbe a organizzare. In questo senso dotare un’impresa del giusto know-potrebbe essere uno dei punti di partenza giusti per far sì che questa adotti una strategia produttiva efficace.

Il tipo di aiuto che un’azienda può fornire a un’altra è variabile e dipende da caso a caso; un’impresa può scegliere se investire esclusivamente denaro o servizi, oppure entrambi. Qualunque sia il tipo di investimento effettuato, l’azienda che ha scelto di impegnarsi nel progetto avrà il compito di controllarne la buona riuscita: che si tratti di una realtà aziendale, operante nel sociale oppure nell’ambito della cultura.

La filantropia aziendale e il territorio

La filantropia aziendale italiana vanta moltissimi esempi d’eccellenza che, nel corso degli ultimi anni, hanno saputo dare vita a realtà non soltanto produttive ma anche saldamente legate con il proprio territorio d’appartenenza.

Sebbene non sia una regola, molto spesso gli imprenditori scelgono di valorizzare il territorio di provenienza o comunque quello della sede della loro azienda; una scelta che nasce sicuramente da una conoscenza più ampia del territorio in questione, e dunque delle sue potenzialità, ma anche dalla volontà di creare una rete.

Una politica di questo tipo dà la possibilità all’imprenditore di realizzare degli investimenti mirati, impegnandosi a far fronte a eventuali difficoltà riguardanti il territorio di interesse; è il caso dunque di aiuti per la sostenibilità ambientale ma anche per eventi di natura culturale. Spesso le aziende sono in prima linea anche per finanziare progetti di riqualificazione o ricostruzione, donando denaro oppure azioni quotate in borsa.

Che cos’è la filantropia strategica

Questo sistema di welfare è conosciuto anche come filantropia strategica: un concetto alla cui base vi è appunto il benessere della collettività. Guardando al cambiamento sociale, la filantropia strategica si pone l’obiettivo di investire denaro o servizi, con un ritorno non economico ma sociale.

È chiaro dunque che, come detto precedentemente, si tratta di un’idea particolarmente virtuosa e capace di agire come propulsore per migliorare non solo la produzione di una o più aziende, ma la qualità della vita di un territorio.

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La Fondazione Lang Italia

In Italia la filantropia aziendale strategica è promossa dalla Fondazione Lang Italia, un’organizzazione fortemente impegnata nel sociale che, negli ultimi anni, è riuscita a porre le basi di una dottrina per cui la donazione equivale a un cambiamento positivo per la collettività.

L’obiettivo della fondazione è quello di promuovere il messaggio più puro della filantropia aziendale, fornendo alle aziende che intendono diventare donatrici tutti gli strumenti necessari per capire come investire nel modo giusto: che si tratti di un progetto legato alla sfera culturale o sociale.

In questo senso, al fine di creare una discriminazione tra investimenti più o meno corretti, la Fondazione Lang Italia ha teorizzato quella che viene definita la “theory of change”. Stando a questa teoria le aziende dovrebbero scegliere gli investimenti individuando la modalità che potrebbe portare davvero a un cambiamento sociale reale. Per fare questo è necessario prendere in considerazione ogni aspetto, pianificando l’intervento nel dettaglio.

Una volta pianificato e conclusosi l’intervento, l’azienda potrà passare a un’altra importante fase che ha a che fare con la valutazione dei risultati; si tratta di un passaggio fondamentale per capire se l’intervento è stato messo a punto correttamente, dando modo alla realtà promotrice di fondi di pianificare ancor più nel dettaglio la propria strategia di filantropia aziendale.