Risarcimento per danni da investimenti finanziari
Luisa Garofalo - 18 Maggio 2020

Sei un risparmiatore inesperto ma hai comunque deciso di investire in titoli?

Temi di aver scelto un investimento poco redditizio e vuoi saperne di più sui rimedi?

È sempre più frequente infatti, che i risparmiatori scelgano vie alternative e decidano di investire i propri capitali su strumenti finanziari (titoli azionari, obbligazioni, valute diverse, ecc.) per cercare di ottenere un profitto (cd. Rendimento).

I meno preparati ad interpretare l’andamento della Borsa , molto spesso, si affidano alla propria banca di fiducia affinché questa ne amministri i titoli e li guidi nella valutazione dei rischi, con il risultato di investire in sicurezza e ottenere un maggior rendimento.

Il rapporto tra il risparmiatore e l’intermediario finanziario si traduce in un contratto di intermediazione finanziaria.

Cosa succede se crollano le azioni e vengono persi i propri risparmi?

La legge rivolge una particolare attenzione alla tutela del risparmiatore dai rischi degli investimenti finanziari, potendo egli in determinate ipotesi chiedere un risarcimento dei danni.

Contratto di intermediazione finanziaria

Gli aspetti più significativi del contratto di intermediazione finanziaria sono regolati dall’art. 23 del TUF (Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria) e dalla Consob con i propri Regolamenti.

Presupposto di validità è la sottoscrizione, di entrambe le parti, di un contratto quadro in forma scritta, con il quale le parti stabiliscono le condizioni generali imprescindibili, gli obblighi e gli aspetti relativi alla gestione dei titoli.

A questo, conseguono gli ordini di acquisto dei titoli. Si tratta di contratti aventi natura meramente esecutiva, coerenti con le condizioni stabilite nel contratto quadro.

Prima di valutare danni eventualmente risarcibili a carico dell’intermediario finanziario, è importante chiarire quali sono gli obblighi da osservare e le responsabilità che ne conseguono.

Obblighi dell’intermediario finanziario

Questionario e obblighi informativi

L’istituto di credito è tenuto, attraverso la compilazione di un questionario, a raccogliere una serie di informazioni dal cliente per meglio comprendere il suo grado di conoscenza del mondo finanziario ed in base al quale misurare il livello di obblighi informativi da adottare in seguito.

Di conseguenza, ad una più scarsa conoscenza corrisponderanno maggiori obblighi informativi.

Gli obblighi informativi rappresentano un generico dovere che gli istituti di credito sono tenuti, a prescindere, ad osservare in ogni qualsivoglia contratto sottoposto.

Con riferimento al mercato finanziario, questo si traduce nell’obbligo di rendere consapevole il risparmiatore, soprattutto nella fase delle trattative, di orientarlo verso investimenti ritenuti più idonei, tenuto conto del livello di rischio che si vuole assumere e del capitale disponibile da investire.

Se la banca non sottopone al cliente il questionario e gli obblighi informativi, dirottandolo verso scelte inadeguate e non redditizie, potrebbe causargli un danno ingiusto e quindi essere tenuta al risarcimento.

Prospetto rischi

La Banca è obbligata a fornire, al momento della sottoscrizione del contratto, il prospetto rischi.

Lo scopo è di consentire al risparmiatore di scegliere in modo consapevole il profilo di rischio che intende assumere.

Vanno, in tale sede, segnalati gli eventi rilevanti, come per esempio se la società emittente è in perdita, rating negativo delle azioni, ecc.

Chiaramente, ad un livello elevato di rischio potranno corrispondere più guadagni ma anche più perdite.

Il documento deve essere completo, qualora sia parziale o non contenga le informazioni corrette, celando eventuali intenti speculativi a danno del cliente, quest’ultimo potrà chiedere il risarcimento dei danni per investimenti finanziari.

Obblighi informativi periodici

L’andamento del mercato finanziario non è mai stabile, di conseguenza l’intermediario è tenuto ad aggiornare periodicamente il risparmiatore su ciò che accade con i titoli in gestione.

L’informazione deve riguardare tutto ciò che può alterare il rischio assunto in fase iniziale, ad esempio oscillazioni dei titoli rilevanti, consigliare laddove necessario una dismissione immediata dell’investimento oppure a seconda del momento suggerire di vendere i titoli presenti nel portafoglio.

L’adempimento deve essere tempestivo e le informazioni devono essere specifiche, dettagliate, concrete e non equivoche.

In caso di perdite, l’investitore potrà agire in giudizio per richiedere il risarcimento dei danni per investimenti finanziari, qualora la banca sia stata negligente e non abbia adempiuto correttamente agli obblighi informativi iniziali e periodici.

Quando la banca è responsabile del danno?

In base a quanto fin qui descritto, occorre chiarire che gli obblighi a carico dell’intermediario finanziario attengono sia ad una fase precontrattuale che successiva alla stipulazione.

A ciò conseguiranno diverse responsabilità.

Gli obblighi comportamentali sono previsti dall’art. 21 TUF oltre che dai Regolamenti Consob (n. 11522/98, 16190/07) che impongono agli intermediari “ la necessità di informare adeguatamente l’investitore sui rischi dell’operazione finanziaria e di astenersi dal compiere operazioni non adeguate al profilo di rischio dell’investitore; la necessità di segnalare l’esistenza di situazioni di conflitto di interessi e di agire, in caso di sussistenza, solo su espressa autorizzazione dell’investitore”.

Dalle disposizioni in materia finanziaria, emerge che le banche sono tenute ad agire in tutte le fasi del contratto, non con semplice diligenza, ma con la diligenza professionale richiesta dallo specifico incarico.

Inoltre, anche la Corte di Cassazione in diverse occasioni è intervenuta sul punto, precisando come l’intermediario sia tenuto ad assumere “una condotta intesa a rappresentare in modo puntuale e compiuto le caratteristiche dell’operazione inadeguata, con riguardo particolare ai rischi che la stessa viene propriamente a proporre” (sentenza della Corte di Cassazione, Sez. I , n. 12544 del 18 maggio 2017).

Responsabilità e azione di risarcimento

Responsabilità precontrattuale

Nella fase precontrattuale, il consulente dovrà consegnare il documento informativo, acquisire le informazioni necessarie in ordine alla situazione finanziaria del cliente, consegnare un prospetto dei rischi completo per poter strutturare la proposta contrattuale rispetto al suo profilo, con il fine di costruire una volontà consapevole.

Nel caso in cui, in questa fase preliminare si assista alla violazione dei doveri imposti, portando il risparmiatore, sia esperto che non, a concludere un investimento sfavorevole potrà configurarsi in capo alla banca una responsabilità precontrattuale, con relativo obbligo risarcitorio per il danno da inadempimento.

La responsabilità precontrattuale scaturisce dalla violazione di specifici obblighi (buona fede, protezione e informazione) che la legge (art. 1337 c.c.) pone a carico delle parti nella fase delle trattative.

Ovviamente dovrà essere provato il nesso tra inadempimento dell’obbligo di informazione e danno patrimoniale subito.

Responsabilità contrattuale

A seguito della stipulazione del contratto, cioè nella fase di esecuzione vera e propria, l’intermediario è tenuto in via continuativa a porre il cliente nella condizione di valutare la fattibilità delle singole operazioni di investimento.

Comportamenti considerati lesivi, si hanno qualora l’intermediario non informi il cliente di eventuali conflitti di interesse, consigli di effettuare operazioni non proporzionate al quadro finanziario del risparmiatore, non adempia agli obblighi di informazione periodici.

In questo caso si parlerà di responsabilità contrattuale, conseguente all’inadempimento di un’obbligazione assunta (art. 1218 c.c.).

Anche in questo caso dovrà darsi prova che a recare il danno patrimoniale sia stata proprio la negligenza da parte dell’intermediario.

Il risparmiatore potrà agire in giudizio richiedendo il risarcimento del danno da inadempimento , oltre che la risoluzione del contratto in presenza di un grave inadempimento (è fatta applicazione dell’art 1455 c.c.).

La misura del risarcimento sarà pari alla differenza tra il valore dei titoli al momento dell’acquisto e quello effettivo del momento di avvio della domanda risarcitoria.

Si precisa che l’azione risarcitoria per danni da investimento finanziario non determina la nullità del contratto quadro e nemmeno dei singoli ordini di acquisto.

Conclusioni

Investire nel mercato finanziario richiede una buona dose di prudenza e accortezza, anche per i più esperti del settore.

Se i tuoi investimenti non sono stati redditizi e intendi valutare profili di responsabilità dell’intermediario al quale ti sei affidato, è consigliabile rivolgersi ad un professionista.

Contatta il nostro Team di esperti compilando il Modulo di contatto e chiedi subito assistenza legale. Saremo felici di aiutarti!


CONTATTACI

per richiedere la nostra assistenza








Ho letto e accetto la Privacy Policy