Private Equity: 3 consigli per investire
Eleonora Truzzi - 2 Maggio 2020

Hai un po’ di soldi da parte e vorresti investirli per ottenere un guadagno futuro?

Sono tante le persone che la pensano come te, ossia che hanno faticato una vita per racimolare una discreta somma di denaro da cui credono di poter trarre ancora più beneficio.

Tuttavia, il mondo degli investimenti è ampio e variegato. Esistono forme di investimento adatte ad ogni tasca, ma non solo.

Gli investimenti sono guidati sia dall’entità del capitale necessario con cui iniziare, sia dal mercato all’interno nel quale si investono i propri risparmi.

Ma c’è anche un terzo fattore che influenza la scelta di una forma di investimento piuttosto che un’altra e stiamo parlando della motivazione.

Esistono infatti delle forme di investimento sulle quali le persone puntano, sia perché possono permetterselo ma anche perché credono in quel progetto.

In questo frangente si posiziona anche il private equity

Di cosa stiamo parlando? Perché questa forma sta diventando sempre più in voga? Come si investe in questo settore?

Non perdiamo altro tempo e vediamo perché anche tu dovresti investire in private equity.

Cos’è il Private Equity?

Prima di passare ai consigli su come investire, dobbiamo capire su cosa vai ad investire quando si parla di private equity.

Il private equity è una tipologia di investimento sempre più diffusa ed alternativa rispetto alle forme tradizionali. Questo termine identifica l’investimento rivolto ad una società non quotata in Borsa.

Quindi, di che società stiamo parlando?

Di start-up e di società innovative che stanno facendo sempre più il loro ingresso in settori come il digital, i software e anche l’assistenza sanitaria. 

Come vedi, oltre ad essere dei buoni affari, gli investitori scelgono il private equity perché credono nel progetto sul quale vanno a posizionare i propri soldi.

Le società necessitano di un capitale di partenza per poter dare i propri frutti e questo viene fornito anche attraverso gli investimenti.

Rispetto ad altre forme, va detto che l’investimento in private equity si rivela più rischioso perché la società è ancora all’inizio della sua carriera e non si ha la certezza di come evolverà.

Tuttavia, un po’ per la validità del progetto, un po’ per le potenzialità di queste società, il private equity sta prendendo sempre più piede.

Perché investire nel Private Equity?

È chiaro l’obiettivo del private equity? Perfetto. Ora vediamo perché si rivela così conveniente un investimento che, in apparenza, sembra abbastanza rischioso.

Esistono due motivazioni sostanziali che ti possono spingere ad investire in questo settore.

La prima dovresti già immaginarla perché deriva dall’essenza di questo investimento. Ricordi quando abbiamo detto che si tratta di puntare il proprio denaro su società non quotate in borsa? Il primo motivo che incoraggia gli investimenti nel private equity è proprio il fatto che siano svincolate dalle dinamiche del mercato azionario.

Ogni bravo investitore sa che non è una saggia idea investire tutto in un unico campo perché, se quello dovesse andare male, perderesti tutto il denaro che hai a disposizione. Per investire nel modo giusto devi diversificare e il private equity ti permette di fare proprio questo.

La seconda motivazione è basata sul rendimento. Nel mercato pubblico si valutano gli utili trimestrali mentre nel private equity vengono considerati i risultati sul lungo periodo.

Qual è la differenza? Semplicemente il fatto che, calcolando le performance su un periodo di tempo più lungo, aumentano anche le probabilità di profitti più alti.

Oltre ai vantaggi esistono anche degli svantaggi?

I vantaggi paiono innumerevoli, soprattutto dal punto di vista delle start-up che, grazie a questa forma di investimento, riescono a trovare il capitale necessario per far partire il proprio progetto.

Sappiamo tutti quanto la fase iniziale sia complessa per ogni business e il private equity consente alle società di spiccare il volo.

Tuttavia, va considerato un fattore molto importante prima di lanciarsi in questa impresa che coinvolge la tua mente e il tuo portafoglio.

Ti diciamo questo perché, a differenza di quanto avviene all’interno delle società quotate in borsa, nel caso delle start-up viene deciso tutto durante le negoziazioni.

Tutto cosa? I diritti degli azionisti e i prezzi delle azioni.

Questi non vengono stabiliti dal mercato bensì nel momento in cui gli acquirenti incontrano i venditori.

Se questo non ti crea problemi, possiamo procedere verso il cuore dell’investimento.

Come funziona l’investimento?

Ora analizziamo la parte più affascinante del private equity, ossia il vero e proprio investimento.

Quali sono le fasi che lo compongono? In modo non tanto diverso rispetto a ciò che avviene negli altri investimenti. Tuttavia, presenta dei tratti che lo contraddistinguono dalle altre forme. Esistono 3 fasi:

  • Acquisto
  • Trasformazione
  • Vendita

Analizziamo più nello specifico la prima parte. Durante l’acquisto viene prima di tutto creata la strategia che permette l’acquisizione della società, dopodiché viene raggruppato il capitale e, nel momento in cui questo raggiunge la cifra necessaria, si procede con il procedimento.

La fase intermedia, ossia quella di trasformazione, vede delle migliorie all’interno della società che da progetto base si trasforma in una società più redditizia.

Finché si scivola verso la fase finale. La start-up trasformata viene immessa sul mercato e il profitto ricavato viene diviso tra tutti gli investitori.

3 modi per investire in Private Equity

Dopo aver chiarito il contesto e il funzionamento del private equity, non ci rimane che analizzare le principali forme di investimento che caratterizzano questo ambito: 

  1. Fondo di Fondi: questo strumento ha il compito di raggruppare le azioni di società. Il suo ruolo è quello di permettere un ingresso più ampio di investitori aumentando anche le probabilità di esito positivo. I rischi vengono contenuti anche perché un Fondo di Fondi investe in tante società che si trovano a stadi diversi;
  2. ETF: chi non ha un grande capitale da investire può sfruttare gli ETF, ossia azioni di società quotate che investono in società private. A differenza della forma precedente, possono richiedere una tassa di gestione che generalmente non sarebbe dovuta in questo ambito;
  3. SPAC: infine, è possibile affidarsi ad una società specializzata nella gestione di fondi di private equity. Un po’ come avviene con il primo metodo, anche in questo caso il rischio diminuisce perché viene diversificato l’investimento.

Se il mondo del private equity ti affascina e vuoi scoprire come poter pianificare al meglio il tuo patrimonio, contattaci attraverso il Modulo presente sulla pagina. I nostri esperti saranno felici di aiutarti. 


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