Pignoramento: come farlo
Clelia Tesone
Aggiornato il 1 Settembre 2021
 

L’esecuzione forzata, che segue l’azione del creditore in caso di inadempimento, vede come uno dei momenti centrali il c.d. pignoramento. Capita spesso che le persone si obblighino nei confronti di altre per ricevere un credito necessario per dei pagamenti ingenti.

Oppure, può accadere anche che sia indispensabile versare una somma di denaro per altri scopi, per i quali il debitore non si sia vincolato volontariamente come, per esempio, il pagamento per un risarcimento danni, a seguito di una sentenza di condanna.

L’assunzione di un debito comporta, infatti, la valutazione delle proprie capacità di solvenza, al fine di prevenire eventuali azioni esecutive, le quali rischiano di essere economicamente più onerose della prestazione, in concreto, dovuta. È importante, allora, valutare se si è effettivamente in grado di ripagare tutto il proprio debito al soggetto che ha concesso il prestito.

Tuttavia, possono verificarsi delle situazioni in conseguenza delle quali non si riesce ad onorare il debito complessivo nelle modalità e nelle tempistiche prestabilite dal contratto. Numerosi sono gli eventi della vita che incidono negativamente, generando una crisi di liquidità, come la perdita del lavoro o improvvise ed urgenti spese, la crisi della nostra impresa.

Quando si contrae un credito, il soggetto esercente deve godere della sicurezza di poter rivedere la cifra che ha fornito in anticipo e, di conseguenza, chiede una garanzia sui beni del debitore.

Se il debitore non è in grado di saldare il suo debito si ritrova coinvolto nel c.d. pignoramento.

Laddove fossi interessato, in quanto esposto ad eventuali azioni esecutive, in specie il pignoramento, ti invitiamo nella prosecuzione della lettura. Con il presente articolo ci proponiamo di offrirti un quadro chiaro ed esaustivo della disciplina in materia.

1. Il pignoramento

Il pignoramento è la fase procedurale che dà avvio al procedimento di esecuzione forzata. Come poc’anzi asserito, esso è una delle conseguenze più gravose per il debitore, che in genere si identifica con il richiedente un finanziamento, laddove si trovi nello stato di non poter adempiere all’obbligazione contratta.

Sebbene il suo impiego sembri piuttosto frequente nell’ambito dei rapporti con gli istituti finanziari, il pignoramento è l’ordinario strumento a cui ricorrere in caso di inadempimento.

Uno degli esempi più consueti, quindi, è la sottoscrizione di un mutuo. Laddove tu abbia stipulato un contratto con una banca e non hai restituito in tempo tutte le rate che erano state previste, il creditore, in questo caso l’istituto bancario, può decidere di rivalersi sulla tua casa od altri tuoi beni.

In modo piuttosto sintetico, possiamo dire che il pignoramento è, quindi, un atto che viene notificato nella procedura di espropriazione forzata, attuata obbligatoriamente nel momento in cui il debitore diventa insolvente.

Nel richiedere la notifica dell’atto di pignoramento, il creditore stesso manifesta la necessità dell’intervento dell’ufficiale giudiziario, per vedersi restituita la somma prestata ai fini del credito.

Si tratta di un procedimento esecutivo che, prima di tutto, ingiunge al debitore di saldare il proprio debito e, se questo non fosse in grado di onorarlo, l’atto automaticamente sottrarrebbe dal patrimonio del debitore alcuni dei suoi beni, per venderli tramite asta giudiziaria.

Nel momento in cui il debitore non riesce a pagare il suo debito, il creditore può appropriarsi di alcuni dei suoi beni per soddisfare il proprio diritto di veder rientrare la cifra che ha prestato inizialmente.

Con l’asta giudiziaria il creditore può recuperare il suo credito dalla somma ottenuta grazie alla vendita. Se questa non dovesse coprire l’importo prestato, ha diritto a procedere con ulteriori pignoramenti.

1.1. Forma e contenuto dell’atto di pignoramento

La disciplina dell’atto di pignoramento subisce delle modifiche a seconda che esso abbia ad oggetto beni mobili e immobili. Nel primo caso la normativa di riferimento è prevista agli artt. 492 c.p.c. e 518 c.p.c., mentre nel secondo la norma è individuabile all’art. 555 c.p.c..

Nel caso del pignoramento mobiliare opera la regola generale del 492 c.p.c. come richiamato dall’art. 518 c.p.c.: “Salve le forme particolari previste nei capi seguenti , il pignoramento consiste in una ingiunzione  che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi”.

A tale ingiunzione seguirà poi la ricerca del beni, presso il domicilio o altri luoghi di disponibilità del debitore, da parte dell’ufficiale giudiziario.

Per quanto riguarda, invece, il pignoramento immobiliare, l’art. 555 c.p.c. stabilisce che l’atto dovrà contenere:

  •  i requisiti di qualsiasi atto di parte previsti dall’art. 125 c.p.c.;
  • l’esatta indicazione dei beni e diritti immobiliari che si intende sottoporre ad esecuzione. In particolare dovranno essere indicati gli estremi richiesti dalla legge per l’individuazione dell’immobile ipotecato: natura dell’immobile; destinazione urbanistica: comune di appartenenza; numero di partita catastale o delle mappe censuarie e almeno tre confini;
  • infine l’ingiunzione al debitore di cui all’art. 492 primo comma c.p.c., di astenersi dal compiere qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito indicato i beni oggetto di espropriazione e i relativi frutti.

1.2. La notifica degli atti

Prima di arrivare al vivo dell’iter di pignoramento, hanno luogo le notifiche degli atti.

Il primo atto ad essere notificato è quello di precetto, il quale si sostanzia in un atto del creditore diretto nei confronti del debitore che lo intima al pagamento del debito. Diversamente, l’atto di pignoramento è un atto esecutivo dell’ufficiale giudiziario che viene notificato entro i 90 giorni seguenti al precetto.

Quest’ultimo è un’intimazione ad adempiere all’onere derivante dal diritto di credito, come risultante dal titolo, entro un termine determinato dal creditore, ma che, di regola, non deve essere inferiore a 10 giorni.

Decorso suddetto termine dalla notifica dell’atto di precetto, si procede alla trascrizione del predetto, laddove abbia ad oggetto beni immobili.

A tali adempimenti, invero, potrebbe provvedere anche il creditore procedente.

A seguito dell’ultima notificazione, l’ufficiale giudiziario è tenuto a consegnare l’atto di pignoramento e la nota di trascrizione, restituitagli dal Conservatore dei registri immobiliari, al creditore o al suo avvocato.

2. Il pignoramento immobiliare

Come è intuibile dal nome, è un pignoramento che va a colpire i beni immobili del debitore, uno o più di uno, sui quali era stata precedentemente istituita un’ipoteca immobiliare.

I beni sui quali viene esercitato il pignoramento sono quelli sui quali il debitore gode del diritto di proprietà, di usufrutto o di superficie. Inoltre, sono interessate anche tutte le pertinenze, come garage e cantine, i mobili con i quali è arredato e i frutti pendenti.

Prima di ricevere l’atto di pignoramento, deve essere notificato l’atto di precetto. Tramite questo, il creditore invita il debitore a pagare il debito che ha ancora pendente e funge da preavviso di un imminente procedimento esecutivo.

Nel caso in cui il debitore non abbia liquidità, l’atto di pignoramento diventa esecutivo e si procede con l’iter del pignoramento.

In questo caso specifico, per recuperare la cifra iniziale prestata dal creditore, l’immobile viene venduto allasta e il ricavato viene corrisposto al creditore nei limiti dell’ammontare del debito.

Una delle novità in materia riguarda la possibilità al debitore, prima di subire il pignoramento finale, di venire a patti con i creditori proponendo un piano consumatore o un accordo di composizione della crisi.

2.1. Il procedimento

Dopo che sia stato effettuata la notifica del precetto, si adotta la vera e propria procedura di pignoramento. Come suddetto, trascorsi 10 giorni dall’atto di notifica, si procede alla trascrizione e alla relativa consegna al creditore e al suo rappresentante.

A seguito delle modifiche apportate dalla riforma del 2019, si è ammessa la facoltà del giudice di ordinare la liberazione dell’immobile pignorato. Tramite quest’atto si intima al debitore di rilasciare l’immobile, quando:

  • è ostacolato il diritto di visita di potenziali acquirenti;
  • l’immobile non è adeguatamente tutelato e mantenuto in uno stato di buona conservazione, a causa della condotta dolosa o colposa del debitore o membri del nucleo familiare;
  • il debitore viola gli altri obblighi posti a suo carico;
  • l’immobile non è abitato dal debitore e dal suo nucleo familiare.

Tuttavia, è opportuno ritenere che questa sia un’ipotesi estrema a cui ricorrere solo in queste determinate eccezioni, ove sia palese la necessità di adottare il presente rimedio.

Si accede alla vendita mediante istanza, proposta dal creditore pignorante o dal creditore intervenuto, laddove sia munito di titolo esecutivo.

Questa deve essere presentata decorso del predetto termine di 10 giorni dalla notifica dell’atto in questione, come disciplinato dall’art. 501 c.p.c., e comunque non oltre 45 giorni dal pignoramento stesso, solo in tal modo sarà possibile evitare che esso perda efficacia.

A seguito dell’istanza di vendita ed entro 15 giorni dal deposito della documentazione catastale, il giudice dell’esecuzione nomina un esperto. Questo sarà chiamato a redigere una relazione sulla situazione giuridica del bene, oltre che ad eseguire la stima del suo valore economico.

Il giudice, contestualmente, fissa anche l’udienza per la comparizione delle parti e dei creditori. Al termine della stessa, può decidere di disporre la vendita con ordinanza.

2.2. La vendita

La vendita forzata è una modalità tramite la quale si realizza l’esecuzione forzata o espropriazione forzata, grazie ad essa si liquida un determinato bene materiale, al fine di consentire il soddisfacimento dei creditori.

La disciplina in tema di effetti della vendita forzata è prevista all’art. 2919 c.c.:”La vendita forzata trasferisce all’acquirente i diritti che sulla cosa spettavano a colui che ha subìto l’espropriazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede. Non sono però opponibili all’acquirente i diritti acquistati da terzi sulla cosa, se i diritti stessi non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori intervenuti nell’esecuzione”.

Questa procedura determina a favore del terzo acquirente, un acquisto a titolo derivativo. Nonostante sia connotato dall’assenza dell’elemento della volontarietà, dell’accordo quale composizione degli interessi delle parti, questo atto comunque non è causa di un acquisto a titolo originario.

La natura di acquisto a titolo derivato, comunque, non esclude alcuni peculiari effetti. All’aggiudicatario, ad esempio, non sono opponibili i diritti acquistati da terzi sul bene. 

La vendita, inoltre, produce il c.d. effetto purgativo, in quanto comporta l’estinzione dei diritti di prelazione, come disposto dall’art. 586 c.c., nonché del diritto di seguito, che gravavano sul bene pignorato.

3. Il pignoramento mobiliare

Questa tipologia di pignoramento, a differenza della precedente, riguarda i beni contenuti all’interno dell’immobile, quindi beni mobili, che abbiano carattere accessorio o pertinenziale, oltre ad auto e moto, che si trovano presso la proprietà.

Sussiste una differenza sostanziale rispetto al pignoramento immobiliare. Nella tipologia precedente abbiamo detto che, dopo la notifica di precetto, viene notificato anche l’atto di pignoramento.

In questo caso, invece, dopo la notifica del precetto l’ufficiale giudiziario può presentarsi direttamente a casa del debitore per reclamare quanto necessario al fine del pagamento.

3.1. Beni pignorabili e non pignorabili

I beni oggetto di pignoramento sono quelli di maggior valore e che possono essere venduti più facilmente all’asta, tutto entro l’importo del debito e delle spese per la procedura. Quindi, nella ricerca, l’ufficiale giudiziario dovrà preferire i beni che sono di pronta e facile liquidazione.

Non possono essere oggetto di esecuzione forzata:

  • i beni strettamente personali: l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli e le sedie per mangiare, gli armadi, i cassettoni, il frigorifero, le stufe e i fornelli da cucina, la lavatrice, gli utensili di casa e il mobile che li contiene, con esclusione dei mobili di pregio artistico o di antiquariato;
  • le decorazioni al valore, lettere, registri e scritti di famiglia, e manoscritti tranne che facciano parte di una collezione;
  • i commestibili e combustibili necessari a far fronte al mantenimento del debitore e della sua famiglia;
  • le armi;
  • gli animali da compagnia e quelli impiegati a fini terapeutici o di assistenza al debitore;
  • le cose sacre e che servono all’esercizio del culto.

Sussistono poi alcune limitazioni con riferimento ad altre tipologie di beni:

  • gli attrezzi per la coltivazione del fondo: possono essere pignorati solo se non ci sono altri beni mobili;
  • i beni strumentali, ossia quelli necessari all’esercizio della professione o del mestiere o dell’arte del debitore: sono pignorabili nei limiti del loro valore, solo ove il valore derivante dalla liquidazione degli altri beni non appaia sufficiente a soddisfare il credito.

3.2. Il procedimento

A differenza di quanto accade nel pignoramento immobiliare, dove è necessario notificare precetto e atto di pignoramento, per poi procedere alla trascrizione, ivi la procedura è molto semplificata.

E’ sufficiente che il creditore procedente si rivolga all’ufficiale giudiziario territorialmente competente una richiesta di pignoramento, consegnando il titolo esecutivo su cui si fonda il credito ed il precetto debitamente notificato.

Se il titolo esecutivo è valido, l’ufficiale giudiziario deve procedere alla prima fase del procedimento di pignoramento, cioè la ricerca dei beni.

La ricerca dei beni da pignorare è eseguita:

  • nella casa del debitore,
  • negli altri luoghi a lui appartenenti,
  • sulla persona del debitore,
  • in  luoghi non appartenenti al debitore se ivi si trovino cose determinate di cui il debitore può direttamente disporre e previa autorizzazione del Tribunale del circondario competente per territorio.

L’ufficiale giudiziario sceglie le cose che ritiene di più facile e di pronta liquidazione, dando preferenza al denaro contante, agli oggetti preziosi e titoli di credito.

Al termine della procedura di ricerca, redige il processo verbale sull’attività compiuta, mentre sarà compito del creditore procedere all’iscrizione al ruolo entro 15 giorni dalla consegna del predetto.

4. Il pignoramento presso terzi

Quest’ultima tipologia di pignoramento ha come oggetto dei beni del debitore che però si trovano nella disponibilità di terze parti.

In molti casi si tratta di redditi, più che di beni, come ad esempio la pensione o lo stipendio. Non di rado, invece, può sostanziarsi nel pignoramento del conto corrente o del TFR.

A dare il via all’iter di pignoramento presso terzi è la notifica dell’atto che va ad avvisare il debitore di astenersi dal sottrarre le somme presenti.

L’atto di pignoramento, in questo caso, è notificato sia al debitore sia al terzo pignorato. La notifica dell’atto ad entrambi serve a rendere consapevole il terzo dell’esistenza della procedura. In tal modo si eviterà che egli disponga della somma pignorata in favore del debitore.

5. Se i beni pignorabili non bastano?

I beni oggetto di pignoramento sono individuati in modo specifico.

Ma se questi non sono sufficienti a coprire la cifra prestata dai creditori?

Il debitore è tenuto ad indicare altri beni che possano essere oggetto di pignoramento all’interno del suo patrimonio. E deve identificare anche i luoghi nel quale sono ubicati e i nominativi di eventuali terzi debitori.

La ricerca di ulteriori beni da pignorare può essere effettuata da parte dell’ufficiale giudiziario anche con modalità telematica, autorizzata dal presidente del Tribunale competente.

6. Come il debitore può evitare il pignoramento

Il debitore, per evitare che i suoi beni siano intaccati dal pignoramento, può saldare la cifra che costituisce il suo debito, nonché gli interessi e le spese giudiziarie direttamente all’ufficiale giudiziario. Questo, infine, ha l’incarico di pagare il creditore.

Nel pignoramento di cose, il debitore può consegnare una somma che sia pari alla somma del suo credito e delle spese, maggiorata del 20%.

In determinate circostanze, e in accordo con i creditori, il giudice può anche decidere di ridurre la portata del pignoramento.

6.1. Sospensione e rinegoziazione

La sospensione del mutuo è una soluzione sorta dalla necessità sollevata soprattutto dai clienti delle banche, che richiedono il finanziamento, ove non riescano più a far fronte al pagamento delle rate pattuite.

Perciò, è possibile chiedere all’istituto una sospensione della quota capitale contenuta nelle rate, quindi esclusi gli interessi, per un massimo di 12 mesi. A tale facoltà si può accedere tramite richiesta solo per due volte ma tra una e l’altra devono intercorrere almeno 24 mesi.

Diversamente, la rinegoziazione consiste nella modifica delle condizioni all’interno del contratto di mutuo. Questo sistema consente di pagare una rata mensile più bassa di quelle pagate fino a quel momento. A seguito di nuove trattative con la banca si procede ad allungare il periodo di finanziamento e di restituzione del prestito.

La rinegoziazione è un modo per proteggere i beni immobili dal pignoramento, perché ti consente di avere più tempo per estinguere il tuo debito.

6.2. Opposizioni

A tal proposito, invero, il legislatore ha previsto la possibilità di esperire due tipologie di azioni, volte ad ostacolare la procedura esecutiva. Queste sono le seguenti forme di opposizione:

  • opposizione all’esecuzione, ai sensi degli artt. 615 e 616 c.p.c.;
  • opposizione agli atti esecutivi ai sensi degli artt. 617 e 618 c.p.c..

L’opposizione all’esecuzione, di cui agli artt. 615 e 616 c.c., è un atto con il quale il debitore contesta l’esistenza del diritto del creditore a procedere all’esecuzione, l’inesistenza o la modificazione del diritto attribuito dal titolo esecutivo, oppure ancora l’ammissibilità della pretesa coattiva.

I soggetti legittimati a proporre opposizione all’esecuzione sono coloro che hanno interesse a contestare il diritto del creditore, con lo scopo di prevenire la procedura di esecuzione forzata.

Quindi sono legittimati sia il debitore esecutato, prima che abbia provveduto all’alienazione del bene pignorato. Infatti, in tal caso egli avrebbe perso l’interesse all’azione.

Altrettanto legittimato è il terzo possessore o detentore del bene, oggetto della procedura.

Mentre ha carattere parzialmente differente lopposizione agli atti esecutivi. La disciplina della fattispecie in esame è contenuta agli artt. 617 e 618 c.c..

Qui il debitore o il terzo proprietario o il destinatario di un atto dell’esecuzione, esercita l’azione al fine di far valere i vizi relativi alla regolarità formale del titolo esecutivo e del precetto.

Con la stessa azione, inoltre, sono fatti valere anche i vizi degli atti del processo esecutivo. La funzione dell’opposizione agli atti esecutivi è quella di prevenire la conclusione del procedimento espropriativo, con l’intento di escludere l’eventuale liquidazione dei beni.

Possono proporre l’azione tutti coloro che siano eventualmente danneggiati dall’atto esecutivo, quindi:

  • debitore;
  • proprietario del bene;
  • perfino dal creditore.

In breve sintesi, l’opposizione all’esecuzione può essere proposta quando sussistono motivi di carattere sostanziale, che impediscono la conclusione del procedimento espropriativo.

Mentre l’opposizione agli atti esecutivi presuppone dei vizi ed irregolarità formali del procedimento, così come espletato. Sono considerati atti esecutivi tutti quelli prodotti su impulso di parte e del giudice, non solo quindi titolo e precetto.

7. Conclusioni

Come avrai notato, la disciplina prevista in relazione alla pignoramento è decisamente complessa poiché occorre valutare molti elementi.

Proprio per questo motivo, al fine di proteggere e difendere al meglio il tuo Patrimonio, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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