Trasmissione dei debiti agli eredi
Arianna Polani - 28 Agosto 2020

La trasmissione dei debiti agli eredi è una questione senza dubbio molto delicata di cui ci si deve preoccupare nel caso in cui il defunto, oltre a lasciare l’eredità, lascia anche qualche debito.

Si tratta, infatti, di un argomento che inevitabilmente suscita pensieri di ogni tipo, ma, in verità, le cose non stanno propriamente come si possono immaginare.

Si crede, comunemente, che al momento della morte di una persona immediatamente gli eredi devono soddisfare i creditori.

Come accennato, e come vedremo meglio in questa guida, le sfumature da considerare sono molteplici, perché, come sappiamo bene, la legge, anche in questo campo, è molto precisa e solo applicandola possiamo difenderci.

Dunque, se sei interessato all’argomento e vuoi saperne di più, ti consiglio di andare avanti con la lettura.

In questa guida capiremo meglio cosa significa “ereditare” un debito e le implicazioni che ne derivano.

1. Nozione di debito ereditario

Prima di trattare della trasmissione dei debiti agli eredi, occorre fare chiarezza su cosa si intenda per debito ereditario. Infatti, quando si parla di debito ereditario si intende quello lasciato dal defunto al momento della sua morte. In questa nozione sono ricomprese sia la somma capitale, che gli eventuali interessi, il cui maturarsi continua dopo la morte del debitore.

Esempi di debiti ereditari sono le spese condominiali maturate, le bollette per le utenze non pagate (anche se l’immobile è rimasto disabitato), le imposte, il mutuo stipulato in vita dal defunto e le relative rate scadute e non versate.

Anche la fideiussione si trasmette agli eredi, i quali, subentrando nel rapporto con gli stessi poteri che spettavano al defunto, possono recedervi solo nei modi e nelle forme in cui il diritto di recesso avrebbe potuto essere esercitato dal de cuius e sono perciò obbligati, in mancanza di recesso, all’adempimento pro quota della obbligazione fideiussoria anche in relazione ai debiti contratti dal soggetto garantito dopo la morte del fideiussore.

2. Trasmissione dei debiti agli eredi: quando accade

Prima di definire quali sono i debiti intrasmissibili agli eredi, occorre innanzitutto verificare da quale momento questi debiti si trasferiscono agli eredi.

Si tratta infatti di un punto essenziale, forse il più importante della questione, poiché proprio su questo aspetto, dunque, spesso vengono commessi gli errori principali.

Il primo punto fondamentale da considerare è che ad essere responsabili dei debiti del defunto sono solo gli eredi che hanno già accettato l’eredità. Dunque, ne deriva che prima della formale accettazione dell’eredità, non si è eredi e non si risponde neanche dei debiti del defunto.

Questo dato già cambia molte carte in tavola. Sappiamo infatti che non accettando l’eredità, non si risponderà dei debiti del defunto.

Il creditore, dal suo canto, può certamente inviare diffide, ma non potrà avviare pignoramenti contro i parenti che non hanno accettato l’eredità.

Dunque, non potrà avviare alcuna azione esecutiva nei confronti degli eredi del defunto per soddisfare le proprie pretese creditorie.

Ed è proprio su questo punto che le cose si complicano per il creditore che vuole aggredire il compendio dell’erede.

Infatti, il creditore che agisce contro uno degli eredi per chiedergli il pagamento del debito lasciato insoluto dal defunto non può limitarsi a dimostrare il rapporto di parentela che unisce questi ultimi, ma deve procurarsi la prova dell’accettazione dell’eredità.

Ricordiamo, infatti, che l’accettazione può consistere sia nella manifestazione espressa di volontà (ad esempio quella fornita al notaio), sia in un comportamento tacito (ad esempio il prelievo dal bancomat del conto del defunto o la vendita di un bene dell’eredità).

Una volta accettata l’eredità, tutti gli eredi sono chiamati a rispondere dei debiti del defunto in base alla rispettiva quota.

Interessante notare, invece, che la disciplina giuridica in esame non si applica ai crediti del de cuius. Questi infatti, a differenza dei debiti, non si dividono automaticamente tra i coeredi in ragione delle rispettive quote, ma entrano a far parte della comunione ereditaria (sentenza Cassazione n.  11128/1992).

3. Ripartizione dei debiti tra gli eredi

I coeredi devono pagare i debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che vi sia un testamento che disponga diversamente. Pertanto in caso di successione di più eredi, questi sono tenuti al pagamento dei debiti ereditari personalmente in proporzione delle rispettive quote ereditarie. Ciò significa che il creditore non può chiedere l’intera prestazione ad uno solo dei coeredi non sussistendo tra essi un rapporto di solidarietà.

Viene comunque fatta salva la possibilità per il defunto di stabilire, nel proprio testamento, quote di ripartizione dei debiti differenti. In tale caso non viene seguito il principio della divisione pro quota. In altre parole il de cuius può aver espressamente previsto che i coeredi rispondano dei debiti ereditari solidalmente tra loro.

Se uno degli eredi paga più della quota da questi ottenuta può chiedere agli altri eredi la restituzione di quanto da lui versato al creditore.

Ripartizione debiti fiscali

Anche per i debiti fiscali vige il principio di responsabilità pro quota degli eredi (così, per esempio, per l’imposta di registro).

Naturalmente il fisco non può avanzare alcuna pretesa nei confronti del soggetto privo della qualità di erede, cioè del soggetto che abbia espressamente rinunciato all’eredità.

Le sanzioni, inoltre, non si trasmettono mai all’erede. È il caso, per esempio, delle sanzioni per omesso o ritardato versamento delle imposte.

4. Debiti intrasmissibili

Differentemente da quanto si possa pensare, non tutti i debiti si trasmettono agli eredi.

Infatti, anche dopo l’accettazione dell’eredità, non tutti i debiti del defunto devono essere pagati per soddisfare i creditori.

Occorre capire meglio quali sono i debiti che, in sostanza, possono rimanere insoluti anche dopo l’accettazione dell’eredità.

Ecco quali sono i debiti intrasmissibili agli eredi.

Sanzioni fiscali e cartelle esattoriali

Innanzitutto, tutte le sanzioni amministrative non si trasmettono agli eredi. Anche quelle di natura fiscale, conseguenti al mancato o tardivo versamento delle imposte o sanzioni, sono intrasmissibili.

Lo stesso principio si applica anche a tutte le obbligazioni di carattere tributario: quindi, si applica sia ai debiti con Inps, Inail, sia le imposte dovute ad Agenzia Entrate, Comune, Provincia, Regione, sia le cartelle esattoriali dovute all’Agente della Riscossione.

Occorre però prestare molta attenzione a questo punto.

Gli eredi, infatti, sono comunque tenuti a corrispondere il capitale, ossia l’imposta evasa.

Proprio in ragione di ciò, essi devono presentare all’ente creditore una istanza sgravio sanzioni per ottenere il ricalcolo dell’atto impositivo.

Per quel che riguarda le altre sanzioni amministrative, si menzionano tutte quelle pene comminate per illeciti che non costituiscono reati. Si pensi, ad esempio, al protesto di illeciti, all’omesso versamento di contributi, alla sanzione per una ingiuria, per atti osceni in luogo pubblico o per atti contrari alla pubblica decenza.

Le multe stradali

Anche per le contravvenzioni stradali vige l’intrasmissibilità agli eredi.

Anche in questo caso, gli eredi dovranno presentare l’istanza di sgravio prima che la richiesta di pagamento diventi definitiva. In caso di mancata risposta da parte del Comune o della società di riscossione, bisognerà procedere al ricorso al giudice di pace. Se ad esempio un soggetto riceve una cartella esattoriale per multe mai pagate dal padre, allora il figlio può rivolgersi alla società di riscossione esattoriale e, con certificato di morte, chiedere lo sgravio dell’intera cartella senza pagare nulla.

Condanne penali

Come sappiamo, molti reati prevedono la multa o l’ammenda come sanzione per l’illecito che può essere chiesta anche in sostituzione alla detenzione. Questo significa che se un parente defunto ha subito, ad esempio, un processo penale per un abuso edilizio e non ha mai pagato la multa allo Stato, di tale sanzione non dovranno mai rispondere i suoi eredi.

Per le sanzioni penali vale, quindi, lo stesso principio di quelle amministrative: non si trasmettono agli eredi.

5. Trasmissione dei debiti agli eredi: come evitarla

Come accennato, uno dei modi per non ereditare i debiti del defunto è quello di rinunciare all’eredità. Tale scelta può essere compiuta entro 10 anni dall’apertura della successione. Tuttavia se l’erede era nel possesso anche di uno solo dei beni del defunto, il termine è più breve: egli deve, entro 3 mesi, effettuare l’inventario e, nei 40 giorni successivi, scegliere se accettare o meno l’eredità. Il mancato rispetto di tali termini comporta l’accettazione pura e semplice dell’eredità.

In alternativa alla rinuncia all’eredità, l’erede che non abbia chiaro il quadro dei debiti e del patrimonio del defunto potrebbe optare per l’accettazione con beneficio di inventario, anch’essa da farsi entro gli stessi termini visti per la rinuncia e con la medesima eccezione sopra vista. Questo comporta che tutti i creditori non potranno pignorare il patrimonio personale dell’erede, ma solo i beni da questi ottenuti con la successione.

Se l’eredità è stata accettata, invece, possiamo ricorrere a diversi strumenti che in questa sede ci limitiamo ad accennare.

In via preventiva,poi, richiamiamo quegli strumenti spesso utilizzati al fine di difendere il proprio patrimonio immobiliare.

Menzioniamo, dunque, la costituzione di un fondo patrimoniale, il trust, la vendita a un estraneo dell’immobile, il vincolo di destinazione, la separazione coniugale.

Ancora, se l’eredità è stata accettata, naturalmente sono percorribili le vie legali al fine di difendersi dai creditori del defunto, dunque si può contestare il pignoramento attraverso gli strumenti dell’opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi.

Trasmissione dei debiti agli eredi: in conclusione

In sostanza, come avrai potuto notare, la disciplina della trasmissione dei debiti agli eredi non è affatto semplice.

Proprio per questo motivo, al fine di ottenere una completa e migliore consulenza in materia, ti consiglio di completare il Modulo di contatto che trovi in questa pagina.

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