Scorporo IVA: cos’è e come si calcola?

L’aggiunta o la sottrazione dell’IVA creano sempre qualche incertezza quando si devono calcolare i prezzi dei prodotti.

Qui entra in ballo lo scorporo IVA, un metodo di calcolo che serve per capire qual è il valore di un bene senza IVA partendo dal prezzo con IVA.

Sembra complicata come operazione, in realtà è abbastanza semplice.

Con questa guida vogliamo insegnarti come effettuare lo scorporo IVA nel momento in cui ti trovi di fronte un prodotto con un prezzo dove l’IVA è già stata compresa. 

Vediamo subito cosa significa scorporo IVA e come applicarlo su un prezzo finito.

Cos’è lo scorporo IVA?

Abbiamo già accennato al significato dello scorporo IVA. Si tratta di quella operazione matematica che consente di separare il prezzo di un bene nelle diverse parti di cui è composto.

Quali sono queste parti?

La prima è sicuramente l’IVA, ossia l’imposta sul valore aggiunto che è stata pagata su un determinato bene.

Ciò che rimane del prezzo, una volta tolta l’IVA, è la base imponibile, ossia il prezzo netto del bene, quello iniziale su cui l’IVA non è ancora stata applicata.

Potrai sentir parlare di scorporo IVA anche mediante l’utilizzo di altre espressioni quali calcolo IVAstorno IVA. Fanno tutti riferimento al medesimo procedimento.

Generalmente si tratta di un’operazione semplice da effettuare anche se alcune professioni, come per esempio quella dell’avvocato, rendono abbastanza complesso il calcolo dello scorporo IVA perché i costi sono comprensivi di molti elementi.

Come mai si applica l’IVA?

Per comprendere lo scorporo IVA, partiamo a monte. L’IVA è un’imposta diretta che grava su tutti i consumi, quindi su beni e servizi, come principale fonte di entrata per lo Stato. Questa imposta è in vigore in tutta l’Italia e l’Unione Europea.

Tu conoscerai più facilmente questa operazione, ossia quella dell’aggiunta dell’IVA al prezzo netto. 

L’IVA viene calcolata sulla base della percentuale vigente nel proprio Paese e poi aggiunta al prezzo di base di un prodotto o servizio per ottenere il cosiddetto importo lordo.

Se hai almeno due di questi elementi, puoi fare una miriade di operazioni. Nel caso in cui tu abbia l’importo lordo e l’IVA puoi ricavare l’importo netto. Se hai l’importo netto e l’IVA puoi ricavare l’importo lordo. Mentre, se hai importo lordo e importo netto puoi capire a quanto ammonta l’IVA da applicare.

A cosa serve lo scorporo IVA?

L’operazione matematica dello scorporo IVA per l’ottenimento di un prezzo netto risulta molto importante per calcolare l’IVA a credito di un determinato prodotto di cui si conosce l’importo lordo e la percentuale rappresentante l’IVA.

Professionisti e commercianti si imbattono spesso in calcoli di questo genere. Ciò che fanno usualmente è il calcolo tra l’IVA a debito e l’IVA a credito, cioè l’IVA che hanno pagato per gli acquisti e quella che hanno recuperato con le vendite.

L’IVA a credito è quella che il professionista riceve dal cliente finale nel momento in cui gli paga un importo lordo costituito dal prezzo netto del bene e dall’aggiunta della percentuale che rappresenta l’IVA.

Come si effettua il calcolo?

Ora che abbiamo capito cosa si intende con il termine scorporo IVA, passiamo all’atto pratico: come si calcola?

Questa operazione sembra leggermente superflua dal punto di vista di cliente finale ma diventa molto interessante nel momento in cui si ha un’impresa e si vuole calcolare l’IVA a credito e l’IVA a debito.

Partiamo dal presupposto che tu conosca il prezzo finale di un bene.

Primo metodo

Esiste una formula di base per calcolare lo scorporo IVA ed è una proporzione. Hai qualche vago ricordo dalla scuola? Molto bene!

La formula è la seguente:

100 : (100+aliquota IVA) = base imponibile : prezzo finale del bene

Come certamente ti ricorderai dalla matematica scolastica, nelle proporzioni la somma degli addenti a sinistra deve essere uguale alla somma degli addenti a destra. 

Per trovare il valore che non conosciamo, in questo caso la base imponibile, dobbiamo moltiplicare tra loro i due valori esterni, entrambi conosciuti, e dividere tutto per l’unico valore interno conosciuto.

Procediamo con un esempio numerico per rendere più chiaro e comprensibile il concetto. Poniamo il caso che tu abbia acquistato un prodotto che costa 400 euro, prezzo totale. Ricorda che l’IVA in Italia è al 22%. 

L’operazione che abbiamo visto prima apparirà in questo modo se andiamo a sostituire gli elementi conosciuti:

100 : (100+22) = base imponibile : 400

Molto bene, ora noi vogliamo trovare la base imponibile:

Base imponibile = (100×400)/122 = 327, 87 €

Per calcolare il costo in euro che corrisponde all’IVA è molto semplice: basta sottrarre 327,87 da 400 e otterrai che quel 22% in questo caso si è tradotto in 72,13 €.

Ti è piaciuto il calcolo attraverso la proporzione? È abbastanza immediato.

Secondo metodo 

Tuttavia, esiste una seconda modalità di calcolo che puoi scegliere, quella basata semplicemente sulla divisione. Va fatta una premessa. Prima di utilizzare questo metodo devi creare il valore dell’IVA che andrai ad usare. 

La formula da applicare è la seguente:

Base imponibile = prezzo finale/1,aliquota IVA

Spieghiamo meglio il concetto. Prima l’IVA veniva aggiunta al valore 100, ora invece va trasformato in un decimale. 1,aliquota IVA significa che ogni IVA avrà un valore a sé. Per l’Italia diventa 1,22, essendo l’IVA al 22%. Prendiamo un altro caso: se l’IVA fosse al 4%, il valore diventerebbe 1,04.

Torniamo al nostro esempio dove l’articolo acquistato costava 400 € a prezzo finito.

Base imponibile = 400/1,22

Cosa risulta? 327, 87 €, esattamente come prima.

Adesso pensi di essere pronto per effettuare uno scorporo IVA da solo? Prova ad esercitarti con l’ultimo acquisto che hai fatto e noterai che è molto più difficile a dirsi che a farsi!

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Tags articolo:affari tasse iva

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