Usucapione: come farla valere e quali vantaggi comporta
Eleonora Truzzi - 3 Aprile 2020

Nel nostro ordinamento esiste un istituto che consente di acquistare la proprietà di un bene attraverso il suo possesso. Stiamo parlando dell’usucapione.

In realtà, non si tratta di un semplice possesso. Devono essere soddisfatti determinati requisiti, soprattutto di tempo.

È un istituto molto utile per far acquisire, tramite la propria condotta, la proprietà a quelle persone che proprietarie non sono.

Il motivo per cui l’ordinamento consente questa possibilità è per riconoscere il lavoro svolto da coloro che si occupano di un bene anche se non gli appartiene.

Ecco come funziona l’usucapione e quali sono i vantaggi per chi lo sceglie.

Come funziona l’usucapione?

Il primo requisito affinché si verifichi l’usucapione l’abbiamo già individuato, è quello del possesso.

Tuttavia, non basta un qualsiasi possesso.

Il secondo requisito fondamentale è quello temporale. L’usucapione si realizza con diversi margini temporali. 

Prendendo l’esempio dei beni immobili, possiamo dire che l’usucapione ordinaria si perfeziona con un possesso di 20 anni, mentre per l’usucapione abbreviata ne bastano solamente 10. 

Per le altre tipologie di beni sono previsti limiti temporali differenti e, per approfondire l’argomento, ti consigliamo di studiare come si realizza l’usucapione nello specifico.

Oltre a questo, il possesso deve essere continuo e non interrotto, non deve generare dubbi su terzi e deve essere realizzato in modo pacifico. Se ti appropri di qualcosa con la forza, per esempio, non può considerarsi usucapione.

Come far valere l’usucapione?

L’onere della prova dell’usucapione, chiaramente, ricade in capo a chi intende far valere il proprio diritto derivante dal possesso.

Tuttavia, non si tratta di una prova facile perché è necessario documentare di essersi comportati come proprietari nei confronti del bene, ma senza esserlo nella pratica.

Cosa significa comportarsi come il proprietario? Adempiere tutti gli oneri che quel bene richiede e gestirlo in modo continuativo.

La strada più semplice per provare il proprio diritto di usucapione è quello di trovare dei testimoni che attestino il legame tra il soggetto e il bene in questione. 

Anche perché il possesso deve essere pubblico, non deve essere stato estorto con la violenza o in modo clandestino. Questo dettaglio rende altresì facile trovare dei testimoni che in 20 o 10 anni abbiano visto il possessore gestire il bene come se ne fosse lui il proprietario.

Se stiamo parlando di un immobile, questo può significare effettuare le riparazioni necessarie, pagare le bollette o le spese condominiali, sostituire le serrature, ecc.

Quali vantaggi porta con sé l’usucapione? Vediamoli insieme.

I vantaggi dell’usucapione

Sarebbe terribilmente frustrante prendersi cura di un bene, mobile o immobile che sia, e, dopo anni, vedere che il proprietario distratto può comunque far valere i propri diritti.

Ecco perché l’ordinamento ha incentivato l’acquisto della proprietà tramite usucapione.

1. Chi non si cura della proprietà la perde

A comportarsi come se fosse il proprietario è il possessore, non il vero proprietario del bene. Questo significa che, mentre il possessore svolge questo importante lavoro verso l’oggetto del possesso, il proprietario non se ne cura.

Il primo obiettivo che si è prefissato l’ordinamento, e che porta un chiaro vantaggio per il possessore, è quello di spogliare il proprietario della sua proprietà per darla a chi si è preso cura del bene in quel lasso temporale così lungo.

2. L’usucapione si acquista per buona fede

Capita più di quanto pensiamo che una persona sia convinta di acquistare la proprietà di un bene per mezzo di un atto di acquisto valido che, successivamente, si rivela nullo.

Per questo motivo chi si sta già comportando come proprietario deve smettere di esserlo per un cavillo burocratico o perché vittima di truffa? Assolutamente no. 

A salvare l’acquisto interviene l’usucapione che ha valore per coloro che in buona fede hanno acquistato da un soggetto che non era proprietario o senza il consenso di tutti i comproprietari, nel caso fossero più di uno.

3. L’acquisto può avvenire anche in mala fede 

Questo non è sicuramente uno dei vantaggi di cui andare più fieri. Tuttavia, secondo la legge, la proprietà può essere acquistata tramite usucapione anche se il possessore completa il tempo richiesto con un possesso in mala fede.

Come mai? È sufficiente il requisito del possesso pubblico affinché si compia l’usucapione.

Per contro, è bene sottolineare che l’usucapione si completa con il decorso di 20 anni perché, in caso di malafede, non può aversi usucapione abbreviata.

4. Sono usucapibili una gran quantità di beni

Uno dei casi più lampanti in cui si verifica l’usucapione è sicuramente quello degli immobili. Tuttavia, è bene sapere che esistono tantissime altre categorie di beni usucapibili.

Oltre ai beni immobili troviamo i beni mobili, i mobili registrati e le universalità di mobili.

Diversamente, non sono usucapibili i beni demaniali dello Stato, i beni indisponibili, i luoghi pubblici di culto, i beni di Comuni e Regioni.

5. Non è necessario che il proprietario ne sia a conoscenza

Una delle domande che assilla più spesso coloro che intendono acquisire la proprietà di un bene tramite usucapione è se il proprietario ne deve essere a conoscenza

La risposta è no. Abbiamo detto che uno dei requisiti affinché il possesso si trasformi in proprietà è il fatto che non sia stato acquisito in modo clandestino.

Di conseguenza, se il possessore si prende cura del bene pubblicamente, dopo il decorso del termine richiesto, può acquisire il diritto di proprietà anche se il proprietario non ne era a conoscenza.

6. Non è così semplice interrompere l’usucapione

Il proprietario una mattina si sveglia, scopre che è decorso il tempo necessario affinché si realizzi l’usucapione e decide che vuole mantenere ugualmente la proprietà del suo bene.

In realtà, interrompere l’usucapione non è così semplice, anche da parte del proprietario.

Requisito essenziale per poterlo fare è quello di rivolgersi al giudice e avviare un’azione di rivendica sul bene.

Altrimenti, un’altra strada può essere quella di togliere il possesso del bene al possessore e, se quest’ultimo non lo rivendica entro 1 anno, l’usucapione si considera interrotta.

Se sei in possesso di un bene, ora hai un quadro più completo su quelli che sono i requisiti per sfruttare l’istituto dell’usucapione e su quali sono i vantaggi che riserva a chi decide di farlo valere.

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