Come non farsi pignorare la casa dai creditori

Il pignoramento della casa può avvenire se non hai saldato un debito e il tuo creditore ha agito nei tuoi confronti in via esecutiva, dunque chiedendo a un giudice che il suo credito venga da te soddisfatto.

Ovviamente, si tratta di un evento decisamente particolare che si può fronteggiare mediante determinati accorgimenti.

In sostanza, ci si può difendere dal pignoramento di casa propria posto in essere dai creditori e in questa guida vedremo quali sono i modi possibili.

Difendere il patrimonio di famiglia, infatti, è essenziale per il proprio benessere economico e da un punto di vista strettamente affettivo. Sicuramente non è semplice fare ciò dal momento che il diritto italiano prevede l’azione revocatoria a tutela dei creditori così da poter agire in via esecutiva, ma alcuni strumenti possono rivelarsi decisamente efficaci.

Se sei interessato all’argomento, continua pure con questa lettura che potrà almeno fugare i tuoi dubbi in merito.

1. Modi per evitare il pignoramento della casa

In sostanza, cercheremo di studiare i piani più adatti per sfuggire al pignoramento posto in essere dai creditori, considerando, naturalmente, vantaggi e svantaggi.

Il fondo patrimoniale

Un primo strumento per evitare il pignoramento della casa è costituire un fondo patrimoniale.

Grazie alla disciplina di questo strumento che tutela i beni della famiglia, se si inserisce la casa in un fondo patrimoniale, questa non può più essere pignorata per debiti successivi alla sua annotazione all’atto di matrimonio. Naturalmente occorre prestare attenzione, poiché tale limite però vale solo per le obbligazioni contratte per scopi voluttuari o di investimento. Al contrario, invece, le spese per i bisogni della famiglia danno origine a debiti che possono consentire il pignoramento della casa, tra cui debiti per le imposte o quelli con il condominio o sorti nell’esercizio dell’attività lavorativa imprenditoriale o professionale.

Lo svantaggio è che, ovviamente, per i debiti anteriori alla costituzione del fondo, è facile esercitare, entro 5 anni, l’azione revocatoria proprio come si farebbe per la donazione.

D’altro lato, invece, costituire un fondo patrimoniale è facile ed economico, non comporta la perdita della proprietà dell’immobile che resta nella titolarità dello stesso soggetto e permane finchè la coppia è sposata.

Intestare la casa a un familiare

L’intestazione dell’immobile ai figli o ad altri familiari (ad esempio il coniuge) è il metodo più utilizzato in assoluto per difendere il proprio immobile dai creditori. Si procede davanti a un notaio con un atto di donazione in presenza di due testimoni. 

In questo modo, l’immobile rimane nella disponibilità della famiglia. Così facendo, il cedente ha la possibilità di riservarsi l’usufrutto sul bene in modo da continuare a viverci. Inoltre viene ad anticiparsi ciò che avverrà comunque con la successione ereditaria: il passaggio della proprietà in favore degli eredi.

Occorre però considerare alcuni fattori. Primo tra tutti, la donazione non può essere più revocata e il passaggio di proprietà è definitivo. Inoltre è facilmente revocabile perché al creditore che agisce basta infatti, nel primo anno dal rogito, trascrivere l’atto di pignoramento nei pubblici registri immobiliari per poter pignorare il bene. Dunque, in questo modo, è come se la donazione non fosse mai stata fatta. 

Allo scadere dell’anno e per i successivi quattro anni (5 anni dal rogito, dunque) il creditore può facilmente esperire l’azione revocatoria: è sufficiente che dimostri che il debitore non ha altri beni che possano essere pignorati tali da coprire il suo debito.

Si ricordi poi che la donazione potrebbe creare problemi di carattere ereditario dovendo comunque il donante rispettare le quote di legittima previste dalla legge.

Al contrario, invece, non si rimarrebbe più nella disponibilità della casa quando si vende quest’ultima a un terzo.

Vendere la casa a un estraneo

Un altro metodo per difendere la propria casa dai creditori può essere quello di vendere la casa, ma in tal caso bisognerà rinunciare definitivamente al proprio bene.

Non solo. La parte più difficile sarà trovare un modo ove far transitare i soldi per evitare che venga effettuato, poi, un pignoramento di crediti.

Naturalmente, anche in questo caso colui che si occuperà di tutta la faccenda sarà il notaio, sebbene a pagare le imposte e l’onorario del professionista dovrà essere l’acquirente. 

Un punto debole è che anche la vendita può essere revocata entro 5 anni, ma con maggiore difficoltà rispetto alla donazione. Questo perché il creditore deve dimostrare, oltre all’assenza di altri beni nel patrimonio del debitore, la consapevolezza della condizione debitoria da parte dell’acquirente. si può intuire che non si tratta di cosa facile se stiamo parlando di un estraneo; diversamente sarà se l’acquirente è un familiare.

Trust

Il trust è un altro strumento importante per proteggere la propria casa dai creditori. Con questo strumento, di origine anglosassone e non espressamente disciplinato dalle nostre norme, si cede a un soggetto (di solito una società di gestione) la proprietà dell’immobile con obbligo di restituirlo dopo un certo periodo di tempo. Tempo durante il quale tale soggetto amministrerà il bene nell’interesse del “mandante”. 

Lo svantaggio del trust è che può essere costoso: oltre alle imposte per la cessione, la società di gestione ha un costo moto elevato. Ma dall’altro lato è una forma di vendita che garantisce la possibilità di ottenere indietro il proprio bene. Vi si ricorre solo per grandi patrimoni immobiliari. 

Il vincolo di destinazione

Molto simile al fondo patrimoniale è il cosiddetto vincolo di destinazione a cui si ricorre, il più delle volte, quando in famiglia c’è una persona disabile. Il vincolo di destinazione consente di destinare uno o più beni del proprio patrimonio (immobili o auto) alla realizzazione di «interessi meritevoli di tutela». Anche tale vincolo è soggetto però a revocatoria nei primi cinque anni. E non sempre è facile individuare uno scopo che appaia meritevole di tutela.

Separazione consensuale dei coniugi 

Al fine di difendere la propria casa dai creditori, molte coppie fingono una separazione consensuale. Quindi la separazione è effettiva perché convalidata dal giudice, nella realtà poi marito e moglie continuano a vivere insieme come se nulla fosse. Con la separazione però il coniuge debitore trasferisce in proprietà all’altro la propria casa e cambiando proprietario, nessun creditore potrà pignorare il bene. 

In realtà non è così: anche la separazione fittizia può essere impugnata in ben due modi: o con l’azione simulatoria (entro 10 anni), dimostrando che non c’è stata un’effettiva separazione oppure con l’azione revocatoria (entro 5 anni). Il creditore potrebbe decidere di incaricare un detective sotto casa dei coniugi di dimostrare che i due continuano a vivere insieme, dunque per dimostrare la separazione fittizia.

2. Debiti col Fisco e divieto di pignoramento per la prima casa

Se il debito è nei confronti del Fisco, poi, si può tutelare la casa facendo in modo di non avere altri beni immobili intestati. Infatti, per legge, l’Agente della riscossione non può pignorare l’unica casa del debitore se questa è anche luogo di residenza adibita a civile dimora e abitazione non di lusso. Chi ha più di un immobile farà quindi bene a cedere tutti quelli in cui non vive per rendere impignorabile quest’ultimo. 

Quando invece si ha più di una casa o manca uno di questi requisiti la casa può essere pignorata, ma solo a tali condizioni.

  • Il debito deve essere superiore a 120mila euro.
  • Prima deve essere iscritta ipoteca.
  • Dall’ipoteca devono essere passati almeno 6 mesi.
  • La somma di tutti gli immobili del debitore non deve essere inferiore a 120mila euro.

Se il debitore, ad esempio, pagasse solo una parte del debito, dunque se la soglia scendesse a meno di 120mila euro, eviterebbe il pignoramento della casa.

Al contrario invece, se si dona la casa e poi si stipula, con il donatario, un contratto di affitto in favore di sé stessi o di altri, il pignoramento può ugualmente andare avanti, ma il creditore dovrà rispettare il diritto dell’inquilino se la trascrizione della locazione è anteriore. Anche in questa ipotesi, comunque, è possibile l’azione revocatoria.

Si può anche cedere la casa e riservarsi il diritto di abitazione che, a differenza dell’usufrutto, non è pignorabile. Resta però possibile revocare l’atto di vendita o donazione.

Accenni all’azione revocatoria

In ogni caso, si ricordi che l’azione revocatoria può essere esperita solo se il debito è nato prima dell’atto da revocare. Per cui chi dona una cosa e il giorno dopo contrae un debito è al riparo dalla revocatoria. Quel che conta, infatti, è la nascita del debito e non il momento in cui è sorta la morosità. Secondo questa logica, dunque, può essere così revocata la vendita di una casa avvenuta dopo la firma sul mutuo anche se, prima del rogito, le rate erano state pagate correttamente. 

3. Difendersi dal pignoramento della casa

In sostanza, come avrai potuto notare, non è affatto semplice sapersi difendere dal pignoramento di una casa attaccata dai creditori.

Le insidie possono essere molte ed è bene valutare attentamente ogni aspetto prima di capire quale sia il miglior strumento da utilizzare.

Proprio per questo motivo, al fine di ottenere una migliore e completa consulenza o assistenza legale sul tema, ti consiglio di completare il modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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