Smart working: cos’è e come funziona
Eleonora Truzzi - 16 Gennaio 2020

Chi dice che il lavoratore debba essere schiavo del proprio ufficio? Non si può essere dei dipendenti seri e volenterosi anche senza recarsi ogni giorno nel medesimo luogo di lavoro?

Ora è possibile, grazie allo smart working.

La diffusione delle nuove tecnologie, e la possibilità di utilizzarle per gestire al cento percento una grande quantità di mansioni, ha portato lavoratori ed aziende a rivedere completamente il concetto di “lavoro subordinato”.

Questo processo ha creato un vero e proprio fenomeno, sempre più in espansione anche all’interno dei nostri confini nazionali, che sta rivoluzionando i vecchi principi del lavoro.

Lo smart working è un passo in più rispetto al telelavoro, che aveva già costituito una novità per la sua epoca. Oggi il lavoratore non è più legato ad un luogo ben preciso, ma solamente al mezzo tramite il quale svolge i suoi compiti.

Ecco cos’è lo smart working e come sta rivoluzionando il mondo del lavoro italiano.

Cos’è lo smart working

Lo smart working non è una diversa tipologia contrattuale, ma un nuovo metodo per svolgere lo stesso lavoro che si svolgeva in precedenza.

Ad introdurlo in Italia è stata la legge n.81/2017, chiamata anche legge sul “Lavoro Agile”.

Qual è stata la novità che ha introdotto?

Semplicemente la possibilità di svolgere il lavoro subordinato, quindi lo stesso identico impiego, lontano dai locali aziendali. Si tratta di una vera e propria rivoluzione perché, grazie alle nuove tecnologie, tantissimi lavori possono essere eseguiti indipendentemente dal luogo in cui ci si trova.

Sia i contratti a tempo determinato che indeterminato possono prevederlo, anche all’interno delle pubbliche amministrazioni, e gli orari di lavoro devono rispettare quanto deciso dalla contrattazione collettiva. Non sono smart worker i liberi professionisti e i freelance, perché manca questo rapporto con l’azienda.

Secondo gli ultimi dati raccolti dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, in Italia gli smart worker sono 570.000 e crescono con un tasso del 20% ogni anno.

Lo smart working all’interno delle grandi imprese

Secondo quanto attesta il risultato della ricerca effettuata dall’Osservatorio, lo smart working è un fenomeno estremamente diffuso all’interno delle grandi imprese e lo applicano addirittura il 59% di esse.

Tanti l’hanno già introdotto, altri lo stanno ampliando mentre altri ancora sono in fase di sperimentazione. Sono sempre di più le realtà coinvolte da questo nuovo movimento e lo fanno per motivi diversi fra di loro.

La maggior parte delle grandi imprese dà la possibilità ai suoi dipendenti di lavorare da remoto, quindi tramite l’ausilio di un computer o di dispositivi personali, mentre un’altra consistente fetta di aziende sostiene iniziative che portano ad un ripensamento degli spazi.

Quasi la metà delle aziende coinvolte nel sondaggio lascia completa autonomia al lavoratore.

La maggior parte dei dipendenti che gode di questa libertà lavora da casa, ma tanti amano anche gli spazi di coworkinge i luoghi pubblici.

Addirittura, in quasi il 60% dei casi sono state le imprese stesse a dotare i propri lavoratori di strumenti tecnologici in grado di supportarli nello smart working.

Lo smart working nella Pubblica Amministrazione

Nell’arco del 2019 le più grandi novità si sono registrate all’interno della Pubblica Amministrazione, dove sono letteralmente raddoppiati i progetti relativi allo smart working. 

Alcune realtà hanno già avviato queste iniziative, mentre altre si sono date un anno come margine per iniziare.

Sicuramente, rispetto agli scorsi anni, si riscontra una maturità sempre più crescente per quanto riguarda la struttura dei progetti e il numero di persone coinvolte.

4 benefici dello smart working

Un dipendente che ha flessibilità nella gestione del proprio orario e luogo di lavoro, riesce a conciliare la vita personale con l’impiego in modo armonioso.

Questo fenomeno punta a creare dei lavoratori più soddisfatti, con una maggiore creatività e che puntino a risultati migliori, proprio perché possono organizzare da soli l’operato.

In più, non è da sottovalutare l’impatto ambientale di tale politica perché i lavoratori risparmiano centinaia di spostamenti casa-lavoro e riducono, di conseguenza, le emissioni di sostanze nocive.

Ecco quali sono i principali benefici dello smart working.

1. Più tempo per la vita privata

Gli esseri umani, prima di essere lavoratori, sono delle persone. Ognuno di noi ha una casa, una famiglia, degli interessi, delle passioni ed è giusto poterle coltivare per avere una vita più equilibrata.

Viene eliminato lo stress di una routine sempre di corsa, del problema di trovare qualcuno a cui affidare i figli e del fatto di non avere mai tempo per se stessi.

Nonostante i benefici dello smart working siano tanti, questo è sicuramente quello più apprezzato dai lavoratori. In realtà, è un punto a favore anche per le aziende perché un lavoratore più felice e rilassato riesce a concentrarsi meglio e ad incrementare la produzione rispetto a coloro che si sentono obbligati.

2. Maggiore fiducia ai dipendenti

I dipendenti vengono responsabilizzati perché ora nessuno gli dice come devono gestire il proprio lavoro, diventano i capi di loro stessi.

Così anche la leadership viene stravolta e il metodo di lavoro non è più solamente basato su urgenze ma sulla divisione dei compiti, dando la possibilità a tutti di potersi organizzare il carico di lavoro.

Se un lavoratore è in grado di pianificare da sé il proprio lavoro, è altrettanto in grado di produrre di più.

3. Aumento di creatività

Attraverso lo smart working la società e le aziende iniziano a pensare fuori dagli schemi per creare una nuova rete di lavoratori maggiormente motivati.

La libertà di scegliere quando lavorare, come farlo e dove, porta ad un notevole aumento della creatività perché il lavoratore può scegliere liberamente le condizioni che ritiene ottimali per lo svolgimento della propria mansione.

4. Quello che conta è il risultato

Stacchiamoci dall’idea che un buon lavoro debba essere valutato solo sul numero di ore che sono state trascorse alla scrivania.

Grazie allo smart working il rapporto di lavoro viene rivoluzionato perché ora tutto l’interesse dell’azienda è focalizzato sui risultati.

Il lavoratore ha il massimo della libertà, a patto che porti a termine tutti i suoi doveri.

Fortunatamente questo meraviglioso progetto, che ha come scopo quello di portare ad una maggiore collaborazione, organizzazione e fiducia, sta continuando a crescere a ritmi vertiginosi. D’altronde, si deve lavorare per vivere, non vivere per lavorare.


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