Risoluzione per causa di forza maggiore: come funziona
Arianna Polani
Aggiornato il 1 Settembre 2021
 

La risoluzione di un contratto per causa di forza maggiore origina dal principio di forza maggiore dal quale l’ordinamento giuridico tutela il contraente.

Infatti, tramite la risoluzione del contratto è possibile ottenere lo scioglimento del vincolo contrattuale in presenza di determinati casi espressamente previsti dalla legge.

Proprio per questo motivo, è interessante conoscere le norme che l’ordinamento italiano predispone e capire cosa si intende per causa di forza maggiore.

In questa guida sarà analizzata la disciplina generale della causa di forza maggiore e la risoluzione del contratto per tale causa.

1. L’art. 1467 del Codice Civile

Nel campo civilistico il caso fortuito è un evento imprevedibile e inevitabile.

Esso si verifica indipendentemente dalla volontà e dall’agire di una persona.

infatti, rende impossibile l’adempimento di una obbligazione o il riconoscimento di una responsabilità.

Concetto analogo e spesso sovrapposto a quello di caso fortuito è quello di forza maggiore.

La forza maggiore, infatti, è un evento imprevedibile e inevitabile che, tuttavia, va identificato in una forza alla quale non si può oggettivamente resistere.

Si pensi, ad esempio a un incendio, a una raffica di vento, al fatto del terzo o all’ordine della pubblica autorità.

Entrambi i concetti, comunque, assolvono lo stesso compito di escludere potenzialmente la responsabilità.

Il principio di forza maggiore non è definito chiaramente nel nostro sistema giuridico, ma c’è un chiaro rimando ad esso all’art. 1467 del codice civile.

Nei contratti a esecuzione continuata o periodica, ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto, con gli effetti stabiliti dall’articolo 1458

Innanzitutto, si può intuire immediatamente un dato molto importante.

La causa di forza maggiore è prevista solo nei contratti di durata nei quali l’esecuzione non è istantanea, ma si protrae nel tempo, o contratti ad esecuzione differita.

Il contraente, la cui prestazione è divenuta eccessivamente onerosa per causa di forza maggiore non è, perciò solo, liberato dalla sua obbligazione, in quanto non è possibile parificare la difficoltà di adempiere all’impossibilità di adempiere.

L’eccessiva onerosità sopravvenuta dovuta a causa di forza maggiore attribuisce al contraente, nel caso in cui ricorrano determinati presupposti, il potere di chiedere al giudice la risoluzione del contratto.

2. Causa di forza maggiore: risoluzione del contratto

Il meccanismo della risoluzione è diverso a seconda che si tratti di contratto ad esecuzione continuata o periodica, ovvero di contratto ad esecuzione differita.

Occorre distingure.

Nei contratti ad esecuzione differita, con la risoluzione si ha l’estinzione di entrambe le obbligazioni corrispettive.

Se si tratta di contratto ad esecuzione continuata o periodica, l’effetto della risoluzione non si estende alla parte di prestazione eseguita o alle prestazioni eseguite.

In ogni caso, la risoluzione non pregiudica i diritti dei terzi.

La risoluzione per eccessiva onerosità non opera mai di diritto, ma deve sempre essere chiesta da chi vuole esercitare il potere di risoluzione, dunque da parte del contraente interessato.

Tale potere si può esercitare quando al momento della esecuzione della prestazione, questa esecuzione richieda uno sforzo diverso da quello che essa richiedeva al momento dell’assunzione dell’obbligazione.

La diversità si risolve in una eccessiva onerosità causata da avvenimenti straordinari ed imprevedibili.

Si deve aver riguardo unicamente al contenuto intrinseco della prestazione, rispetto, dunque, al contenuto intrinseco della controprestazione.

Infatti, l’art. 1467 parla di prestazione divenuta eccessivamente onerosa, e non di prestazione divenuta tale per una delle parti.

Dunque, anche la causa di forza maggiore deve essere valutata in senso oggettivo, e non in senso soggettivo, non da porre, dunque, in relazione con i contraenti.

3. Causa di forza maggiore

L’avvenimento significa accadimento: fatto, cioè, dal quale sia da escludere ogni colpa del debitore.

L’avvenimento dev’essere straordinario, cioè determinato da una di quelle cause che in statistica si definiscono accidentali, perché si verificano in via non normale.

L’avvenimento dev’essere imprevedibile, cioè dev’essere tale che, al momento della conclusione del contratto, un uomo medio non poteva aspettarselo.

L’avvenimento potrà essere, indifferentemente, positivo o negativo; sarà di regola futuro, ma può essere anche passato, purché sia non conosciuto né conoscibile dall’uomo medio.

Il factum principis, al pari della causa di forza maggiore, si qualifica come causa di esonero da responsabilità.

Si tratta di evento terzo che rende impossibile l’adempimento di un’obbligazione.

Tuttavia, il factum principis si differenzia dalla causa di forza maggiore per la natura dell’evento impeditivo.

Il factum principis è infatti l’ordine dell’autorità che rende impossibile l’esecuzione della prestazione.

La differenza tra la fattispecie di eccessiva onerosità e causa di forza maggiore è la seguente.

A differenza dell’eccessiva onerosità, ove le prestazioni sono entrambe possibili, l’impossiblità della prestazione caratterizza la causa di forza maggiore.

E’ chiaro, quindi, che la causa di forza maggiore sia un principio contrattuale estremamente variabile e la sua applicazione è rimessa all’arbitrio del giudice.

Essa trova enormi spazi di operatività all’interno del perimetro che delinea la responsabilità e la buona fede che il legislatore fa gravare sulle parti.

Interessante può essere un parallelismo con gli altri ordinamenti comunitari e con il diritto commerciale internazionale.

Qui, infatti, se la causa di forza maggiore non è inserita nel contratto allora non opererà in relazione all’inadempimento del debitore.

Difatti, non è un caso che nei rapporti commerciali internazionali venga sempre inserita una clausola risolutiva di forza maggiore.

4. Risoluzione del contratto per “Covid-19”

Queste considerazioni possono essere condotte, soprattutto, alla luce del difficile momento di crisi sanitaria che tutto il mondo e l’Europa stanno attraversando.

La pandemia generata dal coronavirus può considerarsi un evento straordinario?

La situazione di crisi determinata da Covid-19 contiene i caratteri oggettivi della straordinarietà.

Pacifico è che la pandemia determinata da Covid-19 sia indubbiamente idonea a giustificare ipotesi di inadempimento di obbligazioni contrattuali precedentemente assunte.

E questo può verificarsi sia quando la prestazione contrattuale diventa definitivamente o temporaneamente impossibile, sia quando la prestazione di una parte contrattuale diventa eccessivamente onerosa.

Chiaramente le conseguenze saranno diverse sia nell’uno che nell’altro caso e il contraente dovrà provare e sostenere le proprie pretese.

La legge italiana offre ai contraenti gli strumenti normativi per superare le ipotesi di responsabilità per inadempimento.

Non solo.

Tali norme permetteranno comunque alle parti contrattuali di negoziare nuovi accordi modificativi di quelli originari, non pregiudicando del tutto gli obiettivi che si volevano raggiungere con il contratto eventualmente risolto.

Per tale ragione, il numero di inadempimenti contrattuali cresce.

Molte aziende stanno facendo ricorso all’eventuale clausola di forza maggiore inserita all’interno dei contratti per ottenere la risoluzione del contratto senza addebito dell’inadempimento.

Come si può facilmente intuire, la stessa vicenda giuridica sarà oggetto di numerosi contenziosi riguardanti i contratti di locazione ad uso abitativo e commerciale così come nei contratti di prestazione d’opera, di mutuo e di finanziamento, contratti assicurativi e di lavoro subordinato.

La moltitudine di obbligazioni investite dagli effetti economico-giuridici di questa crisi sanitaria è sicuramente di grande rilievo.

Infatti, non solo occorre verificare in pratica che il fenomeno coronavirus abbia le caratteristiche della straordinarietà ed imprevedibilità.

Sarà importante capire come anche i singoli governi e le istituzioni europee intendano rimediare alle nuove esigenze economiche. 

In conclusione

Come avrai notato, le cause di risoluzione del contratto per causa di forza maggiore sono molte.

La materia non è semplice e spero di aver chiarito ogni tuo dubbio.

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