Mentalismo: perché conoscere la lettura a freddo

ArrayFederica Marcucci - 28 Ottobre 2019

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Complice la nota serie tv The Mentalist, il mentalismo e le sue tecniche sono ritornate molto in auge negli ultimi anni destando la curiosità di chi non conosceva prima queste pratiche. 

In realtà il mentalismo ha radici antiche che, per certi versi, possono affondare addirittura negli oracoli della civiltà greca. Tuttavia è agli inizi del Novecento che le tecniche contemporanee iniziano a consolidarsi. 

Tra queste vi è la lettura a freddo che indica la capacità carpire informazioni in una persona che non si conosce o mai vista prima. 

Il mentalismo e l’illusionismo 

Un bravo mentalista è in grado di applicare al meglio le tecniche apprese dando al proprio interlocutore l’illusione di conoscerlo più di quanto non dovrebbe. 

Per questo motivo il mentalismo è inscrivibile, per certi aspetti, tra le pratiche illusioniste anche se la sua applicazione esula dal mero esercizio a fini spettacolari. 

Apprendere le tecniche del mentalismo, tra cui la lettura a freddo, è molto utile per professionisti che si trovano a lavorare in ambiti particolari. Pensiamo a forze speciali di speciali di polizia, investigatori, ma anche manager ed esperti di marketing.

Conoscere il mentalismo permette di applicarlo, ma anche di non esserne oggetto. Ecco perché è sempre consigliabile avere un’idea di cosa sia la lettura a freddo. Potrebbe tornare utile nel corso di un colloquio di lavoro, di un esame universitario o condizioni più particolari in cui si è sottoposti a giudizio. 

Mentalismo: tra psicologia e sociologia

Negli ultimi esempi sopra citati il mentalismo si avvale di un approccio che fa capo a nozioni di psicologia e sociologia. Un apparato di conoscenze teorico-pratiche grazie a cui è possibile allenarsi a riconoscere certi dettagli nell’altro: dal modo di parlare, fino al linguaggio del corpo. 

Che cos’è la lettura a freddo

Una delle tecniche più famose utilizzata dai mentalista è sicuramente la lettura a freddo. Nota per essere applicata da sedicenti sensitivi, ma anche da organizzazioni come l’FBI, la lettura a freddo si pone l’obiettivo di raccogliere più informazioni possibili su un oggetto di cui non si sa nulla – poco. 

Come è possibile?

Tutto parte dall’osservazione del soggetto. In questo l’interlocutore potrà svelare dettagli nascosti dando al proprio target la sensazione di avere una profonda conoscenza della sua persona. 

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La lettura a freddo e i segnali del corpo

Come abbiamo già detto i segnali del corpo rappresentano alcuni dei dettagli più importanti che un esperto di lettura a freddo andrà a osservare. Una persona capace di interpretare il linguaggio del corpo sa perfettamente che ogni persona è un vero e proprio libro aperto… anche quando non se ne rende conto.

In questo senso una semplice posizione dei piedi e delle mani può suggerire ansia o nervosismo, ma anche propensione al dialogo. Così facendo un bravo professionista è in grado di capire se il suo target stia mentendo o dicendo la verità. All’inverso un soggetto conscio di essere oggetto di lettura a freddo può rendersi meno vulnerabile a questo tipo di lettura. 

La lettura a freddo e la psicologia comportamentale

Ognuno di noi è portato a tenere determinati atteggiamenti, più o meno inconsci, a seconda delle situazioni da fronteggiare. La capacità di analizzare, o dall’altra parte, di essere coscienti di questi atteggiamenti permette di leggere chi si ha di fronte oppure di mostrare all’interlocutore quello che intendiamo realmente. 

Se ad esempio tendiamo a parlare a voce troppo alta o troppo bassa durante un colloquio di lavoro, il nostro interlocutore dedurrà che siamo persone eccessivamente ritrose oppure aggressive. Avere consapevolezza delle tecniche di lettura a freddo può dunque aiutarci a tenere un atteggiamento più consono a seconda dell’occasione, magari anche superando alcune paure o insicurezze. 

Le fasi della lettura a freddo

La lettura a freddo può essere suddivisa in tre diverse fasi.

  1. Ottenimento di informazioni
  2. Identikit della persona
  3. Svelamento di informazioni personali

Ottenimento delle informazioni

La prima fase è sicuramente la più importante. Si tratta del momento in cui l’interlocutore si trova a dialogare per la prima volta con il suo target che coincide con la raccolta delle informazioni.

Come abbiamo già detto il mentalista è capace di prestare attenzione ai più piccoli segnali del corpo, del linguaggio per ottenere informazioni sulla persona in questione. 

Questo insieme di tecniche, dette anche fishing, parte dell’idea di utilizzare locuzioni generiche fino a suscitare una reazione emotiva nel soggetto. I bravi mentalisti sono anche in grado di coniugare queste pratiche al calcolo delle probabilità. 

Per scopi quotidiani, come può essere appunto un colloquio di lavoro, questo non è necessario: può bastare un’attenta osservazione delle reazioni del soggetto di fronte a domande con una certa componente emotiva. 

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Creare un identikit

Mettendo insieme le informazioni carpite si ha la possibilità di creare un vero e proprio identikit della persona che abbiamo di fronte. Anche in questo caso il mentalista deve essere in grado di costruire una rete tra le informazioni ricevute personalizzando però ancora di più il contenuto delle proprie informazioni. 

Esempio: siamo un direttore di marketing di una grande azienda e abbiamo a che fare con un cliente importante. Dobbiamo capire qual è la miglior strategia pubblicitaria per il suo brand. La strada giusta è comprenderne al meglio l’identità. Per fare questo deve crearsi una vera e propria empatia con noi.

In questo senso sono molto interessanti, nonché utili, le cosiddette affermazioni di Barnum. Queste, che prendono il nome dal comico americano P.T. Barnum, sono frasi apparentemente molto personali ma in realtà applicabili a un ampio target. 

Svelamento di informazioni

Come abbiamo visto tracciare un identikit tramite lettura a freddo ci permette di giocare con una serie di tecniche creando una situazione favorevole. Nei migliori casi sia per noi che per il nostro interlocutore. 

Il processo si conclude solitamente con lo svelamento delle informazioni che può coincidere con azioni di tipo diverso a seconda dell’ambito in cui la lettura a freddo è applicata. Pensiamo al solito esempio del colloquio di lavoro, ma anche a un esame universitario in cui l’empatia con il docente può sicuramente rivelarsi favorevole allo studente.

In conclusione

La lettura a freddo è tutto fuorché una tecnica subdola, al contrario ci permette di guardare meglio la realtà. In questo modo è possibile analizzare il nostro ruolo in ogni situazione per uscirne vincenti.