Sviluppo sostenibile: le scelte delle multinazionali

ArrayFederica Marcucci - 6 Settembre 2019

sviluppo sostenibile

Sono ormai anni che si parla di sviluppo sostenibile in termini di microeconomia e macroeconomia. Tuttavia a fronte di esigenze relative al welfare dei lavoratori e all’ecologia, molte prassi stanno conoscendo una nuova evoluzione per far fronte ai problemi ereditati dal secolo scorso. 

Come è noto lo sviluppo sfrenato delle multinazionali, che ha visto nell’ultimo trentennio del Novecento, il suo picco massimo ha portato con sé una serie di complicazioni legate allo sfruttamento delle risorse umane e naturali. 

Solo negli ultimi anni, grazie anche a campagne di sensibilizzazione mediatica e a una maggiore consapevolezza del problema, sta prendendo forma una nuova logica molto più virtuosa – rispetto alla vecchia “logica del profitto”. 

La scelte delle multinazionali USA

Gli USA rappresentano da sempre il modello per eccellenza, con tutti i pro e contro, di sviluppo capitalistico. A partire dal secondo dopoguerra, l’America è diventata l’esempio da seguire per tutti i paesi del vecchio continente che volessero aumentare la loro produttività a livelli massimi. 

I risultati di questa politica sono noti ed estremamente sfaccettati. Basti pensare all’impatto sociale, culturale, ambientale ed economico: dal consumismo, all’inquinamento a pessime condizioni dei lavoratori all’interno delle aziende. 

Forti di una nuova consapevolezza in materia, molte multinazionali USA hanno scelto di cambiare rotta preferendo una linea produttiva che sia sì in grado di raggiungere ottimi risultati, ma salvaguardando allo stesso tempo le condizioni lavorative dei propri dipendenti e l’impatto ambientale.

Il risultato di questa presa di coscienza si chiama The Business Roundtable. Si tratta, come suggerisce il nome, di una vera e propria tavola rotonda a cui prendono parte duecento tra le più grandi multinazionali americane. Tra queste ci sono Amazon, JP Morgan, General Motors e BlackRock

Il significato di un impegno nello sviluppo sostenibile 

Il messaggio lanciato da queste aziende, alcune tra più influenti e potenti al mondo, è importantissimo. L’idea di una produttività che guardi all’ambiente e al sociale, non si pone soltanto in antitesi a un’idea economico-politica che guarda a un’autarchia vecchio stampo ma soprattutto si interessa nel prendersi cura delle risorse umane e dell’ambiente. 

Ovviamente questo esempio riguarda alcune tra le realtà più floride dell’intera economia mondiale. Aziende per cui è relativamente facile apertamente cambiamenti così grandi in tempi abbastanza ristretti.

Guardando in un’ottica più ristretta il problema della consapevolezza del problema spesso si accompagna alla mancanza di fondi (anche se è bene informarsi a riguardo perché si sta facendo sempre più per premiare le imprese virtuose): è necessario dunque non solo conoscere e capire la giusta direzione da prendere, ma anche fare i giusti investimenti per la propria realtà aziendale. Grande o piccola che sia. 

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È possibile dunque applicare dei modelli di sviluppo sostenibile a qualunque realtà lavorativa?

La risposta è sì, ma occorre mettere a punto delle strategie ben pensate e ottimizzate sulla realtà di riferimento. Qui vedremo alcuni esempi e suggerimenti che possono essere applicati, o fungere da spunto, per chi possiede un’attività. 

Sviluppo sostenibile e ambiente

Quando si parla di sviluppo sostenibile non si può non pensare ai temi ecologici. Data l’allarmante situazione del nostro pianeta, stanno arrivando risposte concrete: sia da parte di alcuni leader mondiali che di realtà piccole. Ma ovviamente questo non basta. 

Per questo è necessario che ognuno di noi si muova in questa direzione.

Nello specifico, se possedete un’azienda – da una fabbrica di calzature o un ufficio di comunicazione, dovreste ripensarne l’impatto ecologico. In questo modo darete un messaggio forte non solo in materia di rispetto dell’ambiente, ma anche per preservare la salute di umani e animali. 

In questo senso le politiche adottabili sono varie e dipendono dalla realtà in questione. 

Se possedete un negozio d’abbigliamento potrete iniziare a prendere accordi con fornitori che non utilizzano, o comunque limitano, processi chimici durante la fase di lavorazione. Sull’altro fronte le aziende produttrici di vestiti e scarpe dovranno adottare politiche che ne garantiscono un minore impatto ambientale. Come è noto la lavorazione del pellame e dei tessuti sono alcuni dei processi più inquietanti a livello macroaziendale. 

Tuttavia ci sono anche altre piccole cose da poter fare per impattare l’ambiente in modo meno negativo. Una di queste è dire no alla plastica all’interno dei luoghi di lavoro.

Che lavoriate in un posto in cui sono presenti mense, bar o distributori automatici non importa: fate in modo tale di dotarvi di posate e bicchieri riciclati e riciclabili. 

Un altro suggerimento potrebbe essere promuovere, in queso senso, un’alimentazione più sana e a chilometro zero per i propri dipendenti. Una scelta in cui vengono messe da parte bevande gassate e zuccherate, oltre a bevande ipercaloriche.

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Sviluppo sostenibile e lavoratori

I dipendenti sono la forza trainante di qualunque realtà lavorativa. È compito dunque dell’azienda – qualunque azienda, valorizzarne le capacità umani e professionali. In quest’ottica è chiaro che un corretto investimento sul piano ecologico non andrà a preservare soltanto l’ambiente, ma anche tutti coloro che lo abitano. 

Il raggiungimento di un buon risultato su questo fronte è dato da investimenti giusti e spesso danarosi, ma che vale la pena effettuare per giungere a una produttività sostenibile a 360 gradi. 

Sappiamo infatti che un lavoratore soddisfatto della propria posizione e della realtà in cui opera, sarà molto più produttivo e spronato rispetto a quello insoddisfatto. Per fare questo è necessario che l’azienda lavori sul valore dei propri dipendenti facendoli sentire parte di un tutto. 

Questo tipo di idea può applicarsi in molti modi diversi, in base ovviamente al tipo di azienda. Come accennato, se la filosofia aziendale sceglie di promuovere un’alimentazione a chilometro zero presso i propri punti ristoro i lavoratori si sentiranno parte di un processo di valore che migliora le loro condizioni in quel contesto. 

Altri aspetti da considerare per uno sviluppo sostenibile sono dare vita a un sistema che rinunci alla novecentesca catena di montaggio, per una sinergia che fa delle capacità umane la propria forza motrice. In questo senso sarà giusto concedere ai dipendenti le giuste pause, rispettando gli orari di lavoro come da contratto, proponendo stipendi calibrati realmente sulle loro capacità e concordando periodi di ferie.